Vie del destino

Capitolo 16 – Ebbrezza

Nel cielo scuro della notte le stelle brillavano con la loro sfavillante luce argentea. L'aria era diventata più fredda, segno dell'imminente arrivo dell' inverno. La fioca luce delle lanterne nelle grandi strade mostrava la via alla gente di passaggio mentre i vicoli e le strade strette erano illuminati solo dalla debole luce delle lampade a sego o delle candele proveniente dalle finestre delle case.

Tre persone percorrevano una di quelle stradine non illuminate,fermandosi infine davanti a una casa a tre piani. Era buio, ma non erano preoccupati perché quell'ambiente gli era familiare e conoscevano bene ogni angolo.

André e Oscar accompagnarono Diane a casa. "Bene, eccoci qui", disse lui davanti la porta.

La giovane era felice. "Questa è stata la serata più bella della mia vita", disse entusiasta Diane, guardandoli entrambi sorridente: "E vi ringrazio per il ballo. Non lo dimenticherò mai."

"Non hai niente per cui ringraziarmi ..." Oscar sorrise. In realtà, non aveva ballato molto. Solo di tanto in tanto, aveva provato a seguire Diane con piccoli passi e movimenti brevi. Ma se questo era servito semplicemente a renderla felice, allora ne era valsa la pena. Ammise a se stessa di avere nel cuore Diane da un po' di tempo. Grazie a quel suo carattere amichevole ed allegro, Diane aveva conquistato la sua simpatia. Suo fratello Alain, invece, era completamente diverso. Avrebbe fatto i conti con lui quando se ne sarebbe presentata l'occasione.

"Vado allora ..." Diane salutò, facendo un inchino ad Oscar.

Oscar le augurò la buona notte e André le disse di salutare Alain per lui. "Non credo sia già tornato', aggiunse mentre stava per entrare. "Lo saprò quando sarò a casa. Ma se non c'è, glielo dirò domani - non c'è fretta."

"Certamente," disse André, e lo sguardo di Diane si posò di nuovo Oscar, prima che chiudesse il portone. Grazie a quella notte passata con loro, Diane ebbe modo di guardarli insieme sotto una luce diversa, e al di fuori del loro atteggiamento formale, fomavano una coppia molto bella ed affiatata. Ed era così che Diane li aveva sempre immaginati. Le sembrava come se André e Oscar fossero vissuti sempre insieme. Come se fossero un'unica cosa e combaciassero perfettamente. Peccato che la realtà fosse ben diversa e che i due fossero solo amici ... Ma forse anche l'amore sarebbe potuto arrivare. Diane lo sperava tanto e desiderava il meglio per loro, dal profondo del cuore. André rimase con Oscar e la accompagnò nel cortile di casa per prendere il cavallo. "Una ragazza molto carina," disse lei, guardando dietro di lui verso il portone, dove Diane era da tempo sparita dalla sua vista.

"È come una sorellina per me", disse subito André, e Oscar lo guardò un po' sorpresa. "Pensavo che lei fosse la tua amante", disse prendendolo in giro.

"No", rispose André imbarazzato. "Diane non sarà mai questo per me."

Oscar sospettò qualcos'altro. "Ah, capisco ... quindi hai un' altra donna!"

"Sbagliato ...", rispose André, e continuò: "Non sono come Alain, che corre dietro ad ogni gonna. Preferisco aspettare finché non incontrerò la donna giusta …"

Oscar era stupita. Nella sua immaginazione, la maggior parte degli uomini della sua età erano già fidanzati o sposati o avevano un'amante - ma André sembrava appartenere a una categoria finora sconosciuta... E che dire della frase "la persona giusta"? Non esiste una cosa del genere: voleva dirglielo, ma non ci riuscì. Non voleva deludere Andrè dicendogli che "la persona giusta" in realtà non esiste, perché anche lei stessa a volte sognava un amore sincero e incondizionato che non sembrava esistere in questo mondo. Questa consapevolezza la fece star male e così cambiò subito discorso. "E' stata davvero una bella festa..." Oscar rise.

"E' vero", disse André guardandola. Era anche leggermente alticcio ma ancora lucido.

