Italia, Roma. Quasi mezzanotte.

L'ampio balcone dell'albergo dove risiedevano Chloe e Trixie.

Lucifer, in piedi di fronte Chloe e Trixie, era stupito dalle parole della detective

"Lucifer, io e Trixie ti accettiamo anche nella tua forma…"

Chloe guardò Trixie che annuì di sì sorridendo

"...come suggerito da mia figlia, nella tua forma da buon diavolo. Non ci spaventi. Quindi per dimostrartelo, vorremmo che tu fossi ora qui nella tua forma da buon diavolo"

Trixie si avvicinò a Lucifer che li guardava confuso, chiudendo nelle sue mani una grande di Lucifer, dicendogli con uno dei suoi più felici sorrisi

"Lucifer ti vogliamo bene, ma tanto tanto tanto. Non devi avere paura. Noi accettiamo tutto di te"

Lucifer sorrise appena a Trixie, guardando intensamente Chloe che era raggiante. Per quanto tentasse il re dell'inferno, non riusciva ad accantonare il terrore che sarebbero scappate via. Sperando cambiassero idea, Lucifer chiuse gli occhi, dicendo a Chloe quasi in un sussurro

"Chloe ti prego, non voglio spaventarvi. Non voglio perdervi nuovamente"

Quando percepii l'abbraccio di Chloe, spalanco gli occhi che erano diventati lucidi. Decise che se fossero scappate via, avrebbe usato una lama di Maze per tagliarsi la gola e i polsi. Respiro profondamente, divenendo nella sua forma diabolica.

Chloe alzò lo sguardo rivedendo quel viso bruciato, quel viso che l'aveva fatta scappare via da Los Angeles spaventata. Solo che il suo sguardo, in quell'occasione, era di profonda comprensione e amore. Ricordava fin troppo bene le immagini mostrate dall'angelo padre Frank, le terribili immagini di Lucifer torturato dai demoni mentre urlava al cielo pietà. Istintivamente Chloe bacio quelle labbra bruciate, un bacio che era dimostrazione dell'amore che sentiva per lui, ma soprattutto un modo per dimostrargli che lo accettavano. Lucifer era senza parole, mentre Chloe continuava nel suo dolcissimo bacio. Contenta, Trixie disse, sempre attaccata alla mano bruciata di Lucifer

"Lucifer sei fantastico. Meglio di Maze"

Lucifer allontanò appena le labbra da quelle di Chloe per sorridere, mentre calde lacrime gli bagnavano le guance bruciate. Commossa a sua volta, Chloe appoggiò la sua fronte a quella di Lucifer, dicendogli

"Lo vedi? Ti vogliamo ugualmente bene, ti vogliamo con noi"

Il cuore del re dell'inferno gli saltò nel petto, quando la sua Chloe con Trixie lo abbracciarono, dimostrandogli che non era più solo, due umane che erano così lontane dai fatti angelici e diabolici qualche anno prima, accettavano tutto di lui.

Qualche ora dopo.

Erano seduti nell'ampio divano del balcone, parlando di tutto, come una famiglia normale, con il re dell'inferno, tornato nella sua forma umana.

Trixie, seduta tra Lucifer e sua madre non voleva lasciare la mano destra di lui. Fu sua madre a tentare di calmarla, quando la vide letteralmente abbracciare il braccio destro di Lucifer che sorrideva divertito, non infastidito come una volta

"Trixie non essere così appiccicosa. Lucifer non scappa"

La bambina scosse la testa, dicendo con voce piagnucolante

"Mamma ti voglio bene, ma non ti credo. Non voglio più lasciarlo. Io volevo restare con lui a Los Angeles, ma tu non mi ascoltavi, mentre mi portavi qui. Io non voglio perdere nuovamente Lucifer"

Finendo per piangere con il viso premuto contro il braccio di Lucifer, impressionato dalle parole della bambina. Con il cuore pieno di sensi di colpa, Chloe accarezzo i capelli della figlia, dicendole con gli occhi lucidi

"Trixie ti chiedo scusa. La tua mamma era così sciocca. Dovevo ascoltare le tue parole piene di saggezza. Spero che un giorno potrai perdonarmi"

Lucifer le sorrise, portando Trixie a sedere sulle sue gambe, dicendo alla bambina, mentre le porgeva un pacchetto di fazzoletti di carta

"Trixie ti fidi di me?..."

