Una seconda vita
Capitolo 18 - Cambiamento e realizzo
Contrariamente alle aspettative di Oscar, il suo piano relativo al lavoro di Consigliere per il Conte di Fersen, presso Sua Maestà languiva. Ad ogni incontro segreto con Maria Antonietta, Fersen continuava a rimandare la sua richiesta all'incontro successivo. Prometteva di parlargliene, ma non quando avevano così poco tempo l'uno per l'altra. Voleva godersi i pochi momenti con lei prima dell'inevitabile separazione, così dimenticava tutto ciò che aveva promesso ad Oscar. Mentre il Colonnello delle Guardie Reali aspettava pazientemente senza insistere che lui agisse.
Eppure un vortice di pettegolezzi già aleggiava nei corridoi di Palazzo. Si vociferava di un legame molto intimo tra il bel Conte svedese e la Regina austriaca. Uno ipotizzava, uno bisbigliava e l'altro riferiva. E ogni giorno era sempre peggio. Ma Oscar cosa avrebbe potuto fare? Non si poteva andare avanti così!
Passò altro tempo e le dicerie non tendevano a diminuire! Di questo passo se Fersen fosse rimasto con Maria Antonietta, la sua reputazione sarebbe stata ulteriormente danneggiata. Ora era troppo tardi per chiederle un lavoro come suo Consigliere. Avrebbe dovuto farlo immediatamente, appena tornato in Francia come Oscar gli aveva suggerito. Quanta pazienza e comprensione il giovane Colonnello aveva portato verso Fersen! E lui invece cosa aveva fatto? Aveva esitato e trascinato la situazione troppo a lungo!
Nel frattempo Fersen si chiese se meritasse l'amicizia di Oscar! Erano passate diverse settimane dall'ultima volta che l'aveva vista. Doveva assolutamente farle visita, ascoltare le sue accuse sul suo fallimento, o almeno chiederle qualche consiglio. Ma questo gli sembrava impossibile. Fersen sapeva di essere nel torto, sapeva di aver deluso la sua amica.
Oscar, tuttavia, superò tutto. Ricevette il Conte di Fersen calorosamente, non lo rimproverò e, soprattutto, non rinunciò alla sua amicizia con lui.
Parlarono anche di argomenti banali, discussero tra loro e bevvero tè insieme. L'ospitalità di Oscar rendeva Fersen sereno e lo distraeva dai pensieri bui. La malinconia che ormai lo accompagnava sembrava lontana. Si sentiva come se fosse andato in una semplice taverna a Parigi per bere una birra. Chiese ad André se poteva raccomandargliene una e poco dopo se ne andò. Per inciso, notò che André era stato taciturno per tutto il tempo, come se qualcosa lo opprimesse. Persino Oscar sembrava un po' afflitta.
Molto tempo dopo che il Conte di Fersen si era congedato, Oscar si fermò davanti alla grande finestra del suo salone e guardò pensierosa. "Il tempo stringe e poco è cambiato …", erano i suoi pensieri malinconici: "Avrei dovuto accusare Fersen; ribadirgli di proporsi come Consigliere alla Regina il più presto possibile. Ma non potevo ... Oh Oscar, sono così stanca e delusa ... Non ce la faccio più ... Voglio vivere una vita normale ..."
"Povera cara..!", la voce in lei suonava comprensiva e compassionevole: "Ora i dubbi ti affliggono. Ti capisco come nessun altra, perché mi sarei sentita allo stesso modo. Ma puoi ancora condurre una nuova vita, se lo desideri. Al tuo fianco hai André, il tuo André. Lo ami. Non è troppo tardi per voi."
"Hai ragione ..." Oscar aprì leggermente le labbra, ma nessun suono le uscì da esse. Triste, guardava fuori dalla finestra, osservando svogliatamente la natura nella luce mattutina del sole ormai sorto da tempo. Sentì il suo cuore battere in modo frenetico nel petto; le si contraeva come se una morsa stringesse molto stretto. Sì, non poteva immaginare una vita senza André. Aveva bisogno di lui e lo amava. Lo aveva ammesso da molto tempo. Perché allora non gli aveva ancora confessato i suoi sentimenti? "Oh, André, mio caro André ...", sussurrò piano alla finestra.