Le strade si stavano svuotando. Qua e là si sentivano ancora le voci rumorose della gente che si divertiva. Oscar lo guardò e d'improvviso si fermò di fronte a lui. Lo scrutava con gli occhi. Le sue guance erano arrossate e i suoi occhi scintillavano nella pallida luce lunare. André ricambiò lo sguardo. Sentì addosso uno strano calore. Un gruppo di uomini ubriachi si avvicinò a loro. Barcollavano sulle gambe tremanti e intonavano canzoni dalle parole incomprensibili. Oscar e André li notarono appena. I loro sguardi erano come legati l'uno all'altro e si fissavano come inebriati. Forse era l'alcool a provocare quell'effetto.

Gli ubriachi si avvicinarono. Uno di loro rise forte e spinse André su una spalla. "Ma questo non è il nostro vecchio amico!?"

André perse l'equilibrio ma riuscì a tenersi in piedi per non cadere su Oscar. Altrettento sorpresa, lei riuscì a sostenerlo e si fece scura in viso. "Non ci vedi per caso? " esclamò irritata verso l'uomo dietro André e notò la sua sciarpa rossa.

André si raddrizzò e si sistemò la giacca prima di rivolgersi agli uomini. "Va tutto bene, Oscar, non mi è successo niente."

"Oh! E' Imperdonabile da parte mia, comandante..." Alain sorrise beffardo e si rivolse ai suoi amici. "Andiamo, ragazzi!"

Quanta rabbia negli occhi di Oscar! "Cosa?" Era stata toccata nel vivo. Quella insolenza non doveva rimanere impunita! "Tu non vai da nessuna parte!"

André fu sorpreso dalla reazione di Oscar. Per la prima volta vedeva quanto velocemente potesse cambiare d'umore di Oscar. In un attimo, passò dalla tranquillità all' ira. E prima che André potesse fermala, lei gli passò davanti furiosa e affrontò gli uomini. "Che ne dici di scusarti!"

Tutti la fissarono. Alain non sembrava più così divertito. "Per che cosa?"

"Per il tuo comportamento!", esclamò Oscar con rabbia. Era fuori di sé e i suoi occhi sembravano vampe di fuoco. Il suo sguardo minaccioso sembrava già fare a pezzi quegli uomini.

"Ma non è successo niente ..." Uno degli amici di Alain osò mettere la mano sulla spalla di Oscar. A quanto pare non voleva litigare - era troppo allegro per questo. Quello però fu un errore! Oscar spinse via la mano. "Non toccarmi!"

L'espressione dell'uomo divenne seria. "Come volete, monsieur..." Si tirò su le maniche. "Avevo solo buone intenzioni...", e si buttò su Oscar. Lei schivò un pugno e gli colpì lo stomaco con il ginocchio.

André era confuso. Sembrava che Oscar provasse piacere nel fare a pugni con quegli uomini ubriachi! Non poteva crederci! Si precipitò subito da lei e la prese per un braccio. "Smettila!"

L'oscurità della notte impediva a Oscar di riconoscere chi c' era di fronte o dietro di lei. Qualcuno la stava toccando e il suo istinto di combattimento la spinse a reagire. Si girò, veloce come un fulmine e colpì l'aggressore.

André riuscì a malapena a rendersi conto di quanto succedeva e cadde a terra all'indietro. Gemette per il dolore. Oscar si fermò, fissandolo con gli occhi spalancati. "André ... scusami ... non sapevo …"

"Non abbiamo ancora finito!", disse l'uomo che era stato colpito da Oscar e che non voleva darsi per vinto e nemmeno stare a guardare. Le battè la mano spalla, lei si voltò e inaspettatamente ricevette un pugno in faccia. "Così ora abbiamo finito," sbottò, e sorrise mentre Oscar barcollava, perdendo quasi l'equilibrio. Sbuffò infuriata e sentì l'eccitazione della battaglia scorrerle in corpo. Per lei non era affatto finita, anche aveva male dappertutto e avrebbe potuto avere qualche livido l'indomani... Sentirono ridere ed entrambi si girarono. Alain si era fermato non lontano da loro, e si teneva lo stomaco per le risate. Non ne poteva più! Non aveva nemmeno aiutato André ad alzarsi. Oscar era indignata. "Come puoi ridere?!"