La bambina annuì decisa di si, mentre con un fazzolettino di carta asciugava le lacrime dagli occhi

"...quindi mi crederai quando ti dico che tua madre non ha fatto nulla per ferirti intenzionalmente. In quel momento, credeva che allontanarvi da me fosse la cosa migliore. Ma visto che le cose sono migliorate? Siamo nuovamente assieme. Dimentichiamo quindi quei brutti momenti, come un incubo perso al sorgere del sole"

La bambina lo abbraccio, per poi allungare un braccio verso la madre, che commossa si unì a quel momento.

Un ora dopo.

Aiutata da Lucifer, Chloe portò a letto Trixie che si era addormentata tra le braccia del re dell'inferno.

Tornati nel balcone, Chloe guardò il cielo stellato di Roma, accolta tra le braccia di Lucifer che l'abbraccio da dietro, dicendole

"Chloe sono così impaurito che tutto questo sia solo un bellissimo sogno"

Chloe si appoggiò al petto di Lucifer, dicendo persa nell'estasi dell'amore ritrovato

"Lucifer tu sei il mio sogno realizzato. Con te accanto sento di poter fare di tutto"

Lucifer bacio la guancia destra della sua detective, allontanandosi per mettere il suo cellulare sul tavolino rotondo lì vicino, dal quale si diffuse la musica del ballo nel Lux che avevano fatto anni prima. Lucifer fece un piccolo inchino, dicendole mentre le baciava le mani con delicatezza

"Mio amore, vuoi farmi l'onore?"

Chloe annuì di si, perdendosi in quel ballo, dove tutto il resto del mondo scomparve, restando solo loro due.

Felice, Chloe appoggiò la testa sul petto di Lucifer ricordando una frase dell'angelo padre Frank

"Ricorda sempre, nella tua mano si trova il suo cuore. Resta a te la scelta se romperlo o accoglierlo. Resta a te la scelta se dimostrargli che merita di essere amato o restare solo per sempre"

Alzata la testa, Chloe guardò con infinito amore quel diavolo che era diventato tutto per lei. Con speranza, il re dell'inferno si avvicinò a lei, perdendosi in un appassionato bacio.

Divisero le loro bocche solo per respirare, sorridendo a vicenda, tra emozione e gioia. Quelle due anime ferite piu vokte dal mondo, erano finalmente felici insieme.

I baci, le carezze d'infinita tenerezza continuarono sul divano li nel balcone, con Lucifer che disse alla sua Chloe

"Torna a Los Angeles con me. Oppure, ce del timore verso di me"

Il piccolo velo di tristezza negli occhi di Lucifer, colpì profondamente Chloe. Il suo amato partner era un libro aperto su cosa provava. Con enfasi gli buttò le braccia al collo, dicendogli tra piccoli baci posati sulla guancia di un sorridente Lucifer

"Nessun timore di te. Si Lucifer voglio tornare con te a Los Angeles…"

Sciolse l'abbraccio quel tanto per guardarlo negli occhi

"...Ti amo Lucifer, ti amo immensamente"

Lucifer sgrano gli occhi, con una voglia infinita di dirle che l'amava, ma in tutta la sua eternità non era mai riuscito nell'impresa. La dottoressa Linda gli aveva detto che

"La prima forma di amore per una persona, anche per gli eterni, può dirsi la famiglia. Tu sei rimasto deluso dal tradimento dei tuoi familiari, che piuttosto perdonare la tua fallita ribellione, ti hanno allontanato in modo efferato. Da quel momento, solo dire, ma anche il pensiero di nuovamente donare il tuo amore ti terrorizza. Non devi perdere la speranza, sono certa che dirai le tre piccole parole a qualcuno, un amore immenso, la persona che diventerà tutto per te"

Lucifer voleva dire quelle tre parole a Chloe, sicuro che lei non lo avrebbe mai tradito, distruggendo il suo cuore che le donava. Stupendo se stesso, improvvisamente Lucifer le disse con una facilità sorprendente, dimostrazione ulteriore che Chloe aveva sanato il suo animo ferito, impaurito dai sentimenti

"Chloe, io ti amo, ti amo, ti amo"

L'alba sorse, trovandoli abbracciati e felici.

