Inizio Capitolo 13 "Aiuti (o quasi) "

La foresta è sempre affascinante di notte: con le lune che illuminano il cielo e la fievole luce dei fiori nell' oscurità degli alberi maestosi, sembra di stare dentro ad una favola. Una favola meravigliosa da ammirare da sopra il grande ingresso del tempio. La Forza scorre potente tra gli alberi, le rocce e il tempio stesso; è ovunque, in ogni cosa e non penso che possa esistere un luogo migliore per osservarla in tutta la sua bellezza.

Inizio a meditare con i rumori della natura che mi accompagnano: i Runyip che pascolano tranquilli, le Scimmie arcobaleno che saltano tra i rami ed i Fruscelli che spiccano il volo.

"Ne sei sicuro Anakin?"

"Certo che sono sicuro, è qui vicino."

Ma che diavolo?

Scendo dal tempio, sento qualcosa davanti a me, nascosta nella vegetazione. Non riesco a capire, sembra quasi… una persona?

AH! Non l'ho nemmeno sentito arrivare. Mi ritrovo a terra: le costole mi fanno male, respirare mi fa male. Sul terreno c'è una strana luce, alzo lo sguardo e vedo un uomo, con una cicatrice sull' occhio, che mi punta contro una spada blu.

"Tu… tu che vuoi?" gli chiedo col fiato mozzo.

"DOV'È AHSOKA?!" urla in Basic.

La paura inizia a farsi strada dentro di me, ed una lacrima solitaria inizia a bagnarmi la guancia.

"TU LE HAI FATTO QUALCOSA DIMMI DOV'È!"

"Lasciami!" gli urlo e lui mi dà un calcio fortissimo sulla botta.

"PARLA!"

"Lasciami stare!"

Stendo una mano in avanti per difendermi, ma non arriva nessun colpo. Riapro gli occhi e davanti a me non c'è nessuno. Mi sento i polmoni tagliati in due dal dolore, fa male. Mi tengo il fianco mentre cerco di rimettermi in piedi, e vedo che quell'uomo è finito contro le pareti rocciose del tempio.

Ahsoka arriva di corsa, guarda me e poi l'uomo… e corre da lui.

"Maestro!"

Cosa ho fatto?! O mio Dio l'ho ucciso! Sono un'assassina. Jenth me lo aveva detto! Me lo aveva detto di stare attenta! Ed io ora ho le mani sporche di sangue.

Cosa ho fatto?

Un' altro uomo con una spada blu esce dalla foresta correndo…

"Ahsoka!"

… e la raggiunge accanto all' altro.

"Maestro Kenobi. No! Dali aspetta!"

M io ero già scappata via.

"Ahsoka, cos'è successo qui?"

"Lui e Dali-al si sono scontrati maestro Kenobi, dobbiamo portare Anakin al sicuro. Aiutami."

Obi-Wan e Ahsoka fecero levitare Anakin fin sopra il gradone del tempio, poi lo misero nel letto del rifugio.

"Allora Ahsoka, chi è questa Dali-al?" disse Obi-Wan sedendosi su un lastrone di pietra.

"Un'amica maestro."

"Io non riesco a capire, come fa una ragazzina comune a stendere un Jedi?"

"Perché lei è un Jedi."

Obi-Wan fece una faccia stupita e prese a rigirarsi le dita nella barba.

"Spiegati meglio."

"Dali-al non è cresciuta al Tempio Jedi…" iniziò Ahsoka mentre verificava le ferite di Anakin. "Eppure combatte come tale, è molto potente nella Forza, anche se a prima vista non sembra. Mi ha salvata dai droidi di Dooku."

Kenobi le afferra le spalle.

"Quanto tempo fa è successo questo?"

"Non più di dodici ore maestro."

"Prendi questo comlink e porta Anakin alla nave, ti invierò le coordinate."

"Sì maestro. Tu che farai?"

"Vado a cercare la tua amica."

"È meglio che vada io Obi-Wan." obiettò Ahsoka.

