Jane POV
La sveglia suona prestissimo, il volo è praticamente all'alba. Fortunatamente il viaggio scorre molto tranquillo e abbiamo modo di recuperare un po' di sonno. Non posso che sorridere se ripenso al modo in cui mi hai tenuto la mano al momento del decollo...non che tu abbia paura di volare, ma la sensazione dell'aereo che si stacca dal suolo sembra farti un certo effetto. È stato un gesto spontaneo, quasi un riflesso, e mi hai guardata quasi per scusarti di averlo fatto.
"Tranquilla, Maura. Ci sono io..." ti ho risposto semplicemente con lo sguardo, ma sembri aver capito perfettamente.
Arrivate a destinazione, noleggiamo un auto e ci avviamo verso la nostra meta. Appena parcheggiato davanti alla casa, troviamo le chiavi esattamente dove aveva detto di averle lasciate Mr. Morto-non-morto, ed entriamo. È davvero una meraviglia: l'ambiente è spazioso e si vedono subito la cucina, la sala da pranzo, e appena oltre quest'ultima il soggiorno. Abbandono la valigia all'ingresso e mi addentro per studiare ogni angolo di questa casa stupenda. Ora capisco perché è ricco sfondato, gli affitti avranno prezzi stellari! In soggiorno c'è una vetrata che dà sulla terrazza, in legno, molto ampia, con un tavolo e le sedie per mangiare all'aperto, e si può godere di una vista spettacolare sul mare. Un brevissimo sentiero conduce alla spiaggia, e resto rapita da quel panorama.
Ti avvicini e mi abbracci da dietro e ci fermiamo a contemplare insieme il mare. Sembra un gesto quotidiano, come se questa fosse la nostra vita da sempre. Voglio respirare a pieni polmoni questo momento, non perdermene nemmeno un istante. Appoggi il tuo mento alla mia spalla e mi inviti ad andare a vedere il resto della casa. Ti seguo e saliamo al piano superiore. Ci dividiamo per scoprire i diversi ambienti. Questa casa è enorme...tu probabilmente non avrai la mia stessa sensazione - del resto anche casa tua lo è - ma se penso al mio mini appartamento...ok, meglio pensare ad altro.
Mi sto guardando in giro quando sento che mi chiami.
"Jane, vieni!" Urli per richiamare la mia attenzione.
Seguo la tua voce e ti raggiungo in quella che scopro essere la camera matrimoniale, ed è stupenda. Anche qui c'è una vetrata che da su una piccola terrazza e dal letto si può vedere il mare. Mi fermo all'entrata per un attimo, per guardarti: pure tu, che sei cresciuta in una famiglia molto ricca, che passavi le vacanze estive in Francia, sei meravigliata di tutto questo. Ed è bello vederti così felice. Sei davvero la cosa più bella che abbia mai visto. Ti volti verso di me e capisco che mi vuoi vicina a te, ti abbraccio e ti stampo un bacio sulla fronte. Cerco con gli occhi, con la pelle, con tutti i miei sensi di fermare questo momento nella mia mente. Voglio ricordare ogni percezione di questo istante.
