Inizio Capitolo 16 "Ragazza dal Nulla"

"Maestro, con tutto il dovuto rispetto, non potete essere serio."

"Scherzare su queste cose mio uso non è Maestro Kenobi."

Il tramonto è davvero bellissimo, anche se non supera quello di Yavin 4. Credo che in ogni pianeta dotato di una stella questo momento sia sempre di una bellezza straordinaria.

"Dali ma dov'eri finita?"

"Scusami Ahsoka, avevo bisogno di stare un po' da sola."

"Adesso non importa." esclama lei frettolosa. "Forza sbrigati!"

"Come mai?" chiedo io iniziando a seguirla.

"Il Maestro Skywalker ha un'idea su come localizzare il tuo pianeta natale. Muoviti!"

Tornare a casa? Fermi un attimo. Cosa?!

"Ahsoka aspetta!"

Non mi dà neanche il tempo di elaborare la cosa che è già corsa via.

Riesco a raggiungerla ad una terrazza di atterraggio del Tempio. Ci sono parecchie navi cannoniere, molto simili a quella che abbiamo usato per venire qui.

"Ahsoka puoi dirmi dove stiamo andando?"

"Al palazzo del Senato." dice salendo sulla nave.

Come se andare in quel luogo fosse la cosa più semplice del mondo.

"Il palazzo del Senato?"

"Lì c'è qualcuno che forse può aiutarci." mi spiega mentre la navicella decolla. "Ci sta aspettando col Maestro Skywalker."

Non ho la più pallida idea di cosa sia potuto venire in mente ad Anakin, ma ora sono decisamente curiosa di scoprirlo.

Il palazzo senatoriale è qualcosa di mastodontico, sarà grosso almeno quanto tre Star Destroyer, per non parlare poi dell'altezza.

Atterriamo sul balcone di atterraggio più vicino, quelli che ci accolgono non tanto calorosamente non sembrano essere cloni: sono soldati dalle armature blu con tanto di pennacchio in testa. Mi ricordano un po' le armature degli antichi romani.

Appena mi vedono ci circondano subito.

"Fermi. Dichiarate la vostra identità!" ci ordina il capo.

"Sono Ahsoka Tano, comandante Jedi. Il Generale Skywalker ci sta aspettando dentro l'edificio." gli risponde sicura Ahsoka.

"E l'altra chi è?"

Oh mamma.

"La ragazza è sotto la protezione dell'Ordine al momento, e gode della mia più competa fiducia. Potete stare tranquilli che non creerà problemi."

Lui guarda i suoi compagni d'armi, non sembra molto convinto.

"Muovetevi."

Tiro un sospiro di sollievo.

"Grazie Ahsoka, odio stare al centro dell'attenzione."

"Non c'è di che." risponde lei.

Una volta dentro attraversiamo corridoi pieni di gente di tutte le razze. Chissà da quale pianeta verranno? E la loro cultura come sarà? No basta! Finirò per cacciarmi nei guai per colpa della mia stupida curiosità. Devo mantenere un profilo basso.

Seguo Ahsoka dentro un ascensore, per fortuna oltre a noi non entra nessun'altro. Questi ascensori sono un po' diversi da quelli cui ero abituata, ma almeno non traballano.

"Ahsoka ascolta." inizio a chiederle. "Da chi stiamo andando esattamente?"

"Da una mia cara amica. Lei ha qualcosa che forse può aiutarti."

L'ascensore si ferma, aprendo le porte ad un piano con i muri tappezzati di rosso; ci sono tante porte qui, forse sono uffici. Fortunatamente qui non ci sono altre persone.

"Vieni." mi dice Ahsoka entrando in una stanza vicina.

È un posto molto largo dove bianco e rosso sono i colori predominanti, davanti a me c'è un'intera vetrata che funge da parete, facendo vedere tutto il paesaggio di Coruscant, ed una scrivania con la sedia che le dà le spalle.

"Eccovi qui."

Anakin sta vicino ad un tavolino insieme ad una donna dai lunghi capelli castani, che tiene raccolti in un modo davvero bizzarro; sembra quasi che abbia delle impalcature in testa.

"Dali-al, lei è la senatrice Padmé Amidala di Naboo, una mia carissima amica." disse Anakin.

Saluto la senatrice con un piccolo inchino. Inchinarsi mi sembra una grande stupidata, ma da quel che ho capito qui viene usata come forma di profondo rispetto.

"È un piacere conoscerti Dali-al." mi dice con voce gentile.

La guado negli occhi per un momento, e vedo che è sincera.

"È un piacere anche per me senatrice."

"Grievous da sola ha sconfitto, alleata della Luce lei è, e la Messe superato ha. Dire altro per convincerti io devo?"

"No Maestro Yoda, dopotutto è vero che Dali-al ha molto talento."

"Eppure ancora incertezza io avverto in te Obi-Wan Kenobi." disse Yoda. "Nulla tu devi temere, sempre in movimento il futuro è. Un'immagine di esso visto ho: la Forza con lei sempre sarà."

"Non sono sicura che sia una buona idea."

