1° capitolo
UN TERRIBILE SOGNO
Ogni notte era sempre più irrequieta. Angoscianti, terribili, quei sogni continuavano senza interruzione. Oscar si scopriva incapace di svegliarsi. Qualcosa di oscuro la opprimeva da dentro, senza che lei riuscisse a spiegarsi il reale significato. Quel sogno, sembrava catturare la sua vita. Ripercorse con il subconscio la sua infanzia tranquilla e spensierata. Le sue inarrestabili corse a cavallo, le sfide di scherma. I giochi con il suo unico migliore amico, compagno fedele, malgrado le differenze di classe sociale. Lui non era un nobile. La dolcezza della sua infanzia si concluse al momento del suo ingresso nella Guardia Reale, con il ruolo di Capitano. Si rigirò nel letto, il suo sogno prese un percorso diverso. Il suo migliore amico condannato a morte, malgrado fosse innocente, viene salvato grazie al suo intervento, ma il destino era in agguato.
Il suo respiro si è andato lentamente calmando. I capelli ricoprono la fronte quando vide nel sogno come un duca sparò a un ragazzino alla schiena. Lo aveva punito in questo modo solo perché aveva rubato per fame. La rabbia la fa ribollire, ma lui è un nobile, quindi è intoccabile, a differenza della gente comune, il popolo. Nel frattempo la Regina cade nel vizio del gioco perché il suo amante l'aveva lasciata.
Il sogno continua agitandola, stringendo la coperta, Oscar rivive altri intrighi, tradimenti e omicidi presso la corte e l'amore non corrisposto per un conte.
Come se tutto ciò non fosse abbastanza terribile, un ladro ferì il suo migliore amico nell'occhio sinistro. La ferita era grave, perse l'uso dell'occhio per essersi travestito da Cavaliere Nero, un famigerato ladro. Perché? Lo aveva fatto per lei, solo per lei, capì.
Lo scenario cambia di nuovo.
Andrè disse: "Una rosa sarà sempre una rosa, non sarà mai un lillà" e perse la testa. L'afferrò per i polsi, la baciò con passione e gettandola sul letto le strappò la camicia.
Come era potuto accadere? Dov'era finita la loro amicizia innocente?
Lui la coprì con una coperta. Promise che non sarebbe mai più accaduto; piangendo di dolore ammise tra le lacrime di averla sempre amata. Non poteva cancellare il fatto di essere donna. "Sei l'unica per cui ho sempre provato qualcosa, per vent'anni ti sono stato accanto…Ti amo Oscar, ti ho sempre amato, dal profondo del mio cuore"
L' incidente fu accantonato, ma l'amicizia era compromessa. Voleva dimenticare, già decisa a lasciare la guardia reale, si separò anche dal suo amico di sempre, con l'intenzione di non vederlo più. Prese un nuovo incarico: Comandante dei Soldati della Guardia. Ma lui non l'ha lasciò da sola. Era anche lì, si era arruolato per lei. "Non importa cosa puoi pensare, Oscar, sono l'unica persona che ti può proteggere", ha detto.
Proteggere? Da chi, da cosa? Dopo quella notte! L'aveva lasciato libero di andare per la sua strada! E lui era ancora accanto a lei, deciso a restarci per sempre.
Voleva svegliarsi, non voleva continuare a guardare il susseguirsi di quegli avvenimenti. Ma il sogno la teneva avvinghiata nei suoi artigli e gli eventi non sono finiti. Una sera lei e Andrè vengono assaliti da un gruppo di rivoltosi, ormai circolare in carrozza è piuttosto rischioso, si può perdere la vita.
Vengono salvati in extremis dall'uomo che Oscar aveva un tempo tanto amato. Improvvisamente, però, si rende conto che i sentimenti che aveva provato per lui sono cambiati. La sua unica preoccupazione era per il suo amico di sempre, il suo Andrè, che scoprì essere l'unico uomo che poteva davvero amare. L'uomo della sua vita.
