Finalmente anche quella giornata piena di impegni era giunta al termine, ma non era ancora finita perché quella sera Mycroft aveva una cena all'ambasciata Inglese. Avrebbe fatto di tutto per evitare quell'evento noioso.
Ma era stato costretto dal primo ministro e aveva dovuto a malincuore essere presente.
Mycroft aveva sempre preferito restare nell'ombra, gli dava il giusto vantaggio, che sapeva gestire sul piano personale, studiando le persone che gli giravano intorno. Tutti quei prevedibili pesci rossi, così fastidiosi.
Controvoglia indossò uno smoking nero, e curò in forma maniacale ogni dettaglio. Poco dopo si ritrovò al ricevimento circondato da una confusione di politici, che parlavano lingue diverse, e finì per annoiarsi subito. Salutò con la sua solita cortesia le persone che gli si avvicinavano curiosi di ritrovarlo presente a quella serata. Mycroft li liquidava garbatamente dopo pochi convenevoli.
"Mr. Holmes, che piacere vederla." Una voce femminile aggraziata lo sorprese mentre lo superava da dietro.
Mycroft si girò e riconobbe l'interprete ufficiale del primo ministro. La signorina Eleanore Brett.
"Miss Brett, anche lei qui, naturalmente. Certo non si annoierà stasera con tutti questi politici stranieri."
"Ho alcuni minuti di pausa Mr. Holmes, ma la noia stasera proprio, no. Ho il mio daffare per soddisfare le loro richieste di traduzione nelle lingue madri."
"Lei Mr. Holmes ha invece l'aria di chi vorrebbe essere mille miglia lontano da qui. Sbaglio?"
"Ottima osservatrice miss Brett, da cosa lo deduce se è lecito" Mycroft ridusse a fessure gli occhi grigi.
"Beh, Mr. Holmes tiene quel bicchiere in mano, senza bere da un po'. Se lo finisse troppo presto sarebbe costretto a versarsene ancora e data la lunghezza della serata, alla fine si ritroverebbe alticcio, se me lo concede."
Mycroft fece un cenno di approvazione e la guardò divertito. Miss Brett era una donna che non passava inosservata, e si chiese perché non l'avesse frequentata prima.
"Si sta chiedendo perché non mi ha notato prima Mr. Holmes? "Mycroft si sorprese e sollevò le sopracciglia
"Nessuna deduzione complicata l'ho letto nei suoi occhi, sensibilità femminile" gli sussurrò piano. L'auricolare che Miss Brett portava, gracchiò
"Mr. Holmes mi chiamano, mi dispiace lasciarla qua solo, ma conto di vederla più tardi. Se le fa piacere."
"Non mancherò miss Brett. Lei mi sembra l'unica persona degna di nota qui dentro."
"Lo prendo per un complimento allora Mr. Holmes" Eleanore gli regalò un sorriso che valeva tutta quella stupida serata.
Mycroft la osservò mentre si allontanava fasciata da un abito da sera scuro con delicati inserti ricamati.
Era scollato in maniera sobria visto il lavoro che stava svolgendo. I lunghi capelli castani chiari erano raccolti in un grazioso chignon abbellito da un fermaglio nero.
La trovò elegante e anche attraente. Ma gli aveva lasciato la sensazione di ricordarle qualcuno. Un viso noto che al momento non riusciva a mettere a fuoco. Quegli occhi castani dorati e le labbra delicate. Avevano un che di familiare. Mycroft si scervellò quasi tutta la sera ma non giunse a niente.
Decise di trattenersi ancora. Mycroft elargì frasi fatte hai notevoli pesci rossi che affollavano la sala. E anche se non voleva ammetterlo aspettava di rivedere Eleanore.
Certo non era più un giovane acerbo, ma Miss Brett aveva scardinato un piccolo pezzo del suo cuore di ghiaccio. Mycroft si sentì stranamente attirato da lei e fu incapace di riportare ordine nella sua mente. Fece appello a tutta la sua residua razionalità, ma non servì a nulla. A fine serata la vide conversare col primo ministro e ne fu affascinato.
Lei lo vide ancora col suo bicchiere in mano, e si senti intenerita. Mr. Holmes sembrava un uomo gentile e garbato. Un uomo di un'altra epoca.
Lo raggiunse dopo aver salutato il primo ministro e lo guardò compiaciuta.
"Così mi ha aspettato Mr. Holmes, si è annoiato fino ad ora per incontrarmi. Sarà stata una serata spiacevole per lei. Nulla che l'abbia un minimo interessato?"
Mycroft la guardò con i suoi occhi grigi luminosi.
"Solo lei Miss Brett." si scoprì a risponderle, e si diede dell'imbecille. Stava correndo troppo.
Rimasero insieme sul finire della serata. Miss Brett lo accompagnò sulla terrazza dove un leggera brezza le scompigliava i capelli. Mycroft lasciò il suo fidato bicchiere al cameriere, e la seguì senza opporsi.
"Ha finito il suo lavoro Miss Brett? è stata molto occupata stasera, spero non le sia pesato."
"È quello che faccio di solito Mr. Holmes, seguire politici e assisterli nei loro incontri. Non lo fa anche lei? "
"In un certo senso Miss Brett. Ma io sono molto più diretto. "
"Credo di capire Mr. Holmes che lei abbia una grande responsabilità. È questo che l'ha reso un uomo riservato e solitario? "
Mycroft si ritrasse risentito "Le sembra che io sia un uomo solo? "
"Potrei scoprirlo se me lo concede Mr. Holmes" Elenoire si avvicinò a Mycroft e senza malizia gli aggiustò il papillon leggermente storto. Sentì il profumo del dopobarba e la freschezza della sua camicia pulita e provò una sensazione seducente.
