Una seconda vita
Capitolo 37 - Pronuncia
Il pomeriggio volgeva al termine. Oscar e André cavalcavano ognuno sul suo cavallo verso Parigi. Senza fretta, raggiunsero la grande città e si diressero verso casa di Alain. Rosalie e Bernard erano già arrivati. "Proprio come una cospirazione", pensarono guardandosi Oscar e André entrando nell'appartamento. Bernard, Rosalie e Diane stavano sorseggiando il tè che Madame de Soisson gli aveva preparato. Alain era appoggiato al muro per avere una visuale completa di tutti i presenti. Dopo un breve saluto, Oscar e André si unirono a lui.
"Sappiamo del tuo esilio", iniziò Bernard: "André ce ne ha parlato stamattina. Rosalie e io siamo pronti a scortarti, Oscar. Ma davvero vuoi che la faccenda si risolva in questo modo? Voglio dire, sei sempre stata fedele a Sua Maestà e lei ora ti sta trattando come una criminale comune!"
"Bernard ..." Oscar non gli permise di continuare. Era abituata alla sua natura diretta, ma tuttavia non le piaceva. "Non puoi dire così se non conosci tutta la verità", puntualizzò. "Sua Maestà fa tutto questo per tenermi al sicuro dagli intrighi di Corte."
"Sicuro!" Bernard non capì e corrucciò la fronte. "Oscar! La proteggi ancora?! Cosa c'è che non va in te? Non vedi che ti sta rovinando?"
"Bernard!" André lo interruppe per aiutare sua moglie: "Oscar ha ragione. La Regina Maria Antonietta vuole solo aiutarci!"
"La tua intercessione ti fa onore, ma ti sbagli, amico", sputò Alain sibilando accanto a lui: "Ricorda quello che ti ho detto oggi: non puoi fidarti della Regina! Puoi vedere di persona cosa sta facendo a tua moglie!"
Oscar non lo resse più. Il suo temperamento focoso le fece ribollire il sangue. "Smettetela", tuonò duramente ai due uomini: "Tu e Bernard continuate a travisare tutto!"
Alain tacque immediatamente come se Oscar avesse emanato un ordine e Bernard la guardò perplesso. Le signore al tavolo sobbalzarono e André sussurrò a sua moglie in tono rassicurante, "Per favore non ti agitare, Oscar. Pensa alle tue condizioni."
Meccanicamente, Oscar mise una mano sul ventre, inspirò ed espirò profondamente. "Hai ragione Andrè", disse più conciliante un attimo dopo e si toccò la fronte con la mano libera. "Non mi devo agitare ... non so cosa mi abbia preso ... Scusatemi ..."
"Madame Oscar!" Rosalie balzò in piedi e si affrettò verso di lei. "Vi sentite bene?", disse posando delicatamente la sua mano sul braccio di Oscar.
"Va tutto bene, Rosalie ..." Oscar respirò più lentamente. L'espressione premurosa del volto della giovane donna la rendeva più tranquilla. "Penso, piuttosto, che dovrei sedermi ..." Lasciò che Rosalie la guidasse al tavolo.
"Che le succede amico, se posso chiedere?" Alain voleva sapere qualcosa da André, ma lui seguì Oscar senza rispondere.
Diane prese una sedia per Oscar. Lei accettò con gratitudine e si sedette di fronte a Bernard e Rosalie. André rimase dietro di lei e le mise le mani sulle spalle. Madame de Soisson le porse subito una calda tazza di tè. "Bevete questo, vi darà forza e vi rilasserà", le disse e un sorriso sapiente si diffuse sul suo viso invecchiato. "Perdonatemi se ve lo chiedo, ma a che settimana siete arrivata?"
Oscar estremamente confusa sbatté più volte le palpebre. Madame de Soisson indicò con uno sguardo la mano sulla sua pancia e Oscar capì. "Immagino dal giorno del nostro matrimonio..." Oscar si riprese: "Ma come avete capito il mio stato? Non lo sapevo nemmeno io fino a ieri. Ad essere onesti, se non me l'avesse fatto notare Sua Maestà, sarei ancora all'oscuro di tutto."
