Una seconda vita

Capitolo 36 - Confessione

Oscar riusciva a malapena a tollerare l'idea. Dopo aver parlato con la Regina, aveva cavalcato senza meta fino a quando il suo cavallo si fermò al lago situato poco lontano dalla sua tenuta. Aveva lasciato che il cavallo si abbeverasse, mentre piangeva silenziose lacrime. E la ragione era il bambino che aspettava. Sarebbe cresciuto con degli estranei, aveva deciso! Che crudeltà, però! Oscar avrebbe voluto morire altre cento volte sotto i colpi di fucile che compiere un tale abominio! Ma non aveva scelta. Sua Maestà aveva pensato all'unica soluzione possibile e lei vi si sarebbe attenuta. André sicuramente non l'avrebbe mai perdonata per quello. Nonostante tutto il suo amore per lei, molto probabilmente l'avrebbe lasciata, non sopportando nemmeno la sua vista ...

Forse Rosalie si sarebbe presa cura di quella piccola creatura, ma per Oscar non avrebbe fatto alcuna differenza. C'erano anche altre possibilità: tornare a casa con il bambino e rivelare la verità alla sua famiglia. Ma questo voleva dire farli uccidere tutti! Se fossero stati fortunati, avrebbero potuto farla franca, sopravvivere e scappare. Oppure avrebbero potuto lasciare la Francia subito dopo la nascita del bambino e iniziare una nuova vita in un paese straniero, solo loro tre. Ma Oscar non avrebbe mai abbandonato la sua patria! Era nata in Francia, cresciuta in Francia e sarebbe morta in Francia se fosse scoppiata la rivoluzione. Altrimenti, c'era sempre la tisi che l'avrebbe sicuramente uccisa. Doveva impedire tutto questo con tutti i mezzi a sua disposizione e ciò significava che non poteva lasciare il suo paese e abbandonare le persone che amava!

Oscar si asciugò le lacrime, prese le redini e si diresse verso casa. Nelle stalle incontrò André. Come la stava guardando! Così amorevole e premuroso … questo, però, la feriva ancora di più. Lo lasciò da solo, non poteva guardarlo in viso. Anche se avrebbe dovuto farlo prima o poi! Proprio a lui, non poteva e non voleva nascondere più la verità. Nella sua stanza si liberò dell'uniforme; indossò un paio di comodi pantaloni, una camicia e un lungo gilet, poi si mise in trepidante attesa di suo marito.

Circa un'ora dopo, André entrò nelle stanze di Oscar, attraversò il salone e posò un vassoio con della zuppa e del pane per due sul tavolo. Oscar non aveva appetito, ma avrebbe mangiato. Per il bene del bambino.

André non trovò la sua compagna né nel salone, né davanti al camino ma sul letto. Sedeva con le ginocchia piegate, le braccia avvolte attorno alle gambe e il viso nascosto tra di esse. André vide solo la sua schiena e i suoi lunghi capelli biondi che le coprivano spalle e braccia. "Oscar?" Si avvicinò con cautela. "Ho portato la nostra cena." Non era quello che voleva dire, voleva sapere cosa le stava succedendo! André si sedette sul bordo del letto. "Oscar, ti prego, dimmi cos'è successo?"

"Non mi arrenderò, non mi arrenderò mai!" Un mormorio soffocato, il suo: "No, mai!"

"Che cosa ti sta succedendo, Oscar", chiese dolcemente André, che soffriva terribilmente nel vederla così disperata.

Oscar sollevò la testa e lo guardò: "André, io ..." La voce le si incrinò … Non riusciva a trovare le parole e mentre esitava ricambiò il suo sguardo. Lui la stava guardando come aveva fatto sempre negli ultimi giorni, con tenerezza, amore, pazienza. Notò che in sua moglie l'azzurro dei suoi occhi bruciava come un fuoco ardente,ma Oscar stava cercando di trattenere le lacrime, si capiva benissimo dagli occhi lucidi.

"Oscar, se non parli non ti posso aiutare!" André le spostò delicatamente i capelli dietro l'orecchio. Le sue dita le sfiorarono la guancia, poi si fermarono sotto il mento, obbligandola ad alzare la testa. "Amore, ti prego, dì qualcosa! E' a causa dell'esilio? Cos'altro ti ha chiesto la Regina? Non la capisco, comunque! Come può farti una cosa del genere? Pensavo foste amiche!"