André non l'aveva sentita. Spesso si chiedeva se fosse persino consapevole della sua presenza! Ultimamente, parlava a malapena con lei, soprattutto quando si trattava di Maria Antonietta e del Conte di Fersen. Fersen! Solo il nome gli causava fitte dolorose, perché a quanto pare Oscar sembrava avergli donato il cuore. Ironia della sorte, proprio per il Conte che aveva una relazione con la Regina!
André sedeva a un tavolo non lontano da Oscar, guardandola con sguardo triste. La magnifica distesa di capelli biondi sulla sua schiena nascondevano completamente le sue spalle strette. La sua figura snella sembrava rilassata, no, addirittura stanca. Non l'aveva mai vista così preoccupata. Ma lui, che era stato con lei fin dall'infanzia, avvertiva il suo dolore. Non per lui, ma per Fersen! Non per nulla andava così spesso a fargli visita. E oggi? Quando il Conte era lì, aveva avuto un sorriso amichevole, ma nei suoi occhi azzurri pensò di aver visto la tristezza. E ora che Fersen se n'era andato, era immobile alla finestra, a guardare fuori, persa nei suoi pensieri. Stava certamente pensando al Conte e al suo amore non corrisposto per lui! A Fersen che amava Maria Antonietta e malgrado ne fosse consapevole, sembrava non le importasse!
Ciò feriva ancora di più André. Avrebbe voluto che la sua Oscar non pensasse più a quell'uomo e che lo dimenticasse per sempre! Voleva metterla alla prova. Scoprire quanto davvero gli stava a cuore. Così le chiese se per caso avesse visto quanto Fersen stesse soffrendo. Ma Oscar non diceva niente.
Ora, nel salone, André riprovò: "... se l'amore lo ferisce così tanto, allora perché si è lasciato coinvolgere così? Amare ed essere amati non sempre portano alla felicità …" Oscar non si mosse. Andrè si chiese se l'avesse ascoltato. Capiva davvero cosa intendesse dire? Il suo atteggiamento assente mandava il cuore di André in pezzi minuscoli. "Beh, la vita può giocare brutti scherzi …", disse ancora più amaramente e sottovoce: "... c'è chi ama tutta la vita, in questo mondo, senza che l'altro nemmeno se ne accorga."
Oscar sobbalzò. Le sue parole la trafissero come un fulmine e le infiammarono il cuore. Aveva sentito spesso quelle parole nei suoi sogni che l'altra Oscar le aveva mandato. E ora stava succedendo davvero! Il suo cuore quasi si fermò. Non credeva di amare il Conte di Fersen, vero?
"Potrebbe essere possibile", rispose la voce.
"No, basta!", disse Oscar nella sua mente: "Se finora non sono riuscita a cambiare la storia, almeno la situazione con Andrè deve essere cambiata!" Determinata come mai prima, spronata dalle sue stesse parole, Oscar si girò e lo trafisse con i suoi occhi affilati come rasoi. "Ti sbagli, se pensi che io sia innamorata di Fersen!"
André quasi cadde dalla sedia, tanto la sua reazione lo sorprese. "Oscar ...", sussurrò, non riusciva a credere alle parole appena udite. Sbatté le palpebre come se avesse avuto una visione. Era Oscar, la sua Oscar che aveva conosciuto fin dall'infanzia? Cosa le era successo così all'improvviso? O aveva capito male? Si, probabilmente erano le sue speranze ad avergli fatto capire male. "È così ovvio …", balbettò in sua difesa. Non poteva sperare di più.
Oscar continuò a fissarlo con insistenza, eppure nei suoi occhi c'era un'espressione amara e dolorosa. "No, André, io non amo Fersen", lo rassicurò lei con voce ferma ma allo stesso tempo tenera, che non era da lei. "E non l'ho mai amato! Forse in un'altra vita ho pensato di amarlo, ma non in questa!"
