Pomeriggio. Attico di Lucifer.

Lucifer con molta cautela si staccò, a malincuore, dall'abbraccio di Chloe. Con delicatezza la coprì con un lenzuolo, alzandosi nudo dal letto. Aveva deciso di non mostrargli le ali o il suo aspetto infernale, certo che appena l'avrebbe fatto, lei sarebbe scappata via da lui. Sicuro che allungando i tempi della loro nascente relazione, facendole capire meglio quanto l'amava, quanto non fosse un pericolo, non l'avrebbe abbandonato vedendolo nella sua forma diabolica. Cercando di mettere da parte i pensieri negativi, indossò un paio di boxer neri e una vestaglia di seta blu scura. Contento, decise di preparare qualcosa da mangiare per tutte due, visto che avevano saltato la colazione, preferendo saziarsi l'uno dell'altro.

Dall'altra parte della strada dove era il Lux, Cain guardava in alto, pensando che Chloe doveva sapete la realtà.

Era certo che un problema con Trixie, fosse per Chloe solo una scusa, un po' banale, per correre da Lucifer. In fondo non odiava Chloe. In quel periodo vicino a lei, quella determinata donna umana, Cain aveva iniziato a rispettarla. Lui, il primo assassino del mondo, molte volte aveva maledetto Dio, per avergli tolto qualunque scelta sulla sua esistenza. In quel momento, decise per una volta, una sola volta, donare a qualcuno che lo meritava, qualcuno cosi pronta a comprendere tutti, la possibilità di scelta sul proprio futuro, una possibilità che lui anelava da sempre. Chiuse gli occhi dicendo a se stesso

"Troverò un altro modo per morire, per essere un umano. Ora voglio proprio scombussolare uno dei figli di Dio, aiutando una umana"

Nel letto dell'attico, Chloe si svegliò distesa sulla pancia, coperta da un lenzuolo. Si acciglio un po' non trovando Lucifer nel letto. Ma sorrise, respirando un piacevole odore di caffè, ridacchiando felice. Finalmente era riuscita ad avere un chiarimento con Lucifer, scoprendo che lui l'amava quanto e più lei. Sorrise, ripensando alle ore d'infuocata passione trascorse con il suo partner. Persa nei suoi pensieri, sentire la voce di Lucifer dirle

"Sei bellissima, sembri una dea"

La fece avvampare, desiderando così tanto di tornare tra le due braccia.

Con cautela, Lucifer tornò sul letto, togliendosi la vestaglia. Si posiziono in ginocchio accanto Chloe, sempre distesa sulla pancia, togliendole il lenzuolo che la copriva. Non si era mai sentito così con altri partner sessuali o durante le varie orge o giochi di ruolo. Si ritrovò consapevole di non aver mai raggiunto, nella sua eternità, vari orgasmi così piacevoli come con Chloe. Di solito, trovava la sua soddisfazione nel vedere i suoi partner sessuali soddisfatti, ma restando con poco o niente di piacere fisico per se stesso. Aveva anche pensato, dandosi del paranoico, fosse tutto una macchinazione di suo padre. Una convinzione che si dissolse, comprendendo nell'estasi con Chloe che i sentimenti, le sensazioni che percepiva non potevano mai essere artificiali, costruiti a tavolino.

Perso nell'amore per quella detective, le posò piccoli baci, lasciando una scia di brividi piacevoli per Chloe, andando dalle spalle, finendo su un gluteo della sua detective che ridacchiò quando Lucifer appoggiò la fronte, poco prima del suo fondoschiena.

Un ora dopo, Lux.

Lucifer, sempre elegantissimo, uscì dall'ascensore per controllare come procedeva la preparazione del Lux per la notte. Si sentiva benissimo, anzi euforico. Aveva lasciato Chloe, intenta in una videochiamata via cellulare con sua figlia Trixie, piacendo al re dell'inferno, le urla di felicità della bambina, alla notizia della madre che si erano confessati il loro amore. Cercando di riportare i pensieri al Lux, con molta difficoltà tornando ogni pensiero inevitabilmente a Chloe, si avvicinò al bancone del bar, controllando l'ora, prendendo dalla tasca del panciotto un orologio con catena, ma una voce dietro le sue spalle l'inquieto non poco. Cain gli disse

"Congratulazioni. Sei riuscito ad avere Chloe nel tuo letto"