"Può succedere, quando è il primo figlio." Madame de Soisson si sedette accanto a sua figlia e continuò a sorridere a Oscar. Quanto era diversa questa nobile donna rispetto a molte altre del suo stesso ceto: nata di sangue blu, educata come un uomo, eppure trattava tutti gli altri esseri umani in modo equo e giusto. Non inseguiva alcun potere, era soddisfatta di ciò che aveva e non era arrogante. Madame Oscar era sempre gentile con i suoi amici, li aiutava nei momenti difficili e si era sempre comportata in modo informale quando era venuta in visita da loro. Già dalla prima volta che l'aveva conosciuta si era dispiaciuta per Madame de Soisson e col tempo le era entrata nel cuore. E forse era proprio per questo che le veniva così naturale starle accanto e aiutarla.
"E l'ho scoperto perché sono una madre anch'io, Madame Oscar. Non era difficile da indovinare. Riconosco i sintomi molto bene."
Oscar era stordita e allo stesso tempo sorpresa. Come poteva essere che sua madre non l'avesse notato? Dopotutto aveva avuto cinque figlie! "Mia madre non se ne è accorta ...", sussurrò debolmente.
"Immagino che vostra madre sia più al fianco di Sua Maestà che a casa. E' più che probabile che non abbia notato le vostre condizioni." Madame de Soisson trovò un'altra spiegazione plausibile: "Per quanto ne so, i bambini sono allevati in modo diverso nelle famiglie nobili. I genitori li lasciano alle balie prima e ai precettori poi, mentre noi, la gente comune, educhiamo noi stessi i nostri figli e li teniamo sempre al nostro fianco finché non sono abbastanza grandi da reggersi in piedi da soli."
Oscar non poté fare a meno di ammirarla. Il ragionamento era coerente, non che Madame de Jarjayes fosse insensibile, no; era una madre gentile e amorevole. Solo che si vedevano raramente. Oscar era costantemente in viaggio come Comandante della Guardia Reale, e sua madre passava a malapena qualche momento a casa con lei in quanto il suo ruolo di Prima Dama di Compagnia di Sua Maestà le imponeva di vivere molto tempo accanto alla Regina. Oscar poteva ben immaginare perché sua madre non avesse avuto ancora nessun sospetto. Un vantaggio che le derivava dalla sua educazione. Date le circostanze, poteva persino essere un vantaggio. Sua madre non pensava assolutamente che lei potesse aspettare un bambino. Proprio come non immaginava che Oscar avesse una relazione clandestina con André e che fosse già sposata con lui. Lo stesso valeva per suo padre. Tuttavia, c'era ancora Nanny. La cara nonna di André era stata la sua balia. Beh, forse non aveva notato ancora nulla perché la gravidanza era all'inizio. Oscar aveva promesso di continuare ad agire come aveva sempre fatto, per non dare motivo di tradire André o le sue condizioni.
Nel frattempo, tutti nella stanza guardavano Oscar: Bernard e Alain, completamente inebetiti erano a bocca aperta dallo stupore, i volti di Rosalie e Diane brillavano di gioia. André era divertito dalla reazione dei suoi amici, mentre Oscar continuava a parlare con Madame de Soisson, incurante degli altri: "Almeno ora capisco come mai Sua Maestà lo abbia capito così in fretta. Passa molto più tempo con i suoi figli ora, ha avuto diverse gravidanze ed è per questo che ha immediatamente riconosciuto le mie condizioni. Vuole che vada nel sud della Francia, in un luogo appartato dove nessuno mi possa riconoscere."
"Sua Maestà sembra che voglia punirvi pubblicamente mandandovi in esilio, ma in realtà si è preoccupata di fornirvi una buona scusa solo per il vostro bene."
"Questo è quello che deve sembrare, Madame de Soisson. Ed è quello che sto cercando di spiegare."
"Non fraintendetemi, Madame Oscar, ma non potete spiegarlo ad un uomo così facilmente. Si parla contro un muro se non si usano le parole giuste."
"Già, è proprio vero!" Oscar si sentì liberata da un peso e regalò a Madame de Soisson un sorriso di gratitudine.
Alain si staccò dal muro e si diresse sbalordito verso André. "Perché non ci hai detto prima che c'era un bambino in arrivo, Andrè?"
"Anche a me piacerebbe saperlo", incalzò Bernard senza perdere la sua compostezza: "Non è stato molto carino da parte tua, André!"
"Lasciatelo in pace", lo difese Oscar dal suo posto: "Anche lui lo ha scoperto solo poche ore fa!"
"Ah beh, se è così..." Alain sorrise a entrambi e diede una pacca alla spalla di André. "Allora congratulazioni a entrambi! Oh, cavolo, ti sei proprio messo d'impegno la notte del tuo matrimonio, amico!"
