A/N: Ehi, ragazzi. Nel capitolo precedente, abbiamo visto il punto di vista di Mammolo. È depresso dalla perdita di Biancaneve e profondamente scioccato dal fatto che Pisolo aveva quasi perso la vita a causa di un arresto cardiaco, e ha avuto un esaurimento nervoso, dicendo che non vuole perdere nessun'altro. Ha scritto i suoi pensieri del giorno ogni giorno sul suo diario e ha scritto alcune poesie e sonetti dedicati a Biancaneve, che hanno commosso tutti. Adesso vediamo il punto di vista di Eolo.
Capitolo 7: Eolo: Pianti, lacrime e moccio
-POV di Eolo-
(''Dearly Beloved- Kingdom Hearts 358/2 Days OST'')
Da quando Biancaneve è morta, eravamo tutti disperati, piangendo quasi ogni giorno e riuscendo a malapena a pensare ad altro oltre a lei. Quando rinunciammo al lavoro in miniera e iniziammo a fare i turni settimanali delle faccende domestiche, Dotto decise che non avrei mai fatto il turno per spolverare, e per compensare, durante la domenica avrei aiutato Mammolo a fare i letti. Ero soddisfatto di ciò, e gli dovevo un favore: non mi piace fare cose che provocano la mia grave febbre da fieno, in particolare spolverare, e anche se mi piace la primavera, evito di annusare troppo i fiori a causa delle mie allergie. Tutti sapevano che anche se accidentali, i miei starnuti causavano spesso problemi scaraventando via tutto con la forza di un tornado, o peggio, rompendo un paio di piatti. Questo, soprattutto in primavera, era frustrante, dato che non potevo farci niente, sono fatto così, ma a volte Brontolo mi rimprovera quando i miei starnuti avvengono in momenti inopportuni. Di solito riesco a prevedere i miei starnuti e ad avvertire i miei fratelli che stavo per farlo in modo che mi possano tappare il naso, ma a volte non ce la faccio a trattenere gli starnuti, e tapparmi il naso non funziona sempre. Gli animali restavano al nostro fianco e ci aiutavano nelle faccende di casa come facevano con Biancaneve, cosa che apprezzavamo.
Una cosa che adoravo del tempo che trascorrevamo con Biancaneve erano le canzoni che cantavamo e ballavamo. Mentre lei batteva le mani a ritmo, Dotto e io ci alternavamo a suonare il basso, Gongolo suonava la sua chitarra e cantava assieme a me in stile jodel, Mammolo suonava la fisarmonica, Cucciolo suonava la batteria, Brontolo suonava il pianoforte e Pisolo suonava il flauto. In particolare, mi ricordavo di quando cantavamo la Canzone Sciocca: Cucciolo, che aveva avuto l'idea di ballare con Biancaneve, mi era salito sulle spalle indossando un lungo cappotto blu scuro. La principessa prese le nostre mani, e io dovevo fare una sorta di doppio ruolo: potevo vedere attraverso alcuni bottoni aperti nel lato inferiore, e mentre ballavo con Biancaneve, appoggiavo una mano sui piedi di Cucciolo in modo che non potesse perdere l'equilibrio e cadere, ma allo stesso tempo cercavo di tenere il ritmo evitando di muovermi troppo velocemente o troppo lentamente rispetto alla principessa. Era davvero bello, ma il finale fu la cosa più sorprendente: alla fine della canzone, avvertì tutti che stavo per starnutire, e gli animali e tutti i miei fratelli eccetto Cucciolo, che stava ancora sulle mie spalle e aveva cercato di tapparmi il naso col piede, senza successo, si nascosero, mentre Biancaneve si copriva le orecchie. Quando starnutì, Cucciolo schizzò via dal cappotto e atterrò su una trave, mentre il cappotto cadde a terra, rivelando la mia faccia sorridente, e tutti scoppiarono a ridere a crepapelle. Ero un po' imbarazzato da quell'episodio, e non mi aspettavo questa reazione, dato il pessimo tempismo del mio starnuto, ma a vedere gli altri ridere, non potevo trattenere le risa nemmeno io.