Il popolo intanto insorge sempre di più, la Rivoluzione è alle porte.
Accanto ha sempre lui, che non l'abbandona mai.
Oscar un giorno si rivolge al suo dottore, solo per aver conferma che i sintomi che da tempo la tormentano sono di una malattia terribile: la tubercolosi; e che il suo Andrè sta gradatamente diventando cieco. Anche l'altro occhio è ormai compromesso.
La notte prima della Rivoluzione si chiariscono,dichiarandosi finalmente i loro sentimenti e vivono una dolcissima notte d'amore.
Ma il destino è crudele. Il suo uomo, il suo compagno viene ucciso proprio ora che potevano vivere il loro amore.
Arrabbiata e dilaniata dal dolore per aver perso il suo uomo e per non essersi resa conto prima dei suoi sentimenti, non vorrebbe più lottare, ma decide di combattere ancora, per il popolo, per la libertà.
Con i suoi soldati si unisce al popolo per conquistare la Bastiglia, ma la morte l'aspetta. Viene ripetutamente colpita dai proiettili dei fucilieri posti alla difesa della prigione.
Nonostante il dolore Oscar ha trovato la pace, perché il suo grande unico amore era già in attesa in un mondo migliore. Non voleva lasciarlo aspettare, non come aveva fatto in vita. Almeno nella morte sarebbero stati uniti per sempre. Almeno dall'altra parte ci sarebbe stato solo amore e sarebbero vissuti l'uno per l'altra.
Oscar si svegliò improvvisamente, sudata e con tremori in tutto il corpo. Si sedette nel letto, cercando di calmare il respiro ansimante e il suo cuore agitato. Che sogno!
L'alba si diffuse lentamente nella sua stanza e i primi raggi di luce annunciarono l'inizio del nuovo giorno. Chiudendo gli occhi pose la mano ancora tremante sulla fronte, solo per un momento. Voleva assicurarsi che il sogno fosse svanito. erano rimasti, però, i frammenti di angoscia, amore e morte indelebilmente imprigionati in lei. Le grida degli uomini, i colpi di fucile, l'esplosione dei colpi di cannone , era ancora in grado di sentire tutto chiaramente. Come chiaramente sentiva la sua voce calda: parlava di amore eterno con lei, sentiva i suoi tocchi delicati sul suo corpo, i suoi baci, le sue carezze, più preziose di ogni cosa.
"No!" Oscar aprì gli occhi di scatto. "Era solo un sogno! Questo non accadrà! Mai!" Si alzò dal letto e si avvicinò alla finestra per tirare le tende, lasciando entrare la luce del mattino. In quello stesso istante ebbe una fitta violenta all'addome, la ignorò. Ne aveva già avuta una la notte scorsa, sarebbero passate presto.
"Buongiorno cara, ti ho portato la colazione." La sua Nanny, con altre due domestiche, entrò nella sua stanza e pose sul tavolo un vassoio d'argento. In precedenza, non aveva guardato attentamente Oscar, ma poi notò una macchia di sangue sulla camicia da notte. "Madamigella Oscar, sanguinate!"
Oscar si accigliò con sorpresa e guardò giù. Infatti, scoprì la macchia di sangue, all'altezza dell'addome, sul tessuto bianco della camicia da notte. Non solo, sanguinava anche tra le cosce.
"Anche il letto è macchiato, Madamigella" disse una delle domestiche.
Oscar si affrettò a correre nella sua stanza e constatò che era vero.
La sua Nanny era entusiasta: "Oh, piccola mia, questo è il tuo primo flusso mensile! Sei diventata una donna! "
Oscar avrebbe voluto gridare con rabbia, lei una donna! Aveva vissuto tutta la sua giovane vita come un uomo e ora… No mai! All'improvviso era pietrificata, come nel sogno, anche lì si esternavano i suoi sentimenti di donna…
Si girò come un animale in gabbia e con il suo sguardo ridusse al silenzio tutti coloro che la stavano osservando. Che facce ridicole avevano! No, non si sarebbe lasciata sopraffare dalla rabbia malgrado la furia che provava per questa novità inaspettata.
