Inizio Capitolo 10 "Guai in arrivo"

Quasi tutti i rampicanti cresciuti sul tempio fanno parte di una grande colonia di fiori fosforescenti. Di notte non si vede nulla sotto le chiome della foresta, ed i fiori sono l'unica fonte di luce. Io li faccio sempre brillare con la Forza, non molto solo quel tanto che basta per vedere dove mettere i piedi.

Più mi avvicino al rifugio più sento la Forza farsi strana, è come se fosse più… marcata, ecco. È una cosa che noto solo per un attimo, poi quella sensazione scompare.

Come arrivo sulla soglia di casa vedo un'ombra barcollante che si precipita verso di me; nascondo una mano dietro la schiena e faccio brillare i fiori come non mai.

È la ragazza del rottame. Lei barcolla all'indietro e cade per terra; mi guarda con un misto di paura e stupore, ok forse ho esagerato un pochino.

"Mi dispiace, è un po' di tempo che non vedo persone."

Lei si alza e mi dice qualcosa in una lingua a me sconosciuta; credo sia una domanda, e probabilmente ne ha anche più di una. Le riempio un seme di legno con dell'acqua.

"Bevi."

Voglio farle capire che ho buone intenzioni. Lei prima guarda me, poi la tazza convincendosi a bere. Intanto prendo anche uno dei frutto-pallone che tengo nel rifugio e lo poso sul lastrone che fa da tavolo.

Avevo appena imparato a sollevare le cose, e mentre esploravo la rovina ho trovato un lastrone rotto. Dopo molti tentativi sono riuscita a portarlo qui dentro.

Faccio cenno alla sconosciuta di venire a mangiare, avrà di certo fame. È molto titubante, forse pensa che il frutto sia avvelenato o cose del genere. Cerco di farle capire a gesti che non ha nulla da temere, ma ancora non riesco a convincerla; così do un morso al frutto.

E lei finalmente convinta, inizia a mangiare. Anche se col braccio steccato ha qualche difficoltà a tenere fermo il frutto.

Dopo un po' inizia a farmi altre domande ma non capisco nulla di quello che mi chiede. Mi è venuta un'idea: prendo i sassi che uso per aprire i semi e comincio a scrivere l'alfabeto sul lastrone. Quando finisco inizio a parlarle lentamente, mentre indico le lettere.

"Chi sei?"

Invece che aiutare questa cosa sembra confonderla ancora di più, proviamo prima con le presentazioni.

"Al.."

Mi blocco subito. Non avevo pensato ad una cosa: e se la Terra non fosse ancora stata scoperta? E se lei o qualcun altro poi volessero trovarla?

Laggiù non siamo ancora pronti. Se si vedessero alieni passeggiare per strada come se niente fosse? Oddio sarebbe anche peggio delle due guerre mondiali messe insieme.

"Dali-al."

"Ahsoka." finalmente ha capito.

"Aschoka?" provo a dire.

Lei mi sorride, prende un sassolino ed inizia a scrivere una serie di simboli. Solo dopo ho realizzato che si trattava del suo nome scritto nel suo alfabeto.

Dopo quello poi inizia a disegnare. Mi è chiaro sin da subito che lei non è una grande artista, ma comunque credo di aver capito: vuole vedere la sua nave.

Le faccio capire che so dove si trova e lei col braccio buono inizia a trascinarmi fuori. Ad un passo dall'uscita inizio a sentire un ronzio raccapricciante, qualcosa che non avrei mai voluto sentire. Tiro indietro Ahsoka e la trattengo contro la parete del rifugio. Lei inizia a protestare, ma io le faccio cenno di stare zitta, e di guardare fuori. Lei attenta a non farsi vedere, si sporge dall' entrata.

C'è uno sciame di insetti rossi là fuori, e non ho nessuna intenzione di ripetere l'ultima esperienza. Usciremo domattina.

Tra le foreste lussureggianti del meraviglioso mondo di Serenno, la Forza viaggia come un conduttore. Forse è proprio per questo che il Conte Dooku, un tempo stimato cavaliere Jedi, l'ha scelta come sua dimora.

Ora come ora però Dooku non riesce a darsi pace. Un mese prima mentre era immerso nella meditazione aveva avvertito la Forza fare qualcosa che non aveva mai avvertito prima: ora voi penserete "un tremito", e invece non si tratta di questo.

Era qualcosa che possiamo definire un sospiro.

Avete presente il modo di dire "o la va o la spacca"? e quando "la va" tutta la tensione si scioglie e tiri il famoso sospiro di sollievo?

Noi sì, ma Dooku ascolta troppo il Lato Oscuro della Forza per potersene ricordare.

Ogni volta che si mette a meditare cerca continuamente di risalire alla fonte di quel sospiro. Che cos'era? Da dove veniva? Non riusciva mai a trovarlo, ed ogni volta finiva di meditare che era ancora più frustrato di prima.

Per ora il suo Signore non se ne era ancora accorto. Dooku è sempre stato bravo a nascondere le emozioni.

Doveva solo continuare a provare seguendo l'unico indizio in suo possesso: settore Gordian Reach.