Una seconda vita
Capitolo 3 - La Principessa Corona
Oscar andò a Versailles nella sua splendida uniforme bianca. Il suo amico, André, le era a fianco come se fosse una cosa naturale. Era una bellissima giornata di primavera e splendeva il sole. Era già passato un anno da che era entrata a far parte della Guardia Reale e ora Maria Antonietta stava per arrivare per la prima volta in suolo francese. Avrebbe così conosciuto il suo futuro marito, l'erede al trono di Francia. Oscar era in ansia. C'erano diverse cose che avrebbe voluto cambiare, in base all'ultimo sogno avvenuto qualche giorno prima, sempre con quella strana voce. Si estraniò pensando al sogno, ignorando ciò che André stava dicendo. "... sei molto popolare a corte. Devi stare attenta, tutte le dame fanno a gara per ottenere le tue attenzioni."
"Sei troppo chiacchierone, André", rispose Oscar e spronò il cavallo al galoppo. Cavalcarono l'una accanto all'altro e sorridendo Oscar disse: "Finché non sono uomini a chiedere le mie attenzioni, è tutto a posto."
"Sono d'accordo", concordò André, e ad Oscar venne un'idea di come potesse metterlo alla prova. "E tu André? Sei entusiasta di me?" Lei gettò il suo sguardo impenetrabile sul suo amico senza farsi notare. Basandosi sul suo sogno sapeva ciò che stava facendo, in silenzio e in segreto, ma che non poteva dire. Nel sogno, Andrè aveva detto che l'amava da tutta la vita, ma in realtà non poteva immaginare che a sedici anni il suo attendente potesse concepire e produrre tali emozioni. Lo guardò ancora più seriamente e si rese conto di quanto era difficile rispondere alla sua domanda.
Andrè fu preso dal panico. La domanda gli venne posta improvvisamente, asciutta e senza alcuna allusione. Si sarebbe tolto un grosso peso se le avesse detto la verità, ma molto probabilmente non lo avrebbe preso sul serio. Sì, era entusiasta di lei, ma preferì mantenersi tranquillo e non rivelare i sentimenti che nutriva in segreto. Non voleva mettere in pericolo la forte e stretta amicizia che c'era tra di loro. E così la guardò e rise. "Oscar sei davvero divertente! Siamo amici, lo sai!"
"Sì, siamo amici." Oscar si accigliò e guardò la strada che si diramava davanti a lei. lasciò perdere l'atteggiamento di André per il momento. Lo avrebbe scoperto più avanti. Ora le priorità erano altre, prima fra tutte la principessa Maria Antonietta.
Alla corte di Versailles, pochi giorni dopo, si manifestò una controversia tra la Principessa, ormai la donna più importante del Regno e la favorita di sua Maestà il Re Luigi XV, Madame Du Barry. Date le dubbie origini della donna, Maria Antonietta si rifiutava di parlarle e questo faceva infuriare la favorita del Re. Cominciarono subito a crearsi fazioni che parteggiavano per l'una o per l'altra alimentando così i pettegolezzi.
"E tu da che parte vuoi stare, Oscar?" Chiese una volta André: "E ' quello che sono interessati a scoprire la maggior parte dei cortigiani."
"Io non voglio stare da nessuna parte", gli disse asciutta. Insieme, attraversarono una delle grandi sale della reggia, finché la futura regina Maria Antonietta, accompagnata dalle sue dame di compagnia, li incontrò. "Madamigella Oscar!Che bello vedervi! Sei molto diversa dalle persone che frequentano la corte. Perché uno di questi giorni non venite a trovarmi nel mio salotto?"
"Beh... principessa, non sono qui per divertirmi, ma per proteggere la famiglia reale di Francia... però per conversare con voi, Altezza, troverò sempre il tempo."
"Sono così felice, Oscar! Non vedo l'ora di sapere tutto di voi! Siete così impavida e coraggiosa." Oscar sorrise, se solo avesse saputo cosa fare adesso! Nel sogno lei aveva rifiutato quell'incontro e ora stava andando allo sbaraglio.
Nel salotto della principessa si sedettero ad un tavolino su delle sedie imbottite. I camerieri servirono tè, con dolci e biscotti. Poi, ad un cenno di Maria Antonietta, lasciarono la stanza.
André restò fuori dalle stanze della principessa. A causa delle sue origini borghesi, non poteva entrare in tali stanze senza essere invitato.
"Vi ammiro molto, madamigella Oscar, vorrei che diventassimo amiche. Parlatemi di voi!", disse Maria Antonietta.
"Volentieri, principessa." Oscar non poté fare a meno di sorridere. "Cosa volete sapere di me, Altezza?"
Maria Antonietta zuccherò il tè con un cucchiaino d'oro e poi lo mise sul piattino. "Vorrei sapere della vostra vita e della vostra educazione. Perché indossate un'uniforme invece di abiti femminili?"
"Lo devo a mio padre. Non ha avuto un figlio maschio, e mi ha scelto come suo erede. Per questo motivo mi ha insegnato tutto ciò che solo un ragazzo può normalmente imparare. E sinceramente mi piace essere un uomo."