Nel corso delle settimane, oltre a piangere quasi tutti i giorni, anche nel sonno, mettevamo in discussione molte cose. Dotto credeva di averci deluso come capo, era diventato terribilmente silenzioso e stranamente scoraggiato e la settimana dopo, quando non riuscì a trovare modi per aiutarci o svegliare Biancaneve, emise un urlo di frustrazione. Brontolo si sentiva così in colpa da ritenersi un peccatore per ciò che aveva fatto prima che la principessa ci lasciasse nella morte e si isolava da noi, Gongolo era irriconoscibile e depresso e Mammolo credeva di aver perso tutto. Ogni tanto, cantavano qualche canzone e Gongolo suonava la chitarra, e ammetto che Mammolo era davvero bravo a cantare(1), ma quelle canzoni erano davvero tristi. Cucciolo stava peggio di noi, non riuscendo nemmeno più a dormire senza aver incubi. Mentre piangevamo, il moccio colava sempre del mio naso (il moccio tende a uscire di più dal naso quando si piange), e i miei starnuti erano completamente diversi dal solito: non scaraventavano più via tutto, e ed erano anche più deboli. Invece, succedeva che schizzava un mix di caccole, bava e muco, cosa che ci costringeva, con nostra irritazione, a ripulire tutto, e non riuscivo a capire perché. Gongolo e Mammolo non parlavano molto e quest'ultimo si isolava dagli altri, non so perché, mentre io passavo molto tempo nel bagno, il mio posto segreto. Dopo qualche settimana, infatti, cominciai a pensare di rovinare sempre tutto per colpa dei miei starnuti, non volendo creare più problemi a loro per questo motivo, e con tutte le lacrime e il moccio che colavano lungo la mia faccia, mi soffiavo il naso sulla mia collezione di fazzoletti e finì tutti i rotoli di carta igienica(2), così, mi ritrovavo spesso a farlo sulle mie maniche, sporcandomi tutta la giacca, costringendoci a lavare i miei vestiti e a fare scorta di fazzoletti e carta igienica, che già usavo in grandi quantità per colpa dei miei starnuti. Dunque, una crisi psicologica terribile, in casa: pianti, lacrime e (nel mio caso) moccio a volontà.
(''Dearly Beloved- Kingdom Hearts 358/2 Days OST-s'')
(''Roxas- Kingdom Hearts 2.5 HD ReMIX OST'')
Il tempo passò, ma non riuscivamo a dormire bene e iniziammo a soffrire di insonnia, finendo per diventare irritabili e non riuscire a concentrarci nelle faccende di casa, così, tutti noi, compreso Dotto, cominciammo a ricorrere alla caffeina. Tre mesi dopo la morte di Biancaneve, successe una cosa orribile: un mercoledì, Pisolo ci raggiunse dopo aver fatto i letti, e notai che qualcosa non andava perché si muoveva come uno zombie, borbottava riguardo un terribile mal di testa. La sua insonnia era ancora più grave, dato che per un mese intero consecutivo, non era riuscito più ad addormentarsi. Ci disse che non si sentiva bene, poi sentì un dolore terribile al petto e crollò a terra, perdendo i sensi subito dopo. Eravamo tutti inorriditi, ma io e Mammolo eravamo isterici, e Dotto dovette togliere la giacca a Pisolo e spogliarlo parzialmente per usare un defribrillatore, riuscendo a malapena a salvarlo, poi lo portò in camera da letto e lo appoggiò sul suo letto. In seguito, ci disse che nostro fratello aveva avuto un arresto cardiaco a causa di una combinazione di eccesso di caffeina nel suo sangue e mancanza di sonno, entrambe situazioni possibilmente letali, e dopo che Gongolo ci disse di aver cambiato idea su quell'uso di caffè, ci disse di non farlo mai più, dato che potrebbe succedere a un'altro di noi. Pisolo rimase privo di sensi per tutto il resto della giornata e si svegliò solo la mattina dopo. Quando mio fratello riprese i sensi e rimase a parlare con me in privato, ero sul punto di piangere, ma lui mi abbracciò e mi rassicurò che non sarebbe morto. Il giorno dopo, Pisolo riuscì finalmente ad addormentarsi, e avevamo smesso di consumare caffè se non dopo esserci svegliati, e per recuperare il sonno perso, andavamo a letto direttamente dopo aver finito la cena e lavato i piatti.