"Il problema… siamo noi, André", disse Oscar, inghiottendo l'amaro groppo che aveva in gola. Le piaceva la sensazione che il calore della sua mano le faceva provare, e si chiese se sarebbe stata l'ultima volta. Il suo uomo si sarebbe allontanato da lei, una volta venuto a conoscenza del destino deciso per il loro bambino? Non sapeva nemmeno che sarebbe stato un papà! Ma come avrebbe potuto dargli questa notizia senza distruggere la sua felicità, una volta spiegata tutta la triste situazione? Però, non aveva scelta, doveva dirglielo: lui ne aveva il diritto! Oscar fece un respiro profondo. "Sua Maestà ha fatto questo per proteggermi, André ... Per proteggerci."

André notò le lacrime nei suoi bellissimi occhi azzurri e lo ferirono come un pugnale nel petto. Perché non si decideva finalmente a rivelare cosa la preoccupava così tanto?! La sofferenza che lei provava era anche sua! Il suo mento tremò e le sue labbra si indurirono in una linea. André gli passò delicatamente il pollice sopra, e anche se lo trovava difficile, cercò ancora di mantenere un tono calmo nella sua voce. "Ancora non capisco di cosa stai parlando, amore mio."

Amore mio, per quanto tempo l'avrebbe chiamata ancora così? Oscar ingoiò di nuovo il groppo che le si era formato in gola. "Il mio amato André ...", sussurrò a malapena con voce leggermente tremante: "E' difficile da spiegare ..."

"D'accordo!" André rinunciò di nuovo. Per il momento! Gli venne in mente un'idea: "Sai una cosa? Ora mangiamo e poi ci riproveremo."

"Si, va bene, grazie André." Oscar gli era grata per la pazienza che le mostrava, ma anche dopo pranzo non ci riuscì. La sua casa sembrava essere il posto sbagliato.

André continuò a pazientare. Oscar suonava il pianoforte mentre lui sparecchiava il tavolo e portava i piatti in cucina. Non insistette oltre, la lasciò sola con i suoi pensieri e andò ad aiutare sua nonna in cucina.

Lì si stava trattando un solo argomento di conversazione: l'esilio di Oscar, come lei l'avesse presa e quello che la Regina aveva fatto! André rispose solo a monosillabi, poiché praticamente non ne aveva idea. Cercò di non restare troppo coinvolto nei discorsi, dopotutto, era il migliore amico di Oscar, era cresciuto con lei e l'avrebbe seguita ovunque. Sempre.

Sua nonna lo ammonì di prendersi cura di lei, o avrebbe assaggiato il suo mestolo!

"Certo che mi occuperò di Oscar", giurò André convinto. Certo, l'avrebbe protetta a costo della sua vita! Accidenti, era sua moglie! Alla fine Oscar uscì dalla sua stanza, trovò André e gli chiese di sellare i cavalli. Voleva portarlo al lago e poi partire per Parigi. André fu sollevato dal fatto che lei non sembrasse più così depressa. Sorrideva persino. Che fosse reale o finto, non aveva alcuna importanza per lui. Quando fossero stati soli, lei non gli avrebbe più nascosto i suoi sentimenti. Ne era certo.

Oscar e André cavalcarono lungo il lago verso il vento. Respirarono l'aria fresca, osservando il gorgheggiare degli uccelli nel cielo appena annebbiato. Lasciarono che il leggero fruscio del vento tra le cime degli alberi li accarezzasse e sentirono i raggi del sole riscaldarli. Questo era il posto dove si sentivano più tranquilli e inosservati. La strada sterrata era lontana e si sentivano sempre a proprio agio in questa natura incontaminata.

Oscar all'improvviso fermò il suo cavallo e attese che André si fermasse di fianco a lei. Aveva messo insieme un discorso, iniziò a raccontare ma sembrava lontana mille miglia. "Nella nostra vita precedente, la notte dopo la tua morte, ho vagato per le strade di Parigi ...", parlava con calma e chiaramente: "... ho pensato a te, immaginando un'illusione, un miraggio di noi due, un sogno ... Cavalcavamo insieme lungo la costa con il mio cavallo e sentivo le nostre risate felici. Montavo di fronte a te, mi tenevi tra le braccia ed eravamo felici ..."

"Oscar ..." André guardò la sua donna, chiedendosi allo stesso tempo perché stesse fluttuando di nuovo nella vita passata. Avrebbe dovuto rivelargli il suo dolore. O aveva bisogno di più tempo per quello? Forse voleva trasformare l'illusione in realtà e per questo che lei gliene stava parlando? Possibile. Di solito parlava per enigmi. E d'altra parte, cavalcare con lei a cavallo non era affatto male. André fece un sorriso audace per rallegrare la moglie "... se ti va, Oscar, smonto da cavallo e cavalcheremo insieme intorno al lago, come nel tuo sogno."