"Ho sempre sognato di aggiustare la cravatta al mio uomo, prima che lui esca di casa. Lei Mr. Holmes rappresenta esattamente quel tipo di uomo." Mycroft notò la grazia delle sue mani che sfioravano il papillon nero.
"Lei mi lusinga Miss Brett, ma io potrei dirle che amo la mia indipendenza. "
"Quindi non mi darebbe nessuna possibilità Mr. Holmes?"
"Potrei prendere in considerazione, un abituale frequentazione, poi se le cose maturassero Miss Brett…"
"Bene, Mr. Holmes, possiamo cenare insieme una di queste sere se lo desidera"
"Si, penso sia fattibile Miss Brett. Come gli adolescenti le lascio il mio numero privato."
Mycroft prese il portafoglio dalla tasca interna e le lasciò il suo biglietto da visita.
"Le manderò il mio numero Mr. Holmes. Buona notte, è stato un piacere"
"Buonanotte a lei Mss. Brett, lo è stato anche per me"
Elenoire si allontanò senza voltarsi. Mentre Mycroft la osservò uscire. Era rimasto sorpreso dalla dolcezza della donna, ma anche dalla sua determinazione. Alla fine il gioco l'aveva condotto lei. Mycroft prese il suo Crombie scuro e il suo amato ombrello che volteggiò nell'aria. Si sorprese a sorridere, un'abitudine che aveva dimenticato e camminò verso l'auto di servizio che l'avrebbe portato a casa.
La mattina seguente Mycroft pensò molto all'incontro della sera prima. L'aveva destabilizzato, doveva
ammetterlo, perché nella sua carriera di donne ne aveva incontrate molte, ma Eleanore aveva quel
qualcosa in più che lo aveva affascinato. Si specchiò aggiustandosi la cravatta azzurra del suo abito blu
tre pezzi, e si ricordò del gesto di Elenoire che gli aveva sistemato il papillon con le sue delicate mani.
Scosse la testa cercando di eliminarla dai suoi pensieri e si diede del perfetto cretino.
Uscì con la testa altrove cercando di ritrovare l'Ice Man che tutti si aspettavano di vedere.
Passò buona parte della mattinata tra telefonate e impegni di lavoro noiosi.
Poi finalmente prese il cellulare e mandò un sms a Miss Brett, si era stancato di nascondere il suo desiderio di rivederla. Le aveva chiesto un appuntamento per la sera, a cena. E aspettò la risposta emozionato come un ragazzino.
Eleanore rispose quasi subito e confermò l'appuntamento. Improvvisamente la giornata di Mycroft si aprì e diventò radiosa. Il lavoro sembrò pesargli meno e la giornata trascorse veloce. Prima di sera si fece portare a casa per cambiarsi. Si fece una doccia veloce e poi scelse con cura il suo guardaroba per la sera.
Mycroft aveva deciso per un elegante ristorante vicino al Tamigi. Fu puntuale come sempre. Eleanore scese dall'appartamento di un bel palazzo del centro. Aveva un elegante soprabito cammello, che la avvolgeva. Mycroft da vero gentleman la aspettò in strada e le aprì la portiera.
"Miss Brett vedo che apprezza la puntualità. Siamo perfettamente in orario." Mycroft si sedette in auto sul sedile posteriore accanto a lei. L'autista partì e li condusse al ristorante.
"Mr. Holmes, di solito rispetto gli appuntamenti con la massima precisione. Il primo ministro è molto esigente"
Nell'auto c'era il piacevole profumo del dopobarba di Mycroft
Elenoire si voltò verso lui, e riconobbe la cura del suo abbigliamento. Una sciarpa nocciola spuntava dal collo del cappotto. E i calzoni blu spigati erano pregevoli. Un paio di stringate nere completava il tutto.
"Mi sta esaminando Miss Brett?"
"Beh, Mr. Holmes la trovo molto raffinato nel vestire. Lei mi affascina devo ammettere. Gli uomini trasandati non mi piacciono."
"Anche lei Miss Brett, stasera è attraente. Ma perché non smettiamo con queste formalità, il mio nome lo conosce è Mycroft, da piccolo mia madre lo abbreviava in Myc. Di secondo nome sono Alexander ma nessuno lo ha mai usato." Lui la guardava intrigato.
"Il mio nome viene spesso abbreviato in Elly, Eleanore spesso è difficile da pronunciare."
"Lo trovo molto appropriato per te invece, Eleanore"
Giunsero lungo il Tamigi e scesero dall'auto nera. Camminarono per un pò in silenzio. Mycroft non aveva rinunciato al suo ombrello che ondeggiava al suo fianco.
"Mycroft non abbandoni mai il tuo ombrello? Lo sai che è diventato parte della tua leggenda, come il soprannome di Ice Man?"
Mycroft serio la fissò "Mi trovi Ice Man, Eleanore? "
Lei lo prese inaspettatamente sottobraccio e ridendo lo attirò a sé. Mycroft sentì la sua stretta e avvertì un sottile piacere avvolgerlo.
"Potresti essere tutto il governo inglese, ma Mycroft Alexander Holmes stasera non sei certamente un uomo di ghiaccio."
Eleanore lo baciò delicatamente sulla guancia. Mycroft si sorprese, ma non si scostò da lei, fece appello a tutta la sua freddezza per non farle scorgere il suo turbamento. Eleanore era una ventata di freschezza e spontaneità.
"Spero Myc non ti sia dispiaciuto, questo segno di affetto. Non voglio vederti imbarazzato. Non voglio metterti fretta." Mycroft prima si irrigidì, ma poi si rilassò subito. Era stanco di auto controllo, non ne aveva ragione.
