Vie del destino

Capitolo 17 – Sorpresa

Come si conquista il cuore di una donna cresciuta come un uomo? Con la pazienza? Per André non era un problema, ne aveva abbastanza, cosa che a volte lo sorprendeva. Molti altri uomini si sarebbero già arresi e avrebbero provato con una donna "più facile". Ma non era così per André. Immaginava - no, anzi sentiva con ogni fibra del suo corpo che era legato ad Oscar da qualcosa di più di una semplice amicizia o cameratismo. E anche Oscar poteva sentirsi nella stessa maniera... Ma a differenza di lui, certamente lei non poteva e non voleva accettarlo. Per quale altro motivo lei aspettava sempre i suoi giorni di licenza per potersi vedere? Semplice: perché era un suo fedele amico e tale doveva restare ...

Arrivò di nuovo l'autunno e ed era un giorno di ottobre. Il giorno in cui l'erede al trono di Francia, il principe Louis Joseph, vide la luce due anni prima. Questa volta, tuttavia, non c'era nessuna festa pubblica. Né a Versailles, né tra il popolo. Il malcontento e l'insoddisfazione si erano diffusi da qualche tempo tra i sudditi aristocratici nei confronti di Sua Maestà. La regina si era ritirata in una dimora isolata con i suoi figli, e da allora non aveva più dato udienza. Nella sua nuova residenza, il Castello di Trianon, non poteva entrare nessuno tranne i loro più intimi confidenti e questo dispiaceva a molti aristocratici. Maria Antonietta trascurò completamente i suoi doveri reali e rimase lontano da qualsiasi attività pubblica per passare più tempo con i suoi figli. Perciò quel giorno, il compleanno del piccolo principe passò inosservato.

André rimase in caserma fino a mezzanotte, poi lui e i suoi amici furono liberi. Quando finiva, di solito si recava direttamente alla tenuta di Jarjayes, ma era tardi e certamente Oscar non sarebbe stata contenta di una sua visita notturna. L'avrebbe vista il giorno dopo, perciò fu convinto dai suoi amici a bere una birra in una delle locande di Parigi.

Da fuori, le locande sembravano tutte uguali ma offrivano varie tipologie di servizi, divertimenti e ambienti più o meno economici. "Oggi ci concediamo qualcosa di bello", propose Alain di buon umore lungo la strada.

"Di che si tratta?" chiese André guardandolo con curiosità. Attraversarono le strade buie e deserte di Parigi. Già si sentiva il tipico freddo autunnale e il cielo, in quel periodo dell'anno solitamente coperto da nuvoloni grigi, appariva eccezionalmente terso e stellato, promettendo un bella giornata per l'indomani. Anche le candele dei lampioni tremolavano. Ma forse era solo il fresco vento autunnale che li faceva oscillare così tanto...

André era l'unico dei suoi amici che aveva un cavallo alle redini dietro di lui. Non voleva lasciare l'animale che Oscar gli aveva dato circa quattro anni prima, da nessuna parte, nemmeno in caserma, dove sarebbe stato al sicuro. Quel cavallo bruno era semplicemente troppo prezioso per lui - dopo tutto, era di Oscar prima che lei glielo regalasse. Inoltre, erano cominciati i furti anche nelle caserme. Sarebbe stato un peccato e anche una grande perdita per lui farsi rubare quel prezioso dono. E, come sapeva bene, il cavallo non lo avrebbe mai più ritrovato o al massimo, sarebbe finito nelle mani di commerciante senza scrupoli che avrebbe venduto l'animale vivo o a pezzi, macellato al mercato a prezzi esorbitanti. André non provò nemmeno a pensare ad una eventualità del genere ed era felice di esserselo portato dietro. In poco tempo, era diventato il suo fedele compagno e non intendeva separarsene mai. André strinse le redini e ascoltò le chiacchiere dei suoi amici. "Vedrai.", rispose Alain, facendogli l'occhiolino e rise sguaiato.

I fratelli Jérôme e Léon sorrisero maliziosi e finalmente André comprese. Ma certo! I tre intendevano la compagnia femminile. Ma non in un bordello - il loro stipendio non sarebbe stato sufficiente per questo. Si Sarebbero accontentati di una semplice osteria dove ci sono le signorine che prima servono cibi o bevande agli ospiti e poi dormono con loro. André per lo più evitava questo tipo di locande, ma di certo non avrebbe fatto il guastafeste con i suoi amici, bastava si tenesse a debita distanza da queste signorine.

La sala era piena e André si immerse in un'atmosfera accogliente. Entrando nella locanda, videro subito tre tavoli accostati su cui danzavano due donne accompagnate dal ruvido e rauco canto degli ospiti, che si affollavano intorno ai tavoli. Fischiavano rumorosamente e applaudirono con maggior intensità quando una delle ballerine sollevò la gonna facendo vedere le gambe. Sembrava divertente intrattenere gli uomini in quella maniera così audace ed essere adorate da loro in modo volgare. Oltre a questo, ai loro piedi cadevano fragorosamente molte monete per incitare le ragazze a continuare la danza. Gli uomini che lasciavano più denaro avrebbero passato la notte con loro. E gli altri, che avevano finito i soldi, dovettero accontentarsi di guardare...

"Siamo arrivati appena in tempo!" Jérôme si sfregò le mani e guardò le ballerine, ma non per molto. "Li osserverò da vicino!" Sorrise e si unì al gruppo di spettatori in piedi, con occhi ugualmente luminosi e urla di esclamazioni.

André non guardò nemmeno. "Vado a cercare un tavolo", disse indifferente.