"Mi piacerebbe molto André, ma prima ti devo confessare qualcosa di importante …", disse Oscar a bassa voce. Il primo passo era compiuto. Ora doveva solo finire la frase. Anche se era molto difficile per lei e aveva paura di ciò che ne sarebbe seguito.

Questa situazione le era sconosciuta. Non era suo solito esitare, tirarsi indietro di fronte ad una sfida! Beh, questa volta non si trattava solo di lei... Oscar raccolse tutto il suo coraggio, abbassò lo sguardo e cominciò a parlare. "André... Io sono... Tu presto sarai..." No, così non andava! Doveva provare una diversa strategia! "André, ecco…io ho una sorpresa per te..."

"Una sorpresa?" André rimase interdetto per un attimo. Non poté fare a meno di guardare sua moglie di sbieco. Perché una sorpresa ora? Poteva tutto ciò avere a che fare con il suo stato d'animo? O, forse, aveva dimenticato la sua promessa? Se era così, doveva ricordarglielo e questa volta non avrebbe accettato la sorpresa, non importava cosa fosse! "Oscar, lo avevi promesso: niente più sorprese!"

Oscar lo guardò e i loro occhi si incontrarono. In quel momento nulla esisteva più attorno a loro…c'erano solo loro due. "Non posso farci niente!", si giustificò subito lei e nel modo più innocente: "Perché vedi… l'hai causato tu! O meglio… entrambi." Gli mise delicatamente una mano sul ventre e gli sorrise. I suoi lunghi capelli biondi le incorniciavano il suo bellissimo viso, ma André si perse nell' immenso blu dei suoi occhi, e nel rosso delle sue momento della rivelazione era arrivato. Oscar fece un altro respiro profondo. Ora era pronta ad affrontare il tutto, non importava quali sarebbero state le conseguenze. Le avrebbe affrontate: "La sorpresa è qui, André. In me. Sta crescendo sotto il mio cuore."

All'inizio André non capì, ma subito dopo la notizia lo colpì come un pugno ben sferrato! La sua mano sulla pancia di sua moglie già avrebbe dovuta essere ovvia per lui! E ora anche le sue parole! Una sorpresa, che veniva da lui e che ora Oscar portava sotto il suo cuore, poteva significare solo una cosa: un figlio! SUO figlio! Per André il mondo cominciò a girare davanti ai suoi occhi. La consapevolezza che sarebbe diventato padre paralizzò il suo pensiero e per un istante lo rese incapace di muoversi. Sentì il bisogno di smontare da cavallo e sedersi sull'erba. Non si accorse quasi dei gesti compiuti. Era troppo preso dalla notizia che gli avrebbe capovolto la vita e che in quel momento lo faceva sentire estraniato dal mondo.

Un volto familiare e amato gli apparve davanti. André prima aveva avvertito la paura di Oscar. Ora vedeva i suoi occhi azzurri, i tratti del volto delicatamente disegnati, e le sue dolci labbra che formavano il suo nome, riportandolo alla realtà: "André! André stai bene?" Le sue mani gli toccarono la fronte e le guance. "Per favore, dì qualcosa!"

"Oscar ...", l'uomo respirò piano e cercò di sollevarsi da terra. Oscar lo prese per un braccio, gli tenne la schiena e lo aiutò. Poi si sedettero uno accanto all'altra, tenendosi le mani e guardandosi a lungo. "È vero, Oscar?" André fu il primo a interrompere il silenzio. Sembrava un po' stordito, ma i suoi occhi brillavano di gioia.

Oscar lo confermò con un cenno del capo appena percettibile. "L'ho scoperto solo ieri."

"Scoperto?" André sembrava perplesso e preoccupato allo stesso tempo. Significava che una terza persona lo sapeva? "Scoperto da chi, Oscar?"

"Da Sua Maestà." Oscar lasciò le sue mani e si sistemò meglio accanto a lui, raccontandogli tutto. Mentre parlava, affondò le dita nella terra morbida e guardò le onde del lago che aveva di fronte a sé.

Ad André divenne tutto molto chiaro: la Regina aveva pensato a tutto ciò che potesse salvare Oscar dal peggio! Da qui l'esilio e le strane richieste che ora sembravano molto più comprensibili! Si vergognava del suo pregiudizio avuto nei confronti di Sua Maestà.

Oscar concluse dicendo che l'indomani avrebbe ricevuto il permesso scritto per acquistare una casa nel sud della Francia da Maria Antonietta stessa e per prendere alcuni vestiti adatti alla maternità. Tutto ciò sarebbe accaduto nel massimo riserbo.

