Continuo a guardare la lavagna con le foto della scena del crimine per cercare di venire a capo di questo caso, quando Korsak entra in ufficio, nota la mia a quanto pare evidente stanchezza e mi dice di andare a casa. Per oggi abbiamo dato abbastanza. In effetti la mia testa non riesce a connettere granché...meglio tornare sul caso domattina, a mente fresca. Sto uscendo dalla centrale quando sento le porte dell'ascensore che si aprono e un rumore di tacchi inconfondibile. Probabilmente sei l'unica di tutto il dipartimento che indossa perennemente i tacchi al lavoro.
Mi saluti, per attirare la mia attenzione e mi fermo ad aspettarti.
"Mamma mia Jane, hai una faccia stravolta...giornataccia?"
"Grazie Maura, tu si che sai sempre tirarmi su di morale" ti rispondo sarcastica.
"Ho un'idea per migliorare la tua serata..." mi dici, come se stessi per darmi una notizia elettrizzante. "Che ne dici di una serata pizza e film?"
Nonostante la stanchezza, sento che avrei bisogno di staccare la spina e svagarmi un po'. Conosco però i tuoi gusti e non penso potrei sopportare un romantico film in costumi d'epoca.
"Il film lo scelgo io però..." preciso, perentoria.
"Va bene, basta che non mi proponi di nuovo un film di 007 con Sean Connery" dici con spirito di trattativa.
"Ma..." ti rispondo, ferita nell'orgoglio. Ti avrò costretta a vederli tutti.
"Aggiudicato per quello allora!" dici arrendendoti. Sai che è il genere di film che riesce sempre a tirarmi su di morale e dalla mia faccia capisci che ne ho davvero bisogno.
Arrivo a casa tua dopo essere passata al videonoleggio, e quando mi apri ti sventolo davanti agli occhi il DVD come se avessi in mano la carta vincente.
"Questa sera la stupisco, Dottoressa...le ho portato un film di 007, ma con Daniel Craig!" e appena dico queste parole cercando di mantenere un aplomb da agente dell'MI6, scoppi a ridere.
Mi fai entrare e dopo qualche minuto arriva la pizza. Apri una bottiglia di vino e ci mettiamo comode sul divano per mangiarla, facendo partire il film. Durante le scene più intense, vedo che cerchi di trattenerti dal chiudere gli occhi, quasi ti imbarazzasse far vedere che non sei a tuo agio con le scene di sparatorie. Io invece non posso godermela come una pazza.
Dopo mangiato inizi a sentire un po' freddo, così vai a prendere una coperta che stendi sulle nostre gambe. Ad un certo punto, non so se per il dolce tepore o per gli occhi che si fanno sempre più pesanti, mi addormento.
Maura POV
Non sentendo più i tuoi commenti entusiasti ad ogni esplosione, così mi volto e vedo che ti sei appisolata. Il tuo viso si è fatto sereno, rilassato, a differenza di quando ti avevo vista oggi mentre stavi uscendo dal lavoro. Avevi la classica espressione di quando non riesci a venire a capo di un caso: sei troppo testarda e inflessibile con te stessa, per ammettere di non riuscire sempre a trovare la soluzione al primo tentativo. In questo siamo davvero molto simili, anche se la scienza mi ha aiutato a capire che per certe risposte c'è bisogno di tempo.
Ti basta qualche minuto perché il sonno si faccia più pesante, lo capisco perché ti muovi per cercare una posizione più comoda e ti ritrovo accoccolata vicino a me. E della forte e imperturbabile Jane resta poco. Rivedo quella Jane che solo io avevo la fortuna di poter conoscere. In realtà ci provavi pure con me a nascondere questo tuo lato. Quanto mi mancano quei momenti. Vorrei non sentirne così tanto la mancanza, perché quello che hai fatto mi ha ferita. Mi sono scervellata per capire le ragioni dei tuoi gesti. In un colpo solo avevo perso la mia migliore amica e l'amore della mia vita. Non riuscivo ad accettarlo.
Muovi la testa nel sonno e una ciocca di capelli ti finisce davanti al viso. Te la scosto, e mentre lo faccio accarezzo la tua guancia. Il solo tocco della tua pelle mi dà un brivido. Eppure sembri essere una calamita per me, c'è una forza che mi attira verso di te. Ti stai ancora girando nel sonno quando il tuo volto si appoggia sullo schienale del divano e si volge verso di me. Sembra che tu mi stia guardando, ad occhi chiusi. Il mio respiro accelera, la serenità del tuo viso mi ricorda perché mi ero innamorata di te. Proprio per quella te inaccessibile al resto del mondo. Ti accarezzo di nuovo la guancia, delicatamente...non voglio rischiare di svegliarti. Questo momento sembra essere un regalo per me, per darmi un attimo di gioia dopo tutto quello che è successo. E non so come, non riesco a resistere e poso le mie labbra sulle tue.
Basta quel tocco a farmi ripercorrere nella mente tutti gli istanti più significativi di noi...quando ho capito di provare qualcosa di più, la sera in cui abbiamo fatto l'amore per la prima volta, i nostri weekend lontano da tutto e da tutti...la nostra rottura, le verità dette a metà...la scelta di rimanere qui. Stacco dolcemente le mie labbra dalle tue, e noto che dormi ancora.
Non saprai mai di questo momento. Non sono pronta a ricominciare con te, ho paura...di soffrire come in passato, paura che tu non sia pronta ad affrontare il giudizio degli altri per noi...forse nemmeno io sono ancora pronta a farlo questo. Sei scappata una volta, hai scelto la via più semplice...hai scelto per entrambe. Un giorno forse questa paura se ne andrà. E potremo ritornare.
