Ciao a tutti, sono di nuovo io...
Ho deciso di riprendere a mano questa storia e di continuarla, non so ogni quanto riusciròa caricare un nuovo capitolo, però prometto che mi impegnerò ;)
La scena qui sotto contiene scene di violenza e cose che potrebbero dare fastidio alle persone più sensibili, quindi se siete sensibili a certe cose evitate di leggere sotto... uomo avvisato mezzo salvato
Comunque ovviamente tutti i personaggi sono di gaston Leroux e non possiedo alcun diritto d'autore su di essi
A parte questo, vi auguro buona lettura e, se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate...
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Christine POV
Voci crudeli e rabbiose le frustavano le orecchie, grida di scherno e di rabbia continuavano a risuonarle intorno, ma nulla riusciva ad attraversare la paralisi che l'aveva conquistata.
Un terribile freddo mortale aveva preso residenza nel suo petto e si era allargato fino a raggelarla completamente, lasciandola fredda e priva di emozioni, incapace di provare più nulla.
Almeno, pensò distaccatamente, il dolore e l'angoscia che l'avevano conquistata precedentemente erano scomparse, anche se sapeva, in una parte recondita di se stessa, che quel vuoto era ancora più pericoloso, ma ormai aveva smesso di curarsene.
All'improvviso nel suo campo visivo comparvero due scarpe, sporche di fango e bagnate, e quella vista per un attimo la riscosse. Christine sollevò la testa con fatica, con il corpo che urlava per la stanchezza, e con occhi stanchi fissò il viso che le si era parato di fronte.
Era quello di un uomo, occhi scuri, capelli e barba incolta, un crudele sorriso gli disegnava la faccia e questo, insieme alla strana luce che gli illuminava lo sguardo, le fecero correre un brivido di paura lungo la schiena. Le stava dicendo qualcosa, poteva vedere chiaramente le sue labbra muoversi, ma le parole le risultarono del tutto incomprensibili.
Con uno sforzo sovrumano, Christine costrinse la sua mente a concentrarsi sulle parole che uscivano dalla bocca dell'uomo, e quando finalmente riuscì a decifrarle un profondo senso di orrore e angoscia le invasero la mente e il corpo.
"Ecco la puttana del mostro! Coraggio Tesoro, di' un po'… dove si è nascosto quella bestia, mh?
Rispondici e nessuno ti farà del male, o per lo meno, non troppo…"
E ridacchiando, come se avesse appena fatto una battuta molto divertente, si volse a guardare il resto degli uomini che lo accompagnavano. Christine si accorse che sui loro visi poteva scorgere lo stesso sguardo affamato che aveva scorto negli occhi dell'uomo che aveva davanti.
Vedendo questo, la paura le bloccò le membra e si sentì impallidire. Per un attimo fu del tutto incapace di emettere suono, fino a quando l'uomo si voltò nuovamente e nei suoi occhi Christine poté leggere l'impazienza che andava facendosi strada nel suo sguardo. Vedendo, infatti, che lei non aveva ancora risposto alla sua domanda, il suo sguardo si fece d'acciaio e le sopracciglia si inarcarono pericolosamente, dando al suo sguardo un'aria grottesca.
"Non rispondi eh?!... D'accordo, puttana, ti faremo parlare noi…
Coraggio ragazzi, datemi una mano! Facciamole vedere cosa succede a colore che si mettono contro Richard!"
Gli uomini dietro di lui sogghignarono e Christine poté vedere come in alcuni sguardi brillasse una luce malvagia e affamata. Richard la afferrò per le braccia, staccandole rudemente dal corpo, e la strattonò per farla alzare con una forza tale che Christine sentì le articolazioni delle spalle protestare e uno dei suoi piedi si incastrò nel vestito che prima era stato di un bianco immacolato ed ora era ormai rovinato e strappato. La ragazza si sentì cadere in avanti, del tutto incapace di arrestare la propria caduta, solo la forte presa di Richard la tenne in piedi mentre le gambe le cedevano.
A tale vista gli uomini dietro di lei scoppiarono a ridere e qualcuno gridò:
"Non riesce neanche a stare in piedi da sola! Chissà che cosa avrà mai visto quel Visconte in lei… posso capire un mostro come il fantasma, ma da quel De Chagny non me lo sarei proprio aspettato!" e scoppiò a ridere.
