Sala operatoria degli orrori di Eva

Mezz'ora dopo il giuramento di sottomissione di Lucifer a Eva.

Chloe e Trixie erano sedute per terra, legate con forti corde, ognuna con un pezzo di nastro adesivo sulla bocca. Eva entrò nella sala operatoria sorridendo soddisfatta. La pazza genitrice dell'umanità, indossava un camice da dottore, dicendo a Chloe e Trixie

"Vista la giovane età della signorina, le illustrerò una piccola lezione di anatomia sugli angeli"

Tolse il lenzuolo bianco dal tavolo operatorio. Sotto quel lenzuolo Lucifer, completamente nudo, disteso sulla pancia, con grosse cinghie alle gambe, braccia e collo, lasciando libera la schiena. Cinghie che sarebbero state niente, se Lucifer non fosse stato legato al giuramento dell'angelo.

Almeno, Lucifer avrebbe desiderato urlare a Chloe e Trixie di chiudere gli occhi, ma forse intuendolo, Eva gli aveva chiuso le labbra con grossi punti metallici.

Eva batte con il palmo della mano destra sulle spalle di Lucifer, dicendo rivolta alle due umane terrorizzate

"Cara bambina, cara donna, sia gli angeli che i demoni hanno le ali poste proprio vicino le scapola. Diventano piccole piccole, quando vengono rinfoderare, mettendosi accanto a l'osso. Quindi, non volendo che le ali mi colpiscano in faccia…"

Eva si sporse alla sua destra, prendendo da un tavolino di metallo, un lungo pezzo di ferro piegato a formare una U

"...blocchiamo una ala…"

Conficcò con forza le punte accanto la scapola di Lucifer vicino a lei, con Lucifer che resistete dal tentare di urlare, per non dare ulteriore dolore alle due umane adorate

"...dopo possiamo estrarre l'altra ala facendo una pressione qui…"

Conficcò un bisturi nella scapola opposta di dove era lei. L'ala uscì fuori dalla scapola in tutta la sua lucentezza.

Trixie odiava con tutto il cuore Eva, quella donna senza nessuna pietà che si accaniva su suo padre Lucifer. La bambina guardò con dolore l'ala, a pochi centimetri dal suo piede, ricordando con un nodo alla gola, tutte le volte che quelle ali le avevano dato conforto, gioia. Con sorpresa e tristezza di Trixie, la punta dell'ala le toccò il piede destro, come un ultimo addio.

Con orrore di Chloe e Trixie, Eva estrasse la scapola dalla spalla di Lucifer, cui era attaccata l'ala. Con rabbia, Trixie tentò di alzarsi da terra, nonostante le corde che la legavano, per tentare di fermare Eva che rise. Una risata che si bloccò nella gola di Eva, impressionata dalla bambina che riusci ad alzarsi, correndo da Lucifer, mentre Eva spaventata da tutta quella volontà della bambina, si precipitò fuori la sala operatoria. Con dolore, Chloe vide sua figlia appoggiare la fronte a quella di Lucifer, in un mugugnare dei due, estremo tentativo di comunicare. Uno scagnozzo di Eva afferrò Trixie per le spalle, rimettendola accanto a Chloe per terra. Tentando di ritrovare un po' di dignità, Eva rise continuando nell'estrazione dell'altra ala.

Accanto a Trixie, Chloe decise di fare un estremo sacrificio d'amore, pur di sapere Lucifer vivo, prego il padre del re dell'inferno, Dio.

"Dio ti prego, non puoi permettere che questo demonio che si chiama Eva continui. Ti scongiuro, aiuta tuo figlio Lucifer. Lui non merita tutto questo. Io sono pronta al sacrificio più terribile pur di saperlo in vita. Mi strapperò il cuore, non vivendo più felice con lui. Sono pronta a questo purché lui viva"

Una luce divina illuminò la sala operatoria. Spenta la luce divina, comparve accanto a una terrorizzata Eva un angelo. L'angelo era Michael, il fratello gemello di Lucifer che afferrò per il collo Eva, dicendole con rabbia

"Devi andare all'inferno. Mentre tu fratello vieni con me in paradiso"

