LA MAGIA DEL SESSO
Retasu era sempre stata una ragazza timida ed insicura, anche se il suo divenire Mew Mew l'aveva aiutata a mitigare queste sue caratteristiche.
Sicuramente però era una ragazza gentile, premurosa e dotata di molta empatia.
Per questo aveva deciso, al termine del liceo, di iscriversi alla facoltà di Psicologia.
I problemi sorsero quando, al quarto anno, dovette scegliere un corso facoltativo.
Avrebbe preferito lettere oppure storia ma qualcosa, una specie di vocina interiore, la spinse nella direzione di Antropologia.
Vero che il professor Ibuki era dotato di un'ottima dialettica e che riusciva con poche parole a spiegare concetti davvero ostici ma ora si trovava difronte ad una serie di lezioni davvero dure: Sessualità e Magia: Le diversità e le analogie tra Americhe, Europa e Asia.
Così era intitolato quel percorso di lezioni e subito la parte più pudica della ragazza scattò quando vide le due immagini, in particolare una, che accompagnavano la slide introduttiva:
Una venere preistorica ed un satiro con un erezione enorme
Scosse la testa cercando di non guardare l'immagine ma non poté non sostituire il volto del satiro con quello di Kisshu.
Il marito della sua più cara amica Ichigo era, o meglio era stato, una persona che poteva definirsi l'emblema dell'adolescente perennemente in calore.
Poi passati i vent'anni e con Ichigo divenuta prima sua fidanzata e poi sua moglie, le cose si erano di molto calmate… Almeno esteriormente.
-Bene ragazzi- fece gioviale il professore -questa lezione vuole essere solo introduttiva e vedrà protagoniste alcune civiltà amerinde, europee e asiatiche-
Qualcuno, compresa Retasu, sospirò di sollievo ma la slide successiva mise sull'attenti quasi tutti perché il titolo era criptico: I Moche e la loro religione
-Dovete sapere- fece il docente -che tra tutte le civiltà amerinde la più interessante dal punto di vista sessuale erano i Moche, una civiltà sviluppatasi sulle coste dell'attuale Perù intorno all'anno 100 a.c. e che sparì verso il 700 d.c. probabilmente a causa di sconvolgimenti ambientali e allo svilupparsi di altre civiltà preinca. –
L'uomo fece apparire una nuova slide in cui erano rappresentati un uomo e una donna copulavano attorniati da tre sfere: una che sembrava corrispondere al cielo, una ad una grotta e una che sembrava un campo di mais coltivato.
-I Moche avevano una religione che dava molta importanza al sesso e pensavano che esso potesse mettere in contatto gli uomini con gli dèi e gli spirti degli antenati.
Quindi per loro il sesso, almeno stando ai ritrovamenti archeologici, ci danno questa indicazione ma non abbiamo, almeno per ora, molte informazioni sui riti che vertevano attorno al sesso di questa civiltà ma ne abbiamo molte di più su altri aspetti che però non sono oggetto di questa serie di lezioni.-
Un certo brusio si levò dall'aula mentre un certo rossore si faceva strada sulle gote di Retasu.
-Bisogna dire che invece abbiamo molte più informazioni sulle realtà Inca, Maya e Azteca-
Continuò il docente mostrando una slide dove vi erano raffigurate un tempio Maya, Machu Picchu ed un tempio Azteco.
-Queste tre civiltà, per esempio, avevano una prostituzione sacra omosessuale-
-Come? – chiese a quel punto uno studente -erano così avanzati? –
-Non proprio- spiegò l'altro -Questa prostituzione sacra era riservata solo ad alcuni sacerdoti, quindi non erano proprio molto avanti nel senso moderno del termine. –
Il professore, quindi spiegò le differenze tra i tre popoli di questa prostituzione sacra.
Cosa che interesso un po' di più Retasu ma comunque la lasciava abbastanza pensierosa su certe pratiche dei popoli passati, non che avesse qualcosa contro gli omosessuali visto che Zakuro e Minto erano una coppia, ma non capiva come si poteva vendere il proprio corpo.