"Alain", lo ammonì André, imbarazzato, ma sorrise. Subito dopo seguirono gli auguri a lui e Oscar da parte di tutti i presenti. Soprattutto Rosalie e Diane erano estasiate. Ma quanto sarebbe durata questa gioia? Oscar sentiva una spiacevole sensazione. Tutte queste persone erano gentili con lei e la trattavano come se fosse sempre stata una di loro. Negli anni della loro lunga amicizia si erano affezionati l'uno all'altro. Tutto questo sarebbe cambiato improvvisamente, tuttavia, se avessero scoperto cosa intendeva fare con il bambino... Oscar era infinitamente dispiaciuta per questo e si sentiva infelice nel dover rivelare una cosa del genere. Ma se sperava di trovare una soluzione, allora doveva farlo...
"Bene, devo ammettere che ho frainteso Sua Maestà, questa volta", disse Bernard, dopo che tutti si erano calmati. La sua natura diretta e la sua determinazione non erano cambiate, incrociò le braccia e aggrottò la fronte, sottolineando così la sua faccia seria. "Ma questo non giustifica il suo comportamento scorretto nei confronti del popolo!"
"E' molto cambiata, Bernard!", disse Oscar apertamente, tornando alla realtà. La sua mente si stava ribellando, ma cercò di controllarsi. "Vuole dedicarsi solo ai suoi figli. Perché' nessuno riesce a capirlo?"
"Lo capiamo anche fin troppo bene, Oscar. Ma rimane il fatto che è la Regina di Francia." Bernard, tenace, continuava a difendere la sua posizione.
Oscar capiva il suo tormento, ma non poteva lasciar correre. Ancora più agitata, continuò a parlare mossa da un istinto materno che fino a poco tempo prima le era sconosciuto. "Dovrebbe, per esempio, lasciare i suoi figli in mano alle governanti e anteporgli i bisogni del paese solo perché è Regina?"
"Nessuno le chiede un sacrificio simile, ma la povera gente ha bisogno di lei", insisteva con foga Bernard: "Lo sai bene quanto me, Oscar!"
Sì, lo sapeva bene, rispose a se stessa. Non era ancora riuscita a controllare la sua rabbia, ma doveva pensare a suo figlio e non era un bene continuare ad agitarsi, André glielo aveva raccomandato solo pochi istanti prima e lei non voleva farlo preoccupare. "Allora dimmi cosa devo fare", chiese a Bernard con tono più pacato, ma un leggero tremore nella sua voce tradiva la sua calma: "Non posso forzarla contro la sua volontà. Sarebbe ingiusto e non sarei in grado di perdonarmelo!"
"Lo comprendo Oscar. Sei al servizio di Sua Maestà da tutta una vita, ma è giunto il momento di pensare a te." Bernard abbassò il tono di voce e addolcì la sua espressione. "Hai sposato André e presto diventerai madre."
"Credimi, penso a questo ogni minuto e anche a come posso cercare di proteggere la vita di molte persone innocenti. Soprattutto quella di mio marito e del nostro bambino non ancora nato..." Oscar improvvisamente tacque. Non poteva più continuare. Come poteva pensare di convincere il popolo sulla buona fede della sua Regina, quando aveva fallito già solo parlando a Bernard avendo la sensazione di parlare contro un muro, come Madame de Soisson le aveva espresso così bene poco prima!
"Ricorda che non sei sola, Oscar", le disse André alle sue spalle. Sapeva esattamente cosa l'aveva commossa e come doveva sentirsi. La giovane sentì il tocco confortante di suo marito sulle sue spalle e questo le diede il sostegno necessario.
"Ha ragione, Comandante", disse Alain: "Noi siamo qui per dare una mano! E sto pensando di accompagnarvi anche io. Non posso certo perdermi la vostra visione con indosso un abito che sottolineerà le vostre rotondità da futura madre!" L'uomo scoppiò in una grassa risata, poi cambiò argomento di conversazione: "E poi non vorrete lasciare il vostro André solo con Bernard!"
Il giornalista reagì offeso. "Stai dicendo che sono una cattiva compagnia?"
"Certo che no!", lo rassicurò Alain: "Ma sei troppo serio! E il nostro amico ha bisogno di divertimento, altrimenti non resisterà un anno!"
"Vorrei venire anch'io con voi...", si intromise Diane. Subito dopo intervenne anche sua madre: "E siccome nessuno di voi si intende di un argomento così delicato come far nascere bambini, sarà meglio che mi unisca a voi. Certo, se Madame Oscar non ha obiezioni."
