Una seconda vita

Capitolo 34 - Segreto

Reynier de Jarjayes attraversò il salone con passi decisi. Solo il rumore secco dei tacchi dei suoi stivali sul pavimento interruppe il silenzio teso. Passò davanti alla moglie ancora seduta in poltrona e dietro la quale Nanny stava con suo nipote. Tutti lo guardarono con occhi spalancati, aspettando cosa sarebbe successo. Reynier si fermò accanto al piano in modo da poter avere tutti nel suo campo visivo, in particolare sua figlia.

Oscar cercò di mantenere la calma evitando di guardarsi in giro, tenendo lo sguardo fisso su suo padre. Un sentimento di inquietudine sorse in lei. Emilie de Jarjayes si alzò e si diresse verso suo marito. "Che cosa è successo, caro? Il Re è forse in pericolo?"

"Sua Maestà sta bene", grugnì il Generale, sembrando infastidito da sua figlia. "Il problema riguarda la Regina Maria Antonietta!"

"La Regina?" Oscar si alzò. Il sentimento di inquietudine dentro di lei si intensificò.

"Mi ha ordinato di recarmi immediatamente da lei, subito dopo averti concesso udienza!" Il Generale ringhiò a sua figlia e strinse le mani a pugno dalla rabbia: "Sono appena venuto via!"

Oscar sbiancò. Sperava che Sua Maestà non l'avesse tradita, dopo tutta la fiducia e l'amicizia che esisteva fra loro. Oscar si impose di non cercare gli occhi di André. Guardò ostinatamente suo padre e mostrò tutta la sua compostezza. "Per favore, venite al punto, padre! Cosa voleva da voi Maria Antonietta?"

"Ha detto che ti sei recata da lei!" Reynier parlò ancora con più rabbia di prima, mentre guardava sua figlia con occhi di ghiaccio.

"Sì, è vero, ma non capisco la vostra rabbia, padre. Non è certamente proibito?! È mio dovere!" Oscar sentì formicolare il collo e sentì freddo, tanto freddo. Le venne la pelle d'oca… suo padre non l'aveva mai guardata in quel modo.

"... ha detto che si è dimenticata di assegnarti un incarico!" Il Generale continuò aspramente, come se non fosse mai stato interrotto.

"Un incarico?" Oscar lo guardò perplessa. Cosa aveva in mente Sua Maestà? "Che ordine, padre?"

Reynier non cambiò il suo atteggiamento minaccioso, il suo tono penetrante, o il suo sguardo scintillante. "Ha detto che l'hai messa al corrente delle difficili condizioni in cui versa la Francia! E quando ha chiesto quanto povero fosse il popolo, tu hai osato risponderle che avrebbe dovuto vivere con i contadini per almeno un anno per capirlo davvero!"

"Ma ..." Oscar sbatté le palpebre stupita. Non avrebbe mai osato dire una cosa simile alla sua Regina! Avrebbe al più presto chiesto una spiegazione a Maria Antonietta! Aveva sicuramente inventato tutto, ma chissà a che scopo!

"Oscar ...", sentì André mormorare debolmente, ma lei non lo guardò.

"È vero, Oscar?" La signora de Jarjayes si coprì la bocca con una mano. "Hai davvero detto una cosa simile a Sua Maestà la Regina?"

Oscar non rispose. Nella sua mente i pensieri si rincorrevano confusi: cosa aveva in mente la Regina? Era ansiosa di avere delle risposte!

Reynier interpretò il suo silenzio come una conferma alla domanda della moglie. "Come hai potuto rispondere in quel modo a Sua Maestà?!" Accusò la figlia: "Questo è tradimento! Poteva venirti a costare il tuo incarico di Comandante!"

"Cosa ha deciso, invece, la Regina?" Incalzò Oscar tra i denti stretti. Ogni muscolo del suo corpo era teso, le sue mani si serrarono a pugno, e sentì che le formicolava ancora di più la nuca.