Ok il sesso era una cosa magnifica ma per lei ci doveva del sentimento
-Ma la prostituzione sacra non era una prerogativa omosessuale oppure delle civiltà colombiane e precolombiane-
Annuccio il docente mostrando l'immagine della dea Afrodite, o meglio della Venere di Botticelli.
-Sappiamo per certo che a Corinto il tempio della Dea Afrodite avesse delle prostitute sacre, in pratica delle sacerdotesse che offrivano il loro corpo alla dea. –
Qui partì con una lunga spiegazione che diede da pensare alla mew mew, chiedendosi se sul pianeta del suo compagno ci fosse una cosa del genere e se avesse mai usufruito dei servizi di quei templi, se mai ci fossero stati.
Probabilmente, si disse, quello più propenso a provare queste cose era certamente il fratello adottivo, cioè Kisshu.
-Ovviamente non si possono non menzionare i riti misterici ed in particolare i Baccanali che, secondo storie mai del tutto confermate, erano delle vere e proprie orge per propiziare i raccolti.
Tali pratiche però furono spazzate via da iniziative dell'Impero Romano prima e dalla religione cristiana poi. Bisogna dire che la cristianità, originandosi dalla religione ebraica, vede nel sesso un qualcosa di meramente improntata alla riproduzione ma…-
A quel punto l'attenzione di Retasu tornò più forte
-All'interno della Bibbia, il testo sacro per cristiani ed ebrei, c'è un bellissimo testo che ha, per alcuni aspetti, un che di erotico ed è il Cantico dei cantici, esso racconta la storia di due ragazzi che si innamorano e del loro matrimonio oltre che della loro sessualità anche se in toni poetici-
Ci fu un certo confabulare e la verde decise di segnarsi questo testo per dargli una lettura.
-Ma avvicinandoci al nostro paese… sicuramente- a quel punto apparve una slide con sopra l'immagine del Dio Shiva e di altri due Dei, Il Dio Krisnha e le Dea Radha -le cose più interessanti accadono nel subcontinente indiano nella religione induista in particolare-
-Parla del Kamasutra? – Chiese a quel punto la ragazza seduta accanto a lei
-No, mia cara o meglio il Kamasutra c'entra e non c'entra- rispose il docente
Retasu ripenso a quella volta che, durante un pigiama party, Minto tirò fuori questo famoso libro ed iniziò a sfogliarlo… Quella sera avrebbe voluto sprofondare e non essere lì per non venire a conoscenza delle esperienze di Ichigo e di Purin.
Bisogna dire che la prima era stata restia a fare delle confessioni in merito ma Minto la punzecchio al punto che elenco le posizioni che aveva provato con Kisshu.
La seconda invece fu ben contenta di spettegolare su ciò, dicendo che Taruto da fuori poteva sembrare un timidone ma quando erano da soli era un portento.
-Parlo del Tantra che non ha solo la valenza di fare un buon sesso, oltre all'essere una filosofia di vita, ma anche, come per i moche, il sesso serve per mettersi in contatto con gli Dei e di dare loro in dono le loro secrezioni ma, a differenza di quella civiltà sudamericana abbiamo testimonianze dei riti che si svolgono in determinate cerimonie-
Il suono di una campanella mise termine alla prima lezione.
-Prima di andare via ragazzi- La voce del prof. Ibuki richiamo gli studenti. -Dovete iniziare a leggere questo libro per la prossima lezione è di un mio collega e si intitola: "Sesso e Magia: Quando la sessualità incontra il divino". Potrete ordinarlo in libreria oppure trovarlo nelle biblioteche. Alla prossima-
Al saluto i ragazzi iniziarono ad uscire per andare a procurarsi il libro.
Retasu si sentiva titubante ma, essendo un libro su cui studiare, prese coraggio e andò alla sua libreria preferita.
Un locale che era a metà strada tra la casa dei suoi genitori e il cafè mew mew.