"Vi capisco, Oscar. La vostra vita è certamente molto eccitante." Maria Antonietta sorseggiò il tè e posò di nuovo la tazzina di delicata porcellana. Aveva gli occhi illuminati da un'emozione così intensa da farla sembrare ancora più giovane, quasi una bambina. "Ma ditemi Oscar, chi è il giovane che è sempre al vostro fianco? Non vi si vede mai senza di lui!"
"André è il mio fedele amico. Siamo cresciuti insieme e siamo praticamente inseparabili", rispose il giovane Capitano delle Guardie con decisione.
"Capisco" ripeté la principessa con il suo bel sorriso dolce. "E non vi preoccupa il fatto che sia borghese?"
"Vedo l'uomo in lui e non le sue origini, Altezza." Oscar girò lentamente il cucchiaino nel suo tè, ma non beveva. Si chiese dove la stava portando questa conversazione e come potesse indirizzare la principessa sull'argomento che le stava veramente a cuore.
"Vi invidio molto, madamigella Oscar. Avrei voluto anch'io un amico così fedele …" disse la principessa.
Oscar pensò che era solo questione di tempo. "Presto avrebbe conosciuto il giovane Conte svedese. Pensò anche che non sarebbe stata una semplice amicizia, ma sarebbe nato un grande amore. Amore che lei non avrebbe provato per il conte! Ma basta! Sto viaggiando troppo con la fantasia. Solo per quello che mi ha detto la voce? Forse sarebbe meglio che la principessa non conoscesse proprio per niente il conte?"
"L'idea non è poi così male...", rispose dal nulla la voce in lei: "Sua Altezza non sarebbe dipendente da un amore infelice, non commetterebbe tenti errori dovuti ad esso e il popolo l'amerebbe certamente di più! Sì, potrebbe andare, pensò Oscar!"
"Madamigella?" Maria Antonietta sembrò un po' preoccupata: "Non state bene? Sembrate così assente..."
"Scusatemi, Altezza." Oscar mascherò il suo turbamento sorseggiando il suo tè e, quando posò la tazza, aveva ripreso il controllo di sé. "Sto bene, Altezza. Ero solo soprapensiero."
"Non dovete essere imbarazzata davanti a me, Oscar." Maria Antonietta sorrise. "Potete confidarmi tutto ciò che vi opprime".
"Quanto è dolce e ingenua la principessa! Non c'è da meravigliarsi che molti aristocratici egoisti ne approfittino!" Disse ancora la voce, e Oscar tossì cercando di spingerla via. Qualsiasi cosa per svuotare la sua mente da quella voce. Una nuova idea le balenò in mente e decise di proporla subito alla sua principessa. "Vostra Altezza, non so come dirvelo ..."
"Parlate liberamente, mia cara Oscar. Dovete sapere che vi aiuterò."
"Si tratta di mia madre ..." disse Oscar esitando e subito si maledisse, perché anche lei in quel momento strava sfruttando la magnanimità della principessa. Ma lei voleva solo cambiare qualcosa per il meglio, e questo coinvolgeva anche sua madre. Se il suo piano avesse avuto successo, Madame de Jarjayes non sarebbe stata presa di mira dalla contessa Du Barry. "Vedete vostra Altezza ... mia madre mi vuole molto bene e voglio vederla felice... a casa è così sola, ma qui a corte... e soprattutto al vostro fianco ..."
"Dannazione, Oscar!" Si schernì infelice, "smetti di balbettare!"
"Ora capisco la vostra preoccupazione, Oscar", le disse la principessa. "Volete che vostra madre sia la mia dama di compagnia!"
"Sì, vostra Altezza." Oscar abbassò lo sguardo sentendosi molto a disagio. Non si riconosceva più.
"È meraviglioso, Oscar! Mi piacerebbe avere vostra madre al mio fianco! Sarà la mia prima dama di compagnia a partire da domani stesso!"
"Grazie, Altezza" disse Oscar. Avrebbe voluto essere molte miglia lontana da lì. "Scusatemi principessa, se vi lascio così improvvisamente, ma devo ancora informare mia madre a questo proposito."
"Naturalmente, Oscar. Vi auguro una bella giornata."
Oscar la ringraziò ancora quando si alzò e fece un inchino perfetto prima di uscire. Desiderò scappare in tutta fretta, ma gli anni di insegnamento nella disciplina e nell'autocontrollo non lo permettevano.
"Come è stata la chiaccherata nel salone di Sua Altezza?" André voleva sapere.
"Piacevole.", disse Oscar, accelerando il passo. "Sella i cavalli. Corriamo a casa. La principessa desidera che mia madre sia la sua prima dama di compagnia."
"È un grande onore!" esclamò André, mentre accelerava per tenere il passo. Non sapeva quale tempesta ci fosse in Oscar in quel momento. Le sembrava piuttosto calma.
"Sì, André, questo è un grande onore..." Ma per chi? Oscar se lo stava chiedendo preoccupata. Aveva anticipato le mosse della favorita di Sua Maestà chiedendo di nominare sua madre prima dama di corte. Oscar l'aveva intenzionalmente ostacolata affinché Madame Du Barry non complottasse contro la sua famiglia.