Sinceramente credo che questo piano faccia acqua da tutti i buchi, la gente di questi mondi non si è mai spinta nelle zone della Galassia più esterna, e di conseguenza non sono mai entrati in contatto con la Terra. Come sperano di trovarla in questo modo? E poi se dovessimo in qualche modo riuscirci, sarebbe ancora la mia epoca? E cosa dovrei dire ai servizi segreti quando arriveremo là?

Scoppierebbe il finimondo, letteralmente.

"Non puoi saperlo con certezza finché non lo fai." mi dice Ahsoka.

"Non lasciare niente di intentato." mi consiglia Padmé.

"Ascoltami Dali-al." inizia Anakin. "So che per te fidati è difficile, ma in questo momento ti si stanno ponendo davanti due strade: la prima ti dà una speranza di ritornare a casa tua, la seconda invece non ti farà più vedere il tuo pianeta natale. Mai. Ora dimmi, cosa scegli?"

"Fatelo entrare." sospiro io rimettendomi il cappuccio in testa, non so perché ma tenerlo mi fa stare più sicura.

Le porte dell'ufficio si aprono e da esse fa capolino la testa di un droide dorato.

"Ha chiamato padroncina?" fa lui con voce metallica.

"Si C-3PO, vieni per favore." gli risponde la senatrice.

È davvero buffo il modo in cui cammina. Si guarda intorno con aria spaesata, nonostante dovrebbe essere già stato qui migliaia di volte.

"Saresti in grado di riconoscere la lingua natia di questa giovane?" gli chiede la senatrice indicandomi.

A questo punto il droide non può fare a meno di notarmi, ed inizia ad avvicinarsi a me. Non ho avuto belle esperienze con i droidi finora.

"Oh salve!" esclama lui. "Io sono C-3PO, relazioni umane-cyborg. Voi chi siete?"

"Dali-al." taglio corto io. "Sai riconoscere una lingua quando la senti?"

"Beh signorina, io conosco più di sei milioni di forme di comunicazione." dice lui impettito.

"Allora traduci questo: Riconosci questa lingua? Capisci quello che dico? Droide sai da dove proviene?"

Parlare di nuovo l'italiano dopo tutto il tempo che ho passato a parlare in basic è veramente strano. Mi ero quasi dimenticata come si facesse, una sensazione sinceramente fuori dall'ordinario.

"Allora?" chiedo al droide. "Hai riconosciuto la lingua?"

"Signorina." dice lui mortificato. "Conosco sei milioni di forme di comunicazione, eppure non ho mai sentito la vostra. Sono desolato."

Sapevo dopotutto che poteva andare così. Nessuno qui sa cosa sia la Terra, figurarsi poi le sue lingue, sempre che l'italiano sia ancora in uso laggiù. Però è anche vero che questo droide è l'unica speranza che mi rimane per tornare indietro.

Ora mi rendo conto di quanto io sia cambiata in così poco tempo: Dov'è finita la Dali-al di prima? Dov'è finita l'Alice di prima?

In questo tempo ho riscoperto me stessa, capendo quali fossero le mie vere capacità e trovando le risposte a decine di domande che ho sempre avuto; ora ne devo cercare per un altro milione. Ho dimenticato che per guardare al futuro a volte si deve spolverare il passato.

"Conosco anche altre lingue." chiedo incerta al droide. "Puoi tentare di identificarle?"

E qui vedo Ahsoka rivolgermi un piccolo sorriso.

pov?

La tristezza…

La delusione…

Si! Sii!

La sua Forza era vicina, molto vicina. Il suo obbiettivo stava iniziando a crescere. E presto sarebbe stato suo…

Niente.

Niente di niente.

Ho provato con l'inglese, nulla. Con le poche frasi di francese e spagnolo, niente. Nemmeno quelle poche parole di tedesco e dialetto sono servite a qualcosa! È stata solo una delusione cocente dietro l'altra!

"Dali mi dispia …" comincia Ahsoka. Non le lascio nemmeno finire la frase. La spingo contro il tavolo rovesciando i bicchieri, devo stare lontano da tutto e tutti. Inizio a correre verso la porta.

"Dali-al aspetta! Possiamo parlarne!" mi grida Padmé.

"Ho bisogno di stare da sola perché non lo capite?!" gli urlo scappando fuori.

Non guardo nemmeno dove sto correndo; gente e metallo, è tutto quello che c'è qui.

Non ne posso più di tutto, corro più veloce che mai. Spavento qualcuno, urto le persone, ormai non so più dove sto andando, perché qui non ho nessun posto in cui andare.

Sbatto contro qualcosa, per poco non perdo l'equilibrio, ma lui non è altrettanto fortunato. È un uomo anziano, completamente vestito di rosso.

"Mi dispiace." mi scuso mortificata, aiutandolo a tirarsi su.

"Per fortuna nessuno si è fatto male." replica lui scrollandosi il vestito. "Dove stai andando così di fretta?"

"Io… non lo so." quasi mi scappa una lacrima.

