Cerchio Ottavo (The Pieces Of The Man I Used To Be)

Vile coscienza, o come tu m'affliggi!
Ardono azzurre le candele. È l'ora
Morta di mezzanotte. Sudor freddo
Mi copre le tremanti membra a gocce.
Cosa temo? Me stesso? Nessun altro
C'è qui accanto: Riccardo ama Riccardo;
Cioè, io sono io. C'è un assassino?
Non c'è. Sì, c'è, son io: fuggi via allora.
Da me stesso? Sì, che ne ho ben ragione:
Mi potrei vendicare. Di me stesso?
Ahimé, amo me stesso. E perché mai?
Per qualche bene che mi sarei fatto?
Oh no! Ahimé, piuttosto odio me stesso
Per le azioni esecrande che ho commesso!
Sono un malvagio: mento, non lo sono.
Pazzo, non parlar male di te stesso:
Pazzo, non t'adulare. La coscienza
Mi parla con migliaia di lingue sciolte,
Ed ogni lingua ha storie da narrare,
E ogni storia narrata mi condanna
Come malvagio. Spergiuro, spergiuro
Nel più alto dei gradi, ed assassino,
Assassino crudele, dei peggiori;
Tutti questi peccati, in ogni grado,
S'affollano alla sbarra, e tutti gridano:
Colpevole! Colpevole! Io dispero.
Non v'è creatura che m'ami; nessuna
Anima che per me provi pietà
Se dovessi morire. E perché poi
Dovrebbero, se adesso nemmen io
In me trovo pietà per me medesimo?
-Riccardo III, V, 3

Hic… O spietato rovello:
se mi bevo il cervello
qual peccato commetto?
Lo ammetto,
mi trovate in difetto,
tutt'altro che perfetto
compreso pure questo mio sonetto.

Hic… Chi me l'ha fatto fare
di venirmi a ubriacare?
Non riesco a ricordare…
E dir che avevo smesso…
Non sono mica fesso.
Ma il fegato, il fegato
me lo rovinerò
se non so dove l'ho?

Ma sì che è tutto a posto,
io sono un tipo tosto,
ho un fisico… hic… d'acciaio…
Potrei anche fare il paio
con il vinaio
per mettermi in un guaio
e a dire il vero il fegato
che fa rima con fegato
mica so
se ce l'ho…
Me lo cavaron fuori
quei signori dottori
con tutto il resto delli marci umori
tutto nuovo, lucente
tutto cromato, gente,
venite un po' a guardare
solo che non so mica
che resta da vedere
e a cui sputare…

Chi son sono un poeta
che cosa faccio arringo
arringo come un gringo
le sedie senza meta
anche senza avventori
son tutti usciti fuori
Siamo rimasti in tre
io, me stesso e me

Ma io chi sono… hic… chiedilo a Iago
non sono quel che sono
di sangue feci spesse volte lago
con le rime sono un mago
con lo strumento suono
e questo è il ghir… rrghier… sgar… si… bizzo mio
lo strumento son io
il suonatore che è stato suonato
piffero spifferato
questo m'avanza di cotanta speme
nessuno più sta insieme
l'ora è fuggita e muoio disperato

E allora… in alto i calici
sui monti e sulli valici
adios miei compañeros
mescaleros
calzetteros
e altre cose in eros
(che, ahimé,
qui non ce n'è)

Addio a tutti quanti
salutatemi i santi
che son tanti
ci siamo divertiti
ma i giochi sono finiti
gli agrari son periti
e pure io mica sto tanto bene
anche la rima
adesso quasi quasi non mi viene

Ed è pur vero la moneta è tonda
tonda e convien che rotoli
lo dissi
e lo ripeto
che esca testa o croce
questo è quel che mi nuoce…

Qual maraviglia
per inseguir la bottiglia
finire in mezzo a questo parapiglia
a chi perde la testa
gli faranno la festa
e dimmi, o taverniere,
sei tu bella pulzella o paltoniere?
D'esser gettato fuori non agogno
se questo è un altro sogno…