"No!" rispose il maestro in tono fermo. "Tu e Anakin avete bisogno di cure mediche; se i droidi fossero già sul pianeta non riusciresti a proteggerla a lungo. Ora va!"

Ogni passo è un dolore lancinante; sono un'assassina, un mostro.

Un mostro che merita dolore e sofferenza.

La vista mi si annebbia e si snebbia, non respiro, solo quel tanto che basta per vivere ancora. Fa male, molto male. Mi sento un mostro, ma spero che mi venga concesso un ultimo desiderio: io voglio vedere da dove viene il vento, un vento leggero che arriva da oltre i tronchi degli alberi.

Vado avanti tenendomi il fianco, respirare è sempre più doloroso. Ancora in po', ancora qualche passo, ed inizio a vedere all'orizzonte dei pezzi di cielo.

No, non sono un mostro. Lui mi ha attaccato senza una ragione. Arrivo dagli ultimi alberi, e vedo un luogo in cui non andavo da tempo: la spiaggia del mio arrivo.

Il mare è esattamente come lo ricordavo, la sabbia è ancora bianca, e le rocce sono ancora lì.

AHH! Trattengo a stento un grido, sedersi sulla sabbia ha fatto più male di quanto pensassi. Poggio la schiena contro il sasso; adesso riesco a respirare meglio, ma fa ancora male. L' aria salmastra somiglia a quella di casa, e le onde arrivano leggere a riva.

Il cielo è bellissimo stanotte: le stelle brillano più del solito, e le lune splendono luminose. Tra quelle stelle magari c'è casa, ed io vorrei tanto tornarci.

Mi manca, credevo di averla superata la nostalgia di casa.

Mi tengo il fianco e chiudo gli occhi, faccio un respiro profondo, grosso errore. Cerco di non pensarci, ascolta il rumore, la canzone, del mare.

Sento dei passi, qualcuno si avvicina. Giro la testa e vedo un uomo dalla barba castana.

"Tu … cosa volere?" parlare fa malissimo, mi tengo stretto il fianco e vorrei tanto mettermi ad urlare.

Lui si inginocchia.

"Niente paura, voglio solo portarti al sicuro."

"Lasciami non … non mentire." gli dico cercando di allontanarmi.

"Sul serio, non ti farò del male."

"Io aiutato… e curato Ahsoka, … e voi venuti qui, per uccidere me." gli dico ansimando.

"Il mio amico è fatto così, prima combatte e dopo fa le domande." ma poi il suo viso si fa più serio. "Dali-al ascolta, voglio portarti al sicuro. Presto arriveranno altri droidi e non puoi restare qui e soprattutto non così. Ti fidi di me?"

Io sento che devo rispondergli, ma mi sento davanti ad un bivio. Per un brevissimo istante mi dimentico del dolore e vedo solo quelle due strade. Ma poi tutto torna alla realtà, ed il dolore mi fa ritrovare l'immagine di quell'uomo castano che mi guarda, non mi fissa, mi guarda e basta. Ormai so che lui è sincero, perché nei suoi occhi non c'è malvagità. E se c'è una cosa di cui mi fido, è proprio quell'istinto che mi fa vedere l'anima della gente riflessa nei loro sguardi.

"Sì."

Ed in quel preciso istante, dalla stoffa nera della mia collana esce un bagliore luminoso. Lui lo nota.

"Che cos'è questo?" fa allungando una mano.

Fa sempre più male, non riesco quasi a respirare. Gli prendo la mano, presto non sarò più in grado di proteggerlo, e non posso permettermi di perderlo.

"Promettimi che... Coff!"

Non faccio nemmeno in tempo a finire la frase che gli tossisco del sangue sulla maglia.

"Promettimi che nessuno potrà toccarlo." gli dico boccheggiando.

"Ti do la mia parola ragazza."

Ora posso finalmente lasciarmi andare, mentre sento quello sconosciuto sollevarmi da terra, facendomi più male di quanto non ne abbia sentito fin ora.

….

ORBITA: Quarta luna di Yavin.

SETTORE: Gordian Reach.