Ci mise un po' ad arrivare, essendo un po' fuori mano rispetto all'università ma sperava che ci fosse senza doverlo ordinare.
Retasu arrivò poco prima che chiudesse e una donna di mezza età l'accolse con un sorriso.
-Midorikawa-san – La salutò la donna -Sei arrivata giusto in tempo stavo per chiudere-
-Lo so Yama-San- ricambio il saluto la ragazza -Ma avevo bisogno di un libro e pensavo che voi poteste avercelo –
La donna guardò con bonarietà -Dimmi il titolo e vediamo se c'è-
Retasu le passò il foglio su cui si era appuntata il titolo -È un libro per l'università- spiegò balbettando lei.
-Tranquilla- la rassicurò l'altra -Conosco l'autore ed è un noto antropologo… Sei fortunata l'abbiamo in magazzino, aspetta qua che te lo vado a prendere-
-La ringrazio Yama-San -
Dopo poco la donna arrivò, mise il libro dentro ad una busta e gliela porse
-Fanno 6000 yen-
Retasu tirò fuori la carta bancomat così da pagare il libro, salutò la donna e poi uscì per dirigersi verso casa.
Quando arrivò si poggiò alla porta d'entrata sospirando.
Non sapeva bene se iniziare subito la lettura ma qualcosa le diceva di provare a farlo.
Prima, però, doveva dare una sistemata alla cucina e preparare qualcosa per cena.
Tagliò le verdure e mise la carne in ammollo nel sakè, così da insaporirlo per poi cuocerlo.
Nel mentre attendeva che la carne prendesse gusto prese coraggio e si mise a leggere il libro.
Lesse in primo capitolo per poi chiudere il tutto di scatto, correndo in bagno decisa che era meglio stendersi nella vasca da bagno, cercando di rilassarsi… Quella lettura era stata davvero particolare, non poteva certamente immaginare che esistessero certe pratiche e se potessero aiutarla con altri suoi problemi.
Passò un'ora buona nella vasca nel tentativo, vano, di allontanare quei pensieri ma ormai era il momento di uscire da lì per preparare la cena.
Quindi si asciugò e dopo essersi cambiata tornò in sala dove trovò Pai assorto, con la fronte corrugata in una espressione pensierosa, con il libro in mano.
Retasu era rimasta di sale vedendolo con quell'oggetto.
-Buonasera Reta-san- fece lui senza alzare lo sguardo dallo scritto -Libro interessante… Ti serve per qualcosa? –
- Ciao Pai-San – Rispose lei riavutasi -Sì, è un libro per il corso facoltativo che sto seguendo-
-Devo dire- disse lui leggermente imbarazzato -che anche noi abbiamo dei costumi simili-
-In che senso? – Chiese lei spaventata dalla possibile risposta del compagno.
-Nel senso che abbiamo alcuni riti, di cui io- specifico lui -Non ho mai sentito il bisogno di praticare e ne penso che siano in qualche maniera utili, che prevedono l'accoppiamento per amplificare i nostri poteri –
Retasu prese un profondo respiro di gratitudine -Meglio così anche se a me sarebbero un sacco utili-
Quando si accorse di aver detto quello che pensava pregò di sprofondare in un buco.
Pai la guardò con gli occhi spalancati -Scusa? Vorresti provare uno di quei riti? –
Lei abbassò gli occhi -No, è solo che… A volte… Mi sento come se fossi la meno forte del gruppo… Vorrei essere più utile… Pensa a Taruto e Purin come sono diventati forti nell'ultimo periodo-
Il compagno sospirò -Mia cara- disse lui -Purin-san è un'artista marziale e quindi si allena tutti i giorni, mi sembra logico che si diventi più forte così e Taruto si è solo aggregato a lei ma devo che gli ha solo giovato-
-Io non sono molto portata per gli sport lo sai- rispose lei sospirando
-Lo so, sei una persona più portata per la riflessione e per l'arte… Bisogna dire che, in un certo senso, anche certi riti hanno un che di artistico… Non voglio dire che siano utili ma che hanno un che di affascinante-
Retasu si sentì sollevata ma al contempo non poté far finta di non sentire una fitta al cuore perché Pai non l'avesse…assecondata?
