Flashback
Mi sveglio...devo ancora aprire gli occhi quando sento delle labbra morbide appoggiarsi alle mie. Sei tu che mi stai dando il buongiorno. Lo capisco perchè sento il tuo profumo farsi più forte. E realizzo che non era un sogno, ieri sera è successo veramente. Finalmente, Maura Isles, sei diventata mia.
Apro gli occhi e ti vedo qui accanto a me, coperta solo da un sottile lenzuolo esattamente come lo sono io, e non posso resistere...ti attiro più vicina a me, per sentire di nuovo il tuo corpo a contatto con il mio. Se i risvegli fossero sempre così, forse avrei meno giornate storte.
Mi inizi a domandare se ho dormito bene, se mi sono riposata, e accetti di buon grado che ti risponda solo con cenni del capo e mugugni di approvazione. Mi stai accarezzando i capelli, e mi sento davvero in pace con il mondo in questo momento. Realizzo che è sabato, il che vuol dire che salvo emergenze non dobbiamo andare al lavoro.
Ottimo, perché ho intenzione di far durare questo risveglio a lungo. Allunghi la mano fino a prendere la tua vestaglia dalla sedia vicino al comodino, ti alzi e vedo la tua schiena nuda totalmente esposta e un brivido di piacere mi percorre. La indossi e annodi la cintura, prima di voltarti verso di me, avvicinarti al mio viso e sussurrarmi:
"Vado a preparare la colazione" dici lasciandomi un altro soffice, casto bacio sulla bocca.
Proprio mentre ti stai alzando, ti afferro il braccio e ti trascino di nuovo sul letto con me.
In un attimo mi ritrovo sopra di te, e non posso che fermarmi a contemplare quello spettacolo. Sei meravigliosa, non penso di trovare parole all'altezza per dirtelo. Il tuo sguardo si fa più intenso, con una vena di malizia. Te lo avevo visto fare a diversi uomini...ma in modo diverso: in quegli sguardi mancava qualcosa, una luce che sembri aver custodito solo per me, nell'attesa che questo momento arrivasse.
Non posso resisterti oltre, e le mie labbra si fiondano sulle tue. La mia mano scosta la tua vestaglia, inizia a toccare subito il tuo seno, e appena il mio pollice passa sul tuo capezzolo lo sento irrigidirsi. La mia lingua cerca la tua e iniziano a danzare assieme, in un bacio che rende l'ambiente subito torrido. Voglio farti mia. Allarghi leggermente le gambe per permettere al mio corpo di aderire ancora di più al tuo. Interrompi il bacio e mi guardi, con le pupille dilatate e passi la tua lingua sulle labbra. Vuoi sedurmi in tutti i modi possibili. Sciolgo il nodo della tua vestaglia e tu la apri lentamente.
"Oh Maura..." è tutto ciò che riesco a dire davanti a quella visione meravigliosa. Il tuo corpo nudo sembra un'opera d'arte.
"Pensavo volesse tenere il dolce per dopo il caffè, Detective..." mi dici, con una voce un po' roca che mi infiamma subito.
"Chi le dice che non lo faremo anche dopo, Dottoressa Isles?" ti rispondo prima di iniziare a baciarti il collo, mentre le mie mani riprendono da dove erano rimaste.
Sospiri il mio nome al mio orecchio, e sento il desiderio crescere. I tuoi gemiti, il tuo respiro caldo, mi stanno facendo decisamente perdere il controllo. Le mie mani scendono fino a all'altezza del tuo sedere e lo afferrano, per farti sentire la voglia che ho di possederti. Con le cosce cingi i miei fianchi e le tue mani afferrano il mio viso per ricongiungere le mie labbra alle tue. Le abbandono quasi subito, per dedicarmi a leccare il tuo collo, e con la lingua scendo lentamente sul tuo petto. Ogni tanto la allontano dal tuo corpo quel tanto che basta a farti sentire il mio respiro dove è appena passata, e i tuoi gemiti si fanno più intensi. Arrivo ai tuoi seni, ne prendo uno con la mano e inizio a leccare il capezzolo, guardandoti. I nostri occhi si incrociano, e vedo che ti stai abbandonando completamente a me. Lo prendo dolcemente con i denti e non riesci a trattenere il tuo gemito, ormai non più solo sussurrato. Sorrido maliziosa...quanto è bello sentire l'effetto che hanno le mie attenzioni per te.