"Lei ti ha bandito per un anno da Versailles e Parigi!" Urlò Reynier più forte: "Dovrai lasciare questa casa e partire questa settimana stessa!"

"È terribile!" esclamò Nanny fortemente dispiaciuta per la sua bambina. Non riusciva nemmeno ad alzarsi tanto era sconvolta. Per suo nipote seduto accanto a lei non fu lo stesso. La rabbia impotente ribollì in lui. Cercò di controllarla, ma il suo volto disse tutto. Come aveva potuto Maria Antonietta fare una cosa simile a Oscar?! Dopo tutti i suoi fedeli servigi!

"Esiliata?" Emilie de Jarjayes non poteva crederci: "Ma dove andrà Oscar? E per un intero anno?!"

"Oscar avrà il compito di viaggiare al posto di Sua Maestà in tutta la Francia, visitare il maggior numero di agricoltori per valutare le loro vere condizioni di vita e non potrà tornare prima di un anno!", disse Reynier seccamente alla moglie: "Queste sono esattamente le volontà di Maria Antonietta, anzi se Oscar decidesse di restare lontana da Versailles un anno e mezzo, sarebbe anche meglio", disse sconsolato, continuando a squadrare di traverso la figlia: "Ti rendi conto di quello che hai fatto, Oscar? Sua Maestà è offesa! L'hai insultata profondamente!"

"No, non è vero ...", pensò Oscar tra sé. La tensione l'abbandonò e inspirò interiormente. La Regina l'aveva bandita con un pretesto per far si che potesse dare alla luce suo figlio in qualche remoto luogo della Francia, lontano dalla casa dei suoi genitori e dalla Corte.

"Parlerò io a Sua Maestà domani!" La signora de Jarjayes intervenne risolutamente alzandosi. Riacquistò la sua compostezza e la confermò con una postura eretta. Non le piaceva assolutamente l'idea che sua figlia venisse esiliata. "Conosco la Regina! Non riesce a restare offesa a lungo, con Oscar in particolar modo. Le chiederò di alleviare la sua punizione. Credo che accetterà la proposta di relegare Oscar agli arresti domiciliari per qualche mese, invece di un esilio di un anno!"

"Madre …", protestò Oscar veementemente, dandole una rapida occhiata. Era terrorizzata. Gli arresti domiciliari l'avrebbero rovinata, per non parlare di quello che sarebbe accaduto a suo marito e suo figlio! "Non avete bisogno di parlare con Sua Maestà ... sono perfettamente in grado di sopportare una simile punizione ..."

"Ma Oscar!" André era intervenuto, non aveva più resistito. Non capiva la Regina, ma Oscar che accettava l'esilio senza discutere… era difficile da credere!

"Restane fuori André!" Oscar lo interruppe bruscamente. Non aveva ancora avuto modo di prestargli attenzione. Si sentì subito dispiaciuta per il comportamento ingiusto tenuto nei confronti del marito, ma lei voleva solo proteggerlo! Nessuno doveva venire a conoscenza della loro relazione!

André rimase molto ferito dal comportamento di sua moglie, ma non disse nulla. Qualcosa non andava in Oscar! Mantenne la calma esteriormente, ma la notò mentre cercava convulsamente di non muoversi. Oscar teneva d'occhio solo suo padre, testardo e risoluto. "Se questo è il volere della Regina, ovviamente lo farò! La vedrò domani per salutarla, poi farò preparare i bagagli e partirò al più tardi tra due giorni." Oscar finì di parlare e stava per lasciare il salone quando suo padre la fermò: "Non è tutto, Oscar!"

"C'è qualcos'altro?" Oscar lo guardò con aria interrogativa. Cosa aveva pensato ancora la Regina per aiutarla?

Reynier mise le mani contratte dietro la schiena e inarcò le sopracciglia. "Sua Maestà ha stabilito alcune condizioni! Dal momento che partirai al suo posto, non dovrai viaggiare in veste di Comandante della Guardia Reale, quindi niente uniforme!"