Ci sistemiamo, e poi decidiamo di andare a fare una passeggiata sulla spiaggia. Stiamo parlando un po' di tutto, camminando sul bagnasciuga, quando inizi a fare un discorso pieno dei tuoi soli termini incomprensibili sulla fauna marina che popola le coste di questa zona. Al che non resisto, mi fermo in modo da farti andare un po' avanti, non te ne accorgi e ti lancio addosso un po' di acqua. Ti volti e mi guardi, con una faccia tra il sorpreso e l'arrabbiato. Non riesci però a tenermi il broncio nemmeno 30 secondi, e vedo che vieni verso di me. Ti vendichi, e in un attimo ci ritroviamo così, spensierate, a bagnarci a vicenda. Ti prendo per le braccia e ti stringo, e quando riesco ad avere una presa solida, con una mano inizio a farti il solletico - che tu soffri terribilmente - e per cercare di scappare finisci con il cadere a terra, trascinandomi con te. Le onde, ormai rimaste piccoli lenzuoli che arrivano ciclicamente sulla battigia, passano sotto di te, bagnandoti la schiena e i capelli sparsi. Mi guardo intorno e non c'è assolutamente nessuno che possa disturbarci, sembra di essere in un angolo di paradiso, solo per noi. Le mie labbra si avvicinano alle tue e le divorano avidamente, quando un onda un po' più forte ci sorprende, bagnandoci i vestiti. Il tuo abitino prendisole aderisce perfettamente alle tue forme, e sento che devo averti. Ti prendo in braccio, prima che arrivi un'altra onda, e ti porto fino dentro casa, come fossi la mia sposa. Non posso resistere a lungo a guardare i tuoi occhi: vedo un'amore puro, incondizionato, e mi sento come se non meritassi questa fortuna.
Maura POV
Mi sollevi dal bagnasciuga e ti avvii verso la casa, portandomi tra le braccia. Sono forti e mi fanno sentire protetta, e sento che non c'è nessun altro posto in cui vorrei stare. Ti guardo e incroci per qualche secondo i miei occhi...sembra che non ti senta degna di tutto questo. Continuo a guardarti, voglio farti sentire che questa felicità è per te, che sei una persona meravigliosa e non meriti niente di meno che essere felice. Arrivate dentro casa, mi fai tornare con i piedi a terra e ti prendo per la mano, trascinandoti verso la nostra camera. Appena entriamo, mi blocco e ti attiro a me per baciarti. Vorrei suggellare con questo bacio quello che i miei occhi cercavano di farti capire. La mia lingua bussa alla tua bocca, cerca la sua compagna disperatamente. Quando le nostre lingue si incrociano, sembrano completarsi in una danza inebriante. Le nostre mani si uniscono per i palmi, come se fossimo una il riflesso dell'altra. Ti accarezzo i fianchi e ti accompagno fino a farti sedere sul bordo del letto. Mi tolgo il vestito ormai bagnato, e resto in intimo. Mi guardi e il modo in cui lo fai mi fa sentire la donna più bella del mondo. Non ho mai avuto problemi con il mio corpo, anzi, ma le sensazioni che mi fanno provare i tuoi sguardi vanno oltre tutto questo. Mi avvicino e mi siedo a cavalcioni su di te, scostandoti i capelli, prima di far posare nuovamente le mie labbra sulle tue. Il tuo viso viene verso il mio, e mi attiri maggiormente a te, passando le tue mani dietro la mia schiena. Continuo a cercare i tuoi occhi, che sfuggono appena li incrocio, finché ti prendo la testa tra le mani e blocco il tuo sguardo nel mio. Voglio farti sentire bellissima, desiderata, amata, come nessun'altra persona ha fatto mai. Ne hai bisogno, lo sento, e non c'è niente che non farei per te. Liberi il mio seno, e lo prendi dolcemente con le mani, massaggiandolo. Ti sfilo la maglia e vedo che non indossi nulla sotto. Quella visione mi blocca per un instante, togliendomi il respiro. Passo le mani prima sulle tue spalle, forti, poi sui tuoi addominali, definiti, perfetti. Il tuo sguardo mi desidera, mentre risalgo toccandoti il seno. La tua presa sulla mia schiena si fa più forte, e pianti le tue unghie su di