All'improvviso, una massa d'acqua si riversò su di loro. "Andatevene via da qui e picchiatevi da un'altra parte!", urlò qualcuno con voce energica. Poi sentirono un rumore di imposte richiuse.

La risata di Alain cessò. I suoi compari si riunirono e se ne andarono barcollando. L'uniforme di Oscar gocciolava e lei cercava di togliersi l'acqua di dosso scuotendosi come un cagnolino. Adesso era André a sorridere divertito. Perfino Oscar sorrise, nonostante le sue ferite.

A differenza di Alain, lei e André non erano molto bagnati. "Avresti dovuto scusarti", disse Oscar.

Era troppo per Alain. La sua mano si strinse in un pugno. Cosa si era messa in testa quella donna? Afferrò Oscar per il colletto, ma prima di agire come era solito fare, si fermò. Gli venne in mente che era solo una donna e che non valeva la pena rinunciare ai suoi principi. Il fatto che non combatteva contro le donne lo convinse a cedere. "Ne riparleremo!" Brontolò invece, spingendo da parte Oscar ed entrando in casa. Doveva cambiarsi, non voleva che quell' ipocrita aristocratica si facesse beffe di lui per l' uniforme bagnata!

Oscar e André rimasero a guardarlo per un po ', lo trovavano divertente ma senza cattiveria. Oscar cominciò a sentire gli effetti della rissa: le sue ossa dolevano, gli girava la testa e sentiva che stava per scoppiargli. Si irrigidì e si toccò le tempie. "André...", disse con un filo di voce e involontariamente si appoggiò a lui. Non si aspettava di perdere quasi i sensi. Voleva riprendersi subito e allontanarsi da lui ma non ci riuscì. André la sostenne prendendola per la vita e lei si sentì mancare ma in modo strano, intenso, forte, coinvolgente... Si sentiva debole, piacevolmente debole. E nonostante fosse arrabbiata poco prima, tra le braccia di Andrè si era calmata.

Il cuore cominciò a batterle forte come quando duellavano, nonostante lei fosse quasi immobile ... E c'era quel pulsare strano nella sua testa e nel cuore. In quell'istante, si sentì come se fossero un'unica cosa e completamente estraniati da tutto ciò che li circondava …

Come se il destino volesse rivelargli qualcosa riservata solo a loro ... Ma cosa? E, soprattutto, perché? Non avevano niente in comune - tranne la loro amicizia … Oscar ebbe uno strano pensiero: come si sentirebbe questa "persona giusta " se l'avesse vista così tra le sue braccia?

Questa "la persona giusta" si sentirebbe come si sente lei adesso nelle braccia di André? Il cuore di Oscar doleva e batteva più forte. Lentamente si mosse tra le braccia di André e sollevò la testa che aveva poggiato sul petto ampio. Con fatica, allungò il collo sottile verso di lui e chiuse gli occhi. "...ti prego, tienimi stretta... Ho le vertigini..."

André lo fece con grande piacere. La tenne stretta a sé e rimase fermo. Aveva le vertigini, delle piacevoli vertigini. Il suo viso era molto vicino al suo. Oscar si fermò, come se stesse aspettando qualcosa. In quel momento inebriante, la riconobbe a malapena. Voleva veramente ricambiare il suo amore in questo modo? Davvero Oscar poteva innamorarsi di lui?

Andrè si sentiva bruciare dentro e il suo cuore quasi gli esplodeva in petto tanto fu il desiderio di baciarla.

Un attimo! Ma Oscar lo farebbe se non fosse ubriaca? Lo voleva davvero? O stava pensando a Fersen? Le loro labbra ora erano vicinissime, quasi si sfioravano. André guardò la sua bocca sensuale ma non riuscì a baciarla. Non voleva farlo mentre era ubriaca e con la mente appannata dall'ebbrezza della birra. E nemmeno con l'atroce dubbio che lei potesse pensare a qualcun altro... Strinse la mano libera in un pugno, ricacciò indietro con amarezza tutte le sue emozioni, cercando disperatamente di controllarsi. "Oscar …", borbottò con voce rauca.

