A/N: Ehi, ragazzi! Benvenuti al nuovo capitolo! Nel capitolo precedente, abbiamo visto gli eventi dal punto di vista di Dotto, che, insicuro e impotente come mai prima d'ora, per quanto ci provasse, non riusciva né ad aiutare i suoi fratelli, né a trovare indizi su come risvegliare Biancaneve dopo che aveva morso la mela avvelenata. Adesso vedremo gli eventi dal punto di vista di Brontolo, l'unico personaggio del film ad avere un'arco di trasformazione del personaggio. Iniziamo.


Capitolo 3: Brontolo: Rimpianto implacabile

-POV di Brontolo-

(''Midna's Desperate Hour- The Legend of Zelda: Twilight Princess OST'')

Da dove dovrei iniziare? Tutti noi eravamo devastati quando avevamo trovato Biancaneve giacere a terra senza vita, e mi ero reso conto che la mela che aveva mangiato era avvelenata. La Regina sotto mentite spoglie la aveva tentata ad assaggiarla, e questo mi ricordava quelle leggende(1). Non è il punto, però. La prima volta che avevamo incontrato Biancaneve, non volevo nemmeno ospitarla in casa nostra, ma cedetti e le permisi di restare. Mi pentivo amaramente di essere stato così freddo nei suoi confronti prima della sua morte e non aver ammesso di quanto tenevo davvero a lei prima che fosse troppo tardi. Ricordai quando io e i miei fratelli eravamo andati al lavoro. Ci dava sempre un bacio in fronte a turno, e quanto venni baciato... era una bella sensazione. Quando gli animali ci avevano avvertiti e Pisolo si era reso conto che la Regina la aveva trovata, mi resi conto che dovevamo salvarla, ma eravamo arrivati troppo tardi. Dal suo funerale quel terribile giorno, tutto quello che potevo fare era piangere con la faccia tra le mani, con il rimpianto dentro di me per non essere stato gentile con lei, e ora era troppo tardi. Non ero riuscito a salvarla. ''Mi dispiace tanto, Biancaneve... se solo non fossi stato così freddo nei tuoi confronti...'' pensieri del genere invadevano la mia mente senza mai smettere.

Dopo diversi minuti di lutto al piano di sopra con i miei fratelli, andai in cucina, dove uccelli e scoiattoli mi fecero vedere qualcosa sul davanzale. Oddio. Era una crostata di uva spina con il mio nome sopra, quasi pronta, eccetto che non era cotta in forno. Non posso credere che dopo tutto quello che le avevo fatto e nonostante fossi stato così freddo con lei, ne aveva fatta una apposta per me. Mi voleva bene, proprio come voleva bene agli altri, e probabilmente voleva farmi una sorpresa. Appoggiai la crostata sul tavolo e scoppiai di nuovo in lacrime. Che cosa avevo fatto? Non volevo che morisse, né tanto meno fare una cosa simile, anch'io ho i miei limiti in freddezza.

Gongolo, preoccupato dalla mia assenza, scese le scale, e si rattristò quando vide la crostata di uva spina. In preda alla disperazione, gli dissi che non sapevo se i nostri fratelli o Biancaneve mi avrebbero perdonato, e lui mi disse che non era colpa mia e che se lei aveva fatto quella crostata per me, allora sapeva che, per quanto non volessi ammetterlo, tenevo a lei. Sentì le mie gambe pesanti come piombo e caddi in ginocchio, piangendo sul petto di Gongolo e cogliendolo di sorpresa. Anche Dotto e gli altri mi raggiunsero, preoccupati, e mi rassicurarono dicendo che non era colpa mia e che non erano arrabbiati con me. Mangiammo la crostata di uva spina per pranzo, ma per quanto ci piacesse, non riuscivamo a pensare ad altro che alla principessa, e dopo cena, decisi di andare a dormire molto prima del solito, sorprendendo i miei fratelli. Salì le scale, mi misi il pigiama e andai a letto senza salutare nessuno dei miei fratelli e senza dar loro la buona notte.


L'indomani, Dotto ci mostrò l'orario dei turni settimanali per le faccende domestiche e il lavoro in miniera. Sapeva che Biancaneve non vorrebbe che lasciassimo la casa come l'aveva trovata la prima volta. Decise però che Eolo non avrebbe mai fatto il turno per spolverare perché sarebbe stato troppo per il suo naso sensibile, e uno starnuto avrebbe potuto mettere l'intera casa sottosopra, così passava quel turno ad aiutare uno di noi una volta a settimana in modo che potesse tenersi occupato. L'orario era il seguente:

Lunedì: Dotto avrebbe fatto i letti, io avrei lavato i piatti, Gongolo avrebbe spolverato, Pisolo avrebbe apparecchiato la tavola, Mammolo sarebbe andato in miniera, Eolo avrebbe lavato i vetri e Cucciolo avrebbe fatto il bucato.