"Oscar ..." André si alzò. Non poteva più stare seduto. "Di cosa stai parlando?"
"Stai bene?", la sua voce era appena udibile, ma Oscar lo sentì chiaramente. Questo la motivò, la spronò di più e la riempì di calore. Ora o mai più! Si toccò il cuore, raggiunse Andrè e si fermò davanti a lui. "Sto parlando di noi. Della nostra vita. So che mi ami, da molto tempo. E mi sono accorta del tuo amore Andrè, tanto tempo fa."
"Ma ..." André credeva di stare sognando. La sua bocca si aprì e si chiuse immediatamente. Oscar sapeva dei suoi sentimenti! Ciò lo rendeva felice e triste allo stesso tempo. Perché non gliene aveva mai parlato? E in che modo lei gli era stata davvero accanto? Ricordava ancora il prezioso abbraccio che gli aveva dato tanto conforto. Ma lei voleva solo essere amichevole! "Oscar ... io ...", balbettò e si pietrificò: "... Mi mancano le parole ..."
"Posso capirlo." Oscar inaspettatamente fece un sorriso dolcissimo e i suoi occhi brillarono di gioia. Prese delicatamente la mano di Andrè tra le sue e la posò dove il suo cuore batteva veloce avvolgendogliela con il calore della sua sicurezza. "Siamo fatti l'uno per l'altra, André ... Sei l'unico uomo della mia vita. L'unico a cui donerò mai il mio cuore ... Io ... Ti amo, Andrè, ti amo." Ce l'aveva fatta. Se solo Andrè avesse saputo quanto le fosse costato superare le sue paure e arrivare a fargli quella confessione! La sua presa si strinse, come se avesse avuto paura di perdere la mano asciutta e calda del giovane dalla sua stretta.
André fu totalmente spiazzato, certo non si aspettava una rivelazione simile, ma le sue dita non lasciarono la presa, avvolsero la mano morbida e tenera di Oscar con più fermezza. Il dorso della sua mano sentì il tessuto della sua camicia, sentì il battito del suo cuore e la sua mente elaborò mentalmente la sua confessione. Lei lo amava, amava solo lui! Che sogno meraviglioso! Così puro e vibrante! Era vicino alle lacrime. Perché Oscar non glielo aveva detto prima? Avrebbe potuto risparmiarsi tanto il dolore! O forse lei aveva provato a farglielo capire in altri modi ma lui l'aveva interpretato male? Forse il loro abbraccio non era stato così amichevole per lei, ma era un timido tentativo per comunicargli ciò che provava? Certo, era possibile! Oscar non mostrava mai i suoi sentimenti apertamente. Li aveva combattuti, ignorati senza mai permettere che venissero alla luce. Solo quando era sola e nessuno la vedeva, il suo lato sensibile e umano emergeva.
"André, non dici niente?"
La sua voce tremante e lo sguardo interrogativo lo riportarono alla realtà. "Non so cosa dire ...io..." André sollevò il braccio libero e le sue dita toccarono teneramente una ciocca dei morbidi capelli biondi di Oscar. I suoi occhi verdi brillavano, mentre la guardava negli occhi e un piacevole brivido attraversò il suo corpo. In quel momento, era la persona più felice del mondo. Le sue labbra si schiusero in un sorriso beato. "Non posso dirti nulla, Oscar ... Tranne che ti amo infinitamente e non ti lascerò mai nella mia vita ..."
"Oh, André ... mio caro André...", sussurrò Oscar e avvicinò il suo viso verso di lui. "Devi saperlo, ti ho sempre amato ... D'ora in poi, potremo essere felici insieme ... tu ed io ... solo noi due ..."
André sentiva che qualcun altro aveva parlato. Ma era chiaramente la sua voce, anche se le sue labbra si erano appena mosse. Oscar lasciò la sua mano, gli mise le braccia attorno al collo e toccò gentilmente le sue labbra con le sue, senza interrompere il contatto visivo. Il loro primo bacio fu dolce e tenerissimo.