"Non c'è bisogno!" Alain lo spinse dalle spalle e gli indicò uno dei tavoli, che era quasi vicino alla massiccia porta d'ingresso della taverna. "Prenderemo quello!"

"E io guardo le ragazze!" Léon andò dal fratello e si unì alla baldoria della danza.

André lasciò ad Alain lo spazio per vedere le ballerine e si sedette di fronte a lui. Non voleva vedere come le due signorine, sotto il tifo degli uomini, si scoprivano di più.

"Ah!" Gli occhi scuri di Alain si spalancarono per il piacere. "Si vedono i seni dallo scollo!" Si mise due dita in bocca e fischiò forte.

André non si girò nemmeno e fece una smorfia. "Se lo vuoi sapere, non sono minimamente interessato."

"E cosa ti interesserebbe, signore?" Una brunetta magra si era avvicinata al loro tavolo, e si era chinata in avanti in modo che i suoi seni sporgessero ridondanti dal vestito.

"Due birre", mormorò André, distogliendo lo sguardo.

Alain accarezzò la schiena della donna. "Sì, due birre e la tua compagnia, per favore."

"Con piacere", disse lei in modo provocante e si allontanò ancheggiando.

"Non puoi evitare, vero?", disse André all' amico, scuotendo la testa.

Alain non si preoccupò e sorrise compiaciuto. "Perché no?! Fa parte del nostro divertimento come quando facciamo a botte! Ma a quanto pare questo è incomprensibile solo per un giovane anziano come te."

"Non mi interessa se tu seduci la donna, ma ti prego di non coinvolgermi." Quello era un messaggio implicito che Alain conosceva fin troppo bene. Perciò annuì d'accordo. "Va bene, amico, la terrò lontana da te. Così tutto il godimento sarà solo per me!"

"Bene, allora siamo d'accordo." André lo ringraziò con un cenno. Succedeva sempre così quando veniva coinvolto dai suoi amici in situazioni di questo tipo. Quando una donna si prendeva la libertà di avvicinarsi a lui, Alain approfittava subito dell'occasione e prontamente attirava l'interesse della donna. Finora aveva sempre funzionato, ma stavolta la tattica doveva fallire miseramente...

La bruna procace tornò con le due birre. "Eccomi!" Mise i due boccali sul tavolo, ma prima che André potesse prendere il suo, la donna gli si sedette sulle gambe. Vedendo l'espressione sorpresa di André, lei scoppiò a ridere e gli mise le braccia al collo.

"Ehi, ehi!" Alain si sentì messo in disparte: "Ed io?! Non vuoi abbracciarmi?!"

"Ce n'è anche per te!" La donna gli diede un bacio e si voltò verso André. Gli accarezzò la guancia e con l'altra armeggiò sul colletto della sua uniforme. Cominciò a strusciare pesantemente il bacino sul suo inguine. "Hai degli occhi stupendi, lo sai?! Di un verde intenso, come un prato pieno di fiori selvatici... su cui vorresti solo tuffarti e restare sdraiato tutto il tempo..."

André si sentì a disagio. E anche imbarazzato. Il suo pezzo migliore, invece, reagiva ai movimenti della donna come un traditore, drizzandosi sempre più nei pantaloni. La donna si passò la lingua sulle labbra mentre sentiva la sua istintiva eccitazione e gemette di piacere. André rabbrividì mentre lei si stringeva ancora di più a lui. L'unica cosa che stava fissando erano i suoi occhi grigi. Nell'insieme, aveva un bell'aspetto con quei suoi capelli castani, ma non significava niente per lui. Doveva pensare a qualcos'altro! Che cosa direbbe Oscar vedendolo così? Pensò anche che se Oscar facesse con lui quello che questa donna stava facendo in quel momento, gli sarebbe senz'altro piaciuto di più!

Persino Alain era stupito da questo comportamento plateale, tanto da rimanere senza parole. André si chiese subito come poteva sbarazzarsi di quella donna così insistente seduta su di lui e inventò in fretta una scusa: "Mi dispiace, ho già una fidanzata..."

Ma questo non impressionò la donna. "La tua dolce ragazza non saprà nulla, non ti preoccupare", facendo le tipiche moine da gattona consumata, e cominciò a sbottonargli l'uniforme blu. Le sue dita scivolarono abilmente sotto il colletto della sua camicia, spingendosi sempre più in dentro.

André non riusciva più a reagire! Istintivamente, cercò di immaginare il bellissimo viso della sua amica. La donna aveva già aperto l'uniforme di André e gli stava accarezzando il petto. Gli venne la pelle d'oca e rabbrividì. Aveva lo stomaco sottosopra. Il suo pezzo migliore aveva già deciso che direzione prendere...

Era troppo! André doveva fare qualcosa! Afferrò il polso della donna mentre nello stesso istante si apriva la porta del locale.

Un nobile ufficiale varcò la soglia. André guardò istintivamente in quella direzione e restò di stucco. Rimase immobile, come se avesse visto un fantasma o fosse stato investito da un getto d'acqua ghiacciata... la sua eccitazione cessò di colpo. Da un lato era meglio così, ma non si sentiva sollevato …

Anche Alain sembrava sorpreso. "Chi c'è lì ..."

Solo la donna seduta sulle gambe di André non rimase impressionata. Seguì lo sguardo dei due uomini e notò i loro occhi che scintillavano per lo stupore. Apparentemente, i suoi due clienti conoscevano il nuovo arrivato. "Oh, un amico vostro! Quanto è bello! Allora salutiamolo!" Salto giù e si diresse ancheggiando con la gonna sollevata verso il nuovo ospite.