Maura POV
"Avresti qualcosa da bere?" ti chiedo, e il tuo sguardo per un attimo si distrae da pensieri che ti stavano portando chissà dove, e ne sembri sollevata. So che nel tuo frigo non ci sarà nulla se non...
"Una birra, va bene? Scusa ma non ho altro" mi dici, come se fosse un fatto insolito.
Mi passi la birra e mando giù qualche sorso di fila. Mi serve tutto l'aiuto possibile per parlarti, anche se viene dall'alcol.
Le mie mani iniziano a tremare, tu te ne accorgi e cerchi di prenderle tra le tue, ma appena le sfiori mi allontano. Non posso sentire il tuo tocco ora.
"Jane, oggi ho creduto davvero di averti persa..." mi dici, mentre la voce mi diventa sempre più incerta ad ogni parola.
"Ehi Maura, scusami ma questo cosa c'entra con te e Jack?" mi interrompi. Sento un peso che mi sembra impossibile da gettare via.
"Te lo chiedo per favore Jane...ascoltami senza interrompermi. È già abbastanza difficile così..." continuo. Mi sento come se fossi io ora sul parapetto, pronta a gettarmi nelle gelide acque di Boston.
"Stamattina sono passata a casa, per darmi una rinfrescata nell'attesa di ricevere notizie dalle pattuglie che ti stavano cercando. Jack mi ha raggiunta per vedere come stavo. L'ho mandato via, non lo volevo lì...mi ripeteva che ti avremmo ritrovata e che tutto sarebbe andato per il meglio. Continuava a dirmi che qualunque cosa sarebbe successa, lui sarebbe stato al mio fianco" sento le parole uscire come un fiume in piena. Cerco di mantenere il controllo delle mie emozioni, per quanto sia difficile. Incrocio il tuo sguardo, ma non riesco a sostenerlo. Torno a guardare la bottiglia di birra che tengo tra le mani e noto che le mie dita stanno facendo a brandelli l'etichetta. Lo noti anche tu, perché allunghi di nuovo le tue mani verso le mie e questa volta non oppongo resistenza.
"Jane, il solo pensiero di poterti non rivedere..." dico mentre inizio a singhiozzare. Appoggio la bottiglia al tavolino e stacco le mani dalle tue, per coprirmi il viso. Risento nelle orecchie le parole che ho appena detto, e scoppio a piangere. La tua mano inizia a passare sulla mia schiena per cercare di calmarmi. Ma sembra avere l'effetto opposto perché il mio pianto si fa sempre più forte. Il tuo tocco...solo qualche ora fa pensavo davvero che non l'avrei sentito più.
Jane POV
Sei turbata, ma non sembra sia solo per quello che mi è successo. C'è dell'altro, così continuo a passarti la mano su e giù lungo la schiena...sfogati Maura, tira fuori ciò che ti turba. Ci sono io qui.
"Gli ho detto che non potevo più frequentarmi con lui...perché..." mi dici e io trattengo il fiato. Quella pausa sembra durare un'eternità e temo ciò che potrà uscire dalla tua bocca. Quasi quanto temo che ciò che desidero non esca invece.
"Perché amo ancora te, Jane. Nonostante tutto, nonostante il male che mi hai fatto...che ci siamo fatte. L'ho capito quando ti ho vista, dopo aver baciato Jack. E stamattina, lì su quella banchina..."
Ora mi guardi, con nei tuoi occhi ancora delle lacrime, e mi sento morire. Mi sento così stupida a non averlo capito. La tua non era freddezza, cercavi con tutte le tue forze di nascondere quello che provavi. Ci provavi con tutta te stessa, e ci sei riuscita fin troppo bene.
"Maura, è stata una giornata intensa, per te soprattutto. Io sono stata troppo impegnata a cercare di sopravvivere, ma tu hai avuto tempo di riflettere, pensare, tormentarti...non penso tu sia lucida. Forse dovresti richiamare Jack..." ti dico, e vorrei prendermi a schiaffi. Mi hai detto che mi ami, nonostante tutto quello che è successo. Dovrei essere felice, ma non posso non chiedermi se tu provi davvero questi sentimenti per me o se sia la stanchezza della giornata a guidare le tue parole. Non sopporterei se le tue parole non corrispondessero a verità, alla luce di un nuovo giorno.
"No, Jane...non puoi sminuire così questa cosa, non te lo permetto" mi rispondi decisa, e forse un po' ferita.
"Non ti ho mai dimenticata, e per un po' ho combattuto contro i miei sentimenti per te, ma la verità è che non se ne sono mai andati. Sono sempre stati lì: ho cercato di chiuderli in un cassetto e gettare la chiave, ma non ce l'ho fatta" continui, mentre la tua voce si fa più sicura, il tuo sguardo più deciso su di me.
"Non puoi dire questo, non puoi farmi sentire così" dico, quando ti vedo alzarti in piedi di scatto e iniziare a camminare nervosamente avanti e indietro.
"Dannazione Jane, ti sto dicendo che non ho mai smesso di amarti! Lo vuoi capire?"
Alzi la voce e capisco che la tua sopportazione è arrivata allo stremo. Vorrei abbandonare le mie difese e avvicinarmi a te, lasciarmi andare senza remore. Ma devo essere sicura che quello che mi stai dicendo è vero. Stai camminando su e giù dietro al divano quando il rumore dei tuoi tacchi sul pavimento si fa insopportabile e ti blocco per il polso al tuo ennesimo passaggio. Non mi serve nemmeno vederti per riuscire ad afferrarti: i miei muscoli sembrano percepire la distanza che ci separa.
Maura POV
Mi afferri all'altezza del polso: sembra quasi che la tua mano sia stata guidata da una sorta di riflesso incondizionato. I nostri sguardi sono rivolti alle pareti opposte della stanza, come i nostri corpi. Tu sei ancora sul divano e io ho interrotto la mia frenetica camminata per cercare di calmarmi. Tutto sembra fermarsi in questa stanza. Restiamo così per secondi, che sembrano ore. Siamo ancora immobili quando la tua voce sembra un bengala in una buia e fredda notte.
"Maura...tu meriti il meglio, e per te non sono io"
È come una gelida lama la tua voce. Perché Jane, perché non credi di essere tu la mia felicità? Ma soprattutto perché ti ostini a pensare di non meritare di essere felice, di non meritare me? Non riesco a darmi pace, vorrei spazzare via questi tuoi dubbi, le tue incertezze.
"Jane...l'unica cosa che so è che se penso ad un momento felice della mia vita negli ultimi anni, non ce n'è uno in cui tu non ci sia. E meritiamo di essere felici, insieme...meriti il mio amore" ti dico mentre mi sposto e vengo davanti a te. Avvicino il mio viso al tuo, finché posso sentire i nostri respiri fondersi. La tentazione di baciarti, di lasciare che sia il mio corpo a dimostrarti l'amore che provo è forte. Ma è stata una dura giornata, per entrambe.
"Ti amo Jane", ti sussurro, con le labbra ancora vicine alle tue, prima di alzarmi e congedarmi definitivamente. Uscire dal tuo appartamento in questo modo è stata la prova più dura che abbia mai affrontato.