-C'è qualcosa che ti turba? – Chiese lui intuendo qualcosa
-Sì… no… - Cavolo come faceva a conoscerla così bene
-Retasu- iniziò lui -quando c'è qualcosa che non va tendi ad arrotolarti una ciocca di capelli, di solito dalla parte sinistra, attorno ad un dito. –
Lei si guardò la mano e la lasciò cadere giù -Io… Non so…-
-Vorresti provare davvero certi riti? – Chiese cercando di mantenere la calma ma non per l'irritazione ma per l'eccitazione
-Lo so che sembra una pazzia o una cosa del genere ma… Se avessi una sola possibilità vorrei provarla… Al massimo avrei fatto qualcosa di artistico no? –
Retasu in quel momento si chiese come le erano uscite quelle parole che subito cercò di rimediare -Scusa forse non dovevo prendere quel libro e di seguire quel corso facoltativo-
Pai scosse la testa cercando di non sembrare deluso -Fa sempre bene conoscere e provare cose nuove Retasu- fece lui
-Dici? – chiese lei titubante
Pai si trovò spiazzato, cosa che gli capitava spesso con Retasu -Dovrei informarmi su come si svolgono certi riti ma solo se tu vuoi veramente-
La fidanzata prese un lungo respiro nel mentre si mise a camminare per la stanza nervosa
-Io… Voglio provare- fece lei fermandosi di scatto -Ma solo se tu vuoi-
Pai sentì la punta delle orecchie andare in fiamme -Ok, come ho detto provare cose nuove fa solo bene… Dopodomani dovrò andare sul mio pianeta per fare un rapporto ai miei superiori… Vedrò di informarmi su quei riti… Va bene? -
Retasu annuì solamente -Grazie Pai- fece lei dandogli un lieve bacio sulle labbra dopo di che si stacco andando in cucina a preparare la cena.
Lasciando da solo il fidanzato che sospirò -Cosa mi fai Retasu? – Si passo quindi le mani sulla faccia per poi raggiungerla in cucina per aiutarla.
Tre giorni dopo Pai si trovò in un tempio del suo pianeta e dovette fare affidamento a tutto il suo autocontrollo per non dover fuggire da lì.
I simbolismi fallici e vaginali non si sprecavano, c'erano immagini di Dee e di Dei che copulavano tra di loro e le persone che lì vivevano giravano in una tenuta mezza adamitica.
Ma la cosa che lo colpì di più fu una serie di immagini di due adepti, nudi, che offrivano due coppe piene di qualcosa di liquido a tre Dei, due Dee e un Dio.
Essi prendevano le coppe e ne bevevano il contenuto per poi benedire i due.
Pai si chiese se ciò sarebbe potuto succedere anche a loro due ma era da molto che non credeva più nelle divinità o meglio che si fidava poco di loro.
-Vedo che è rimasto colpito dall'offerta divina- affermò una voce femminile dietro di lui
-Gran sacerdotessa io…- fece spaventato lui riconoscendo la donna che, con un velo sopra la testa, era a capo del tempio
-Non preoccuparti Pai Ikisatashi - rispose lei osservandolo con un sorriso benevolo -Sei venuto qui per una specie di ricerca mi ha detto Yuyu- Disse lei riferendosi ad una seguace del tempio che lavorava presso il superiore del viola.
-Sì, signora, mi chiedevo se voi poteste aiutarmi- spiegò lui cercando di discostare lo sguardo dalla maglia leggera dall'ampio decolté della donna e dal fatto che la gonna fosse aperta proprio in mezzo alle gambe… Non lasciando nulla all'immaginazione -Vede la mia fidanzata Retasu Midorikawa è una mew mew-
La Gran sacerdotessa annui -Che genere di problemi può avere una guerriera del suo calibro? - chiese la donna con premura ma anche con un certo interesse.
