A/N: Ehi, ragazzi! Nel capitolo precedente, abbiamo visto la storia dal punto di vista di di Brontolo, che si sente pieno di sensi di colpa e di vergogna per non aver ammesso di avere a cuore i suoi fratelli e Biancaneve fino all'ultimo momento, quando era già troppo tardi per salvare la principessa. Adesso vedremo il punto di vista di Gongolo. Prima di iniziare, vi darò una brutta notizia per i fan della Disney: Marge Champion, una ballerina e attrice usata dalla Disney come modella per i movimenti di Biancaneve nel film, la Fata Azzurra in Pinocchio e l'ippopotamo danzante di Fantasia, è morta quattro giorni fa all'età di 101 anni. Per questo motivo, questa fanfic è un tributo a lei. Iniziamo.
Capitolo 4: Gongolo: Benvenuta, Depressione
-POV di Gongolo-
(''Ventus's Theme- Kingdom Hearts III OST'')
Che tristezza tremenda... Quando abbiamo scoperto che Biancaneve era morta dopo aver mangiato la mela avvelenata, sono stato il primo a scoppiare in lacrime. Dato che sono io la colla che ci tiene uniti e a tenere alto il morale dei miei fratelli, le mie emozioni tendevano ad essere contagiose, per cui, quando iniziai a piangere, si misero a piangere anche gli altri. Non posso credere che sia successo una cosa del genere a una fanciulla innocente, ma dovevamo conviverci. Dopo un po' di tempo passato a piangere, notai che Brontolo se n'era andato, e, un po' preoccupato, andai di sotto a cercarlo. Lo trovai in cucina, mentre singhiozzava davanti al tavolo, sul quale c'era una crostata di uva spina con il suo nome sopra, e mi sentì male per lui. Si sentiva molto in colpa per ciò che era successo a Biancaneve, e io lo rassicurai dicendo che non era colpa sua, poi, lo abbracciai, e con mia sorpresa, cadde in ginocchio e si mise a piangere sul mio petto. Non lo avevo mai visto in questo stato, e i miei fratelli, preoccupati, ci raggiunsero e si unirono al nostro abbraccio.
Cercai di sostenere emotivamente almeno gli altri, tutti troppo sconsolati e incapaci di pensare ad altro, ma dopo meno di una settimana, non ce la feci più. Avevo completamente perso il mio ottimismo e la mia allegria, al punto che il mio nome sembrava non avere più senso, e quando si trattava di Biancaneve, l'argomento era sempre spontaneo, soprattutto dopo che rinunciammo completamente al lavoro in miniera una settimana dopo la tragedia. Eravamo ormai vittime degli eventi, e ci fregavamo del fatto che se il nostro capo non ci vedesse a lavorare dalla mattina alle cinque di pomeriggio(1), ci avrebbe licenziati, il nostro lavoro non era la nostra priorità al momento, e come diceva Brontolo, non sapevamo neanche cosa prendevamo a fare i diamanti. Ero caduto in depressione, cambiando così drasticamente che sembravo il completo opposto di quello che il mio nome suggeriva, che avrei voluto cambiarlo, e spesso, per cercare di non piangere, stringevo i denti, ma le lacrime uscivano lo stesso. Per passare il tempo, mi mettevo a canticchiare e a suonare la chitarra come al solito(2), e anche gli altri stavano ad ascoltare, ma queste canzoni erano tristi, come a simboleggiare il lutto che tutto il bosco stava ancora vivendo. Normalmente, quando non sono in grado di aiutare gli altri con il loro morale, ci pensano Eolo e Mammolo, ma in quell'orribile periodo, non c'era niente che potevamo fare. L'unica cosa che ci impediva di impazzire era il fatto che noi e gli animali vivevamo insieme, così ci potevamo consolare a vicenda.