"Eleanore è così difficile con te nascondere le mie emozioni? Sembro un pivello alle prime uscite. Quindi a questo punto, mia piccola Elly sono tutto tuo"
"Molto bene Myc perché ho intenzione di approfittare di te"
Entrarono felici sottobraccio nel locale.
Trascorsero due ore cenando rilassati. Mycroft la studiava per quanto potesse, cercando di non destare la curiosità di Eleanore. Lui aveva quasi completamente capitolato, davanti al suo vestito blu che la fasciava e metteva in vista il suo fisico snello e piacevole. Una scollatura adeguata la rendeva affascinante. I capelli castani erano sciolti, Mycroft avrebbe voluto accarezzarli, ma non riusciva ancora ad avere quei quei affettuosi che per anni aveva soffocato.
Perfino con Sherlock il suo amato fratello, non c'erano stati più gli abbracci, né le carezze che invece si scambiavano da piccoli. Era bloccato il mondo affettuoso di Mycroft, lui lo aveva soffocato decidendo che non ne aveva bisogno. Ma adesso si rese conto che avrebbe voluto avere quell'affettività che aveva perduto. Eleanore probabilmente avrebbe percepito la sua difficoltà ad essere accarezzato con affetto. Trovò giusto dirglielo.
"Mycroft, sembri improvvisamente pensieroso" Elenoire lo guardò seria "Cosa ti tormenta, forse qualcosa che ho detto"
"Assolutamente no" lei allungò le mani verso quelle di Mycroft cercando di accarezzarle, ma lui si ritrasse per poi scusarsi.
"È questo Eleanore, ho difficoltà a farmi toccare, non conosco quei gesti affettuosi che sono cosi normali per te. Questo mi penalizza molto. Voglio che tu lo sappia perché potresti pensare che non ti voglio. Per troppo tempo sono stato solo e le emozioni le avevo seppellite dentro di me. Se resterai dovrai avere un'infinita sopportazione "
"Aspetterò Mycroft perché ho molta pazienza, ma stasera allunga la tua mano e lasciati sfiorare."
Mycroft stese la sua mano verso quella di Eleanore e la strinse, lei si liberò e accarezzò la sua delicatamente. Si guardarono negli occhi complici, Mycroft sentiva passare il calore dalla mano di lei e alla sua e si sentì bene.
"Non è così difficile Myc, se solo ti lasciassi andare mio Ice Man, sei l'uomo più amabile che abbia mai incontrato."
"Quindi ne hai incontrati molti Eleanore, e perché io dovrei essere il più amabile. "
"Potrei farti la stessa domanda, perché tra tante la tua mente razionale cerca me."
"Forse non c'è una risposta Eleanore, forse è un'alchimia. L'amore non ha senso logico. "
"In verità io ti avevo già visto quando venivi in visita al primo ministro, eri così professionale, cosi affidabile, già da allora avrei voluto conoscerti. Ma tu eri così lontano, inavvicinabile."
"Quindi è la donna che sceglie per noi uomini, ci crediamo forti, ma in realtà siamo in balia delle vostre decisioni. E tu Eleanore, della tua onestà e bellezza." Eleanore sorrise con affetto
"Usciamo Myc vorrei passeggiare lungo il Tamigi con te." Lui si alzò e le scostò la sedia, uscirono nella sera frizzante di Londra, vicini e complici. Eleanore si appoggiò al suo braccio e lui la sostenne con tutta la dolcezza possibile. Mycroft sentiva l'aria sferzargli il volto e guardava il Tamigi che scorreva agitato.
"È bellissimo qui Myc." Eleanore si fermò a guardare il fiume impetuoso, come il suo cuore che voleva abbracciarlo, ma che temeva non fosse pronto.
Lui si girò guardando il volto di Eleanore illuminato dalla luna e non poté fermarsi. Si avvicinò al suo viso, dolce e pulito.
E la baciò, la baciò con tutto lo slancio di cui era capace, le strinse i fianchi attirandola a sé. Lei rispose allo stesso modo, mentre faceva scivolare le mani sotto la sua giacca per sentire il suo corpo. Portò le mani lungo la sua schiena e lo strinse forte. Mycroft aveva un profumo maschile intenso. Inebriante, si abbandonò a lui completamente.
Nessuno dei due si rese conto del tempo che passava rapiti da un sentimento che non riuscivano a spiegarsi. Men che meno Mycroft, che era solamente un uomo innamorato. Niente a che vedere col freddo funzionario del governo britannico.
"Myc credo che vorrei vederti molto più spesso." Eleanore lo accarezzava sotto la giacca sentendo il suo fianco asciutto, il fruscio della camicia che toccava la sua pelle. Appoggiò la testa sul suo petto e sentì il cuore dell'uomo di ghiaccio battere forte. Eleanore ne fu conquistata e desiderò amarlo ancora di più.
Mycroft si sorprese a stringerla forte quasi avesse paura di perderla, sentì il profumo dei suoi capelli sul suo petto. E si, anche lui avrebbe voluto vederla più spesso. Si lasciarono per pochi secondi e si baciarono ancora. Stretti vigorosamente, mentre le mani di entrambi si cercavano, si esploravano. Mycroft improvvisamente si fermò, le prese il volto tra le mani e le chiese di smettere.
"Non adesso Eleanore, dammi tempo, se un autentico ciclone finirai per annientarmi. Non pensare ad un mio rifiuto. Se mi ami fermati." Eleanore capì, gli diede un ultimo casto bacio sulle labbra. E si fermò.
"Ti aspetterò Mycroft Alexander Holmes, prenditi il tempo che vuoi ma ricordati che ti amo, mio cuore di ghiaccio."