Lucifer non voleva separarsi dalla sua famiglia. Non più legato al giuramento fatto a Eva, stava per strappare le cinghie, ma Michael usò la magia angelica per calmarmi, portandolo nel sonno. Subito dopo, Michael rivolse la sua attenzione a Chloe e Trixie, guardandole con compassione

"...Chloe il tuo sacrificio salverà la vita a tanti angelici, fermando questo obbrobrio dal nome Eva. Gli scagnozzi di Eva sono tutti addormentati. Io porto mio fratello Lucifer in paradiso. Purtroppo non potrete rivedervi mai più, neanche alla tua morte o di Trixie, essendo un giuramento eterno. Addio"

In una luce divina, arcangelo Michele scomparve dalla sala operatoria, portando con se Eva e Lucifer. Sconvolte, Chloe e Trixie, libere dalle corde, si abbracciarono piangendo, consapevoli delle parole dell'arcangelo Michele.

Qualche ora dopo.

Rientrate nell'attico, quel luogo sembrava a Trixie e Chloe così silenzioso, triste senza Lucifer. Scossa da singhiozzi di pianto, Trixie corse nella camera da letto di Chloe e Lucifer. La bambina, disperata, con il cuore in pezzi, indossò una giacca di Lucifer, quasi nascondendosi sotto le coperte dal lato dove dormiva il suo adorato padre acquisito. Sulla porta della camera, Chloe decise che doveva essere forte per Trixie. Con delicatezza, Chloe si infilò sotto le coperte accanto la figlia.

Paradiso. Ospedale.

Un giovane angelo uscì dalla grande porta dell'ospedale, sbuffando per il gesso al braccio destro, dicendo a se stesso

"Sono troppo precipitoso. Adamius lo vuoi capire?..."

Dandosi un pugnetto sulla testa

"...io come altri prima di me, sono stato scelto tra le anime benedette per essere un angelo. Quindi devo imparare a poco a poco a usare le ali. Non tentare un volo da una alta torre, rompendomi un braccio"

Qualcosa atterrò accanto a lui con un rumore di vetro rotti. Con stupore dell'angelo e tutti quelli davanti all'ospedale, un completamente nudo Lucifer, con la spalla destra fasciata, cominciò una frenetica corsa sulla strada. Quattro soldati angelici, lo inseguirono volando.

Nonostante stanco e dolorante per la spalla destra come morta, Lucifer sorrise vedendo i cancelli del paradiso. Voleva buttarsi dalla piattaforma di fronte i cancelli. Non gli importava di morire, non voleva restare in paradiso lontano da Chloe e Trixie. Il sacrificio di Chloe aveva infiammato ancora di più l'amore di Lucifer per lei.

Mentre Lucifer si avvicinava al bordo della piattaforma, si sentì felice, pensando che avrebbe rivisto la sua piccola famiglia, gli amici. Tutta la felicità si sciolse, appena i quattro soldati angelici lo afferrarono, riportandolo in paradiso oltre il cancello.

Nell'ospedale del paradiso.

Un dottore angelico imbotti Lucifer di tranquillanti, lasciandolo nel mondo dei sogni, dove Chloe e Trixie erano con lui.

Los Angeles. Un mese dopo.

Trixie stava entrando a scuola, quando sgrano gli occhi, credendo di vedere Lucifer di spalle vicino la sala dei professori. Stava per correre ad abbracciarlo, fermandosi a pochi passi, scoprendo con delusione che era l'insegnante di spagnolo. Arrabbiata con tutti, si diresse fuori la scuola, con il cuore pieno di tristezza.

Un ora dopo. Lux.

Chloe uscì dell'ascensore con il cellulare in mano. Dietro il bancone del bar, Maze era di spalle, intenta ad aggiornare il libro contabile. La demone, senza voltarsi, le indicò una alta e larga tenda nera, attaccata al muro accanto la zona bar. Chloe fece un respiro profondo, spostando di lato la tenda, aprendo una porta. Con il cuore in subbuglio, si trovò nell'ufficio di Lucifer nel Lux. Cercando di non piangere, Chloe guardò il lampadario, che sembrava un gruppo di fiamme bianche. Ma ogni tentativo di non piangere sfumo, vedendo dov'era Trixie. La bambina era raccolta in posizione fetale, nella poltrona dietro la scrivania.