Qualche ora dopo, Trixie si alzò dal letto sentendo parlottare oltre la sua porta. Mezza addormentata aprì la porta, scoprendo con gioia, Lucifer seduto accanto sua madre, facendo con lei colazione. Senza aspettare, corse felice da Lucifer che accettò il suo abbraccio, mettendola seduta sulle sue gambe, dicendogli dopo il sì quasi sussurrato di Chloe che era raggiante

"Trixie vuoi tornare a Los Angeles con me?"

La bambina batte felice le mani, abbracciando Lucifer, non notando sua madre che aveva gli occhi lucidi.

Qualche ora dopo.

Lucifer scese le scale canticchiando felice, sorpreso di trovare Maze e Amenadiel in attesa vicino la porta della sala da pranzo dell'albergo. Amenadiel gli fece segno di seguirli, chiudendo la porta.

Lucifer, informato dei piani di Eva, dell'urgenza di riportare Chloe e Trixie a Los Angeles, ricade nella disperazione. Sotto gli occhi stupiti di Maze e Amenadiel, diceva, camminando nervosamente nella sala da pranzo

"No, no, no. Stava andando tutto così bene. Ora Chloe avrà paura, si allontanerà da me. Non la rivedrò più …"

Guardando Amenadiel

"...ha detto che mi ama, io le ho detto che l'amo. Perché non posso essere felice? Tutto mi vuole solo e amareggiato. Maledizione!"

Picchiando i pugni su un tavolo per quattro che si frantumò cadendo a terra. Amenadiel lo raggiunse, dicendo al fratello che fissava il vuoto con gli occhi rossi

"Calmati. Sono certo che Chloe comprenderà. Non perdere subito le speranze"

Lucifer scosse la testa, allontanandosi lentamente dal fratello con l'aria sconfitta. Vicino la porta della sala da pranzo, un nuovamente triste re dell'inferno, disse a Maze e Amenadiel, senza guardarli

"Andate voi di sopra. Spiegate a Chloe ogni cosa. Io vado per far preparare il mio aereo privato. Vi attendo li"

Aeroporto privato fuori Roma.

Lucifer sedeva in quella che era il suo studio dell'aereo. Era un aereo privato così attrezzato che rivaleggiava con quello del presidente americano.

Il re dell'inferno si sentiva distrutto mentalmente e fisicamente. Decise di restare nello studio, non volendo affrontare Chloe, certo si sarebbe definitivamente allontanata da lui.

Con gli occhi lucidi si alzò dalla comoda sedia imbottita, sedendosi per terra, sfoderando le ali. Sorrise amaramente, ripensando a tutti quei progetti per fare vedere le sue ali, soprattutto a Trixie così entusiasta.

Mezz'ora dopo.

Chloe busso diverse volte alla porta dello studio di Lucifer. In fretta e furia aveva raccolto con Trixie tutte le loro cose in albergo, seguendo Amenadiel e Maze sull'aereo.