-Ecco- fece Pai prendendo un respiro per cercare di allontanare il rossore dalle sue guance -Lei vuole divenire più forte per aiutare le sue compagne in caso di necessità-
-Interessante- rispose lei -Vedi il ciclo di affreschi che stavi ammirando prima si riferiscono al rito del seme e dell'acqua- iniziò a spiegare la sacerdotessa
-Esso dà la possibilità alla coppia, dando in dono il proprio seme, la propria acqua ed il proprio amore carnale; di avere in cambio la forza che cercavano oppure altro come la fertilità oppure aver il favore prima di una battaglia-
-Sono cose che si direbbero più adatte a Dei guerrieri che a Dei dell'amore- rispose scettico Pai
-Non hai prestato basta attenzione al ciclo di affreschi- rispose la donna sorniona -guarda meglio-
Lui tornò a guardarlo cercando di nascondere la sua diffidenza ma dovette ricredersi perché, osservando meglio le tre divinità esse avevano tutte delle armi oppure erano sopra uno scudo oppure c'era un elmo vicino ai loro piedi.
-Quelle tre sono le massime divinità del mio tempio: sono Nokros: Dio dell'abbondanza, dell'ordine e della potenza.
Efrodita: sua sposa nonché patrona della famiglia, delle arti magiche e dell'amore in qualsiasi senso.
Infine c'è la loro prima concubina Ethena: Dea della giustizia e del sapere. Loro tre insieme sono i protettori della famiglia e di chi ci è caro-
Pai penso che quella fosse la religione perfetta per suo fratello adottivo Kisshu.
La persona in questione era al momento sulla Terra, a casa sua.
Era appoggiato ad un tavolo e starnuti.
La cosa mise in allarme la moglie che, inginocchiata davanti a lui e trasformata in mew Ichigo, alzò la testa pensierosa.
-Stai bene? –
-Sì, tutto bene micetta- rispose lui sorridendole con malizia -Qualcuno avrà pensato a me… Ritorna pure a ciò che stavi facendo che mancava poco-
Lei annuì con un sopracciglio alzato, si leccò le labbra e tornò al suo lavoro con piacere.
-D'accordo- esalò il viola -Mettiamo il caso che io e la mia compagna volessimo provare questo rito per veder esaudire il suo desiderio come dobbiamo fare la cerimonia? -
La donna batte due volte le mani e dopo poco un ragazzo arrivò inchinandosi
-Sì, gran sacerdotessa? – Fece lui
-Zu vai a prendere l'occorrente per il rito del seme dell'acqua e la pergamena delle preghiere-
Il ragazzo sparì e subito tornò con un pacco e due pergamene.
-Ikisatashi qui ci sono gli abiti della cerimonia per voi due, dei semi per i fiori della corona che la tua compagna dovrà indossare, dei bastoni profumati, delle candele, le istruzioni su come prepararla, su come compierla e le preghiere da pronunciare prima di essa. -
-Durante? – Domandò Pai
Lei sorrise in una maniera strana -Durante la cerimonia le preghiere scaturiranno dal cuore e parte di essa, ti avverto, verrà da sé -
-In che senso? – Incalzo lui
-Provate il rito e scoprirete- rispose in maniera suadente la gran sacerdotessa.
Il viola sospirò scettico, prese il pacco e le pergamene; prima di andarsene, però, si accorse di una cosa
-I fiori? -
La sacerdotessa sorrise ancora -Se non sbaglio tuo fratello Taruto ha dei poteri legati alla vegetazione, puoi chiedere a lui di farli crescere per farne dono alla tua compagna-
Pai ammise che l'idea della donna era buona se ne andò.
Fuori dal tempio avvertì Retasu tramite il pensiero.
Avevano scoperto che, nonostante lei fosse umana, erano legati telepaticamente come le coppie del suo pianeta.