essa, ma è un tocco ancora controllato, come se avessi paura di farmi male. Come potresti, Jane. Con il mio corpo mi appoggio a te fino a farti stendere sul letto, facendo aderire perfettamente le nostre forme. Bacio avidamente il tuo collo, lasciando qualche segno del mio passaggio. Ogni mia fibra è guidata dalla voglia di fare l'amore con te. Senza fretta, senza freni, senza paure. Ci siamo solo noi. Sento la tua pelle fremere al passaggio delle mie dita, e solo questo non fa che farmi ardere ancor di più di desiderio. Le tue mani scendono dalla mia schiena fino al sedere e lo prendi con forza, mi spingi verso di te, come se ci fosse ancora distanza da colmare tra di noi. In un attimo ribalti le posizioni e mi spingi più su, per farmi sdraiare completamente sul letto. Baci ogni centimetro dei miei fianchi e del mio addome, in una lenta risalita che ti porta a leccarmi un capezzolo, che si indurisce appena sente il tuo tocco. Lo baci per poi prenderlo completamente con la tua bocca. Sembri non volertene staccare per nulla al mondo, e le attenzioni che gli riservi iniziano a farmi gemere, invocando il tuo nome. Stacco leggermente la schiena dal letto, per sentire ancora di più la tua bocca possederlo. Con una mano scendi piano, fino ad arrivare al bordo in pizzo del mio intimo, che inizi a sfilare, aiutandoti con l'altra mano. Alzo il bacino per assecondarti. Mi togli gli slip e li lasci cadere sul pavimento, mentre torni a stenderti sopra di me, ma leggermente di lato, con la tua gamba tra le mie, premendo piano sul mio centro. Il mio respiro si fa più affannoso mentre non smetti nemmeno per un attimo di accarezzarmi. Allungo la mano fino a raggiungere il tuo intimo: passo le dita sopra la stoffa e sento subito che sei decisamente bagnata.
Sei impaziente, così con un movimento rapido togli rapidamente quel tuo ultimo indumento, e ti ristendi al mio fianco. Passi la tua mano sotto il mio collo, e con l'altra mi cingi in un abbraccio. Con il naso assapori il profumo dei miei capelli.
"Profumi di mare...adoro questo profumo su di te" mi dici, teneramente.
Mi fermo a guardarti e, senza staccare lo sguardo, in un attimo sono di nuovo sopra di te. Con la mia bocca fremente prendo un tuo capezzolo che inizio a torturare avidamente, guidata da una passione irrefrenabile. Il tuo seno piccolo, ma ben proporzionato, mi conquista sempre di più ad ogni tocco. Le tue mani spingono il mio bacino verso il tuo, facendomi muovere sopra di te scontrando le nostre intimità. Appena il tuo respiro si fa affannoso, le tue mani si spostano e mi afferri il seno, mentre continuo a muovermi sopra di te. Ad un certo punto le tue mani sui miei fianchi mi spingono ad interrompere quel contatto, per poi sentirti scivolare con il corpo verso il basso, fino ad arrivare con la testa proprio di fronte al centro del mio piacere. Inizi a baciare e poi leccare la mia intimità. Sono totalmente in balia delle tue attenzioni. Infilo le mie dita tra i tuoi capelli e ti attiro a me, come se non mi bastasse ancora. Mi riprendo per un attimo da questo vortice di passione, e non so con che forza mi stacco da te. Non mi basta sentirmi tua, voglio farti mia. Il tuo sguardo è leggermente confuso, sorpreso, mentre mi vedi girarmi e scendere lentamente sul tuo corpo, mentre la mia intimità fremente si riavvicina al tuo viso. Appena la mia bocca arriva a posarsi sul tuo clitoride, lasci andare un sospiro di piacere.
"Oh Maura..." sussurri, mentre sento il tuo fiato caldo sulla mia intimità farmi sentire una sensazione mai provata prima. Prendi i miei fianchi e mi attiri ancora di più verso la tua bocca. Le nostre lingue si muovono sui nostri centri all'unisono, e rapidamente arriviamo vicine al piacere. Non riesci più a trattenere le tue urla, così continui la tua tortura per me facendo entrare delicatamente due dita dentro di me.