Passarono due mesi, e giunse l'inverno. Lavarmi le mani in inverno non mi era mai piaciuto, dato che odio l'acqua fredda, ma avevamo la testa altrove ed eravamo preoccupati per Mammolo. Scoprimmo che da quando Biancaneve era morta, ogni giorno scriveva i suoi pensieri riguardo la giornata sul suo diario fai da te, e su alcuni foglietti di carta nella camera da letto scoprimmo che ci aveva scritto sonetti e poesie, tutti dedicati a lei. Era sempre stato dolce e premuroso, ma anche romantico, e odiava i finali tragici. Credeva che quella ragazza gentile, bella e pura di cuore meritasse il suo lieto fine, di ricongiungersi col principe che aveva incontrato una volta prima di scappare nel bosco, di quel principe del quale ci aveva parlato un paio di volte, e ogni tanto, ne cantava una canzone. Quando leggemmo tutto, piangevamo tutti dalla commozione, era scritto con tutto il suo cuore, con ogni oncia di sentimento nel suo cuore, al punto in cui pensavamo che potrebbe essere un buon poeta, e Brontolo, in particolare, disse a Mammolo che nonostante fosse timido, non esitava ad esprimere come si sentiva, mentre lui non aveva mai ammesso i suoi veri sentimenti per nessuno di noi finché non era troppo tardi. Eravamo già sconvolti dalla perdita di Biancaneve, ma il povero Mammolo non voleva perdere nessun'altro, non dopo che due mesi prima quell'arresto cardiaco aveva quasi ucciso Pisolo. In preda alla frustrazione, ebbe un esaurimento nervoso, stringendosi la testa tra le mani e legandosi la barba in un nodo, per poi scoppiare in lacrime. Io e i miei fratelli lo consolammo con un'abbraccio, nel quale si unirono anche gli animali, poi Dotto gli allentò il nodo alla barba.
(''Roxas- Kingdom Hearts 2.5 HD ReMIX OST-s'')
(''Reflection- Sonic Adventure 2 OST'')
Dopo altri tre mesi, giunse la primavera. Per quanto mi piaccia, è la stagione delle allergie, e non mi piace provocare la mia febbre da fieno, che sia col polline dei fiori o con la polvere. I miei starnuti erano inconsistenti: a volte scaraventano via alcuni oggetti, in altre occasioni schizzavano bava, moccio e caccole che sporcavano tutto, e io odiavo quando ciò accadeva in pubblico, perché finivo sempre per rovinare tutto e causare problemi. Un lunedì sera, mi ero chiuso in bagno durante tutto il pomeriggio. Quella sera stessa, la porta si aprì, e mi raggiunse Dotto. ''Eolo, stai bene?'' mi chiese.
Guardando il mio fratello più anziano, sospirai. ''Dotto, non so cosa fare.'' risposi.
''Che vuoi dire con tutto questo?'' Dotto era confuso.
''Voglio dire, io non sono per niente di aiuto a voi. Anzi, peggioro solo le cose.'' dissi con tono triste.
Mio fratello mise una mano sulla mia spalla. ''Non essere sciocco, perché dici così?'' chiese.
''Perché i miei starnuti rovinano sempre tutto. Ogni volta che starnutisco, o scaravento via tutto e tutti e rischio di mettere a soqquadro tutta la casa, oppure, in questi mesi, schizza un misto di bava e moccio che sporca tutto. Creo solo problemi per voi.'' risposi, scoraggiato.
''Eolo...''
''Anche se ci sono abituato, questa cosa mi brucia! Ogni volta che starnutisco, rovino sempre tutto per voi: quando mangiamo e quel moccio cade nel nostro cibo, diventa una schifezza, la stanza diventa tutta disordinata e a volte qualcuno di voi rimane ferito!''
''Eolo! Ascoltami!'' mi rimproverò Dotto, interrompendomi prima che potessi continuare. Mi mise entrambe le mani sulle spalle e mi guardò severamente. ''Senti, Eolo, non essere ridicolo. Siamo tutti abituati ai tuoi starnuti, te compreso. Io e i miei fratelli abbiamo notato che spesso non esci dal bagno per ore, anche quando dobbiamo andare noi. Perché ne fai un dramma proprio ora?'' mi chiese, in tono serio.
''Perché i miei starnuti stanno rovinando più che solo la stanza, anche i pasti, e a volte qualcuno di noi rimaneva tutto sporco o si faceva male perché veniva scaraventato via. La realtà è che i miei starnuti sono sempre incontrollabili.'' dissi.
Mio fratello mi guardò come se avessi mentito. ''Non è vero. A volte i tuoi starnuti hanno pure risolto dei problemi.'' replicò.
''Ad esempio?'' chiesi.