-Sei ancora convinta di voler provare la ritualità del mio pianeta? – chiese lui
Retasu, al momento a casa che studiava, chiuse gli occhi in riflessione -Proviamo-
-Domani tornerò a casa e se vuoi…-
-Come si dice via il dente via il dolore? – Domandò timida lei
-Qualcosa del genere- replicò lui sbuffando
Il giorno dopo era a casa e, mentre Retasu era a lezione, aveva preparato la sala da pranzo per la cerimonia, dopo aver spostato il mobilio nella dimensione parallela che utilizzava assieme ai suoi due fratelli durante la missione di conquista della Terra sotto Deep Blue, disegno un cerchio con all' interno sette spirali, i quattro simboli* ai quattro punti cardinali intorno al cerchio, dispose le candele per la stanza assieme a quelli che si erano rilevati delle specie di incensi e i fiori intrecciati a corona e gli abiti su un tavolo.
Quest'ultime due cose l'ho rendevano pensieroso, più che la simbologia o le preghiere pre-rito.
I fiori, chiamati Gilse, erano una via di mezzo tra delle rose e dei gigli.
Aveva chiesto quella mattina a Taruto di fargli il piacere di far crescere i fiori e lui non fece obiezioni…
Anche se notò che, appena sì capì di che specie erano, la sorpresa del fratello minore ma ringrazio il cielo che non disse nulla anche se aveva capito che sospettasse qualcosa.
Mentre per i vestiti… Erano davvero sconci.
Retasu avrebbe dovuto indossare, solo lei, una camicetta che avrebbe lasciato i seni scoperti e i pantaloni, indossati da entrambi, lasciavano in bella mostra le loro "bellezze".
Sospirò per poi guardare l'ora e si accorse che a momenti sarebbe arrivata a casa.
Proprio in quel momento sentì la porta di casa che si apriva e la vide entrare.
Lei notò il cambiamento del mobilio, prese un profondo respiro per poi guardare il compagno rossa in viso.
-Cosa dobbiamo fare? – Chiese tartagliando.
Lui alzò gli occhi al soffitto per poi abbassarli verso di lei con le punte delle orecchie rosse.
-Dobbiamo indossare questi abiti- disse lui indicando i due pantaloni e la camicia -e devi indossare questa corona di fiori- spiegò porgendogliela.
Lei la prese e se la girò tra le mani -Comunque- specifico lui –se tu non vuoi-
-Pai- rispose lei titubante -hai fatto tutto questo lavoro… poi… lo voglio fare-
Il viola chiuse gli occhi e annui -Ok, vai a cambiarti, intanto io accendo le candele e gli incensi per poi…-
-Iniziare- concluse lei annuendo ad occhi chiusi.
Pai prese i vestiti e gli porse i suoi -Sono poco pudici ti avverto-
Lei ridacchiò -Mi sembra che quando lo facciamo in altre… occasioni… Tu non faccia caso a cosa io indossi-
Lui spalancò gli occhi colto in fallo per poi ridacchiare anche lui -Mi piace troppo svestirti forse-
Retasu a quel punto prese gli abiti, andò in camera a cambiarsi, e, intuendo che non doveva indossare l'intimo, tornò in sala con la corona di fiori; rossi, bianchi e arancioni in testa.
La camicia lasciava scoperti i suoi seni che ballavano un po', nonostante non fossero grandissimi a Pai piacevano così perché, diceva lui, poteva giocarci comodamente con le mani; mentre sentiva un po' di freddo in mezzo alle gambe vista l'apertura ma, stranamente, era un freddo piacevole.
Si avvicinò quindi al cerchio fermandosi prima di entrarvi aspettando istruzioni da parte di Pai che, a petto nudo stava accendendo le ultime candele e incensi.
Finita di accendere l'ultima candela si girò verso di lei -Entra nel cerchio per piacere-
Retasu fece come richiesto, Pai prese la pergamena delle preghiere ed entrò anche lui nel cerchio.
