Flashback

Avevo appena preso le chiavi di casa e stavo uscendo per raggiungerti per il nostro venerdì pizza e film (che ultimamente era sempre meno film e più altro), quando apro la porta e mi accorgo che pronta per suonare il campanello c'è...tua madre. O meglio, Hope, la tua madre biologica.

Non mi è mai andata a genio, per come ti ha trattata quando vi siete conosciute, per essere sparita e poi magicamente riapparsa quando sua figlia aveva bisogno di un rene...il tuo rene.

La faccio accomodare anche se non vedo l'ora che sputi il rospo e ritorni da dove è venuta. Per fortuna non si fa pregare molto e non è una patita dei convenevoli. Chissà da chi avrai preso.

"Sono qui perché torno a Londra per lavoro. E vorrei che Maura venisse con me."

Ed eccola, la doccia ghiacciata.

"Mi hanno offerto una cattedra all'Imperial College per il mio lavoro nei paesi del Terzo mondo...e mi hanno proposto la cattedra di patologia forense per Maura. Sarebbe un'opportunità irripetibile per lei. E l'esperienza alla BCU per quel seminario che ha tenuto l'ha entusiasmata."

E ha ragione, per giorni non sei andata avanti a parlare d'altro. Ti eri seriamente chiesta se l'insegnamento potesse essere la tua nuova strada, ma avevi scherzato sul fatto che poi non avresti potuto prendermi in giro tutto il giorno al lavoro e che senza di te avrebbero scoperto che non sono molto brava a risolvere i casi.

"Non voglio che ti mettano all'archivio per causa mia" avevi detto ridendo.

"Jane...non hai detto una parola. Purtroppo non posso attendere molto, l'attuale docente è pronto alla pensione e ci sono altri candidati in lista, ma Maura è assolutamente la prima scelta."

Come dargli torto del resto. Saresti un'insegnante perfetta, basta vedere come avevi plasmato a tua immagine e somiglianza la povera Susie Chang nel corso degli anni di lavoro al tuo fianco.

"È una grandissima opportunità" - è tutto quello che riesco a dire.

"Sai benissimo però che direbbe di no solo per non dover rinunciare a te". Vorrei credere che non sarebbe così, ma non ci riesco. Come quando testimoniasti a mio favore quando sparai a Paddy Doyle. Ti eri fatta un po' prendere la mano, positivamente, durante la deposizione. Se penso che nemmeno ci parlavamo in quei giorni: sapevi che avevo fatto il mio dovere, ma avevo avuto come l'impressione che ci fosse qualcosa che ti consumasse dentro. Non ho mai capito cosa fosse.

Cerco di fare un po' di chiarezza nella mia mente. Tua madre mi guarda, sa che non mi è mai piaciuta, ma in questo momento ha bisogno di me.

"Sei qui per chiedermi di chiudere con lei..."

"Lo so che è dura, Jane. Non ti nascondo che da quando l'ho saputo, ho avuto molte perplessità sulla vostra relazione"

"Ma non mi dica..." rispondo caustica.

"Hope...perché è venuta? Maura sa prendere le sue decisioni da sola, non c'è niente che io possa dire per convincerla...in un senso o nell'altro" continuo, sapendo benissimo che quel che ho detto è vero, ma so anche che il nostro rapporto avrà sicuramente un peso nella tua lista dei pro e contro.

"Dalle un motivo per accettare"

Bastarono quelle parole a farmi andare in pezzi. Il mio mondo, il nostro futuro, era appena stato demolito. Avrei potuto non fare nulla, ma ho sempre voluto la tua felicità più di ogni altra cosa. E sapevo benissimo cosa dovevo fare.