Oscar non osava guardare suo marito. Continuò seria a guardare la superficie scura del lago, aspettando il verdetto del suo uomo. André aveva ascoltato tutto molto attentamente, ma riusciva a malapena a cogliere la felicità di diventare padre. Lui e Oscar avrebbero avuto un figlio e sarebbero diventati una famiglia! Tutto stupendo, allo stesso tempo, però, si rendeva conto che questo avrebbe portato seri pericoli e si ricordò dello strano comportamento di Oscar avuto a pranzo quel giorno: "Non mi arrenderò! ... no, mai!", aveva sussurrato con rabbia. Per cosa non intendeva arrendersi? Per loro? Per Il bambino? André deglutì.

Immediatamente capì, senza che Oscar avesse bisogno di spiegare oltre in modo più dettagliato. La felicità familiare svanì completamente, davanti ai suoi occhi, e subentrò la rabbia. Questo mondo era ingiusto e crudele! Perché mai erano rinati quando, a parte l'amore sbocciato per tempo, la loro seconda vita era solo sofferenza!

Oscar si alzò senza dire una parola e andò vicino a Cesar con le spalle abbassate - come nella stalla quella mattina. Questa situazione la tormentava e la consumava, André lo vedeva già dalla sua postura e provava lo stesso.

Oscar accanto al suo cavallo bianco, non si decideva a montare. Si abbracciò nella speranza di trovare un po' di calore, ma ad avere freddo era il suo cuore. Ora si aspettava quello che aveva sempre temuto. Non sapeva come avrebbe reagito se André l'avesse lasciata. Stava tremando e un dolore soffocante nel petto le tolse quasi il respiro. Sentì l'erba frusciare mentre suo marito si alzava e la raggiungeva. Poi lo sentì dietro di lei e il suo cuore sobbalzò.

André l'afferrò per le braccia e sentì che era tesa. Sapeva che non era il suo approccio né il suo tocco. No, qualcos'altro doveva preoccuparla, tanto da farla tremare. Questo era certamente a causa del bambino. "Troveremo una via d'uscita, amore." Voleva confortarla; dimostrarle che poteva sempre contare su di lui e che lui l'avrebbe aiutata, sempre. Non l'avrebbe mai lasciata nella vita, non importava quale. "Ho già informato Bernard e Alain del tuo esilio. Sono tutti accanto a te, Oscar. Non ci abbandoneranno, vedrai. Me lo hanno fatto capire chiaramente."

La giovane sentì il familiare calore del corpo di André che si irradiava nella sua schiena. La paura che potesse allontanarsi da lei, lentamente la abbandonò. Come avrebbe voluto appoggiarsi a lui e dimenticare tutto nelle sue forti braccia. Ma non poteva, non avrebbe funzionato. Non era ancora tutto risolto. "Ma loro non sanno nulla del bambino", disse singhiozzando, coprendosi il volto. Detestava farsi vedere così vulnerabile.

"Allora glielo diremo insieme, sarà più facile trovare una soluzione, vedrai." André sembrava sicuro di sé, pieno di speranza e incoraggiante. Oscar si voltò e lo vide che piangeva di gioia. No, lui non l'avrebbe mai lasciata! Come poteva aver dubitato? Ancora una volta le aveva mostrato quanto fosse forte e infinito il suo amore per lei. "André, io ..."

"Non dire niente, lo faremo e basta", la interruppe gentilmente. Le mise una mano sulla guancia, l'altra sul ventre la guardò teneramente. "Nemmeno io mi arrenderò mai! Combatteremo insieme."

"André..." Oscar era vicina alle lacrime. Le sue parole l'avevano sopraffatta, dato la forza e il coraggio di cui aveva bisogno. Strinse la mano di suo marito che poggiava sulla sua pancia e si arrese al suo profondo bacio. Fu dolcissimo e calmante. Il suo amore sarebbe durato oltre ogni pericolo e sofferenza. Una dolce sensazione di gioia fece dimenticare tutto ciò che le stava intorno.

André interruppe il bacio. "E adesso ...", disse affettuosamente: "... saliremo sul tuo cavallo, cavalcheremo lungo il lago e non penseremo a cosa potrebbe accadere domani."

"Sì, sarebbe carino", replicò Oscar e un sorriso sincero illuminò il suo viso.

André la aiutò a salire in sella e poi montò dietro di lei. L'abbracciò stretta, tenendo lei e le redini allo stesso tempo. Lasciò correre il cavallo mentre sua moglie nell'accogliente protezione che le forniva, si appoggiava a lui e insieme si godevano il momento, come nell'illusione della loro vita precedente.