"No, assolutamente." Oscar sorrise. Le persone presenti in questa stanza erano leali, affidabili e avevano stima di lei. Ma per quanto tempo ancora? Oscar tornò subito seria. Chiuse la sua tazza tra le mani e guardò tutti i suoi amici. Il momento di affrontare la parte difficile del discorso era giunto e doveva affrontarlo. "C'è un'altra cosa da chiarire prima che tutti voi mi seguiate al sud..." Oscar fece un respiro profondo e continuò il più obiettivamente possibile: "Comprerò presto una casa lì, abbastanza grande per tutti noi. Sarà lì che darò alla luce il mio bambino. Ma io non... ecco…", Oscar non riuscì a continuare oltre il suo discorso. Vacillò, le si chiuse la gola e l'enorme pressione che aveva avvertito prima le si diffuse di nuovo nel petto. In cerca di aiuto, guardò suo marito.
André la capì subito. Rafforzò la presa delle sue dita sulle sue spalle. "Oscar vuole dire...", disse guardandosi intorno, ma non andò oltre. Si sentì un groppo in gola e dovette deglutire forte.
"Dicci cosa c'è che non va", lo incitò Alain. "Ha qualcosa a che fare con noi?"
André ritrovò la calma. "No", assicurò al suo amico: "Cosa te lo fa pensare?"
Oscar scosse la testa. "Non ha assolutamente nulla a che fare con voi..." Appoggiò un braccio sul bordo del tavolo e con la mano si sorresse la fronte. Abbassò le lunghe ciglia mentre il suo sguardo si perdeva nella tazza di tè che aveva davanti e cercò faticosamente di mettere insieme le parole. Dovette ingoiare più volte a vuoto per riuscire a proferire parola. "Posso comandare i soldati... Posso condurre eserciti in battaglia... lottare per ciò che mi è più caro ... Ma non posso assumermi la responsabilità... per quello che potrebbe accadere a nostro figlio... André ed io vogliamo essere buoni genitori, ma non possiamo tenerlo, ne andrebbe della sua vita..." Oscar si fermò, non riusciva più a continuare, né a guardare nessuno negli occhi. Di che abominio era capace! Tutta questa situazione era insopportabile e ripugnante per lei! Tuttavia l'aveva detto. Ma questo non le aveva reso il suo cuore più leggero. Oscar si aspettava disprezzo e commenti dispregiativi sulla sua persona, ma per un po' non successe nulla.
Nella stanza regnava un silenzio sconcertante e opprimente, finché Bernard non prese parola. "Ora capisco perché hai parlato a quel modo della Regina e dei suoi figli. Con quello intendevi riferiti a te stessa. Ho ragione?"
"Sì, hai ragione", disse André al posto di Oscar, che non aveva più detto una parola. Capiva perfettamente i sentimenti di sua moglie, quanto soffriva… "Credimi, Bernard: Non vorremmo affatto separarci da nostro figlio, però... però non abbiamo altra scelta..."
"Non sarà necessario, mia cara Oscar", intervenne dolcemente Rosalie all'improvviso. Commossa fino alle lacrime guardò Oscar e portò le mani al cuore: "Madame Oscar, mi avete tanto aiutato in passato. Vi prego, fatemi l'onore di poter ricambiare almeno in parte ciò che avete fatto per me. Mi occuperò io di vostro figlio e potrete venire a trovarlo con Andrè in qualsiasi momento vorrete."
Oscar alzò gli occhi e guardò la giovane. "Rosalie...", il giovane Comandante delle Guardie Reali non sapeva cosa dire da quanto era commossa.
"Mia moglie ha ragione", aggiunse Bernard: "Così il mondo dei nobili non saprà mai che voi e André verrete a trovare vostro figlio."
Oscar rivolse la sua attenzione a suo marito: "Tu che cosa ne dici, André? Sai che ti seguirò comunque, qualunque cosa tu decida."
"Oscar..." André guardò la donna che amava dal profondo del cuore e improvvisamente ricordò una scena della sua vita precedente: la mattina dopo essersi dichiarati il proprio amore, in caserma Oscar, davanti ai suoi soldati, aveva preso la decisione di lasciare l'uniforme e combattere al fianco del popolo per amore di André e alla proposta dei soldati di restare al comando perché anche loro avrebbero disertato, lei gli pose la stessa e identica domanda.
Alain fraintese la sua esitazione e gli diede una bella pacca nella schiena "Sii uomo, amico! Siamo tutti d'accordo e seguiremo tua moglie fino alla fine del mondo per una giusta causa! E, naturalmente, riusciremo a spazzare via l'aristocrazia!"
