Maura POV

Ti ci sono volute meno di 24 ore per tornare in servizio: non ti vedo per tutta la giornata, ma quando incrocio Frankie al bar, mi riferisce che sei stata impegnata con l'arresto della moglie del tuo compagno di tuffi. Era lei l'assassina della giovane, e lo aveva incastrato a regola d'arte. A quanto pare avevi ragione, il tuo istinto ancora una volta ha fatto centro.

Esco presto dalla centrale: dopo una giornata passata nella stanza meglio nota come "Il Regno dei Morti" a lavorare su cadaveri di casi irrisolti, non vedo l'ora di farmi un bagno. Non ci sto male, con i morti intendo...ho sempre preferito i pazienti a cui non potessi nuocere più di quanto qualcuno o qualcosa avesse già provveduto a fare. Ma devo ammettere che dopo una giornata in mezzo a loro, era necessario un bel bagno, magari con delle candele profumate.

Arrivata a casa, mi concedo subito quel tanto atteso rituale di relax, e quando esco mi sento talmente distesa da non aver assolutamente voglia di mettermi ai fornelli. Mi metto qualcosa di comodo, una maglia ampia e dei pantaloni della tuta. Ho proprio voglia di relax. Inizio a studiare i volantini dei servizi di consegna a domicilio, quando sento il campanello suonare.

"Ehi Maura, scusa se non ti ho chiamata...posso entrare? Spero di non disturbarti..."

"Figurati Jane, nessun disturbo" ti rispondo, spostandomi per permetterti di passare.

"Stavi scegliendo la cena?" mi dici, appena noti i depliant sul tavolo della cucina. Ti invito a fermarti, prima che dalla mia bocca possa uscire ben altra domanda...ovvero che ci fai qui.

Ti volti e appena mi guardi il tuo sguardo si fa perplesso, come se davanti a te ci fosse qualcosa di insolito. Sei arrivata, ti ho invitata a fermarti per cena...una scena assolutamente normale, che sarà capitata centinaia di volte in anni di amicizia. Ma non posso far finta di nulla, non posso ignorare ieri sera. Capisci guardandomi che è arrivato il momento di parlarne, probabilmente prima di quanto ti aspettassi.

Jane POV

Speravo di convincerti almeno ad ordinare la cena, e che avremmo affrontato il discorso a stomaco pieno, magari con in corpo anche almeno un bicchiere di vino. Ma non sei dello stesso avviso.

"Maura, ho riflettuto su quello che mi hai detto ieri sera" e solo dire queste prime parole mi sembra come togliere un macigno dal petto, su cui però alla nostra ultima conversazione è franata sopra una montagna. Piccoli passi, Jane...una bracciata alla volta...un masso alla volta.

"Ho bisogno di saperlo...cos'è successo tra te e Jack?" E questo è un masso bello pesante.

"Jane, non puoi chiedermi questo..."

"E invece devi Maura...perché...", vorrei dirti perché non saperlo mi sta logorando

"Perché mi hai detto che mi ami..." e solo due giorni fa le tue labbra erano sue.

"Perché sono stata una stupida a lasciarti andare" e spero solo non sia stato lui la tua consolazione.

"Perché devo saperlo" perché senza parlarne prima, non ci può essere un nuovo inizio per noi.

Una singola lacrima solca il mio viso, non son riuscita a trattenerla, come sto facendo con le altre, che mi invadono gli occhi, quasi offuscandomi la vista. I tuoi occhi mi guardano, sembrano chiedersi se sono pronta a sentire ciò che hai da dire.

"Allora?" ti incito a non esitare oltre.

"Sono stata a letto con lui" dici. E in un attimo annullo la distanza tra di noi.

Maura POV

Quanto vorrei mentirti, ma so di essere una pessima bugiarda. E tu sembri davvero aver bisogno della verità in questo momento.

"Sono stata a letto con lui" ti dico, vergognandomi per quello che avevo fatto. Non ne avrei motivo, ma so perché mi hai fatto questa domanda, e non posso che stare male nel darti questa risposta. Me l'hai chiesto perché non potresti mai decidere di cominciare una relazione tra di noi, senza saperlo. E vorresti dare questa possibilità alla nostra storia, lo vorresti più di ogni altra cosa.

Appena senti le mie parole ti avvicini, con passo deciso verso di me e mi baci. Non riesco a capire la tua reazione, ma poi sento il sentimento che le guida. È possesso, tristezza...rabbia. Per qualcosa che era tuo e che senti esserti stato rubato.

La tua bocca scende rapidamente sul mio collo, lasciandomi dei segni. Non ti importa che si possano notare, senti il bisogno di marchiare la mia pelle. Ti blocchi un attimo, circondandomi con le tue braccia e ti bacio il viso, le guance...va tutto bene Jane. Questa sensazione passerà, e io sono qui, non vado da nessuna parte. Nulla e nessuno mi allontanerà più da te.

Mi guardi di nuovo negli occhi e le vedo lì, ferme come piloti che attendono il semaforo verde, poggiate sulla tua palpebra inferiore...lacrime. E mi pento di non averti mentito, ma a cosa avrebbe portato? Ci siamo già dette troppe mezze verità, e troppe bugie. Non ripetiamo gli stessi errori.

Allontani lo sguardo e con la mano sposti la mia maglietta e mi baci delicatamente la spalla. Ti sento respirare il profumo della mia pelle a pieni polmoni. Percepisco il battito del tuo cuore farsi più intenso, quando ad un tratto mi spingi contro il muro e con un movimento deciso mi abbassi i pantaloni e gli slip in una mossa sola. Torni a baciarmi il collo, il tuo respiro si fa sempre più forte, ansimante...sembra quasi aggressivo. In un attimo mi ritrovo le tue dita dentro di me, e penso a quanto mi è mancata quella sensazione. Vorrei assecondarti ma non posso, non se sei così...e scoppio a piangere.

"Jane...non così" Non ti ho mai vista, sentita in questo modo...non sei tu. Ti stacchi subito da me, lo sguardo svanito, perso. Ripeto il tuo nome mentre i miei occhi ti cercano...cercano di capire cosa ti stia succedendo.

Ti guardi attorno come se ti fossi appena svegliata da un incubo. Poi guardi me...non ti riconosci nemmeno tu.

"Jane tranquilla, non è successo niente"

"Maura, mi dispiace...perdonami" rispondi.

Prima che possa dire anche solo una parola, te ne sei già andata.