Improvvisamente si sentiva più matura dei suoi 14 anni. Fece una smorfia e chiese a Nanny di aiutarla a lavarsi e prepararsi.
La cameriera la fissò sorpresa, si era aspettata un'esplosione di rabbia, ma Oscar aveva dominato le sue emozioni con estrema facilità.
Mentre le spiegava la nuova trasformazione del suo corpo giunse sua madre che si congratulò con lei.
La giovane si sentiva confusa, combattuta, fisicamente era donna, ma ormai la sua strada era presa e con tenacia l'avrebbe intrapresa.
Appena fu pronta fece colazione. Si sentiva a suo agio in abiti maschili.
La cameriera l'aveva aiutata a indossare alcuni bendaggi da cambiare con frequenza fino alla fine del flusso. Oscar accantonò rapidamente l'idea, imburrò un croissant e mangiò lentamente pensando ancora al sogno che aveva fatto. Doveva cancellarlo dalla sua mente! Lei voleva dimenticare!
"Oscar?" La testa dai capelli castani di un ragazzo sbucò dalla porta del suo salotto: "Posso entrare?"
"Certo Andrè, vieni." Oscar era così assorta nei suoi pensieri da non accorgersi che qualcuno aveva appena bussato.
Il suo amico era sereno, con un sorriso che illuminava tutto intorno a lui e massaggiandosi la testa si scusò." Sarei venuto prima, ma la nonna me lo ha proibito dicendomi di venire a sparecchiare, per poi lasciarti sola. Ha usato il mestolo sulla mia testa per essere più chiara."
Oscar sorrise. "Povero Andrè, parlerò io con lei. Puoi venire a trovarmi quando vuoi."
E con un gesto della mano lo invitò a sedersi a tavola con lei.
"Ho finito di mangiare, ma vorrei che tu stessi un po' con me."
Il giovane attendente mentre si accomodava si chiese cosa stesse succedendo. Dov'erano finite la sua durezza e la sua serietà? La sua voce era morbida e dolce. Era da sempre stata abituata a nascondere i suoi sentimenti. Un uomo non doveva di certo mostrarli così apertamente.
La nonna gli aveva detto che madamigella sarebbe stata di cattivo umore, ma non era così.
Sedettero per un po' l'uno accanto all'altra in silenzio. Ma nell'aria si respirava complicità.
A cosa sta pensando ora? Si chiese Oscar guardando Andrè.
Nessun occhio ferito, i capelli non erano stati tagliati come nel sogno. Nessun segno dell'amore che avrebbe dovuto provare per lei. Nei suoi occhi verdi solo un'enorme, immensa gentilezza.
Il confronto tra il ragazzo seduto accanto a lei e l'uomo del sogno era del tutto differente! Era stato un incubo! Ma allora perché quella strana sensazione; e se un giorno fosse andata così?
"Oscar come mai sei così silenziosa?" La domanda di Andrè la riportò alla realtà.
"Oh non è niente" rispose la giovane sorridendo, "ma dimmi Andrè, tu credi nei sogni?"
"Non proprio, perché me lo chiedi?"
"Non è importante, credimi. Stanotte ho sognato molto sangue e ora ho il flusso mensile. Non è divertente?" disse ridendo allegramente.
Decise di mentire. non voleva far preoccupare Andrè, avrebbe portato questo fardello da sola, se fosse stato vero.
"Non riderò di te Oscar, sono tuo amico e hai la mia più assoluta fiducia. Ora è meglio che sparecchi, se non voglio che la nonna mi rincorra ancora con il mestolo. E tu suona un po' il pianoforte, vedrai che ti aiuterà". Dicendo questo uscì.
"Grazie Andrè". Oscar lo seguì con sguardo dolce finché la porta non fu chiusa. Ancora quel sogno a tormentarla…
Poi si sedette al pianoforte come Andrè le aveva suggerito e suonando, dimenticò lentamente lo strano sogno.