Martedì: Dotto avrebbe spolverato, io avrei lavato i vetri, Gongolo avrebbe lavato i piatti, Pisolo sarebbe andato in miniera, Mammolo avrebbe fatto il bucato, Eolo avrebbe apparecchiato la tavola e Cucciolo avrebbe fatto i letti.

Mercoledì: Dotto avrebbe apparecchiato la tavola, io avrei spolverato, Gongolo avrebbe fatto il turno in miniera, Pisolo avrebbe fatto i letti, Mammolo avrebbe lavato i vetri, Eolo avrebbe lavato i piatti e Cucciolo avrebbe lavato i vetri.

Giovedì: Dotto avrebbe fatto il lavoro in miniera, io avrei apparecchiato la tavola, Gongolo avrebbe fatto i letti, Pisolo avrebbe fatto il bucato, Mammolo avrebbe spolverato, Eolo avrebbe fatto i letti e Cucciolo avrebbe lavato i piatti.

Venerdì: Dotto avrebbe fatto il bucato, io sarei andato in miniera, Gongolo avrebbe lavato i vetri, Pisolo avrebbe lavato i piatti, Mammolo avrebbe apparecchiato la tavola, Eolo avrebbe fatto il bucato e Cucciolo avrebbe spolverato.

Sabato: Dotto avrebbe lavato i vetri, io avrei fatto i letti, Gongolo avrebbe fatto il bucato, Pisolo avrebbe spolverato, Mammolo avrebbe lavato i piatti, Eolo avrebbe fatto il turno in miniera e Cucciolo avrebbe apparecchiato la tavola.

Domenica: Dotto avrebbe lavato i piatti, io avrei fatto il bucato, Gongolo avrebbe apparecchiato la tavola, Pisolo avrebbe lavato i vetri, Eolo avrebbe aiutato Mammolo a fare i letti, e Cucciolo avrebbe fatto il turno in miniera.

Tuttavia, una settimana dopo, rinunciammo completamente al turno in miniera per stare vicino a Biancaneve, il che significa che il lunedì Mammolo avrebbe aiutato Gongolo a spolverare, il martedì Pisolo avrebbe aiutato Eolo ad apparecchiare la tavola, il mercoledì Gongolo avrebbe aiutato Cucciolo a lavare i vetri, il giovedì Dotto avrebbe aiutato Mammolo a spolverare, il venerdì avrei aiutato Dotto a fare il bucato, il sabato Eolo mi avrebbe aiutato a fare i letti e domenica Cucciolo avrebbe aiutato Dotto a lavare i piatti. Durante il sabato di quella settimana stessa, sentii un grido dal piano di sopra, e scoprì che Dotto, avendo saputo da me che la mela mangiata da Biancaneve era avvelenata, passava ore e ore a sfogliare tutti i libri di medicina e di veleni per cercare di risolvere i nostri problemi e un modo per far risvegliare Biancaneve, ma invano. Andai da lui, un po' preoccupato, seguito dagli altri, e il nostro fratello maggiore ci disse che sentiva di averci deluso. Aveva cercato di mantenere il suo nervosismo e le sue ricerche segrete per non darci false speranze, ma ora si sentiva incapace di aiutarci, e quando mi disse che la principessa aveva solo quattordici anni, mi si fermò il cuore, dato che era troppo, troppo giovane per meritare questo destino. Decidemmo poi di costruire per Biancaneve una bara di cristallo e oro adornata di gemme.

(''Midna's Desperate Hour- The Legend of Zelda: Twilight Princess OST-s'')


(''Loss of Me- Final Fantasy IX OST'')

Nel corso dei giorni, spesso mi svegliavo nel cuore della notte dopo poche ore di sonno, e come Pisolo, non riuscivo a dormire. A volte, come lui e Mammolo, piangevo nel sonno, perché ero troppo pentito dal modo in cui avevo trattato Biancaneve. Ha fatto tanto per noi, ma se avessi ammesso prima di tenere a lei, non mi sentirei così male. Oltre a perdere sonno la notte, passavo del tempo a isolarmi dai miei fratelli e a non stare nella stessa stanza in cui erano se non per le faccende domestiche, spesso uscendo di casa ma rimanendo sempre a una distanza massima di dieci passi, con gli animali che a volte mi si avvicinavano, e seppure i miei fratelli fossero abituati al mio comportamento antisociale, cominciarono a sospettare qualcosa.