Come una frusta la sua voce risuonava nelle sue orecchie e distruggeva tutto... Oscar aprì improvvisamente gli occhi e si allontanò da lui come se si fosse appena svegliata. Ma lui la stava ancora stringendo. "Lasciami andare ..." gli chiese dolcemente e André tolse il braccio intorno alla vita. Fece subito un passo indietro e lo guardò con stupore. Cosa era successo? Come aveva potuto lasciarsi andare così?

I suoi sensi erano di nuovo completamente desti. Era stata una magia? Una fantasia? Ma non era successo niente! André l' aveva salvata dalla caduta perché qualcuno l' aveva spinta. Nient'altro! Aveva agito con molta educazione, a differenza di lei .. Questo era imperdonabile! Sperava che André non avesse frainteso, pensando che si era comportata come una ragazza ingenua e frivola! Perché era stato proprio così che si è comportata! E quello era un fatto davvero vergognoso per lei!

"Va tutto bene?", chiese gentilmente André, cercando di non far capire il suo rimpianto.

"Va tutto bene ..." Oscar distolse gli occhi da lui e cercò di calmare la sua agitazione. "Grazie per oggi. I festeggiamenti sono stati magnifici. Ma è ora di tornare a casa."

"Come desideri ..." André accompagnò Oscar al suo cavallo, e partì in tutta fretta.

Andrè rifletteva su quanto era appena accaduto. Aveva perso la sua migliore occasione e avrebbe voluto prendersi a schiaffi. Ma d'altra parte, aveva fatto la cosa giusta, la cosa giusta per lei. Non era ancora pronta, lo aveva capito quando si era allontanata da lui – stupita di se stessa - i suoi sentimenti erano certamente ancora per Fersen anche se era stato in America per più di due anni ... "Oh, Oscar ...", mormorò André e rientrò a casa con la tristezza nel cuore. Quanto tempo doveva aspettare prima che lei ammettesse e permettesse a se stessa di amarlo? Non lo sapeva. Ma sperava che succedesse presto. Perché non sapeva per quanto tempo avrebbe sopportato quella agonia.

Oscar avrebbe voluto prendersi a schiaffi. Perché aveva ceduto all'ebbrezza? Non avrebbe dovuto bere così tanto! Ma in realtà' non era per quello. Due boccali di birra di solito non avevano effetti particolari su di lei. Ma tuttavia le sembrava come se avesse svuotato un intero barile e fosse ubriaca fino all'osso, ma in un modo diverso, presa dai suoi sentimenti...

No, non poteva succedere di nuovo! Le piaceva André, non poteva negarlo, ma non sperava in qualcosa di più. Fersen era stato abbastanza per lei e non voleva rimanere di nuovo delusa dall'amore. Soprattutto perché non sapeva se André provava solo amicizia per lei. Aveva detto che stava aspettando la persona giusta, ma certamente non una donna come lei! Lui non era nient'altro che un amico, un compagno, tutto qui. Se l'avesse vista come una donna e l'avesse amata come tale, sicuramente l'avrebbe baciata.

Oscar spinse il suo cavallo bianco alla massima velocità. L'animale sbuffò, ma obbedì ai suoi ordini e condusse la sua padrona al galoppo nel buiodella notte. Fuori dalla città, lontano dalle luci dei lampioni e delle finestre, le stelle e la luna sembravano ancora più brillanti e l'aria era più fredda.

Oscar cavalcava veloce e la brezza fresca della notte soffiava con impeto sulle mani e sul viso. Premette ancora di più le gambe sui fianchi del cavallo, si piegò in avanti e strinse con tanta forza le redini che le nocche le diventarono bianche. La criniera le sbatteva in faccia solleticandole la pelle, ma lei non ci fece caso … Oscar sentiva un soffocante nodo alla gola. Ingoiò più volte, ma la sensazione non passava. E di nuovo immaginò di sentire il respiro caldo André sulle sue guance… Lui sapeva confortarla senza dire nulla, distogliendola dal suo dolore. Era un vero amico e lei sapeva di poter sempre contare su di lui.

"Oh, André..." le tremavano le labbra quando arrivò alla tenuta. Gli augurò di trovare la donna giusta e maledì se stessa perché lei non lo sarebbe mai stata.