Mycroft chiamò l'auto e si incamminarono silenziosi mano nella mano fino al parcheggio. Lui la fece accompagnare a casa mentre Mycroft preferì fare la strada a piedi, più avanti avrebbe preso un tassì.
Eleanore lo vide turbato, e cercò di farlo salire con lei ma Mycroft fu irremovibile aveva bisogno di stare solo. Le assicurò che andava tutto bene e non avrebbe corso alcun pericolo, vista la sua posizione.
Il governo britannico camminò a lungo pensando a tutto quello che gli stava succedendo. Questa attrazione verso Eleanore era devastante. Lo costringeva continuamente a rivedere le sue priorità. Il lavoro di una vita non poteva essere compromesso, lì doveva mantenere un atteggiamento freddo e distaccato. Eleanore invece gli mostrava una parte di sé più sensibile, più umana. Un aspetto che non conosceva.
Poi lei era così affettuosa ed era spesso vicina a lui, così vicina da turbarlo, mentre lui si rivelava incapace di essere un uomo premuroso. Camminò per qualche tempo, preso in quella nuova relazione che metteva disordine nella sua vita così rigida. Alla fine chiamò un taxi, per non mettere a rischio la sorveglianza che lo seguiva ovunque. Quello lo preoccupò ulteriormente perché Elenoire avrebbe potuto rischiare frequentandolo. Alla fine concluse che il costo in tutti i sensi era molto alto.
La mattina dopo Mycroft cercò di trovare la maniera di contattare Eleanore sperando che lei avesse capito la sua inquietudine e pensò di andare nel suo ufficio verso mezzogiorno. Le inviò un sms velocemente senza tanti fronzoli. Lei rispose dopo poco e disse che l'avrebbe aspettato durante la pausa pranzo. Si sentì sollevato e lavorò rapido. Si fece accompagnare nel edificio che ospitava anche la sede del primo ministro e la ritrovò nell'ingresso con un fascio di carte in mano. Spensierata e dolcissima come sempre.
"Aspettami Myc sbrigo questa faccenda e sono da te." Le posò un cortese bacio sulla guancia.
" Pungi, mio cuore di ghiaccio, il rasoio era forse in vacanza?"
"Eleanore, ti assicuro che mi sono rasato" Mycroft, era contrariato e si ritrasse.
"Era uno scherzo Myc" Eleanore gli regalò un sorriso divertito e salì ai piani superiori.
Beata donna, era veramente sorprendente, non aveva nessun risentimento per la serata. Tutti discorsi che si era preparato volarono via velocemente.
Il governo britannico era irrimediabilmente innamorato.
Eleanore, scese avvolta in cappotto azzurro, disinvolta e radiosa. Aveva sciolto i capelli che contornavano il suo viso pulito. Mycroft cercò di darsi un minimo di contegno, ma capitolò quando lei lo prese sottobraccio e lo condusse in un piccolo pub lì vicino.
"Sono contenta di vederti Myc, ieri sera ero un pò preoccupata"
"Non è stata colpa tua, te l'ho già detto che sono spaventato da quello che mi sta succedendo. "
"Vorrei aiutarti Myc, ma penso che tu abbia capito che non riesco a contenere il mio sentimento, sono così presa dalla voglia di conoscerti di più, che a volte posso sembrarti precipitosa."
"Sono io che ieri sera ti ho baciato, tu hai rispettato i miei tempi"
"Myc a me non è dispiaciuto affatto. E lo rifarei anche qua di fronte a tutti, se non conoscessi la tua riservatezza"
"Non credere che non senta un forte sentimento per te, Eleanore ma se staremo insieme molti lati del mio carattere non ti piaceranno."
"Vedremo mio Ice Man, io amo Myc non il funzionario del governo." Mycroft trovò un tavolo libero e pranzarono scambiandosi sguardi complici poi Mycroft la guardò serio
"Elenoire sai che l'incarico, il lavoro che svolgo è continuamente in bilico tra legalità e segretezza. Potrebbe non sempre piacerti, e potrebbe essere pericoloso frequentarmi. La mia solitudine è stata anche il mio punto di forza."
"Myc ti scordi che sono l'interprete del primo ministro? Pensi che non si a conoscenza di quello che è la politica?
Eleanore lo osservò con tenerezza, non aveva motivo di giustificarsi con lei. Semmai era lei gli nascondeva qualcosa. Ma ritenne fosse presto per diglielo. Non ora che Myc era così combattuto.
"Myc possiamo ragionare di tutto, dei problemi che ci sono e di quelli che verranno, oppure lasciare che il nostro sentimento vada avanti, affrontando le difficoltà insieme."
Mycroft la ascoltava attento mentre lottava con la sua mente logica e il suo sentimento verso di lei.
"Elly, tutti i discorsi che mi ero preparato mi sembrano così assurdi adesso." Mycroft scosse la testa sconfortato.
"Forse perché non ti concentri sulla cosa più importante. Il desiderio di stare insieme, di amarci."
Eleanore gli prese la mano e la accarezzò dolcemente e lui non la ritrasse, la voltò iniziando un gioco sensuale fatto di carezze e tocchi. Di desiderio di conoscersi che li lasciò indifesi.
Rimasero in silenzio per un po', Mycroft la accompagnò in ufficio ed Eleanore prima di entrare lo baciò teneramente sulla guancia sfiorandogli il volto con una carezza.
"Riguardati, mio Ice Man."
"Buon lavoro mia piccola Elly"
Mycroft tornò al lavoro a malincuore. Poco dopo gli arrivò un messaggio di Sherlock che lo avvisò del suo arrivo.