Si schiarì la voce, svolse il foglio ed iniziò a leggere.
-Potente Nokros! che tutto può, guarda con occhio benevolo chi ora ti sta invocando!
Potente Efrodita! Che col tuo benefico amore permetti di cambiare e di crescere aiutaci!
Potente Ethena! Che con la tua giustizia aiuti i deboli ti invochiamo!
La nostra coppia vi invoca!
Vi chiediamo umilmente il vostro aiuto per far crescere i poteri della mia compagna!
Siamo impegnati per la giustizia e lei ha bisogno del vostro aiuto! –
Quindi diede la pergamena a Retasu e la incitò a continuare la preghiera
Lei prese un respiro ed iniziò a leggere**
-Potenti signori! Per ottenere ciò vi porteremo in dono il seme del mio compagno, le mie acque e il nostro amore! -
Quando pronunciò questa frase un leggerissimo bagliore blu, impercettibile, accese per un momento i simboli attorno al cerchio, il cerchio nella sua interezza, i fiori si illuminarono con i rispettivi colori e il simbolo mew mew di lei balenò in verde acqua.
-Questi semplici doni vi possano saziare e dare la potenza necessaria per i vostri piaceri! -
Un nuovo bagliore illumino di nuovo il cerchio, i simboli, i fiori e il simbolo di lei
-La mia richiesta vi sembrerà inopportuna ma la mia nuova forza serve per salvare innocenti! Perciò vi invoco! –
Un nuovo bagliore
Retasu lesse quindi cosa doveva fare e, titubante, allungo la mano verso Pai.
Prese la sua erezione ed iniziò a massaggiarla.
Anche lui fece la stessa cosa sfiorandola in mezzo alle gambe.
In breve tempo i due emisero acqua e seme.
Bastarono poche gocce di loro che, mescolatesi sopra il cerchio, provocarono un potente bagliore proveniente non solo dal cerchio stesso ma, come prima, dai simboli, dai fiori e dal marchio di Retasu.
I due amanti non se ne accorsero.
Troppo presi, ormai da una battaglia di lingue, massaggi e carezze.
Ciò diede modo a nuove gocce di mischiarsi, così da generare una colonna di luce blu che ricadde su di loro inglobandoli in una sfera d'acqua che rimase a mezz'aria sopra la stanza.
Retasu, a cui le erano spuntate le antenne, si stese, allungò una gamba mentre l'altra la piegò sopra di essa
-Vi doniamo questo nostro primo amore – dissero all'unisono prima che Pai la penetrasse ed iniziasse a muoversi in lei.
Esalarono un forte gemito quando giunsero al culmine ma il simbolo mew della verde si illuminò così, come il cerchio, i simboli e i fiori.
Pai uscì da lei, l'aiuto ad alzarsi per poi sedersi con le gambe allungate.
-Vi doniamo questo nostro secondo amore- pronunciarono assieme e Retasu si sedette sopra di lui facendo in modo che la penetrasse ed iniziò a muoversi.
La verde sorrise in estasi ed il suo compagno, mentre gemeva per il piacere, si dedicava ai suoi seni.
-Potenti Dei! - Gridarono assieme giunti al culmine -Il nostro godimento sia per voi il nutrimento per la vostra unione carnale-
Presero un momento di respiro baciandosi e tenendosi abbracciati.
-Oh potenti signori! – Invocarono di nuovo insieme -Vi doniamo questo terzo atto d'amore-
Detto ciò Retasu si distese, aprì le ginocchia e attese che Pai si distendesse sopra di lei.
A quel punto poggiò l'incavo delle ginocchia sulle sue spalle e lasciò che la penetrasse con sua immensa gioia.
I loro gemiti facevano illuminare sempre di più i simboli disegnati nella stanza e davano nutrimento alla forza che stava nascendo in Retasu.
Ormai erano guidati dal loro istinto, ancor di più di quando lo facevano normalmente e la cosa gli stava piacendo tantissimo.