Ahsoka Tano ed Obi-Wan Kenobi si trovavano nel corridoio dell'infermeria della loro nave da guerra, la Padawan aveva un braccio ingessato. Nessuno dei due parlava, rimanevano in silenzio immersi nei loro pensieri.

A nessun clone era stato consentito di avvicinarsi a quelle stanze, perché prima erano i Jedi a doverci capire qualcosa. Un droide medico uscì dalla stanza vicina.

"Potete entrare." E si diresse nella stanza accanto.

Anakin stava seduto su una sedia medica al centro della stanza, aveva la testa fasciata da diversi giri di bende.

"Sono felice di rivederti Ahsoka." disse abbracciandola.

"Anch'io Maestro Skywalker."

Obi-Wan diede un colpo di tosse.

"Bene." esordì. "Ora che ci siamo ritrovati, penso sia il momento di parlare su ciò che è accaduto."

"Non mi va di parlarne."

"Hai aggredito un innocente Anakin. Che ti passava per la testa?!"

"Nelle mie visioni quella ragazza rappresentava un pericolo per Ahsoka!"

"Nella realtà, Maestro, quella ragazza mi ha salvato la vita!"

Anakin ricadde sulla sedia e si strofinò il viso.

"Come ha fatto a mettermi al tappeto?"

"Conosce le vie della Forza, ma non ho la certezza di come le abbia imparate."

"Adesso lei dov'è?"

Per tutta la risposta Obi-Wan andò verso la vetrata scura che separava quella stanza dalle altre, e gli tolse lo schermo oscurante: dall' altra parte due droidi stavano operando una giovane poco più grande di Ahsoka.

"Quattro costole rotte ed un polmone perforato." lo informò.

"Ringrazia che sia ancora viva Skycoso, o saresti in guai molto seri adesso."

"Non sei d'aiuto Furbetta." ribatté Anakin.

Kenobi rimise lo schermo oscurante e fece avvicinare due sedie.

"Credo che sia ora di raccontarci del tuo soggiorno su Yavin 4 Ahsoka."

…...

"Cody, mettimi in contatto con il Tempio Jedi."

Dopo aver ascoltato la storia di Ahsoka, Obi-Wan si precipitò sul ponte, desiderava infatti discuterne con gli altri membri del Consiglio prima di prendere una decisione. Non era una scelta semplice da prendere.

L'ologramma fece apparire le figure azzurrine del generale Windu e del Maestro Yoda.

"Obi-Wan è un piacere rivederti."

"Anche per me Mace, sono felice di informarvi che la missione è riuscita."

"Quindi dobbiamo presumere che Skywalker ci abbia visto giusto?"

"Anche più di quanto credessimo inizialmente in realtà." disse Obi-Wan. "Ho ascoltato il racconto della Padawan, e sommato a quello che ho visto, stentereste a crederci."

"Come ha fatto a sfuggirci?"

Queste furono le prime parole di Mace Windu alla fine del rapporto di Obi-Wan.

"Maestro Kenobi, con la tua ospite parlare dobbiamo." disse il Maestro Yoda.

"Temo che al momento ciò non sia possibile."

"Come mai?" domandò Windu.

"Diciamo che lei e Anakin hanno avuto una discussione combattiva."

"Questa scoperta un interessante capovolgimento è." disse Yoda. "L'ospite portare al Tempio tu devi Obi-Wan, questa faccenda chiarita deve essere. La mano di Dooku dietro questa storia esserci potrebbe."

"Mi scusi signore."

Un droide medico interruppe la conversazione, porgendo a Kenobi un holopad. Appena ci posò lo sguardo nel suo volto apparve un'espressione incredula.

"Che succede?" chiese Windu.

"A quanto pare il nostro ritorno a Coruscant è diventato più urgente del previsto. Vi spiegherò tutto al mio arrivo."

"Allora che la Forza sia con te Obi-Wan."

Chiusa la conversazione, Kenobi cancellò tutti i dati dall'holopad, ma nella sua mente la domanda restava: com'è possibile?

E non riusciva a trovare una risposta.