Limbo (Before the Gods Awake)

Era l'ora che precede il risveglio degli Dei.
Attraverso il cammino del divino Evento,
l'immenso, presago spirito della Notte,
solo nel suo tempio d'eternità senza luce,
giaceva immobile sull'orlo del Silenzio.
Si sentiva quasi, opaco, impenetrabile,
nel cupo simbolo del suo cieco sognare,
il baratro dell'Infinito incorporeo;
uno zero insondabile occupava il mondo.
-Sri Aurobindo, Savitri, I, 1, 1-9

E io… sento tutto.
Vi sento discutere. Litigare. Gridare.
Ogni parola, ogni ferita che si apre tra di voi, riecheggia nella mia anima come una coltellata.
Sapevo che sarebbe successo. Questo non lo rende più facile.
Non è colpa vostra. Eppure, in un certo senso, lo è… colpa di tutti, colpa di ogni essere umano.
Perché su ogni essere umano grava la macchia del peccato… e finché è così, non abbiamo speranza di prevalere. Non abbiamo speranza di salvarci.
Siete deboli. Nonostante la vostra forza esteriore, la vostra anima è debole esattamente come quella di chiunque altro. Forse di più, perché avete dovuto tenere duro così a lungo, negare le vostre necessità e desideri così a lungo… per il bene degli altri. E ora siete così stanchi. Stanchi di avere questo peso sulle spalle. Di non poter mai pensare soltanto a voi stessi. Ora ciò che era represso… viene fuori in tutta la sua violenza.
Qualunque cosa pensiate, dentro di voi siete ancora semplici esseri umani.
Per questo è stato facile indurvi al peccato… è stato facile separarvi.
E divisi non avete nessuna possibilità.
Come semplici esseri umani non avete nessuna possibilità.
Per questo io sono qui. Per questo momento mi sono preparato.
Vi vedo voltarvi le spalle. Per andar via. Ognuno per una strada diversa. Ognuno con la sua rabbia, il suo dolore in volto.
E vedo il sorriso maligno del traditore, al centro del cerchio… che ha ottenuto ciò che voleva.
Avete dimenticato. Siete caduti in preda all'oscurità che tutti ci portiamo dentro… il vostro animo è stato offuscato… e avete commesso delle azioni che ora non ricordate, perché il nostro nemico non vi avrebbe permesso di ricordarle. Lo stesso che vi ha sobillato per mesi, standovi accanto, insinuando, tentando, con commenti apparentemente innocenti… allo scopo di arrivare a questo. E ora gode del suo successo.
Ma non aveva previsto me.
E quindi, prima che facciate il primo passo… prima che sia troppo tardi… agisco. Intervengo.
-FERMI.
Vi bloccate come statue nella presa della mia mente. Incapaci di un altro movimento.
Dovete capire quello che è successo. Dovete capire cosa stavate facendo. E cosa avete fatto.
Come siete stati usati… manipolati… attraverso le vostre debolezze umane… quelle che adesso dovete superare, per tornare ad essere uniti come prima.
Dovete rendervi conto di quello che siete.
Ed io… devo mostrarvelo. Devo aiutarvi a comprenderlo. Per quanto possa essere doloroso.
Il momento della vostra massima bassezza. Del vostro più oscuro peccato…
Oppure… no…
-È tempo che l'inganno finisca.
È tempo che RICORDIATE.

ἀταραξία
Luogo è là giù non tristo di martìri
ma di tenebre solo, ove i lamenti
non suonan come guai, ma son sospiri.
Quivi sto io coi pargoli innocenti
dai denti morsi de la morte avante
che fosser da l'umana colpa essenti;
quivi sto io con quei che le tre sante
virtù non si vestiro, e sanza vizio
conobber l'altre e seguir tutte quante.
-Purgatorio, VII, 28-36