Flashback

Maura POV

Stamattina ci siamo dovute salutare a casa. Un po' mi spiace perché è divertente iniziare la mattina insieme, facendo colazione assieme con un senso di quotidianità da coppia datata, e poi scendere dall'auto arrivate al lavoro e tornare ad essere solo Jane e Maura, semplici colleghe molto affiatate. Quando abbiamo affrontato il discorso di dirlo ad amici e parenti, abbiamo convenuto che non fosse ancora il momento.

Avevi alcune indagini da fare in periferia, così son venuta in centrale da sola. Arrivo nel mio ufficio e vedo una busta sopra la mia scrivania, il che è molto insolito perché non ricevo mai posta al lavoro. Guardo subito da parte di chi sia, ma il nome scritto come mittente non mi dice nulla. Strano perché di solito ho un'ottima memoria per i nomi. Mi decido ad aprire la busta, e inizio a leggerne il contenuto. Non posso credere ai miei occhi, un urletto di gioia mi esce di bocca e quando vedo al di là della vetrata i colleghi del laboratorio guardarmi male, mi ricompongo all'istante.

- Stasera passo da te dopo il lavoro. Devo darti una bella notizia. Ti amo, M.- ti scrivo via messaggio.

"Susie, devo uscire a fare delle commissioni. Puoi fare a meno di me per qualche ora?" Urlo alla mia assistente, nella stanza affianco.

"Ma certo dottoressa, non si preoccupi" mi risponde, ma quando è a metà della frase io sto già correndo verso l'ascensore.

Non ami le sorprese, ma qualcosa mi dice che questa ti piacerà.

Jane POV

Da quando mi hai scritto, ho provato a vedere se per messaggio riuscivo a tirarti fuori qualche dettaglio in più. Sono troppo curiosa e sai che odio stare sulle spine...e proprio per questo la cosa ti diverte un mondo! Non sono riuscita a passare in ufficio nemmeno a salutarti: il caso di persona scomparsa fortunatamente si è risolto per il meglio e non abbiamo avuto bisogno delle tue competenze.

Arrivo a casa mia e voglio che tu faccia presto, così ti scrivo:

- Non mi hai dato nemmeno un indizio...sei spregevole! Ti conviene muoverti e venirmi a dire che succede -

Invio il messaggio e appoggio il telefono sul tavolo della cucina, ma dopo mezzo secondo torno indietro e ci ripenso. Ho deciso di darti un incentivo.

- PS Sto per andare a farmi la doccia... -

Mi avvio verso il bagno, non senza prima aver acceso lo stereo con un po' di sound rock. Sono stonata come una campana, come te del resto, ma cantare sotto la doccia mi aiuta a lavare via la stanchezza della giornata.

Ho ancora i capelli bagnati quando ti sento suonare alla porta. Vengo ad aprirti, e sono già pronta ad accoglierti con un bacio, quando vedo che con te hai un pacco ingombrante, che fai fatica a far passare per la porta. Ti aiuto e lo prendo per farlo passare incolume attraverso l'ingresso e lo appoggio sul tavolino del soggiorno.

"E questo cos'è?" ti dico sorpresa, cercando di capire quale possa essere il contenuto del pacco misterioso. Ne abbiamo di tempo prima di arrivare ad un anniversario, e sai benissimo che mancano mesi al mio compleanno. Quindi a cosa dovrò mai l'onore?

"Non le sembra di dimenticarsi qualcosa, Detective?" mi chiedi ferma ancora vicino alla porta, che hai appena chiuso dietro di te. Torno verso di te e inizio a parlare a raffica, come se stessi facendo supposizioni su un caso dei nostri.

"Non è il mio compleanno...e nemmeno il mio onomastico Maura, quindi davvero non riesco a..."

Interrompi quel mio farneticare con un bacio, breve ma passionale.

"Intendevo che ti stavi dimenticando questo, genio!" dici prendendoti gioco di me. In effetti non ho particolarmente brillato di intuito in questa occasione.

"Dai su, aprilo..." mi inciti, come se avessi davanti un bambino alla mattina di Natale.

Lo apro e piego leggermente la testa, perplessa. Il contenuto è...una valigia.

"Guarda dentro!" mi inciti, vedendo la mia faccia un po' confusa. Apro la cerniera e vedo che all'interno c'è una busta. Ti guardo sempre più disorientata, mentre la apro e vedo che all'interno c'è un buono per un weekend in una casa al mare e due biglietti aerei.

Wow, sono...felice e sorpresa e...ancora un po' confusa e capisci che è il momento di darmi qualche dettaglio in più.

"Ti dice qualcosa il nome Dennis Rockford?"

La mia espressione si fa ironicamente concentrata e dopo qualche secondo di finta riflessione, scuoto la testa e ti rispondo di no.

"Sono sicura che ti ricorderai di lui...lo avevano portato in laboratorio come morto, ma..."

"Oh si, ora ricordo...l'uomo Zombie!" ti interrompo all'istante, quando ricordo quanto esilarante fosse stata quella scena.

"Si, ecco...si dà il caso che sia proprietario di una serie di residenze che affitta tra Malibù e Santa Monica. Si sentiva ancora in debito con me per avergli salvato la vita, ed ha deciso di sdebitarsi così e...diciamo che vorrei avere compagnia".

"Oh ma è fantastico...mi stai dicendo quindi che stiamo per andare a farci un weekend insieme, solo tu ed io?" non riesco a trattenere l'entusiasmo quando ti vedo fare di sì con la testa.

"E come faremo col lavoro? Dannazione, sembrava strano potesse..." dico, mettendo il broncio.

"Ho già pensato a tutto io, ovviamente! Solo che dovrai perdonarmi per aver deciso al posto tuo quando sfruttare i tuoi giorni di ferie..." dici, ponendoti il dubbio di aver forse esagerato.

Ti abbraccio, raramente le sorprese mi piacciono, ma stavolta hai davvero fatto centro.

"Solo una domanda ancora..." dico, interrompendo per un secondo quel momento di felicità straripante.

"Non ho ancora capito in tutto questo cosa c'entra la valigia..."

"Diciamo che è un modo per spingerti a mandare in pensione quella povera sacca che usi come bagaglio...risale ancora a quando facevi l'Accademia di polizia!" mi dici dolcemente, ma decisa.

"Si chiama Betsy ed ha solo qualche cucitura malandata qua e là" ti rispondo, facendo le veci della mia sacca, ferita nell'orgoglio.

"...ti ringrazio...è davvero un bel regalo. Tutto lo è, non ci credo che stiamo per andare a farci un weekend in cui saremo solo io e te!"

Annullo la distanza tra di noi e ti bacio, con un trasporto tale da voler far passare attraverso le nostre labbra tutto l'amore che provo per te.