A Mycroft sembrò strano che il fratello gli facesse visita, dopo i fatti Sherrinford non si erano visti granché. Però il loro rapporto burrascoso si era per così dire placato. Del resto anche lui aveva diradato gli incontri, ora che Sherlock aveva una relazione stabile con John, finalmente dopo anni di indecisioni. Qualche volta era passato per vedere la piccola Rosie e per affidargli qualche caso degno di nota, ma tutto finiva lì.
Sherlock entrò nel suo ufficio, col suo inconfondibile Belstaff nero.
"Finalmente caro fratello, ci si rivede. Non conosci più la strada per Baker Street? "
"Sono stato occupato Sherlock, io il lavoro come sai " Mycroft sollevò le sopracciglia perplesso
"L'intera nazione te ne è grata. Ma una visita alla famiglia, a nostra madre che dice di non vederti più, forse sarebbe gradita."
"Ha chiamato te per quale motivo? Ha il mio numero di cellulare!" Mycroft era seccato.
"Probabilmente non rispondi caro fratello, quindi vedi di leggere i messaggi che ti invia" Sherlock fissò il fratello con attenzione.
"Sei diverso Mycroft, ce qualcosa di nuovo in te. Cosa stai combinando?"
"Per favore non cominciare con i tuoi giochetti Sherlock" Mycroft si stava innervosendo sapeva era difficile nascondere qualcosa al fratello.
"Questo tuo reagire mi insospettisce" il fratello minore si avvicinò a lui
"Sei più curato nel vestire, sei rasato accuratamente e soprattutto profumo femminile! Tu frequenti una donna e sei pure innamorato" Sherlock lo fissò sbalordito.
"Bontà divina Sherlock smettila" Mycroft sbuffò infastidito.
"Non me ne andrò da qui se non mi dici tutto" Sherlock si sprofondò sulla poltrona di fronte a Mycroft. Congiunse le mani sotto al mento e aspettò
"E va bene, ho conosciuto una persona, una donna, ma solo da poco. Non posso dirti molto"
"Una donna decisamente interessante, se ti ha fatto capitolare, e comunque degna di nota. Chi sarebbe la fortunata?"
"Forse qualche volta l'hai vista è Eleanore Brett l'interprete del primo ministro, l'ho conosciuta due sera fa ad una cena ufficiale piena di politici" Mycroft ebbe un moto di fastidio "Lei era l'unica cosa interessante di quella serata."
"Sei innamorato fratello? perché io direi di sì" Mycroft fece un lungo sospiro e guardò desolato il fratello.
"Ed e proprio questo il punto, io mi sento spiazzato Sherlock, confuso, e questo tu lo sai meglio di chiunque altro, mi spaventa."
"Ma di lei cosa sai caro fratello? non è da te frequentare qualcuno senza prendere informazioni. Sei decisamente innamorato e arrendevole"
"Non lo ho fatto perché l'amo e voglio fidarmi di lei, temo di rovinare tutto. Lei è molto paziente e sensibile. È una cosa rara Sherlock."
Mycroft si sentì sollevato di poter parlare con suo fratello, non l'aveva mai fatto, e Sherlock aveva capito la sofferenza di Mycroft, che gli sembrò improvvisamente il fratello ventenne che tornava dal college sprovveduto e ingenuo.
"So che è stata adottata dalla famiglia Brett. Il padre adottivo l'ha introdotta al ministro dove lavorava. Quindi penso sia già una sicurezza questa"
"Adesso temi i sentimenti che provi, più della persona che conosci. Dovrai deciderti Mycroft. Ne hai parlato con lei?"
"L'ho fatto ed è stata comprensiva, accetta questa mia difficolta nel relazionarmi con le persone, e naturalmente con lei. Sono un vero disastro Fratello mio."
Sherlock lo guardò sorridendo e alzandosi gli posò le mani sulle spalle.
"Benvenuto nel mondo dei pesci rossi fratello, quelli amorevoli come John e come Eleanore."
Detto questo lo salutò lasciandolo allibito, erano secoli che i fratelli Holmes non si scambiavano parole o gesti affettuosi!
Sherlock percorse il corridoio scuotendo la testa e sorridendo pensando a suo fratello maggiore, confuso dal sentimento nuovo che provava. Ma era contento che avesse qualcuno che lo rendesse felice. Come era stato per lui e John.
Mycroft a metà pomeriggio, dopo aver passato la maggior parte del tempo a pianificare incontri e vertici tra vari settori del governo, sentì il bisogno di sentire Eleanore, così le chiese di vederla la sera, anche tardi.
Mycroft sapeva che il primo ministro era impegnato con delegati francesi. Infatti Eleanore gli diede appuntamento verso le dieci di sera. Per un drink a casa sua. Mycroft ne fu felice. Troppo felice.
Andò a casa a cenare, Anthea gli aveva fatto un po' di spesa Così si accontentò di quello che la sua segretaria gli aveva procurato. Poi si vestì con accuratezza, scelse un tre pezzi grigio chiaro con una bella cravatta rosa a righe, Il solito ferma cravatta e orologio nel taschino. Indossò il suo immancabile Crombie nero, e prese il suo ombrello. Uscì un po' prima perché voleva acquistare dei fiori per Elenoire.
Mycroft arrivò puntuale come sempre. Elenoire lo accolse con un sorriso dolce. Indossava un'aderente maglietta rosa con una sottile sciarpa di seta grigia fiorata, una gonna grigio chiaro aderente, che le davano una garbata mise.
"Mio caro Myc sono bellissimi,"
Elenoire prese i fiori e le diede un bacio sulla guancia.