Con la lingua scendo ancora, prima sul tuo addome e poi passando per l'ombelico. Passo le mie braccia intorno alle tue gambe, per aprirle meglio. Il tuo sguardo mi supplica di andare a calmare il fuoco che senti divampare nella tua intimità. Passo la lingua sull'interno delle tue cosce, non ti darò tregua così presto. Lascio dei baci vicino al centro del tuo piacere, prima di iniziare a leccare il clitoride, all'inizio con passaggi molto leggeri e poi sempre più intensi. Non resisti e sento la tua mano passare tra i miei capelli e spingere la mia testa, alla ricerca di un contatto maggiore. Il tuo respiro si fa sempre più affannoso, sento che sei vicina a raggiungere l'apice. Senza smettere di donarti quelle attenzioni, infilo due dita dentro di te, ed è in quel momento che urli di piacere. Inizio a muoverle dapprima lentamente e poi sempre più velocemente. Le mie spinte si fanno decise, voglio sentirti godere, solo per me. Sento i muscoli delle tue gambe contrarsi, e affondo, con la lingua, con le mie dita. Il tuo respiro si fa sempre più affannoso ad ogni spinta. Sento anche il tuo addome contrarsi, e stacco la lingua. Voglio guardarti. I nostri occhi si incrociano per un attimo, ma poi lasci la testa andare indietro e chiudi gli occhi ed è in quel momento che ti sento venire nelle mie dita. Affondo le ultime spinte, fino a quando non sento i tuoi muscoli rilassarsi e torno con la bocca a raccogliere il tuo piacere fino all'ultima goccia. Il tuo sapore è inebriante.
Voglio risalire baciando ogni centimetro della tua pelle, ma non sembri essere dello stesso parere. Le tue mani accompagnano il mio viso fino a raggiungere il tuo e mi baci. Vuoi sentire il tuo piacere sulle mie stesse labbra. Quando sciogliamo quel bacio, mi stendo al tuo fianco, guardandoti mentre il tuo respiro si calma.
Restiamo lì per un po' a goderci ogni secondo di quel momento in cui non esiste nulla al di fuori di noi. Sei stesa di fianco a me, la tua testa appoggiata al mio petto mentre ti cingo con il braccio. Ti volti verso di me e mi dici:
"Lo avresti mai pensato, Jane?". Sei stranamente seria mentre mi poni questa domanda, la tua mano è appoggiata al mio cuore e quel tocco mi fa sentire come se volessi da lui quella risposta.
"L'ho sempre sperato..." dico sospirando, lasciandoti un bacio sulla testa mentre continuo ad accarezzarti i capelli.
"...ma sembrava destinato a rimanere solo un sogno" aggiungo, con una leggera malinconia. La stessa che mi ha accompagnata ogni volta in cui uscivi con qualche uomo, che mi veniva a trovare quando eravamo insieme e avrei voluto darti quella carezza in più, sfiorarti in un modo che non è contemplabile per un'amica. Anche per la migliore amica.
"Ma ora sono qui e non ho intenzione di andare da nessuna parte" continuo. Sul tuo viso compare un sorriso liberatorio e i tuoi occhi si illuminano. Mi baci in modo casto, ma non per questo meno intenso.
"ORA vado a preparare la colazione...resta qui, esattamente così" e ti tengo la mano fino a quando ti allontani definitivamente. Ti vedo sparire lungo il corridoio e mi sdraio nuovamente sulla schiena, le braccia allargate e la sensazione di essere la persona più felice sulla faccia della terra.