André non osò muoversi per poter assaporare la dolcezza delle labbra di Oscar e vivere lo slancio inebriante di quel momento. Non avrebbe mai pensato che fosse possibile! Eppure stava succedendo davvero, non era un sogno! Andrè stava perdendo il senso della realtà. Le sue labbra restituirono il bacio e le accarezzarono il labbro inferiore. Dapprima, attento e tenero, poi sempre più intenso.
Oscar rabbrividì. Una meravigliosa sensazione di beatitudine che non aveva mai provato prima la invase! La sua bocca si aprì da sola e la sua lingua si sporse in avanti in cerca del sapore di André. Lui era sorpreso, ma la sua lingua stava già giocando intorno a lei e la sua mente smise di pensare. Si donò al bacio totalmente.
Il suo respiro sfuggiva frammentario. Il suo cuore si sciolse e il sangue gli scorreva nelle vene più caldo. Le braccia di André si chiusero lentamente attorno alla vita di Oscar e la strinse forte. Avvertiva il corpo di lei morbido e fragile! Nulla di paragonabile al freddo Comandante che aveva sempre interpretato così perfettamente. No, in questo caso Oscar cedette ai suoi sentimenti femminili e si fece guidare da loro. Se solo fosse stato sempre così!
Il bacio divenne più intimo, le lingue giocavano a rincorrersi sempre più veloci. Le mani di Andrè scivolarono lungo la schiena di Oscar fino a raggiungere i fianchi, indugiando lì. La giovane fu la prima a chiudere gli occhi lasciandosi trasportare dalle meravigliose sensazioni che si erano impadronite di lei.
Oltre alla meravigliosa sensazione di amore e affetto, qualcos'altro avvenne in Oscar. Vide la donna dai capelli biondi, snella e alta - il proprio sé in piedi nella luce bianca. Indossava una camicia bianca e pantaloni scuri proprio come lei. I suoi capelli biondi erano mossi da una leggera brezza. La sua pelle chiara sembrava quasi traslucida nella luce circostante. Sulle sue labbra rosse e sottili c'era un sorriso sereno. E nei suoi occhi celesti lacrime di gioia. Alzò la testa all'indietro e lo sguardo verso l'alto. "Mi sento così leggera, così felice ...", disse al suo corpo rinato: "E riesco a sentire ..lo sento ... le sue labbra ... le sue braccia ..."
"Ma dov'è?" Domandò Oscar, "dov'è il tuo Andrè? Non lo vedo ..."
"Sembra che abbia trovato la strada per il tuo André ... Dovrebbe essere in lui adesso ..."
"E a te cosa succede? Non riesco a vedere bene nemmeno te!"
"Ma io sono ancora qui, in te ... Io sono te ... Sento i tuoi sentimenti, sento il tuo André. È come se fossi un tutt'uno con te ... "
"Allora resta in me, Oscar, vivi le mie emozioni ..." Oscar inconsciamente approfondì il bacio. Le sue dita si intrecciarono nei capelli di Andrè. Oltre al calore della passione, sentiva altro calore, qual calore che emanava dalla luce bianca e che si diffondeva in lei. "Sono pronta ...", sussurrò nei suoi pensieri e osservò mentre l'altra Oscar in lei svaniva nel nulla. Prese possesso di lei, si unì a lei, con il suo corpo e divenne un tutt'uno con lei.
"Grazie per tutto …", sentì dire alla voce. Ma quella era se stessa, i pensieri erano i suoi. La donna dai capelli biondi in lei non esisteva più. La luce diminuiva e diventava più scura - come avrebbe dovuto essere quando si tengono gli occhi chiusi. Oscar si rilassò, il suo bacio divenne più sensibile mentre pensava: "André ..., vieni … Ti sto aspettando ... per il tuo io …" Non ottenne risposta, ma lei sapeva che lui l'aveva sentita.