"Vieni accomodati prendo un vaso per i fiori "Mycroft appoggiò il suo amato ombrello in ingresso e tolse il cappotto. Entrò in un piacevole salotto moderno, con pochi quadri alle pareti ma molte foto di paesaggi marini. C'era qualche pezzo di antiquariato ben sistemato nell'insieme. Un comodo divano chiaro era sistemato di fronte alla libreria di noce scuro. Era piena di libri in quasi tutte le lingue. Era una casa ordinata cosa che a lui piacque molto. Si sedette sul divano. Eleanore sistemò i fiori sul tavolo in legno e vetro che si trovava in fondo al salotto.
Poi si avvicinò a lui e si sedette vicino prendendogli la mano.
"Avevo voglia di vederti Myc, mi sei mancato, oggi la giornata mi è sembrata eterna." Mycroft sorrise e prese a guardarla attento.
"Sei bellissima Eleanore, credo di aver aspettato questo momento tutto il pomeriggio. Elly non smettere di cercarmi, qualsiasi cosa succeda."
"Perché non dovrei Myc, perché non dovrei cercarti in ogni momento della mia vita." Lei gli accarezzò il viso con affetto.
"Eleanore, io sono così preso da te, sembra tutto cosi irreale. Mi fa quasi paura"
Eleanore aprì il fondo del divano che diventò un ampio letto, così si accomodarono meglio
Lei si avvicinò e lo baciò sulle labbra, delicatamente e cominciò a accarezzarlo con tenerezza,
Come poteva descrivere la sensazione che provava mentre lo sfiorava lenta, delicata. Eleanore percorreva il suo volto tanto desiderato. Disegnava il suo viso con un dito toccando le sopracciglia, gli occhi, le labbra, mentre lui la guardava rilassato. Era sereno adesso, un meraviglioso uomo, disponibile, gentile e premuroso. Lui continuava a guardarla curioso, cercando di capire dove volesse arrivare. La lasciava fare si era abbandonato a lei. Non aveva mai provato niente di simile. Niente che valesse la pena di ricordare. Elenoire era una donna sensibile, Mycroft pensò di non meritarla. Di non essersi meritato niente nella vita. Ma lei, bontà divina, era qualcosa che non riusciva a spiegarsi. Eleanore, arrivò alla sua nuca, e lo bacio sul collo delicata, sensuale. Mycroft ebbe difficoltà a trattenersi, voleva abbracciarla forte, ma si fermò e la lasciò continuare. Le sue mani gli accarezzarono le spalle poi Eleanore le fece scivolare sotto la giacca e gliela tolse.
La sua camicia bianca era profumata E senti il desiderio di appoggiarsi al suo petto, mentre Mycroft le passò una mano fra i capelli morbidi e la strinse a sé. Lui era incantato. E incapace di muoversi. Eleanore si staccò da lui e prese a sbottonargli il gilet, lui la aiutò a toglierlo. Mycroft era completamente perso ma il desiderio cresceva e cominciò a sfiorarla con le mani tremanti mentre le toglieva la maglietta di cotone rosa.
Un pò lei lo guidava, lo aiutava a sfiorarla, a sentirla, aspettava che fosse sicuro. Eleanore, aprì con calma la camicia di Mycroft e scoprì il suo petto dove appoggiò la sua mano calda. Lui trasalì e si ritrovò baciarla con foga, mentre prese a toglierle il reggiseno di pizzo candido. Lei lo ricambiò con ardore, si appoggiò nuda al suo petto e lo senti ansimare di desiderio. Si tolsero i vestiti vogliosi di scoprirsi nudi, si baciarono, si abbracciarlo, si esplorarono fino a quando i loro corpi si unirono e furono una cosa sola. Un'esplosione si sensualità e ardore. Mycroft crollò al suo fianco e la bacio sfiorandola appena. Lei lo desiderò ancora di più, desiderò la delicatezza, la sensibilità di quell' uomo così potente ma così fragile dentro che lo rendeva insicuro nell' amare. Come si poteva non adorare quell'uomo rimasto solo per troppo tempo. Mycroft era disarmato vicino a lei, sentiva qualcosa dentro che non aveva mai provato. Amare qualcuno, desiderare il suo corpo, essere in sintonia. Erano sdraiati, abbracciati vicini. Seminudi coperti da un leggero plaid che era nel divano.
"Eleanore non so se ti merito. Non so cosa puoi aspettarti da me. Lo sai cosa sono. Come sono" lei in risposta si appoggiò con la testa sul suo petto, dove sentì il suo cuore battere forte.
"Non mi importa di nulla Myc anche se finisse adesso, perché ti ho voluto io, e continuerò a volerti. Ti prego adesso baciami, fammi stare al tuo fianco, non pensiamo a nulla se non a noi, adesso."
Mycroft prese sicurezza è inizio ad accarezzarla delicatamente, mentre la guardava innamorato, lui l'uomo di ghiaccio. Mr. Holmes il governo britannico, era solo un uomo innamorato, un pesce rosso come tanti. E non gli dispiacque. Non con Eleanore al fianco. Mycroft dimenticò Sherlock e tutti gli anni passati a proteggerlo senza mai ricevere alcun gesto di affetto. Dimenticò Eurus e la sua mente malata. I suoi genitori sempre così assenti. Lo zio Rudi e tutti i problemi che gli aveva portato. E per Dio, alla fine il bilancio era sproporzionato. Invece Elenoire era lì reale, a colmare troppe rinunce, troppa solitudine che non era una soluzione.
La accarezzò piano e prese baciarla di nuovo, mentre lei lo ricambiava con passione. Alla fine si ritrovarono a desiderarsi ancora, con più slancio con più impeto tanto che il tempo e lo spazio sembrava dilatarsi. Mycroft era appassionato e dolce allo stesso tempo, si scoprì essere interessato solo al suo piacere.
Non si fermò e la condusse fino alla fine con calma e passione. Poi lei lo fermò e lo ricambiò alla stessa maniera muovendosi lenta e appassionata. In un crescere che lo lasciò senza fiato. Finirono abbracciati uniti e domati.