"La condizione è accettata, padre. Ad ogni modo, preferisco viaggiare con abiti da civile." Oscar respirò interiormente. Stava andando tutto bene, più o meno, pensò sorridendo.

"Ho parlato di più di una condizione, Oscar! Cavalcare ti sarà proibito!" Il Generale continuò irritato. "La tua seconda condizione è che non ti sarà permesso di cavalcare! Viaggerai in carrozza, così non ti sarà semplice tornare tanto presto! E già che viaggerai come una dama, mi ha detto, ti daranno alcuni abiti molto semplici da indossare!"

"Abiti?" Oscar si bloccò e capì il significato che stava dietro a tutto questo. Maria Antonietta certamente non si riferiva a vestiti normali, ma intendeva abiti per la maternità! E cavalcare, era noto per essere pericoloso per le future madri – ecco spiegata la carrozza! Sua Maestà sembrava aver pensato davvero a tutto!

Il salone era di nuovo in grave silenzio. Emilie de Jarjayes e Sophie con occhi sbarrati fissavano ora il Generale, ora Oscar. André, invece, non riusciva a smettere di fissare sua moglie, sbalordito. Il sangue gli stava andando alla testa. La Regina doveva essere uscita di senno! Come poteva chiedere a Oscar un sacrificio di tale portata? Tutto ciò rasentava l'insolenza, il ridicolo! E Oscar era così calma! Per la seconda volta quella sera si permise di intervenire: "Oscar! Perché queste condizioni? La punizione dell'esilio non è forse abbastanza dura?"

"André!" La nonna lo ammonì e gli diede un calcio vigoroso sullo stinco. "Non puoi ribellarti al comando reale!"

André ignorò il rimprovero e il dolore alla gamba, come se non avesse sentito nulla. "Lo so, nonna, ma ..."

"Tranquillo, André!" Gli disse Oscar nel suo familiare tono di voce. Tuttavia, pensò di aver sentito anche un leggero tremore nel suo caldo tono. Cosa le stava succedendo? Perché permetteva tutto questo? Non sembrava nemmeno lei! E per di più, continuava ad evitare il suo sguardo, come se avesse qualcosa da nascondere!

A riportarlo alla realtà fu il Generale che, lanciandogli un'occhiata severa, lo ammonì duramente. "Frena la lingua, André! Oscar deve pagare per le sue colpe! Se Sua Maestà le ordina di viaggiare in carrozza e con abiti da donna, allora lo farà, che le piaccia o no! E tu la accompagnerai! Non ti ho messo al suo fianco per niente!"

"Sì, signor Generale." André abbassò la testa. Se gli veniva concesso di andare in esilio con Oscar, allora tutto diventava sopportabile. Senza di lei, non avrebbe resistito nemmeno una settimana, per non parlare di un anno intero!

"Allora è deciso!" André sentì il Generale parlare e alzò di nuovo gli occhi. Questi si rivolse di nuovo a sua figlia. "E c'è un'ultima cosa, Oscar! Sua Maestà ha ordinato che tu ti faccia accompagnare da alcuni cittadini di Parigi!"

"Per quale motivo?!" esclamò debolmente la signora de Jarjayes. "I soldati delle Guardie Reali non sarebbero più adatti?"

"Ho posto a Sua Maestà la stessa domanda", rispose Reynier, senza perdere di vista sua figlia: "Mi ha risposto che essendo Oscar sospesa dal suo incarico ufficiale di Comandante delle Guardie, non potrà avvalersi dei servigi dei suoi soldati!"

"Va bene, padre." Oscar accettò anche quello. "Mi prenderò cura di tutto domani, subito dopo la visita a Sua Maestà."

"Bene, Oscar, è tutto." Si sentiva sollevato al pensiero che sua figlia non avesse fatto storie e avesse accettato così serenamente la sua punizione. Non aveva nessuna voglia di discutere con lei affinché accettasse i voleri di Maria Antonietta. Doveva tornare in fretta a Versailles e la loro discussione lo avrebbe rallentato. "Se non hai domande Oscar, ora vado."