"Deve essere stato per come era a letto, allora. Chissà, magari concederà anche a noi di provare cosa significa scopare la Daaé!", rispose un'altra voce e tutti scoppiarono nuovamente a ridere.
Christine sentì le guance imporporarsi e arrossì di vergogna a quelle parole, ma subito dopo una rabbia indescrivibile la conquistò.
"Io non sono la sgualdrina di nessuno, né del Fantasma, né del Visconte e men che meno la vostra, signori… Andate a importunare qualcun altro, io non so cosa farmene delle vostre attenzioni…
Vi prego di lasciarmi in pace, ora."
Evidentemente quelle però erano state le parole sbagliate, perché all'improvviso un dolore accecante partì dalla sua guancia e si allargò, facendole ruotare la testa di lato, lasciandola stordita e Christine si rese conto che Richard le aveva appena dato uno schiaffo. Immediatamente la sua mano salì a coprire il punto che Richard aveva colpito, ma appena le dita sfiorarono la pelle sentì un bruciore intenso, tanto forte da stringerle la gola in una morsa e sentire gli occhi riempirsi di lacrime.
Distratta dal dolore, si piegò su se stessa, cercando di riprendersi dallo shock, mentre sentiva le orecchie fischiare per la forza del colpo e la vista annebbiarsi.
"Ora hai capito con chi hai a che fare, puttana? " , le chiese Richard, "noi non siamo gente con cui scherzare… Faresti bene a capirlo in fretta e a darci le risposte che vogliamo… E vedi di muoverti, mi hai sentito?!"
Poi con rabbia la afferrò per una spalla e la tirò a sé, in modo tale da guardarla negli occhi annebbiati di lacrime. Christine allora, con coraggio, sollevò il mento e, tirando fuori lo sguardo più determinato che riuscì a trovare, lo guardò dritto negli occhi, cercando di nascondere la propria paura.
Se non fosse riuscita a scappare da questi uomini nessuno sarebbe venuto a salvarla: Raoul era probabilmente tornato alla propria villa e il suo Angelo era scappato per sfuggire agli uomini che ora le stavano davanti. Così, raccimolando tutto il proprio coraggio, disse:
"State chiedendo alla donna sbagliata: non ho la minima idea di dove il Fantasma possa essere ora, ma conoscendolo sarà già molto, molto lontano da qui… di sicuro non sarebbe così stupido da farsi catturare da uomini come voi"
A queste parole la rabbia di Richard aumentò, e i suoi occhi sembrarono mandare lampi.
"Ahhh la ragazza ha fuoco dentro di sé, chiaramente… Molto bene, mia cara, vediamo per quanto ancora questo tuo coraggio riuscirà a sostenerti. Nessuno mi sfida senza poi pagare terribili conseguenze…".
Con velocità e forza incredibili la sua mano si abbattè nuovamente sul viso di Christine, colpendo l'altra guancia e lasciandola stordita. Il colpo fu così forte, più forte di quello precedente, che Christine perse l'equilibrio e si sentì cadere giù verso le scale di pietra che conducevano al lago.
Nessuno fermò la sua caduta questa volta e così Christine vide le scale avvicinarsi pericolosamente, poi sentì la forza dell'impatto contro la pietra e il suono nauseante del suo polso sinistro che si spezzava.
Il dolore arrivò all'improvviso, togliendole il poco fiato che era rimasto nei polmoni, ma questo non la fermò: continuò a rotolare giù per le scale sentendo ogni singolo angolo di pietra conficcarsi nella pelle lasciando lividi.
Cercò di tirare il più possibile il polso rotto verso di sé per proteggerlo, almeno parzialmente, dalla caduta rovinosa, ma ogni colpo produceva comunque una intensa scarica di dolore che di propagava dal polso fino al resto del corpo.
Finalmente, con un gran rumore di acqua smossa, la sua caduta si arrestò ed il freddo glaciale del lago sotterraneo le tolse il respiro. Per qualche secondo tutto rimase immobile, poi un paio di mani la afferrarono di nuovo e la trascinarono fuori dall'acqua.