Myc era accanto a lei, respirava calmo. La osservò mentre lei era assopita al suo fianco, con le mani appoggiate sul suo petto. Bella da mozzare il fiato. Pensò fosse troppo per lui. Non la voleva svegliare temendo di rompere l'incantesimo, perché di magia si trattava, non di logica. Non riusciva a capire cosa lei si aspettasse da un uomo, che era rimasto spesso solo, rigido e privo di amore condiviso. Si sentì smarrito, e per tranquillizzarsi la accarezzò delicatamente. Aveva paura, paura che tutto finisse. Lui Ice man, sentiva il dolore che poteva provocare la perdita. Eleanore si svegliò. Lo guardò piena di amore e lo baciò sulla punta del naso, allegra e beata. Lei non aveva pensieri cupi, gli si buttò sopra scompigliandolo tutto, sapendo che Mycroft si sarebbe innervosito a essere preso così.
"Eleanore, per favore, mi stai rovinando addosso! Guarda che so difendermi mia piccola Elly! non mi provocare"
"Vediamo, mio cuore di ghiaccio, come ti difendesti? "Lei lo incalzava divertita. Mycroft non era nemmeno l'ombra dell'uomo del governo con il vestito tre pezzi e l'ombrello. Sembrava un uomo innamorato che giocava con la sua donna. Così prese a lottare teneramente con lei, mentre ora le dava un bacio, ora la stringeva, senza mai essere aggressivo. Finirono poi stanchi, ad abbracciarsi ancora. Mentre la notte stava passando, e si intravvedevano le prime luci dell'alba.
Dormirono poco tempo ancora, poi Eleanore lo svegliò e si alzarono sorpresi di aver passato la notte insieme. Elenoire lo aiutò a rivestirsi e lo accompagnò nel suo grazioso bagno, chiedendogli se voleva rimanere ancora, ma Mycroft aveva una giornata pesante e doveva andare a casa a sistemarsi.
"Myc, ci sentiamo domani, appena mi libero dal primo ministro, anche se non so ancora i tuoi impegni"
"Tranquilla vediamo la giornata come si mette. Tu stai serena. Troveremo degli spazi nostri. Forse non sarà facile ma possiamo provarci, mia piccola Elly. "
Elenoire le allungò una carezza delicata sul volto, dove la sua barba la pizzicò piacevolmente, e gli sistemò la cravatta come le aveva promesso.
Mycroft tornò a casa in taxi, si preparò per andare al lavoro. Si sentiva stranamente felice, aveva voglia di rivedere Elly. Mentre si vestiva sentì dei passi sulla ghiaia, e li riconobbe per quelli di Sherlock. Solo suo fratello camminava così. Sentì subito che qualcosa non andava, perché il fratello non arrivava mai di mattina così presto. Questo faceva presagire guai. Non si salutarono nemmeno consapevoli che tra loro c'era un problema.
"Così hai trascorso la notte fuori, fratello, e dunque una cosa seria. "Sherlock era entrato accigliato e fissava Mycroft studiandolo attentamente.
"Non sono affari tuoi fratellino, potrei essere stato ovunque." Mycroft era seccato da quella intrusione così mattiniera. "Comunque non sei venuto per fare una visita di piacere, quindi dimmi cosa vuoi"
"Dovresti essere più accorto nelle tue frequentazioni, caro fratello, hai predicato tutta la vita che affezionarsi non è un vantaggio. E adesso fai pure una scelta avventata."
Mycroft si trattenne dal rispondergli offeso, non capiva dove volesse arrivare. Era sconcertato
"È per Eleanore, è questo che ti preoccupa? Sarà una mia scelta stare con lei o no!"
Sherlock era indeciso, poi prese a parlare con gravità.
"Perché come sei solito fare, non ti sei assicurato di prendere informazioni su di lei. Era una tua precisa costante o adesso ti sei completamente rimbecillito!"
Mycroft capì che il fratello sapeva qualcosa di Elenoire e senti in difficoltà. Senti un dolore sottile salirgli fino al cuore e offuscargli la mente. Doveva aver scoperto qualcosa. Prese a innervosirsi, mentre Sherlock lo fissava severo.
"Non ti dirò, nulla fratello mio, perché ti vedo troppo coinvolto. Quindi fa che sia lei a dirtelo. Sei ti ama sarà sincera. Poi starà a te decidere." Sherlock si avvicinò e lo guardò dritto negli occhi "Qualsiasi cosa sceglierai di fare io lo accetterò, ma devi esserne assolutamente sicuro. Mycroft promettimelo."
Il fratello maggiore era completamente confuso, sapeva che Sherlock era sincero e lo apprezzò molto. Fece un piccolo cenno con il capo.
"Starò attento, anche se ne sono totalmente preso da lei, ma sentirò cosa avrà da dirmi. Comunque grazie fratellino." Sherlock fece per andarsene, poi si girò.
"Ricordati che ci sono sempre, Mycroft"
Mycroft raggiunse il suo studio, controvoglia, con la sua mente che formulava ogni tipo di ipotesi su cosa potesse sapere Sherlock. E più ci pensava più gli prendeva la rabbia che Eleanore gli avesse nascosto qualcosa di spiacevole. Era combattuto tra l'amore e l'irritazione di essersi concesso con troppa facilità. Tra il dovere e il piacere di stare con lei. Prese tormentato il cellulare e le diede appuntamento per il tardo pomeriggio. Lei rispose subito, semplicemente accettando ogni suo desiderio.
Lui trascorse più tempo irritato con tutto il suo lo staff, che a svolgere le sue normali occupazioni. Non pranzò e si lascò impigrire davanti al computer combattuto di vedere il profilo professionale di Eleanore. Alla fine decise che fosse lei a dirgli la verità qualsiasi essa fosse.