Lucifer nel suo progetto iniziale, aveva posto una grande scrivania, con una grande poltrona che sembrava un trono, per incutere timore ai suoi ospiti. Invece, da quando Trixie cominciò a far parte della sua vita, se non trovavano la bambina, era quasi sicuramente in quella poltrona.

Fuori l'ufficio, Maze odio profondamente il paradiso, asciugandosi le lacrime, sentendo Trixie urlare con la voce rotta dal pianto

"Deve tornare...papà Lucifer deve tornare! Mamma io lo so, sento che soffre dove si trova! Mamma, rivoglio papà Lucifer"

Maze sentì un singhiozzo di pianto dietro di lei. Tutto lo staff del Lux era a pochi passi dal bar, che ascoltavano commossi lo sfogo di Trixie.

Paradiso. Ospedale.

Padre Frank era in piedi, vicino al letto dove doveva esserci Lucifer, ma non c'era. Un infermiere entrò nella stanza dicendo esasperato

"Ma non ci credo. Lo sediamo, calmandosi solo per qualche ora. Cerchiamo di cancellargli la memoria, quasi l'ospedale scoppia per la sua forza di volontà. Pensa anima benedetta…"

Rivolto a padre Frank

"...Lo leghiamo con corde angeliche, riesce a spezzare o come un serpente sguscia via. Non sappiamo più cosa fare. Appena un'ora fa lo abbiamo operato alla spalla"

Rimasto solo nella stanza, padre Frank sorrise amaramente. Conosceva quel Lucifer, non potevano tenerlo lontano da Chloe e Trixie.

Per le strade del paradiso.

Lucifer con indosso un vestito da infermiere, rubato mentre era sgattaiolato via dall'ospedale, mezzo assonnato per l'anestesia dell'operazione, cercava di nascondersi, così da arrivare al cancello del paradiso, sicuro che con due ali, poteva planare verso la Terra. Ancora gli risuonava nelle orecchie il pianto disperato di Trixie, cui mancava. Dovete trattenere il pianto al ricordo di una preghiera di Chloe

"Dio ti prego, devi essere molto paziente con tuo figlio Lucifer. Io percepisco che soffre, ma purtroppo era l'unica soluzione per non perderlo del tutto. Digli che l'amo, un amore immortale. Spero un giorno Trixie trovi un po' di pace, soffrendo terribilmente la sua mancanza"

Lucifer non si accorse che padre Frank plano vicino a lui. Qualcosa bloccò l'anima benedetta.

Il re dell'inferno era appoggiato a un muro, dall'altra parte si appoggiò un ragazzo sui quindici anni, coperto da un lenzuolo bianco come una tunica. Il prete notò che Lucifer e quel ragazzo c'era una somiglianza enorme, ma soprattutto quel giovane aveva gli occhi di Chloe. Il re dell'inferno si allontanò dal muro, mentre padre Frank fermò il ragazzo che sgrano gli occhi vedendolo. Con un grande sorriso, il ragazzo lo abbracciò, dicendo con voce disperata

"Ti cercavo, devi aiutarmi. Non voglio scomparire nel paradiso dei cherubini. Voglio nascere …"

Il ragazzo gelo padre Frank, dicendogli con un sorriso così uguale a quello di Lucifer

"Dovevo nascere dall'amore di mio padre Lucifer e mia madre Chloe. Dovevo essere il fratello di Trixie, il suo adorato fratello. Invece ora non nascerò più..."

Mostrando a padre Frank la mano destra semitrasparente

"...Ma non voglio diventare uno stupido cherubino, sono così noiosi. Preferisco scomparire, come sto facendo…"

Il ragazzo si aggrappò alla giacca del prete quasi urlando

"...Padre tu eri nei miei ricordi. Mia sorella Trixie, mi disse che eri il miglior amico di mio padre. Ti scongiuro, aiutami"

Padre Frank vide Lucifer trasportato da due soldati angelici verso l'ospedale. L'anima benedetta di padre Frank accarezzo la testa del ragazzo, cercando il modo di aiutarlo.

Qualche ora dopo.

Padre Frank cercò un luogo dove nascondere quel mancato figlio di Lucifer e Chloe. Perché quel ragazzo era cercato dai soldati celesti per farlo diventare un cherubino. Lui, padre Frank, non aveva un alloggio in paradiso, perché come ogni anima benedetta, risiedeva nella luce sulla sommità di una torre d'oro, vicino il Palazzo di Zaffiro, la residenza di Dio. Molte volte, Dio sceglieva tra le anime benedette nuovi angeli, ma padre Frank era una anima benedetta morto da giusto.