La detective non avrebbe permesso a nessuno, niente di meno che una certa Eva o altri di dividerla da Lucifer. Continuò a battere sulla porta, quasi urlando

"Lucifer ti prego, apri la porta. Amenadiel mi ha detto tutto. Non voglio allontanarmi da te. Mi sento al sicuro. Lucifer mi conosci quanto posso essere testarda"

Sentì qualcosa strisciare dietro la porta, con la voce di lucifer che le disse

"Chloe ti amo, ma non voglio metterti in pericolo, meno che meno Trixie. Devi allontanarti da me"

Chloe appoggiò la fronte alla porta, non sapendo che dall'altra parte Lucifer aveva fatto la stessa cosa. Non trattenendo le lacrime, Chloe gli disse con voce rotta dal pianto

"Lucifer non devi farlo. Non ricordi che per il mio lavoro rischio la vita ogni giorno? Sono allenata al rischio, come anche Trixie. Quindi non preoccuparti. Combatteremo insieme tutto. Non provare ad allontanarti da noi, potrei inseguirti per spararti"

Lucifer sorrise, aprendo la porta dello studio. Improvvisamente, due ali d'angelo comparvero sulle spalle di Lucifer, lasciando Chloe incantata, nulla al confronto della voce entusiasta di Trixie che disse

"Per la miseria che splendide ali"

Mezz'ora dopo.

Maze portò nello studio di Lucifer, una delle valigie di Chloe, mettendola per terra con cura, dicendo a un sorpreso Lucifer che terminò una telefonata che stava facendo

"Vorrei sapere come questo coso sia finito tra gli oggetti di Chloe"

Aprendo la valigia con un piede, mentre Lucifer si avvicinò, dicendo alla demone, con sollievo, notando tra i vestiti la scatola di legno regalo di padre Kinley a Chloe

"Posso dirtelo io. Mi ha detto Chloe che quel padre Kinley le aveva regalato una scatola di legno con dei profumi fatti da un convento a Roma"

Maze scosse la testa, indicandole la scritta sulla scatola. Nel leggerla, Lucifer perse il sorriso. Sulla scatola c'era scritto in latino che era un kit per uccidere il diavolo. Lucifer strinse i pugni, diventando gli occhi rossi, dicendo con rabbia

"Quel maledetto, credeva che Chloe avrebbe usato i profumi, avvelenandomi senza volerlo"

Maze svuoto un largo e alto porta ombrelli in un angolo dello studio. Buttò la scatola di legno nel porta ombrelli, facendo segno a Lucifer. Il re dell'inferno aprì la mano destra, comparendogli sul palmo una sfera di fuoco che lanciò nel porta ombrelli, disintegrando scatola di legno con contenuto. Lucifet disse subito dopo a Maze

"Riporta la valigia nella stiva. Spiegherò io tutto a Chloe. Quel Kinley deve sperare che non lo incontri mai"

Tornati a Los Angeles, Lucifer grazie a un hacker che gli doveva alcuni favori, entrando nel database della centrale di polizia, fece concedere a Chloe tre mesi di ferie pagare. In altre circostanze, Chloe non avrebbe gradito mancare cosi tanto dal lavoro, ma in quell'occasione decise di accettare, volendo sperimentare con Lucifer nel suo attico, super sorvegliato, una specie di routine famigliare. Una decisione che entusiasmo Trixie, soprattutto perché Maze era diventata la sua guardia del corpo, assunta da Lucifer.

In tutto questo turbine di novità, naturalmente Chloe e Lucifer, qualche giorno dopo essere tornati da Roma, il primo week end nel quale Trixie era da Dan, sempre sorvegliata a distanza da Maze, si chiusero nell'attico dando sfogo alla loro attrazione sessuale, facendo l'amore infinite volte. Un fare sesso che per Lucifer fu qualcosa di più piacevole, più intenso di tutto il sesso senza senso fatto nella sua eternità.

Piano, piano il tempo passò. I giorni divennero settimane, le settimane mesi, arrivando a due anni.

Eva con la sua organizzazione criminale, sembrava essersi dimenticata di Lucifer e le sue adorate Chloe e Trixie. Soprattutto il Vaticano, aveva deciso di lasciare che la giustizia italiana si occupasse di padre Kinley e la sua organizzazione. In meno di un mese il prete fu scomunicato dalla chiesa, ma Eva sembrava scomparsa, nessuno la trovava.

Trascorsero tre anni.

Mattina. Attico dove vivevano Lucifer, Chloe e Trixie, completamente ristrutturato. Da un anno Chloe e Lucifer erano sposati.