Finalmente arrivò il momento di incontrarla. E uscì inflessibile come l'Ice Man che tutti conoscevano.
L'auto lo scortò fino al Tamigi dove vide Elenoire in lontananza. Scese freddamente, nascondendo ogni piccola emozione come era stato abituato a fare da lungo tempo. Quando Elenoire lo vide avvicinarsi, capì subito che qualcosa non andava. Lo comprese dalla rigidità del portamento e dalla freddezza del suo volto.
"Buon pomeriggio Mycroft, "si limitò a dire Eleanore anche se gli regalò comunque un sorriso aperto. Però non lo toccò, né lo baciò come era solita fare. Temeva di irritarlo ulteriormente. Dove capire cosa lo tormentasse.
"Buon pomeriggio Eleanore, hai finito presto oggi, credevo fossi molto occupata da quanto avevi detto."
Si, Mycroft era decisamente diverso, pensò addolorata Eleanore, la stessa voce piatta di quando trattava con sconosciuti poco interessanti. Cominciò a valutare quale potesse essere la causa di questo cambiamento. Poi si decise a parlare al suo Myc così distante da lei. Lo afferrò per un braccio e lo trattenne.
"Myc, dimmi cosa ce che non va. Non voglio trascorre del tempo con te in questa maniera. Ho fatto di tutto per vederti, non ripagarmi così" Eleanore vedeva i suoi occhi grigi ridotti ad una sottile fessura, la bocca stretta. Mycroft puntò l'ombrello per terra e si appoggiò con tutto il suo peso. Lo stringeva così forte che le mani erano bianche.
"Eleanore devi dirmi qualcosa? Qualcosa che mi hai taciuto? Io ho riposto tutta la mia fiducia in te."
Eleanore capì subito, qualcuno doveva aver parlato di lei a Mycroft. Ma non sapeva se lui fosse al corrente di quello che lei nascondeva in maniera dolorosa. Poi capì che Mycroft era ancora all'oscuro di tutto. Lo vedeva da come la guardava.
"Vieni Mycroft andiamo fino al porticciolo. Ti spiegherò tutto. Solo posso chiederti chi ti ha parlato di me?"
"Mio fratello Sherlock" Mycroft le rispose seccato e la seguì in silenzio. Eleanore era consapevole che sarebbe successo, con i fratelli Holmes. Si fronteggiavano costantemente, ma alla fine si amavano fortemente anche se non volevano ammetterlo.
Eleanore si appoggiò alla staccionata che dava sul fiume, poi senza guardare Mycroft, cominciò a parlare piano.
"Cosa avresti fatto Mycroft, se avessi saputo che il mio vero cognome è quello di qualcuno che ha fatto molto male a voi fratelli Holmes. Un fratello che sapevo di avere, ma che non ho mai conosciuto. Io sono cresciuta in un istituto dove sono stata accolta dai Brett, lasciandomi alle spalle quelle ingombranti origini."
Elenoire attese la reazione di Mycroft, che aveva già capito. Si girò a guardarlo. Sul suo volto c'era sorpresa, rabbia, dolore. Ora Mycroft si ricordava di quando l'aveva incontrata e le aveva ricordato qualcuno che non riusciva a mettere a fuoco.
"Sei la sorella di James Moriarty! Buon dio Eleanore, ma perché non dirmelo! "
"Perché dopo tutto quello che Moriarty vi ha fatto, non ti saresti mai avvicinato a me! E io ti volevo Mycroft, volevo avere la possibilità di conoscerti, e ho rischiato. Volevo che tu mi conoscessi per Eleanore Brett. Te lo avrei detto quando fossi stato pronto, eri cosi combattuto e non volevo che questo causasse il tuo allontanamento. "Eleanore lo continuò a fissare con gli occhi lucidi, ma decisa a proteggere quello che restava del loro rapporto. Prese Mycroft per le braccia e le strinse forte
"Ora dimmi se essere di nascita una Moriarty, mi sta allontanando da te. Dimmi che cambia qualcosa del mio amore per te. Temi che io porti in me la follia di mio fratello? Perché se hai questo dubbio, allora è giusto che tu te ne vada "
Mycroft aveva perso tutta l'arroganza di prima, ed era tormentato. Si sciolse dalla sua stretta e si appoggiò allo steccato. Si portò la mano sugli occhi, quasi chiusi mentre la sua mente lavorava velocemente ma angosciata.
Certo che Eleanore fosse la sorella di James Moriarty gli rendeva difficile essere lucido. Soprattutto adesso capiva la preoccupazione di Sherlock che aveva sofferto più di tutti con Moriarty. Ma aveva lascito a lui la scelta, accettandola.
Eleanore, lei era decisamente diversa, lei era dolce e amorevole. Mycroft sentì il suo cuore battere forte, adesso sapeva di appartenere a Elly. Sospirò e si avvicinò piano a lei che si era fermata a guardare il fiume, mentre aspettava che lui decidesse.
"Eleanore, ho compreso tutto quello che hai passato. Non so se supererò il fatto che c'è l'ombra di tuo fratello dietro a noi. Però ti ho conosciuto come Eleanore Brett e voglio continuare a farlo. "
Mycroft la abbracciò forte e se la portò vicino al cuore, dove lei si lasciò andare e pianse piano nascondendo il volto. Mycroft aspettò che si calmasse, poi le sollevo il viso e la baciò con dolcezza. Le asciugò le lacrime con il fazzoletto che portava sempre nel taschino. Non sapeva cosa sarebbe stato di loro, ma di una cosa era certo che la amava con tutto il suo cuore di ghiaccio.