Voltatosi, Lucifer vide il primo assassino del mondo seduto in uno dei divanetti intorno la pista da ballo. Cercando di non mostrare il nervosismo che provava, Lucifer rise, dicendogli

"Era un qualcosa che sarebbe successo prima o poi"

Cain sorrise, premendo un tasto nel suo cellulare. In uno schermo del Lux comparve un video. Qualcuno stava riprendendo Trixie con sua nonna Penelope in un supermercato. Cain disse a Lucifer che guardava le immagini preoccupato

"Mettiamola così. Io di certo non elemosino qualche sentimento di Chloe verso di me. Ci sono un altro paio di persone, magiche come Chloe che possono darmi la mortalità, quindi la morte. Andrò via. Ma prima, voglio proprio rovinarti questo sogno d'amore con Chloe. Ascolta bene. Se fra un quarto d'ora non chiamerò il mio tirapiedi, lui ucciderà Trixie e sua nonna"

Con una rabbia immensa che cresceva dentro di lui, Lucifer gli domandò

"Cosa vuoi?"

Cain di alzò, avvicinandosi qualche passo al re dell'inferno

"Vieni di sopra con me. Mostra a Chloe la tua versione infernale con le ali. Subito dopo chiamerò il mio tirapiedi, facendolo allontanare da Trixie"

Lucifer respiro profondamente, cercando di trattenere la voglia di fare in tanti piccoli pezzi Cain, per aver minacciato Trixie, l'unica umana che sapendo la sua natura diabolica, lo aveva accettato senza nessun dubbio. L'unica piccola umana, capace di fargli sentire, per la prima volta nella sua eternità, sentimenti quasi paterni. Lucifer, con angoscia, vide ogni sogno di famiglia con Chloe e Trixie, svanire inesorabilmente. Ma pensò, con il cuore in pezzi, che non poteva fare altrimenti, doveva sottostare al ricatto di Cain, che voleva rovinare la sua nascente relazione con Chloe. Almeno finché non avrebbe saputo Trixie al sicuro.

Nell'attico.

Chloe sorrise, pensando che doveva chiedere a sua madre di portarle dei vestiti, essendo i suoi per terra strappati, dall'ascensore alla camera da letto. In quel momento, seduta nel divano dell'attico, indossava con una certa eccitazione una camicia grigia di Lucifer.

Sentendo il suono dell'ascensore spero fosse Lucifer, sorridendo felice vedendolo. Ma gli sembrò strano vedere con lui Piers. Stava per dire qualcosa, ma Piers le fece segno con la mano di tacere, dicendo rivolto a Lucifer

"Chloe, dopo il tuo Lucifer ti spiegherà ogni cosa. Ora il tuo partner deve rivelarti qualcosa. Per inciso io subito dopo andrò via. Su Lucifer mostragli il tuo vero te stesso"

Chloe era confusa, preoccupandosi nel vedere Lucifer con gli occhi lucidi, dirle in un sospiro

"Ti prego, Chloe ricorda che sono sempre io"

Chiusi gli occhi, Lucifer srotolo le ali, lasciando trasparire la sua forma da diavolo. Senti Cain dire a qualcuno

"Puoi abbandonare l'obiettivo…"

Rivolto a Chloe

"...Chloe ti dico addio. Lo so, potrai odiarmi, ma non mi interessa, perché io ti faccio dono della possibilità di scegliere"

Chloe quasi non si accorse di Piers che rientrava nell'ascensore, andando via. Lei fissava scioccata le enormi ali d'angelo di Lucifer, quel viso bruciato. Improvvisamente ogni cosa le sembrò avere un senso. Tutti i momenti così fuori dalla realtà, intorno Lucifer erano spiegate. Tremando, si alzò dal divano, cercando di pensare, di capire cosa fare. Lucifer alzò le mani, aprendo appena gli occhi spostandosi dall'ascensore, per permetterle se voleva di andare via, ma sperava non lo facesse, che volesse parlare con lui per chiarire.

Chloe era esterrefatta. Lucifer, il suo Lucifer era sul serio il diavolo, il Signore della menzogna, il tentatore… Chloe fermò ogni pensiero su Lucifer cattivo. Le tornarono alla mente tanti episodi che dicevano il contrario. Uno in particolare, le scosse il suo animo, comprendendo che era vero.