Giunti al nuovo orgasmo i due si guardarono negli occhi, si baciarono per poi pronunciare assieme una nuova preghiera eccitati
-Immensi signori! Ora vi doneremo un ultimo atto d'amore che sia per voi come per noi il culmine di tutto! –
Pai si distese e così permise a Retasu di alzarsi, girarsi di schiena e di scendere su di lui.
La ragazza si morse l'interno della bocca, chiuse gli occhi e inclinò la testa di lato per il godimento.
Anche il suo compagno ebbe una reazione simile perché inclinò la testa all'indietro e cominciò a passare le mani lungo i fianchi ed il sedere di lei.
-Potenti Divinità! – Tornarono ad urlare assieme -Il nostro ultimo godimento sia per voi regalo gradito! Dateci il dono che vi chiediamo vi imploriamo! -
Ed ecco il loro ultimo orgasmo che gli lasciò spossati
A quel punto la sfera svanì e loro si ritrovarono al centro del cerchio, ormai spento, abbracciati ed addormentati.
Qualche giorno dopo un enorme calamaro apparve al porto di Tokyo.
Le mew mew con i loro tre alleati si mossero velocemente ma sembrava che nessuno degli attacchi che loro portavano potesse fermarlo.
Mew Minto fu la prima che provò ad attaccarlo con le sue frecce ma esse vennero respinte dai tentacoli.
-Dannazione- gridò la mew bird evitando la frustata del mostro irritato -Ha la pellaccia dura-
Mew Purin e Taruto si guardarono, dopo aver fatto un balzo indietro per non essere colpiti anche loro dal calamaro, si fecero un cenno e poi si lanciarono addosso al nemico.
-Ribbon Puring Ring Inferno- gridò la mew scimmia cercando di immobilizzarlo così come il suo compagno con delle radici ma, dopo un primo momento che sembrò funzionare l'essere si liberò.
I due sbuffarono irritati per il loro fallimento, si girarono verso la squadra con uno sguardo triste.
Retasu allora prese un respiro, sussurrò qualcosa, suonò le sue nacchere e lanciò il suo Retasu Rush.
L'attacco generò un'onda d'acqua enorme, molto più grande e forte del normale che colpì il calamaro indebolendolo abbastanza da permettere a Ichigo di sconfiggerlo definitivamente.
A quel punto le ragazze l'attorniarono facendole i complimenti.
- Reta-chan, dove hai tirato fuori tutta questa potenza? – chiese entusiasta Ichigo
Lei arrossì -Diciamo che mi sono allenata un po' e l'ho fatto con amore –
Più in là Taruto e Kisshu si avvicinarono al fratello con il primo che lo guardava in maniera strana
-Pai! Sai benissimo che i fiori di Gilse sono usati in determinate cerimonie e riti-
Lui non disse niente ma guardò male il fratello
-Non dirmi che te e la pesciolina…- Si intromise Kisshu con fare sorpreso -Avete fatto quel rito? Scusa ma nemmeno io sono arrivato a tanto con la mia gattina- a quel punto gli diede una potente pacca sulla spalla -Bravo il mio fratellone! E così che si fa! –
Taruto spalancò la bocca -Sei diventato un seguace…-
-Se anche fosse- proruppe Pai paonazzo -Io e Retasu siamo adulti! Siamo debitori di quelle divinità e se vogliamo donarci a loro sono fatti nostri… Chiaro! –
Detto ciò, si allontanò dai due lasciandone uno sbigottito mentre l'altro ridacchiante.
-Devo provare a vedere se la mia micetta ci sta a provare quella cerimonia-
Detto ciò si allontanò da Taruto, completamente schioccato, incrociando le mani dietro la testa e richiamando a gran voce Ichigo.
* I simboli sono la mescolanza di otto rune, nello specifico: Fehu con Uruz, Othilla con Raido, Ehwaz con Algiz e Gebo con Wunjo.
** Retasu, volendo conoscere meglio la civiltà di Pai, ha studiato la sua lingua