Passarono altre due settimane, ed era giovedì. Ero al bagno, il posto dove Eolo spesso stava quando non si sentiva bene o voleva stare solo. Guardai l'acqua della vasca dell'acqua dalla quale, come voleva Biancaneve, ci lavavamo le mani prima di mangiare, e guardando la mia brutta faccia accigliata nel riflesso, colpii l'acqua con un pugno per un paio di volte, rovesciandola a terra e bagnandomi il viso, poi caddi in ginocchio, mi coprì la faccia con le mani e singhiozzai. Oh, quanto mi mancava quella ragazza, e dato che avevo ammesso di volerle bene solo all'ultimo, quando era già troppo tardi, sentì che per punizione dovevo vivere nel rimpianto. Un ruggito di frustrazione mi uscì dalla bocca e mi afferrai per il collo con le dita, giusto sotto la barba. Forse è un gesto estremo, ma era una reazione che mi era venuta spontanea perché per quello che avevo fatto, mi sentivo un'imbecille.

La porta si aprì, e i miei fratelli mi fermarono prima che la situazione potesse degenerare. Dotto e Cucciolo mi afferrarono per le ascelle, mentre Gongolo mi afferrò i polsi. ''Per il Grillo Parlante!(2) Brontolo, che ti succede?'' domandò.

''Lo sai che siamo preoccupati per te.'' disse Dotto.

''Mi manca, OK?!'' sbottai, poi mi resi conto di aver alzato troppo la voce e parlai in modo più pacato. ''Si tratta di Biancaneve... mi manca tanto... sono stato davvero freddo con lei, e non mi sono nemmeno reso di come gli altri mi vedono... se solo non fossi stato così cattivo con lei... ormai è passato un mese dalla sua morte, e non ho mai ammesso di quanto le volevo bene prima della sua morte. Per il mio peccato, sarò condannato a vivere il resto della mia vita nel rimpianto!'' piagnucolai, ricominciando a singhiozzare.

''Dai, Brontolo! Sono sicuro che Biancaneve ti avrebbe perdonato!'' mi disse Eolo, avvolgendo un braccio sulla mia spalla.

''Eolo ha ragione. Anche noi ti avremo perdonato!'' aggiunse Dotto.

''Scusate se vi ho preoccupato. È solo che ormai, per ciò che ho fatto, mi sento così stupido che potrei strangolarmi. Non riesco nemmeno più a guardarvi in faccia.'' mormorai, mentre mi mordevo le labbra a sangue.

''Non credo che ti aiuterà, Brontolo. Né te, né nessun'altro.'' disse Mammolo.

''Affrontiamo la realtà. Non possiamo salvarla in nessun modo, e non c'è niente da fare.'' disse Pisolo, così scoraggiato. Aveva ragione, non c'era niente da fare.

Passarono le settimane, e le foglie cominciavano a diventare gialle, arancioni e rosse. Nessuno però dimenticava ciò che era successo a Biancaneve, e come avevo detto, soffrivo ancora di un rimpianto implacabile che vedevo come punizione per ciò che avevo fatto. Nonostante i miei fratelli avessero detto che mi hanno perdonato e che Biancaneve avrebbe fatto lo stesso, avevo dei dubbi, e mettevo sempre in discussione la mia moralità. Più il tempo passava, più il nostro stato mentale peggiorava, e più sentivo che sarei crollato. Tutte quelle notti in cui non riuscivo a dormire, vedevo i miei fratelli nani quasi tutti svegli, ma pensando a ciò che avevano detto Gongolo prima e Pisolo poi, avevano ragione, e questo mi fece sentire peggio. Che cosa faremo?

(''Loss of Me- Final Fantasy IX OST-s'')


A/N: Sembra che Brontolo si senta in colpa per le sue azioni prima che Biancaneve mangiasse la mela avvelenata, ed è ora pienamente consapevole di quanto gli stanno a cuore lei e gli altri nani. Spero che questo capitolo vi sia piaciuto e ci vediamo al prossimo! Ciao!

(1): In molte mitologie, la mela è il simbolo del peccato, della tentazione e della caduta nel peccato, ad esempio, la storia di Adamo ed Eva nella Genesi, nella quale furono puniti dopo che Eva venne tentata dal serpente a mangiare il frutto proibito.

(2): Nella scena in cui i nani tornano a casa, la loro esclamazione nel doppiaggio inglese è un riferimento al Grillo Parlante, un personaggio di Pinocchio. Per coincidenza, tre anni dopo l'uscita del film, uscì l'adattamento Disney di Pinocchio come secondo Classico Disney.