Inizio Capitolo 7 "Guardare in Alto"
Se mi dice un'altra volta "seguimi e lo scoprirai" io giuro che mi metto a urlare. Detto sinceramente, Jenth ha davvero rotto le palle con questa storia.
"Ragazza vieni a vedere."
Quasi non lo sentivo tanto sono immersa nei miei pensieri, e adesso che ci penso non ricordo nemmeno per quanto abbiamo camminato.
"Senti Jenth, ne ho davvero abbastanza di dei tuoi misteri, sono stufa di …. aspettare."
È come se l'aria ti uscisse da sola dai polmoni. Wow, solo Wow; è tutto quello che si può dire davanti ad uno spettacolo come questo.
Per quanto assurdo, pericoloso, e probabilmente alieno sia questo posto, in quanto a paesaggi mozzafiato merita davvero il massimo dei voti.
C'è una rovina alta e gigantesca, quasi quanto gli alberi più alti di questa foresta; ed un'enorme e gigantesco rampicante che l'avvolge come un serpente avvolge la sua preda. Negli anni quella gigantesca liana deve essere diventato l'unico sostegno della struttura.
L' entrata sarà larga almeno venti metri e la liana gigante affonda le sue radici al lato di questa, poi cresce attorno al tempio fino a superare le cime degli alberi della foresta, e lassù dà vita ad un'enorme chioma verde.
"Seguimi." la voce autoritaria di Jenth mi fa tornare alla realtà.
"Che ci facciamo qui?"
"Ti servirà un posto dove dormire, qui andrà bene."
"Jenth ascolta, adesso è davvero troppo! Non muoverò un altro passo prima di ricevere una spiegazione soddisfacente!"
Lui si volta verso di me e fa "Come posso spiegarti se non hai pazienza di aspettare!"
"Ho aspettato anche troppo! Sono stata paziente fino ad ora, ma adesso ho bisogno di una spiegazione come ho bisogno di respirare! Tu sai cosa mi sta succedendo ma non vuoi parlare, e se non vuoi dirmi cosa succede almeno spiegami il perché!"
"Molto bene." Dice tutto risoluto. "Sali là sopra e avrai tutte le risposte che ti servono."
Ha indicato un punto sopra l'entrata. Questa rovina è stata costruita come una piramide, e l'entrata è il primo dei suoi gradoni. Sarà alto quanto un palazzo di quattro piani, ma adesso non importa.
Metro dopo metro, questo gigantesco rampicante sembra non finire mai. La cosa non mi pesa più di tanto, sono abbastanza abituata a questo genere di fatiche, mi sono sempre piaciute le uscite all'aria aperta, che fossero sui monti con gli scout o semplici passeggiate in riva al mare.
Mi giro un momento per recuperare le energie, Jenth non c'è più, è sparito di nuovo. Forse se l'è presa per prima, comunque sia ora non posso andarlo a cercare...
La mia mano tocca finalmente la pietra fredda della rovina e mi isso sopra il muro di pietra.
C'è qualcosa in fondo al gradone, forse un uomo. Seduto e girato di spalle, sembra proprio un uomo. Corro, corro e basta; questo gradone è molto più lungo di quanto mi aspettassi, da sotto non sembrava. L'uomo però, man mano che mi avvicino, sembra sempre più familiare fino a quando non mi accorgo che…
"Jenth?" mi aspettavo tutto tranne che lui, è così assurdo, e mi sento anche un po' in colpa.
"Questo ti insegnerà a scegliere sempre il modo ed il momento giusto per dar sfogo alla tua collera giovane Alice. E se io non volessi rispondere alle tue domande adesso? E se, rispondendo in quel modo, ti fossi fatta un nemico pericoloso?"
"Mi dispiace Jenth, hai ragione." ho sbagliato in effetti. "Deve entrarmi in testa che non sono più su mio pianeta, la prossima volta tenterò di stare calma e di usare modi migliori."
Mi siedo insieme a lui.
"Posso sperare che tu risponda alle mie domande ora?"
"Certamente."
"E mi dirai tutta la verità?"
"Hai la mia parola."
Traggo un respiro profondo e finalmente posso dar sfogo alla mia voce.
"Cos'è successo Jenth? Perché sono finita qui? Com'è possibile che quegli insetti se ne siano andati al mio comando? Cosa sono quegli scatti di velocità? E soprattutto perché ogni volta che sento un qualcosa di strano scorrere in me finisco sempre con la faccia a terra?"
"Sai, tutte queste domande possono avere una sola risposta, pure quelle che ti facesti a proposito del cristallo."
Tiro fuori il sassolino dalla tasca. Me ne ero completamente dimenticata, è incredibile che dopo tutto quello che è successo sia ancora lì; guardo Jenth seria, temo che si tratti di qualcosa di pericoloso:
"Qual è la tua risposta?"
"La Forza."
"Cos'è la Forza?"
"È una connessione, un'energia creata dalla vita stessa; è in ogni essere vivente senza eccezioni; ma in te, come in pochi altri, è particolarmente vigorosa. Nulla accade per caso, non ho dubbi che sia per suo volere che tu ti trovi qui."
Lo guardo affascinata, questa potrebbe essere la risposta a molti dei miei punti interrogativi, che non ne hanno mai avuta una.
"Tipo un potere speciale?"
"Qualcosa del genere. Ma ricordati che non sei ancora in grado di controllarlo, devi ancora imparare ad aprirti completamente ad essa. Io posso insegnarti se lo vuoi, ma non ti nascondo che non sarà una cosa facile."
…
E adesso cosa dovrei fare?
La scelta è soltanto mia. Chiudo gli occhi e cerco nel profondo di me stessa, interrogare il mio istinto, è ciò che cerco di fare.
È come se fosse una voce strana che parte dal luogo più profondo del mio io; ma ogni volta che tento di capire dove sta quella sembra rimpicciolirsi e scomparire. Col tempo ho parzialmente imparato a richiamare questa strana voce, su qualunque cosa io mi interroghi mi dà sempre la risposta giusta. La parte difficile è ascoltare, spesso su due piedi prendo la decisione sbagliata per poi rendermi conto che era l'opzione sbagliata quando è troppo tardi.
La calma è la chiave, ed in quella io non sono per niente brava, ma questa volta sento che non posso permettermi errori.
…
"Sai Jenth, da dove vengo io spesso si dice che da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Voglio imparare, lo voglio davvero, e ti sarei immensamente grata se potessi essere tu ad istruirmi."
"Molto bene." dice lui "Ora sistemati, domani iniziamo l'addestramento."
"Jenth aspetta! Prima che tu vada, puoi rispondere ad un'ultima domanda?" riprendo il sassolino dalla tasca. "Ti ho già detto cosa fa, solo che c'è una cosa che non mi spiego." *insieme alle altre diecimila ma dettagli*
"Che cosa?"
"La prima volta che ho sentito quella specie di… di richiamo; ho sentito appunto che mi chiamava per nome. Il mio nome. Ma la seconda volta, appena dopo che ti ho incontrato in quella spiaggia non ha usato il mio nome. Mi ha chiamato Dali-Al."
"Devo ammettere che questa è la prima volta che sento parlare di una cosa del genere, ma se ti ha chiamato in quel modo qui significa che per lui il tuo nome è quello."
"Non so se ho capito."
"Pazienza, molte cose si comprendono meglio col passare del tempo. Tuttavia è meglio se stai attenta a non perderlo mai, ti consiglio di tenerlo sempre con te, ma adesso si sta facendo tardi. Va a cercare un riparo per la notte, domani inizieremo presto l'addestramento."