Tutto il mondo è… hic… teatro…
Quando cala il sipario
che ne è dell'artiste straordinario?
Che ne è dell'amante
dell'eroe della dama
della serva e del jolly che la brama?
Ahimé meschino,
tapino,
moscardino
gli atti dell'uomo sono sette età
e tu te le mettesti tutte in scena
sgocciola la candela
non fummo altro che sogni
della materia di cui son fatti i sogni
la nostra breve vita
da sonno è circondata, sonno eterno.
E non è sonno nostro
e non è sogno nostro
ahi! questo è il mostro…
Il mostro che è nostro
Padre Nostro
che sei in terra
e vieni a farci la guerra…

Guerra agli uomini di buona volontà
certo, si sa
come si spara a un santo sull'altare
senza bestemmiare?
Come lo preghi chi ti vuol dannare?
Assolver non si può chi non si pente
Mi pento, sì, mi pento amaramente
Dimmi solo di cosa
e giuro che sarò un gran penitente
salvo che cambi idea
salvo che muti repentinamente

Se questa è verità
che senso ha…
Dove sono le nevi dell'altr'anno
dove son io quest'anno
chi sono io quest'anno… e chi lo sa…
Chi mi perdonerà…
chi mi assolverà…
Tanti che sono stato
tanti che ho recitato
infante, bella donna, re, soldato
e papa e cardinale
e mendicante e… giovin fidanzato…
chi son io veramente
se in tutto questo non mi resta niente…
Se al calar della tela
Giulietta poi è morta veramente…

Chi ci ha inventato e ci odia
qual pessimo capocomico
però poi è a noi che viene il mal di stomaco
quando ci vomita
fuori dalla sua bocca… hic… così…
Pessime recensioni
la colpa è del regista, mio signore
dello sceneggiatore
non di questo di questo
misero povero diavolo di attore…

E di chi altro se no
ipocrita che non sei altro…
Che nemmeno hai una forma tutta tua…
Che ti vendesti l'anima ed il corpo
per un ultimo sorso…
Bugiardo sempre…
Bugiardo fino al tuo… ultimo istante…
Che hai mai fatto per gli altri oltre al buffone?…
Di che aiuto sei stato?…
Solo una palla al piede… un catorcio…
Magari sopravvivrebbero
senza dover portare te a rimorchio…
Dai, beviti il cervello… forza… beviti…
Nessuno verrà a cercarti
nessuno verrà a salvarti
non lo meriti…

Ebbene sì, onesto è il tuo parlare
signor suggeritore
onesto Iago mio buon consigliere
Pezzo di fesso
hai provato a non essere… te stesso?

Gran bell'idea…
Se non son più chi sono…
e mai lo fui…
Se non v'è chi mi ami
e che mi cerchi…
Se chiunque voglio posso diventare…
Allora con questo potere
mi posso cancellare…
Chi non fa niente…
Chi non è niente… hic… non può peccare…

Adieu madame et messieurs…
Lasciarsi è un sì dolce dolore…
Ma chi non è niente non può neanche soffrire…
Né una grande perdita…
né un grande guadagno…
se scendo… in fondo… allo stagno…
Vado via in tono minore…
Scorro fino alla fogna…
Niente pensiero… o amore… né vergogna…
Scusate se… ancora a capo chino…
mentre perdo me stesso…
faccio un ultimo inchino…
Meglio così. Meglio così davvero…
Mi sciolgo, mi dimentico… m'annego…
Son finite le lotte…
Cala il sipario… e a tutti… buonanotte…

Non ancora.
Ti fermo mentre stai per dissolverti del tutto. Ti costringo ad invertire il processo.
Non è piacevole. Quasi non sei più cosciente. Devo controllare il tuo corpo direttamente… impedirgli di lasciarsi andare. Imporgli di nuovo una forma. E la tua mente è così sfuggente che mi opponi molta resistenza.
Ma un piede davanti all'altro… barcollando da ubriaco… ti faccio avviare verso casa.
Ti lascerò dormire… per smaltire la sbornia… per dimenticare, anche tu, quello che quasi sei stato indotto a fare…
E poi verrà il momento della resa dei conti.
Dovrai capire quanto hai fatto, quanto ancora puoi fare di buono. Dovrai scegliere chi vuoi essere.
E come puoi aiutare a salvare questo mondo… e i tuoi compagni.

ἀργία
Questa a peccar con esso così venne,
falsificando sé in altrui forma,
come l'altro che là sen va, sostenne,

per guadagnar la donna de la torma,
falsificare in sé Buoso Donati,
testando e dando al testamento norma.
-Inferno, XXX, 37-45