"Vieni." mi mette una mano sulla spalla. "Andiamo nel mio ufficio a parlare un po'."

Nel tentativo di concludere più in fretta le loro ricerche Anakin ed Ahsoka si erano divisi, cercando in tutta l'ala est del senato, ma di Dali-al ancora nessuna traccia. Eppure non poteva essere andata molto lontano.

Mentre controllava l'ennesimo corridoio Anakin sentì il suo comlink vibrare:

"Anakin mi ricevi?" disse la voce del suo ex Maestro.

"Che c'è Maestro?"

"Ho bisogno che Dali-al torni davanti al Consiglio, sai dov'è?"

"Questa è davvero un'ottima domanda."

"Anakin è successo qualcosa?"

Aveva sempre odiato quel tono del tipo "Hai combinato un altro pasticcio".

"È un po' complicato da spiegare." disse mentre controllava una stanza. "Per fartela breve è sparita."

"Questo non va bene. Dove vi trovate?" chiese lui.

"Al palazzo del senato."

"Sarò lì a breve." e chiuse la chiamata.

Anakin ricominciò a cercare in giro rincontrandosi presto con Ahsoka.

"L'hai trovata?"

"No. Tu piuttosto?" chiese lei.

"Nulla."

Un altro suono fece azionare il comlink di Anakin, per la seconda volta nel giro di dieci minuti.

"Parlo col Generale Skywalker?" disse un ologramma ad Anakin familiare.

"Cancelliere Palpatine." lo salutò lui. "A cosa devo il piacere?"

"Devo chiedere a voi ed alla vostra apprendista di venire nel mio ufficio."

"Posso chiedervi il motivo?" disse Anakin abbastanza confuso.

"Ritengo che una persona necessiti di vedervi."

La porta scomparve dentro il muro, permettendo ad Anakin ed Ahsoka di entrare nell' ufficio più ambito del Senato. Il Cancelliere venne ad accoglierli con sorriso, ed i due Jedi lo salutarono rispettosamente con un piccolo inchino.

"Chi dobbiamo incontrare Cancellier…" iniziò Skywalker.

"Dali-al!" lo interruppe Ahsoka.

La ragazza stava dormendo su un divanetto rosso poco distante, Ahsoka le andò vicino ed Anakin si sentì più sollevato.

"Non so come ringraziarvi Cancelliere. Ma come avete fatto a trovarla?"

"Possiamo dire che ci siamo scontrati nei corridoi. L'ho vista parecchio scossa, quindi l'ho portata qui per poter parlare davanti ad una bevanda calda, ma l'unica cosa che mi ha detto è che siete stati voi a condurla qui."

"Maestro non la riesco a svegliare." avvertì Ahsoka che stava scuotendo la ragazza.

"Temo sia a causa del sonnifero che le ho messo nella bevanda." spiegò il cancelliere. "È un ottimo rimedio per le notti insonni che il mio ruolo mi impone. Ho pensato che le potesse essere d'aiuto."

"Non importa Cancelliere. Dovremmo portarla via di peso." disse Anakin.

Quando Anakin ed Ahsoka arrivarono alla navetta, Obi-Wan rimase alquanto perplesso nel vedere Dali-al penzolare a testa in giù dalla spalla del suo ex Padawan.

"Ehm… Che cosa le è successo?"

"Lunga storia Maestro." gli rispose Anakin, mentre posava Dali-al contro la parete della navetta. "Ti spieghiamo durante il tragitto."

Non ricordo di essermi sdraiata in un posto così duro, così rumoroso. Dov'è la gravità? Non la sento più, è come se, no, io sto volando.

"Ahsoka?" ci sono lei, Anakin ed Obi-Wan.

Le sento dire quello che credo fosse un "finalmente" prima che mi aiuti ad alzarmi da terra.

"Io devo chiedere scusa." dico rivolgendomi a loro.

"Non importa per ora, ma non farlo di nuovo." mi risponde Anakin.

"Non lo farò."

Il resto del viaggio è stato silenzioso, nessuno ha parlato. Atterriamo su una piattaforma del Tempio Jedi.

Mentre scendo dalla navetta chiedo ad Obi-Wan quale sia la nostra destinazione.

"Stiamo andando dal Consiglio, seguimi."

Il suo volto pare teso, e forse anche un po' nervoso. Non intendo fiatare, che vogliano farmi una lavata di testa?

La porta della Sala del Consiglio Jedi mi si apre davanti, Obi-Wan è già entrato. Un respiro profondo ed entro, mi inchino al Consiglio in segno di rispetto ed aspetto il loro verdetto. Il Maestro Yoda prende parola:

"Dali-al, una decisione il Consiglio Jedi preso ha: cresciuta tu sei lontano dal nostro Ordine, emozioni tu provi che a noi permesse non sono. La Forza è con te ed il talento del Lato Chiaro dimostrato tu hai. Ma troppo grande per iniziare tu sei…

Per cui, se tuo desiderio è, il rango di Padawan Jedi il consiglio ti concede. Perché il cammino già intrapreso hai tu."

Fermi un attimo… COSA!?