"Nessuna domanda, padre." Oscar aveva parecchie domande, in verità - ma non da porre a suo padre.

"Allora cerca di non disonorare la tua famiglia e torna sana e salva!" Reynier abbracciò la figlia, la guardò negli occhi e poi lasciò di corsa il salone. Nonostante la sua severità e durezza verso di lei, voleva solo il meglio per sua figlia. Era il suo orgoglio, anche se aveva qualche difetto e qualche volta faceva degli errori.

Oscar lo osservò finché la porta si chiuse dietro di lui. Silenziosamente, lei lo pregò di perdonarla per aver deciso di seguire il suo cuore e aver scelto di vivere come una donna. Avrebbe voluto sapere come aveva reagito alla sua lettera di addio nella sua vita precedente, lettera che aveva scritto prima della partenza con André, prima della loro morte.

Oscar deglutì amaramente. Doveva pensare alla sua nuova vita ora! Alla vita che stava crescendo in lei! Non si accorse che sua madre si stava avvicinando. Solo il tocco delicato sul suo braccio e la sua voce gentile la portarono ad allontanare la sua attenzione dalla porta. "Figlia mia. Sembri angosciata", disse sollecitamente Emilie de Jarjayes.

"Non dovete preoccuparvi per me, madre..." Oscar lottò per mantenere un tono calmo e indifferente.

Emilie non si fece ingannare. "Non mentire figlia mia. So che stare lontana da casa per così tanto tempo sarà molto difficile."

"Oh, madre ..." Oscar sospirò angosciata. Se solo avesse potuto dirle che presto sarebbe diventata nonna. Oscar avrebbe voluto rivelarglielo, ma così facendo avrebbe messo in pericolo suo marito ed era quello che lei meno voleva. No, l'avrebbe tenuto per sé per ora. "Ci sono molte cose da affrontare, ma ci riuscirò. Mi conosci."

"Madamigella Oscar ..." Sophie la interruppe con cautela e raggiunse Madame de Jarjayes: "... permettimi di accompagnarti in questo lungo viaggio, bambina…"

"Nonna! Non pensarlo nemmeno!", Intervenne André indignato. Non gli pesava dover partire con Oscar, ma l'ideale sarebbe stato viaggiare loro due soli. "Non sei più tanto giovane!", disse a sua nonna.

"Tieni la bocca chiusa!", gli urlò Nanny puntandogli contro il dito: "Cosa ne sai di come si prepara del buon cibo o di come si fa il bucato?!"

"Ha ragione, Nanny ..." Oscar non permise alla donna di rimproverare ancora André: "La strada che attraversa la Francia è lunga ed estenuante. Devi anche pensare alla tua salute."

"Ma chi si preoccuperà delle tue esigenze, mia cara?!" Nanny la guardò senza espressione attraverso i suoi occhiali rotondi e lasciò cadere il dito desolata.

"André verrà con me." Oscar lo guardò per la prima volta, cercando di non rivelare le sue vere emozioni. "E so anche chi altro può venire. Domani vado da Rosalie e glielo chiederò."

"È una buona idea, mia cara!" Emilie acconsentì con sollievo e Nanny sembrò finalmente convinta. Rosalie era una brava ragazza e sarebbe stata certamente entusiasta di occuparsi di Oscar.

Anche Oscar stessa lo pensava e aveva in mente anche chi altro aggiungere alla lista dei suoi accompagnatori. André aveva capito il suo suggerimento al riguardo. Se solo avesse potuto scoprire cos'altro stava nascondendo Oscar! Non ne aveva la minima idea! Sua moglie serbava con gelosia un segreto, che riguardava solo loro! Ma non lo avrebbe scoperto oggi! Oggi era già stato detto abbastanza! E poi tutte quelle strane richieste da parte della Regina! Erano piuttosto ingiuste! Come avrebbe potuto gestirle? Esternamente Oscar sembrava composta, ma dentro era un turbine di emozioni! Avrebbe parlato con Oscar l'indomani sulla strada per andare da Rosalie e non avrebbe ceduto finché la sua compagna non gli avesse dato tutte le risposte!