''Anni fa, ci fu un brutto incendio, a causa di un'ondata di caldo anomala. Brontolo sentì la puzza di bruciato e andammo a prendere dell'acqua dal fiume, ma non bastò per domare del tutto le fiamme, e rimasi intrappolato di sopra mentre cercava di tenerle a bada. Le fiamme si spensero solo a causa di un tuo starnuto molto forte, ed eri tu a portarmi in salvo. L'incendio era domato, ma il tetto della casa era danneggiato e alcuni dei nostri vecchi mobili erano andati distrutti.'' spiegò Dotto.
''Sicuro?''
''Non sono mica stupido. E ti ricordi otto mesi fa, contro la strega?''
A sentire di quella strega che aveva ucciso Biancaneve, sussultai. ''Sì, perché?''
''Perché quando l'abbiamo intrappolata sulla cima della scogliera, cercò di spingere un masso per farcelo rotolare addosso. Quella volta, credevamo davvero di morire, e Mammolo era così spaventato che si aggrappò a Gongolo. Ricordo che chiudemmo gli occhi, pronti ad aspettare di venire schiacciati come moscerini e che i nostri cuori smettessero di battere, ma non accadde. Eolo, quando tu starnutisti, ci salvasti la vita, se non lo avessi fatto, saremmo ridotti in una poltiglia senza vita.''
Ricordare questo momento però non mi rallegrò, ma mi rattristò perché riportava alla mente brutti ricordi. ''...''
''Cucciolo aveva notato che spesso stavi nel bagno per ore senza mai uscire, e ha fatto sapere tutto a Mammolo e Pisolo, che poi hanno fatto sapere tutto a me e a Gongolo, e ora lo sa anche Brontolo. Eravamo tutti preoccupati per te, e credevamo che ci fosse qualcosa che non andava. Perché ti sei isolato da noi?''
''Non volevo rendervi le cose più difficili di quello che sono.'' mormorai, asciugandomi le lacrime dagli occhi con una manica. ''Abbiamo già abbastanza grane a cui pensare con la morte di Biancaneve, e con i miei starnuti finisco per causarvi guai più spesso che non.''
''Non dire così. Eolo, Devi smetterla di colpevolizzarti ogni volta che starnutisci. Non è colpa tua, e non dirmi che è vero perché non lo è.'' mi disse mio fratello in tono serio. ''Dai, per la vergogna stai diventando come Mammolo, e lui non ha paura ad esprimere i suoi sentimenti.''
Dotto mi abbracciò e mi lasciò piangere sulla mia spalla, poi mi staccai dopo qualche minuto. Anche se non ero convinto, mi disse che a lui o agli altri i miei starnuti non erano una cosa di cui dovrei fare un dramma. Un po' incoraggiato, lasciai finalmente il bagno, dal quale non ero uscito per ore, e i miei fratelli, che mi aspettavano, mi accolsero con un'abbraccio, Brontolo compreso.
''Eolo! Eravamo così preoccupati!'' gridò Gongolo.
''Stai bene, vero?'' chiese Pisolo.
''Sto bene. Dotto è venuto da me.'' dissi.
''Ascolta, Eolo. Non ce ne frega un fico secco dei tuoi starnuti. E lo dice uno che si irritava per un nonnulla anche solo per le vostre personalità.'' disse Brontolo.
In seguito, sentì Cucciolo saltarmi addosso e gettarmi le braccia al collo, quasi facendomi cadere a terra. ''Ehi, Cucciolo, non vado da nessuna parte.'' lo rassicurai.
''Quindi ti senti meglio?'' chiese Mammolo.
''Sì, ora va meglio.'' risposi, con un sorriso.
(''Reflection- Sonic Adventure 2 OST-s'')
A/N: A quanto pare Eolo ha avuto dei dubbi su se stesso e sulla sua utilità. Meno male che c'era Dotto a stargli accanto. Nel prossimo capitolo vedremo il punto di vista dell'ultimo nano, Cucciolo, ma questo capitolo non sarà in prima persona. Che gli è successo nel corso dei mesi? E cosa sono quegli incubi che i suoi fratelli hanno citato? Lo scopriremo nel prossimo capitolo! Alla prossima!
(1): Nell'episodio Cantando sotto la doccia de I 7N, viene mostrato che Mammolo, doppiato nella serie animata da Billy West, soffre di paura da palcoscenico e canta stonato per il nervosismo quando non è nella doccia. È tuttavia bravissimo a cantare quando è sotto la doccia, cantando con una voce nello stile di Elvis Presley (doppiato da Jim Wise) e supera la sua paura da palcoscenico nel corso dell'episodio.
(2): Ne I 7N, Eolo ha una collezione di fazzoletti della quale è molto protettivo, e odia quando qualcuno glieli rovina.