Lucifer sistemo la giacca, aprendo la porta della camera da letto. Vide Chloe seduta nel divano, intenta nel scrivere qualcosa al cellulare. Neanche cinque minuti dopo erano nell'auto, che parlavano del nuovo caso, con Lucifer che sfogliava il fascicolo. Come un presentimento, Lucifer alzò lo sguardo, vedendo una grossa jeep andare contro di loro. Lucifer fece appena in tempo a gettarsi su Chloe, mentre la jeep li speronava.

Chloe sperava fosse stato tutto un brutto sogno. Non poteva credere che erano stati investiti. Aprì gli occhi sentendo un fortissimo dolore in quasi tutto il corpo. Vide un uomo che si chinava su di lei, facendole una puntura, pensando fosse un paramedico. A poco a poco si trovò nell'incoscienza. Rivide la proposta di matrimonio di Lucifer in riva alla spiaggia dove si erano baciati la prima volta. Il matrimonio nella chiesa di padre Frank, con lo stesso padre Frank come officiante, remore sempre Chloe del giuramento a Roma di non rivelare mai i loro discorsi. Con commozione vide un felice Lucifer mostrargli l'attico rimesso a nuovo, non per uno scapolo, ma per una famiglia. Trixie che decise di chiamare Lucifer papà, con l'approvazione di Dan, con un re dell'inferno commosso e felice. Vide Dan e Ella che accettavano il mondo di Lucifer, tra paradiso e inferno, soprattutto grazie all'aiuto di Linda.

Improvvisamente la voce di Trixie preoccupo Chloe

"Papà Lucifer perché non si sveglia la mamma?"

Chloe aprì gli occhi, sentendo Lucifer chiederle

"Chloe come ti senti?"

Lei tentò di sorridere

"Come se fossi stata investita"

Tutta la voglia di scherzare finì quando si guardò attorno. Era su un rozzo materasso per terra, in una stanza molto grande, con pareti bianche e pavimento lucidi di marmo, nessuna finestra. Nel centro della stanza c'era una colonna bianca, a quella colonna era legato con catene dorate Lucifer. Trixie corse incontro a sua madre abbracciandola. Con orrore Chloe le sentì dire, mentre non staccava gli occhi da Lucifer

"Mammina sono venuti a scuola, minacciando tutti, portandomi via. Mi sono svegliata accanto a te. Con papà Lucifer legato a quella colonna. Non riesce a liberarsi"

Chloe bacio la fronte della figlia, correndo da Lucifer. Tentò di smuovere le catene, ma Lucifer le disse

"Inutile, sono catene angeliche. Le ricordo troppo bene. Chloe …"

Prima che potesse continuare, si aprì l'unica porta della stanza, bianca che quasi si confondeva con le pareti. Due energumeni afferrarono Chloe e Trixie, tenendole da dietro tra le loro braccia, facendo quasi impazzire Lucifer, che divenne Lucifero infernale. Una voce gelo Lucifer. Eva si mise davanti a Lucifer battendo le mani

"Che grande amore. Lucifer, piacere di rivederti…"

Guardò verso Chloe

"...credevi sul serio che mi sarei fatta arrestare? In questo periodo sono riuscita a creare una mia organizzazione…"

Rivolta a Lucifer

"...dove ora tu Lucifer sei il pezzo forte"

Un terzo scagnozzo entrò con una siringa in mano, mettendo sulla bocca di Trixie un pezzo di scotch. Poi afferrò per i capelli Chloe, inserendo l'ago nel suo collo, dicendole

"Non muoverti o potrei premete, si tratta di veleno"

Chloe si paralizzo. Eva disse a Lucifer, mentre passava la lama di un bisturi sul collo di Trixie

"Fai il giuramento, oppure le tue donne moriranno. Fai il giuramento. Quando esalerai l'ultimo respiro le lascerò libere"

Lucifer abbassò lo sguardo, dicendo

"Giuro come angelo, giuro come demone, giuro in ogni realtà, finché loro respirano, vivranno io sono sottomesso a te Eva"

CONTINUA