Christine rabbrividì, tenendosi il polso rotto vicino al petto con il braccio buono. L'acqua scendeva copiosa dai suoi capelli fradici, trasformandosi in rivoli di acqua giacciata che colavano lungo la sua colonna vertebrale, facendola rabbrividire ancora di più.
Il vestito che prima vestiva perfetto, ora era fradicio e pesante per via dell'acqua che aveva assorbito dal lago, con il tessuto che aderiva al suo corpo come una seconda pelle, lasciando molto poco all'immaginazione.
Gli occhi di Richard si fecero neri per il desiderio e percorsero tutto il corpo della ragazza, soffermandosi sul petto di lei. Christine si sentì arrossire di vergogna e sentì un fortissimo bisogno di scappare, correre il più lontano possibile. La paura in lei si fece così forte che il cuore iniziò a batterle all'impazzata e tremori le corsero lungo il corpo facendo muovere anche il braccio rotto che continuava a dolerle.
Cercando di ritrovare la propria voce Christine guardò alle spalle di Richard e vide gli altri uomini che aspettavano in silenzio, come lupi famelici pronti a gettarsi sulla presa indifesa. Vedendo questo Christine capì di essere nei guai e volgendosi verso Richard gli disse
"Vi prego, non so dove il fantasma possa essere…. Vi prego, lasciatemi in pace.. giuro che non dirò nulla di tutto questo a nessuno, solo lasciatemi tornare a casa… vi prego monsieur.."
La sua voce era così flebile che quasi non si riusciva a sentire e mentre diceva questo lacrime bollenti cominciarono a scorrerle lungo le guance.
Richard non si fece impietosire, anzi la sua espressione si fece ancora più terribile e Christine cercò di allontanarsi, ma lui la afferrò a se.
"ah stupida ragazza, così ingenua… credi davvero che qualche patetica supplica possa fermarmi dal darti una bella lezione? Ora vedrai cosa ti aspetta, ti insegnerò una lezione che non scorderai tanto in fretta…"
All'improvviso Christine sentì il vestito stracciarsi, Richard lo aveva strappato con forza all'altezza del petto, poi le sue mani che la toccavano con violenza e , sentendo questo cercò di dimenarsi e urlare, ma lui la teneva troppo stretta. Disperata, si voltò all'improvviso e gli diede una ginocchiata mirando all'inguine, ma sbagliò e non riuscì a liberarsi dalla stretta di lui.
Altri due uomini accorsero per immobilizzarla, uno le tenne ferme le braccia dietro la schiena e l'altro le afferrò le gambe, lei continuò a dimenarsi e a urlare, chiamò aiuto e gridò fino a quando la voce non le si spezzò e uno schiaffo le fece girare vorticosamente la testa, Christine cadde nuovamente e nel cadere battè violentemente la testa contro uno dei muri di pietra della grotta, poi tutto divenne buio.
Per un po' ci fu solo oscurità, poi all'improvviso ,nel buio, Christine sentì un bruciore lancinante e gridò, ma il dolore non smetteva, anzi aumentava come intensità. Christine sentì il corpo di un uomo sopra si sé, che la schiacciava, mentre il dolore continuava ad aumentare ,ma non potè fare nulla per liberarsi perché qualcuno la teneva immobilizzata.
I minuti successivi, o le ore, sembrarono durare un'eternità…il braccio sinistro le doleva da morire, la testa le girava e il dolore era così insopportabile che Cristine perse conoscenza più volte…
Tra un momento di buio e l'altro le uniche cose che Christine riusciva a sentire erano le voci degli uomini che la insultavano mentre violavano il suo corpo, l'odore del suo sangue che permeava l'aria e il dolore lancinante che la tormentava, fino a quando tutto divenne troppo da sopportare e l'oblio la rapì.
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OOOOkkk, lo so che probabilmente ho appena traumatizzato qualcuno, e mi scuso per questo... mi sono lasciata trasportare da quello che stavo scrivendo e mi ha portato qui...
Povera Christine, chissà cosa succederà poi... speriamo niente di brutto
Se volete farmi sapere cosa ne pensate lo apprezzo molto, vi chiedo solo di non usare insulti o cose di questo genere..apprezzo una critica costruttiva (anche perchè è la prima storia che scrivo), ma non sopporto gli insulti, quelli non sono per nulla costruttivi e amche molto poco piacevoli, per usare un eufemismo...
Alla prossima!