Chloe ricordò un episodio specifico, di qualche settimana prima. Una notte Trixie convinse Lucifer a raccontarle una favola, dopo che lei l'aveva messa a letto. Incuriosita, Chloe che era uscita dalla camera di Trixie, rimase vicino la porta, sentendole dire

"Lucifer inventi una storia solo per me?"

Lucifer le disse con tono lieve

"Come desideri Beatrice. Ti racconterò dell'angelo che si trovò solo, trasformato in demone. Un angelo molto triste, che quando meno se l'aspettava, scoprì di avere un cuore"

Trixie ridacchio felice, mentre Chloe si incanto sentendo dire a Lucifer

"C'era una volta, ma tuttora persiste, un'entità che gli esseri umani chiamano Dio. Quel Dio si innamorò di una Dea, iniziando a illuminare il nulla dell'esistenza, facendo figli, figli che divennero una moltitudine. Perché amarsi, creare nuova vita non era ancora racchiusa nel dolore ma anche gioia di una gravidanza. Ma le due entità si accorsero che tutti quei figli avevano bisogno di un luogo dove crescere. Così Dio creò una città dal nulla, creò le nuvole, poggiandola sopra. La città era chiamata la città di zaffiro, la città d'oro, la città d'argento o conosciuto meglio come il paradiso. Un luogo dove Dio e la Dea non permettevano ai loro figli di avere un minimo di opinione personali. Si doveva fare come dicevano, punto. Ma presto Dio si stanco di stare solo con la sua famiglia, decidendo di creare l'universo con i vari pianeti. In particolare creò il pianeta Terra dove voleva far vivere, moltiplicarsi gli esseri umani. Solo che sua moglie la Dea si arrabbiò, perché sopportava appena quei figli che crescevano così in fretta, che facevano così tante domande. La Dea voleva essere solo adorata. In tutto quel trambusto, uno degli angeli, Samael osò pretendere di avere risposte alle sue domande, pretendendo di decidere da solo cosa voleva. Quel Samael, poco propenso alle rigide regole, inorridì, quando Dio suo padre istituì un esercito, la medicina e altro ancora, per preparare i suoi figli ad aiutare gli esseri umani. Non perché Samael odiasse gli esseri umani come sua madre la Dea, anzi quell'angelo voleva capire, imparare. Presto però le cose precipitarono. Samael, spinto dalla madre la Dea, si ribellò al padre…"

Chloe poteva giurare di aver sentito nella camera un respiro tremante

"...accorgendosi troppo tardi che invece della spada, doveva usare le parole. Quell'angelo era così pieno di superbia, un po' troppo sicuro che avrebbe trovato misericordia nella sua sconfitta. Come si sbagliava. Persino sua madre lo abbandonò quando la ribellione fallì. Con orrore, quell'angelo scoprì quanto potevano essere perfidi i suoi famigliari, torturandolo per eoni, dimostrandogli che nessuno lo amava, nessuno aveva misericordia per lui"

Trixie disse con una vocina triste

"Povero angelo"

Lucifer continuò nel racconto

"Si, povero angelo. Quell'angelo fu fatto diventare il re dell'inferno. Abbandonato in quel luogo dove c'era solo dolore, risentimento, fiamme, dove tutto gli ricordava che era stato scacciato, senza nessuna misericordia. La cosa molto contorta era che tutti credevano fosse quell'angelo, oramai il diavolo, la causa della dannazione degli esseri umani, invece ogni essere umano alla morte di autodannavano, finendo in un loro loop personale"

Trixie aggiunse contenta

"L'angelo era come il direttore di un carcere"

Lucifer ridacchio

"Brava, proprio così. Lui non obbligava nessuno al peccato, ma ugualmente era detto come il tentatore eterno. Nella tristezza dell'inferno, l'angelo era oramai il diavolo, tutto bruciato con ali di angelo, un perfido ricordo lasciato da suo padre Dio, solo per ricordargli che era solo, non amato da nessuno, un mostro, una bestia infernale. Quel satana aveva strappato dal suo cuore ogni sentimento, odiandosi cosi tanto da credere piacere il dolore che lasciava gli infliggesse chiunque, certo di meritare tutto il male possibile. In quel luogo, l'ormai re dell'inferno, trovò l'amicizia di un demone, un demone donna con il quale, annoiato da quel posto, fuggì sulla Terra"

Trixie chiese tutta contenta

"La demone era Maze, vero Lucifer?"