"Oh mio dio, Jane..." sospiro, affannata dal piacere che le tue spinte generano in me. Così le tue spinte si fanno più decise, mentre decido di ripagarti con la stessa moneta. I nostri respiri si fanno più ravvicinati, più intensi, più energici, mentre l'ambiente si riempie dei nostri nomi sospirati con passione. Finché finalmente raggiungiamo l'apice, insieme, urlando i nostri nomi, prima di posare nuovamente le nostre bocche ad assaporare fino all'ultimo il frutto del nostro desiderio.
Passiamo il resto della giornata tra le coperte, senza sentire il bisogno di rivestirci, libere di godere ogni secondo della vista completa del corpo dell'altra. Mi addormento, tra le tue braccia, protetta, amata, al sicuro. Nel sonno mi sembra quasi di sentirti dirmi che mi ami, più volte, e anche se fosse solo una mia illusione, quel pensiero mi fa fare sogni sereni.
Mi sveglio e da una prima analisi delle tinte del tramonto che vedo dalla camera, capisco che è quasi ora di cena. Esco sul balcone e sento un invitante profumino arrivare dalla terrazza principale. Jane Rizzoli, spero per te ci sia anche qualcosa a base di tofu o seitan tra quegli hamburger che stai griglia di o saranno guai seri. Ti raggiungo sul terrazzo, quando mi fermo sulla porta e ti guardo. Davanti a me sembra prendere forma una visione: siamo in una casa, grande con il giardino e stai cucinando la tua solita grigliata domenicale. Mentre giri la carne noto un dettaglio sulla tua mano. Porti la fede. E mi rattristo per un secondo pensando se sia di Casey o di Cameron, o di chissà chi altro...due bambini corrono nel prato, giocano, si rincorrono, quando la più piccola di nasconde davanti alle tue gambe e appena l'altro bambino si avvicina, lo prendi e lo carichi in spalla, facendoli ridere come matti. E il tuo sorriso è...semplicemente perfetto! Mi chiedo il perché la mia mente mi giochi questo brutto scherzo, ora che ci stiamo godendo questa fuga d'amore. E la malinconia sembra avermi presa quando mi chiami e mi inciti a raggiungerti...la mia mente per un attimo non distingue sogno e realtà. Poi sento anche le voci dei due bambini chiamarmi mamma, e di riflesso mi tocco le mani, quando...le guardo e vedo una fede al mio dito e...
"Maura, tutto bene?" la tua voce mi porta alla realtà, era un sogno, solo un brutto scherzo del mio subconscio.
"Si Jane, scusami stavi dicendo?" Ti rispondo distrattamente. Mi accorgo che delle lacrime stanno per rigare il mio viso e che non potrò fare molto per fermarle.
"Scusa Jane, deve essermi andato nel fumo negli occhi" ti dico prima di sparire di nuovo dentro casa, lasciandoti lì. Te la devi essere bevuta perché non mi vieni a cercare fortunatamente. Mi sento una tale sciocca: farmi prendere così da un semplice sogno ad occhi aperti. Forse perché non ho mai pensato di poter desiderare quel tipo di vita...fino a che non ho accettato il mio amore per te, ma soprattutto finché non ho visto quanto è grande il tuo amore per me.
Questo weekend passa troppo in fretta, l'ora di partire si avvicina inesorabile, quando penso che sarà dura tornare alla normalità, dal momento che è questa l'unica normalità che desidero: poter vivere il nostro rapporto alla luce del sole, senza filtri, senza condizionamenti.
Siamo già in aereo, pronte a lasciare questo paradiso, quando inizia il decollo ed istintivamente la mia mano stringe la tua, com'era successo all'andata. Ti volti verso di me e mi baci, con una mano che mi accarezza la guancia.
"Maura, andrà tutto bene" mi dici, senza staccare i tuoi occhi dai miei, prima di posare un dolce bacio sulla mia fronte. Hai visto le mie paure nel mio sguardo, le hai lette come fossi un libro aperto, e sai come tranquillizzarmi. Tutto mi sembra possibile con te al mio fianco. Mi addormento serena, con la testa appoggiata alla tua spalla.