Ironia della sorte, l'unico luogo sicuro che trovò padre Frank fu in una stanza d'ospedale, proprio sotto la stanza dov'era Lucifer. Grazie a un medico amico, aveva fatto registrare il ragazzo come affetto da una forte varicella.

Tornato nella stanza con del cibo, padre Frank trovò il ragazzo seduto nel letto che guardava in alto. Gli disse il ragazzo, senza guardarlo

"Lui si trova qui sopra vero?"

Padre Frank annuì di si, dandogli un sacchetto di carta con dei panini dentro. Evidentemente affamato, il ragazzo iniziò ad addentare un panino con prosciutto, dicendo al prete che si era seduto sul bordo del letto accanto a lui

"Padre forse sono un illuso. Dovrei tornare per diventare uno stupido cherubino. Forse da cherubino potrei abituarmi a curare i giardini del paradiso, tenere compagnia alle anime che devono nascere…"

Il ragazzo chiuse gli occhi abbassando le spalle

"...Ma ero veramente felice in quella famiglia. Non voglio dire nulla sul futuro…"

Il ragazzo si asciugò le lacrime, addentando ancora il panino

"...Ma ricordo il sorriso di mia madre quando sono nato, il mezzo sorriso di mio padre, piuttosto spaventato. Ricordo l'infinito amore di mia sorella Trixie, che ogni battito del suo cuore mi diceva quanto mi voleva bene. Poi una cosa che mi spezza il cuore. Mio padre che mi prese in braccio, mentre mia madre dormiva nel letto d'ospedale, dicendomi mentre mi cullava con amore, che ero il culmine di tutta la sua felicità, iniziata con mia madre Chloe, rinforzata con mia sorella Trixie, esplosa nell'assoluta felicità con me…"

Il ragazzo bevete da una bottiglia di succo di pera nella busta di carta, scuotendo la testa

"...Gli angeli addetti a noi anime ancora non nate, mi hanno spiegato cos'era successo. Ma padre non lo trovo giusto…"

Il ragazzo lo guardò con occhi imploranti

"...ugualmente cercherò di rassegnarmi al mio destino, per essere un cherubino. Ma per favore…"

Il ragazzo congiunse le mani in preghiera

"...vorrei solo incontrare una volta mia madre e mia sorella. Non gli dirò chi sono. Vorrei anche incontrare mio padre, ma la sua sofferenza mi travolge, percepisco quanto vuole tornare dalla sua famiglia. Ti giuro, subito dopo tornerò in paradiso per essere un cherubino"

Padre Frank, con grande sforzo cercò di trattenere le lacrime che sentiva pungere negli occhi, volendo a tutti i costi far incontrare almeno una volta Chloe e Trixie con quel ragazzo.

Notte, balcone dell'attico.

Chloe con molta fatica era riuscita a far addormentare Trixie. Si rifiutava di pensare di darle qualche sonnifero, non volendo farla diventare dipendente. Asciugandosi delle lacrime, guardò il cielo stellato.

Altre volte in mano teneva un bicchiere pieno di qualche alcolico, ma aveva deciso di diminuire, trovando fin troppo appagante lo stordimento che le dava. Sorseggio la coca cola, sorridendo al pensiero che Lucifer avrebbe allungato con del whisky quel liquido. Non si accorse di padre Frank che comparve con accanto il ragazzo, il figlio mancato di Chloe e Lucifer.

Il ragazzo, con indosso un paio di jeans scuri e una maglietta grigia, tremò leggermente mentre il prete si avvicinava a Chloe. Il ragazzo non osava alzare lo sguardo, tenendolo fisso sulle scarpe da tennis blu scure. Quando sentì la voce di Chloe vicina, dirgli

"Sono felice di conoscere un amico di padre Frank"

Il ragazzo l'abbracciò con enfasi, provocando nel cuore di Chloe un subbuglio di emozioni, ma stranamente per lei sentendosi come rilassata. Padre Frank a qualche passo indietro a loro, guardò il cielo stellato, chiedendosi come Dio potesse sopportare tutto quel dolore.

CONTINUA