André dormì a malapena quella notte. Oscar, la Regina e tutto ciò che era accaduto la sera prima continuavano a ronzargli nella testa. Non poteva fare nulla contro gli ordini di Sua Maestà, ma sarebbe stato al fianco di Oscar: accompagnandola, sostenendola, qualunque cosa sarebbe accaduta! Lei era sua moglie, il suo amore e lui avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei!

Anche Oscar aveva dormito male durante la notte. Si sentiva in colpa per i suoi genitori e per la nonna di André. Li aveva affrontati tutti e a tutti aveva spudoratamente mentito. Era stato orribile! Quanto sarebbe stata capace di mentire ancora? Fino a dove si sarebbe spinta?

Oscar giaceva sulla schiena - una mano premuta contro la fronte, l'altra appoggiata sul suo ventre ancora piatto. C'era completa oscurità intorno a lei. Non aveva voluto nemmeno accendere un fuoco nel camino per poter stare nel buio più assoluto. Desiderava l'oscurità della notte e tirò anche le tende alla finestra in modo che nessun raggio di luce proveniente dalla luna o dalle stelle potesse penetrare nella sua camera da letto.

Dove l'avrebbe portata tutto questo? "... non vergognarti, figlia ..." aveva detto suo padre. Ma quale era la vergogna? E che suono orribile aveva quella parola! Aveva già portato la vergogna sulla sua famiglia, ma non era giusto! Perché era vergognoso che lei avesse sposato l'uomo che amava e aspettasse un figlio da lui?!

Le dita di Oscar sfiorarono ancora la pancia e strinse un lembo della sua camicia da notte in un pugno non abbastanza forte. Doveva pensare all'essere che cresceva dentro di lei! Non poteva perdere il coraggio! Il suo pugno si rilassò e le sue dita si posarono nuovamente sul ventre.

Oscar si voltò di lato senza spostare la mano. L'altra mano la mise sotto il cuscino e chiuse gli occhi. Doveva riposare ora e pensare a qualcos'altro. Chissà cosa avrebbe detto André alla notizia di stare per un anno intero con lei senza dover fingere! Questo sicuramente lo avrebbe reso felice! Ma perché era arrabbiato la sera prima?

Oscar si accigliò. Sicuramente per le richieste della Regina che non gli piacevano! "Cambierai idea su di lei, te lo prometto!", pensò con sicurezza e la sua fronte si rilassò.

C'era una piacevole sensazione di formicolio nello stomaco mentre immaginava come avrebbe reagito alla notizia più importante. Questo sicuramente lo avrebbe stupito molto più che il giorno delle nozze a sorpresa! Questa sarebbe stata una sorpresa eccezionale! Oscar aveva promesso di non farne più, ma questa notizia non aveva chiesto il permesso!

Come avrebbe potuto rivelarglielo? Doveva lasciarlo indovinare fino a quando, disperato, non si sarebbe arreso? O avrebbe dovuto farlo agitare e trascinare la sua confessione fino a farlo quasi impazzire? O piuttosto, avrebbe dovuta essere diretta, e arrivare subito al punto, glaciale e fingere di aver fatto qualcosa di sbagliato? Povero André! Di certo non era facile stare con lei! E con il bambino? Come avrebbe affrontato la situazione? Che tipo di padre sarebbe stato? Sicuramente non rigoroso. La severità non era nel carattere di André! Piuttosto lui era amorevole e arrendevole. Alla fine, avrebbe viziato il bambino, lasciandolo libero di fare qualsiasi cosa! No, avrebbero trovato un equilibrio insieme, se necessario! Oscar sorrise all'idea e scivolò in un sonno senza sogni.