Se fosse entrata nella camera, Chloe avrebbe visto un Lucifer sorpreso, chiedere a Trixie

"Maze ti aveva già raccontato questa storia?"

Trixie si sedette nel letto, prendendo una mano di Lucifer nelle sue

"Ammetto di si. Ma Maze non sa raccontare una storia così bene come fai tu Lucifer. Sei arrabbiato?"

Lucifer scosse la testa, sorridendo appena, un po' commosso da quella piccola umana, non impaurita da lui o Maze. Lucifer continuò nel suo racconto

"Quel re dell'inferno scappò con la sua amica qui sulla terra. Comprò tutto l'edificio sopra il nightclub Lux, tentando di provare qualcosa oltre la solitudine, una tristezza che gli mordeva quel residuo di cuore. Si era ormai rassegnato al buio dei sentimenti, quando una notte, nella sua eternità entrò con forza una bellissima, fortissima detective"

Trixie disse tutta contenta

"La mamma!"

Lucifer annuì di si, mentre Chloe, fuori la camera, in piedi vicino la porta, sorrideva. Nella camera, Lucifer accarezzo i capelli di Trixie

"Una splendida donna con una figlia eccezionale. Queste due umane, permisero al triste re dell'inferno di tornare a essere felice, sperare di non essere solo una bestia infernale. Trixie grazie"

La bambina lo guardò perplessa

"Io dovrei ringraziarti per questa bella favola, sei proprio bravo come narratore"

Lucifer le spiegò

"Grazie perché non ti faccio paura, non sei corsa lontana da me o Maze, sapendo chi siamo. Da eoni qualcuno scoprendo chi sono, non provo per me altro che disprezzo e disgusto"

La bambina gli buttò le braccia al collo. Con cautela, Lucifer abbraccio a sua volta Trixie, provando come la sensazione che le ferite nel suo cuore si stessero sanando. Un po' commossa, Trixie gli disse

"Tu non sei una bestia infernale o altro di peggio. Tu punisci il male, non sei il male. Sei sempre gentile con tutti. Rendi felice me e la mamma che quando ci sei tu gli sorridono anche gli occhi. Ti giuro Lucifer, da quando conosco te e Maze mi sento più sicura in questo mondo, sperando nel futuro"

Con sorpresa, la bambina staccandosi dall'abbraccio, trovò Lucifer con gli occhi lucidi, che tentava, con poco successo, di fermare le lacrime che gli bagnarono le guance. Altrettante lacrime che obbligarono Chloe ad allontanarsi dalla porta, sentendo un profondo affetto per Lucifer, credendo che quel racconto, pieno di metafore era solo la confessione di un essere umano che aveva subito un mare di abusi dalla sua famiglia.

Mezz'ora dopo, con cautela, Chloe aprì la porta della camera, vedendo un qualcosa che la emoziono tantissimo. Trixie era raggomitolata nell'abbraccio di Lucifer, che era disteso sul fianco sinistro sotto le coperte con lei. Vedendola, il re dell'inferno stava per dire qualcosa, ma Chloe gli disse sottovoce

"Puoi restare con lei se vuoi. Da molto tempo non dormiva cosi serena"

Lucifer annuì di si, baciando la fronte della bambina, chiudendo gli occhi. Chloe sorrise prima di accostare la porta, vedendo che nonostante tutto, Lucifer non abbandonava il suo essere maniacalmente ordinato. Guardò sulla sedia alla scrivania di Trixie, la giacca di Lucifer posta sulla spalliera, le scarpe sotto, la cintura con il panciotto sopra la giacca.

Tornata nella realtà dell'attico, Chloe cercò il coraggio di avvicinarsi a Lucifer. Il re dell'inferno era rimasto fermo, nel suo aspetto infernale con le ali d'angelo dietro la schiena, con lo sguardo fissato a terra.

Chloe guardò l'ascensore, trovando che sarebbe stato molto facile correre dentro, seppur nuda con solo indosso la camicia di Lucifer. Sarebbe stato tanto facile fare come tutti, vedendo solo il male in Lucifer. Si fermò a metà strada tra Lucifer e l'ascensore, chiedendosi cosa doveva fare, seguire il cuore o la ragione?

CONTINUA