Il sabato della seconda settimana, sentimmo Dotto gridare di frustrazione. Brontolo gli aveva detto che la mela era avvelenata, per cui stava cercando eventuali antidoti o modi per aiutarci in tutti i libri che avevamo, ma senza successo. Dotto ci disse che con tutta la pressione che si era messo addosso, aveva cercato di tenerci tutto nascosto, e non ci aveva detto niente per non illuderci, sentendo di averci deluso. Tra l'altro, sarebbe stato il momento peggiore del mondo per farlo. A questo punto, dissi una frase che lasciò tutti a bocca aperta. ''Seriamente, mi chiamo Gongolo, e di solito sono la colla che tiene insieme il gruppo e vi solleva il morale, ragazzi, ma ora sono così depresso che non riesco più ad aiutarvi e non sono nemmeno più me stesso. Mammolo ed Eolo a volte prendono il mio ruolo quando non posso, ma siamo tutti troppo devastati dal nostro dolore. Questa è una dura lezione che ho imparato sulla vita quando abbiamo trovato il corpo di Biancaneve. A volte, la vita è crudele, e ci sono cose che non importa quanto ci proviamo, non possiamo cambiare, quindi dobbiamo affrontare la realtà.'' Tutti i miei fratelli erano davvero tristi a sentire quella frase, ma sapevano che avevo ragione, e io stesso, per quanto mi spezzava il cuore a dirlo, dovevo. Era una realtà alla quale io non volevo credere, finché non successe a noi. Il giorno dopo, decidemmo di deporre Biancaneve in una bara di cristallo e oro adornata di gemme che avevamo preso dalla miniera e la portammo in una radura nel bosco, non lontano da casa nostra.
(''Ventus's Theme - Kingdom Hearts III OST-s'')
(''Warmth Is Gone - Fire Emblem Fates OST'')
Col passare delle settimane, ci sentivamo sempre peggio, e non potevamo farci niente. A volte mi isolavo dagli altri e stavo fuori a guardare gli animali, che ci aiutavano nelle faccende di casa divisi a gruppi. Mi ricordavo che loro l'avevano aiutata a ripulire la nostra casetta dall'incuria in cui l'aveva trovata la prima volta che era entrata là dentro, e pensare che allora c'erano ragnatele ovunque sui muri. Ogni tanto, degli uccellini si appoggiavano sulla mia spalla o sul mio braccio e dei conigli e degli scoiattoli mi saltavano in grembo, tristi e dispiaciuti per me. Era arrivato l'autunno, e le foglie stavano ingiallendo. A volte, mentre dormivo, piangevo nel sonno, come per i miei fratelli, e quando scoppiavo a piangere, gli altri o cominciavano a piangere anche loro o stavano male, incapaci di aiutarmi perché non sapevano cosa fare, specialmente Dotto, che non era più il leader sicuro di sé e un po' pomposo che tutti conoscevamo, ed era invece diventato terribilmente silenzioso, a volte andando da solo a piangere. A un mese da ciò che era successo a Biancaneve, due settimane dopo l'esaurimento nervoso di Dotto, anche Brontolo ne ebbe uno, dato che cercò di strangolarsi nel bagno con le sue stesse mani, e dopo che lo raggiungemmo, ci vollero gli sforzi combinati di Dotto, Cucciolo ed io per costringerlo a mollare. Dopo ciò, cominciò a singhiozzare, dicendo che per ciò che aveva fatto prima della morte di Biancaneve, sarà condannato a vivere per sempre nel rimpianto, ma mentre si mordeva le labbra a sangue, gli dicemmo che non era colpa sua e che noi e la principessa l'avremmo perdonato.
Due mesi e mezzo dopo la tragedia, durante il lunedì, ero davanti al fiume fuori casa, a piangere. Quanto mi mancava Biancaneve... la cosa che mi mancava di più di lei era quando suonavamo, cantavamo e ballavamo le canzoni dopo cena. Quella ragazza dava sempre un'atmosfera allegra in casa che ci contagiava, e mi ricordava un po' di me. Anche se la conoscevamo solo da un paio di settimane, sentivamo di conoscerla da molto più tempo. La morte è orrenda, non c'è niente di bello nel morire, solo lasciare le persone che ti stanno a cuore nel lutto, con i loro ricordi con te pieni solo di tristezza. Mentre singhiozzavo disperatamente e guardavo la mia immagine riflessa ormai irriconoscibile, sentii la porta aprirsi. Guardai dietro di me e c'era Pisolo. ''Gongolo? Tutto OK?'' mi chiese, sedendosi vicino a me.
''No... non so più che fare...'' mormorai, asciugandomi gli occhi con la manica. ''Che ci fai qui?''
''Mammolo, Eolo e Dotto erano un po' preoccupati. Non ti hanno più visto da quando avevi finito di spolverare.'' rispose Pisolo.
''Hai mai messo in discussione tutto quello che credevi?'' chiesi.
Mio fratello ci pensò un po'. ''Bella domanda. Però, se vuoi la risposta, non mi è mai successo. Sai, mentre Dotto teneva compagnia a Cucciolo, ha notato da un po' di tempo che ti sforzavi di non piangere, e non ti abbiamo visto da tre ore.'' rispose, dopo uno sbadiglio.
''Io sono il più ottimista di voi, ma con ciò che è successo non riesco più ad aiutarvi, e Mammolo ed Eolo sono troppo disperati per prendere il mio posto. Pisolo, guardami! Non sono nemmeno più quello che sono, non mi riconosco più, e mi viene voglia di cambiare nome!'' esclamai, coprendomi la faccia con le mani.
''Non sei il solo a metterti in discussione, Gongolo. Sta succedendo anche agli altri: da più di un mese, Brontolo mette in discussione la sua moralità, Dotto mette in dubbio la sua leadership e Mammolo mette in discussione molte cose, compreso il fatto di vivere con questo tormento.'' disse Pisolo. Poco dopo, ci raggiunse Mammolo.
''Non riesco a credere che quel mostro di una strega avesse fatto una cosa simile. Se fosse ancora viva, l'avrei presa a mazzate!'' sbottai, alzandomi improvvisamente e sbattendo il pugno a terra in un breve momento di rabbia. Nonostante la mia personalità allegra e ottimista (che ora avevo perso), odio quando i miei fratelli o Biancaneve sono in pericolo, e questa è una cosa che mi fa arrabbiare.
''Gongolo, capiamo come ti senti, ma ti sembra il caso di esplodere in quel modo?'' chiese Mammolo, preso alla sprovvista.
Sospirai e mi sedetti di nuovo. ''Pisolo, Mammolo, mi dispiace. La verità è che sono frustrato. So che non possiamo farci niente, e sono stato io stesso a dirvelo, ma non riesco nemmeno più ad aiutarvi. Non riesco più a fare niente per voi.'' mormorai, stringendo il cappello tra le mani.
''Ci sentiamo tutti così, Gongolo. Ne stiamo risentendo tutti, nessuno escluso, e Dotto si sente esattamente come te.'' disse Mammolo.
''Gongolo, hai fatto molto per noi, ma sembra che ti stai tenendo tutto dentro. Non puoi ignorare te stesso.'' aggiunse Pisolo.
''Ragazzi, apprezzo il pensiero, ma se Dotto e Brontolo non possono aiutarci, chi lo farà?'' chiesi. ''Non capite che senza di me voi non-'' non feci in tempo a finire, dato che cominciai improvvisamente a singhiozzare sulla spalla di Mammolo. Pisolo e Mammolo mi abbracciarono, dispiaciuti per me.
''Dai, entriamo dentro. Dotto si preoccuperebbe.'' disse Pisolo. Restammo fuori ancora per un paio di minuti, poi, una volta calmatomi, mi rialzai.
''Non c'è niente di male nell'accettare aiuto dagli altri, Gongolo. Sono certo che Dotto ti aiuterà, vedrai.'' mi disse Mammolo. Dopo ciò, rientrammo in casa.
(''Warmth Is Gone- Fire Emblem Fates OST-s'')
A/N: Oh, povero Gongolo. È irriconoscibile, non riesce più a sostenere psicologicamente i suoi fratelli ed è depresso, ma anche frustrato dalla sua incapacità di poterli aiutare. Che cosa succederà nella testa dei nani? Nel prossimo capitolo passeremo al punto di vista di Pisolo, quindi continuate a seguire questa storia per sapere tutto. A presto!
(1): Secondo il film, i nani lavorano in miniera fino alle cinque del pomeriggio, e visto che la miniera è abbastanza lontana da casa, tornano durante la sera.
(2): Durante la ''Canzone Sciocca'', viene mostrato che Gongolo è un bravo cantante e jodeler. Inoltre, nella serie animata I 7N, nella quale è doppiato da Kevin Michael Richardson, noto per aver doppiato personaggi come Gantu di Lilo & Stitch, Crunch Bandicoot in Crash Bandicoot: L'ira di Cortex e Crash Nitro Kart, Terrador nella trilogia The Legend of Spyro e diversi altri personaggi, viene mostrato essere incline alla musica al punto che c'è una gag ricorrente in cui vuole creare una nuova canzone in ogni situazione, e lo si vede spesso suonare la sua chitarra.
