Nota: come avrete notato questa cosa dei POV mi sta un po' prendendo la mano, ma inaspettatamente dopo aver iniziato questo racconto, mi sono ritrovata a voler scrivere anche il punto di vista di Maura (non credevo ne sarei stata in grado...sul risultato lascio giudicare voi). Credo sia interessante provare a immaginare il punto di vista di entrambe, data la loro diversità di carattere e sensibilità verso le cose. Fatemi sapere che ne pensate...detto questo...buona lettura!
Jane POV
Mi sveglio e inizio a stiracchiarmi, spostando leggermente le coperte, quando mi volto e vedo che sei qui, di fianco a me, che dormi serena. La tua schiena scoperta, i capelli un po' arruffati, il viso rilassato...sei perfetta. E tra tutte le persone che potresti avere, ami me. Ancora non ci credo. Cerco di alzarmi lentamente, per non svegliarti, quando ti sento bisbigliare il mio nome, senza aprire gli occhi.
Non resisto e mi torno a stendere al tuo fianco, e ti bacio in modo casto.
"Buongiorno tesoro" ti dico, dopo quel nostro breve contatto. Mi saluti e senza aprire gli occhi ti accoccoli più vicina, con la testa poggiata nell'incavo del mio collo. Ti circondo con il braccio e inizio ad accarezzarti la spalla, con dei movimenti lenti, in punta di dita...la tua pelle è morbida come seta. Ti bacio sulla testa, assaporando con il naso il profumo dei tuoi capelli. Restiamo così per un po' finché mi chiedi se mi va di fare colazione. Penso che a differenza di casa tua, la mia dispensa è perennemente vuota, ma faccio finta di nulla.
"Torna a dormire, ti sveglio quando la colazione sarà pronta" ti dico, lasciandoti sul mio letto.
Mi infilo i pantaloni della tuta e una maglietta e scendo al bar di fronte a prendere la colazione. Nel dubbio ordino praticamente tutto il menù della mattina, e appena l'ordinazione è pronta corro subito a casa. Mi ingegno per trovare nel casino di casa mia qualcosa che assomigli ad un vassoio e ti porto la colazione a letto. Hai ripreso sonno e quasi mi dispiace svegliarti. Appoggio il vassoio di fortuna, che son riuscita a rimediare, sul comodino e mi avvicino a te per baciarti di nuovo. Sei contenta quando vedi quello che ti ho portato. Facciamo colazione, con calma: è domenica e non dobbiamo andare al lavoro. Non puoi immaginare che gioia sapere di poterti avere tutta per me, per tutta la giornata.
Passiamo il resto della mattina a letto, accoccolate, guardando la tv, ma anche facendo ben altro, e parlando del più e del meno...ma soprattutto scoprendo una nostra nuova quotidianità.
Dopo aver fatto l'amore di nuovo - non ne avrei mai abbastanza - ci sistemiamo di nuovo sotto le coperte, senza sentire il bisogno di rivestirci. Fa caldo così abbasso un po' le coperte...ok il caldo è una scusa, lo ammetto: voglio solo addormentarmi e svegliarmi guardando la mia meravigliosa donna in tutta la sua bellezza. Ti abbraccio da dietro e lascio un piccolo bacio sulla tua spalla...mi rendo conto di prendere sonno, respirando il tuo profumo.
Maura POV
Il mio sonno è sempre stato abbastanza leggero. Ho come la sensazione di sentire dei rumori, ma non ci do peso...il tuo quartiere non è solamente residenziale, a differenza di quello dove abito io. Cerco di non farci caso, quando sento un rumore di passi che si avvicinano e si interrompono di colpo.
"Ragazze, ma che diavolo state facendo?" sento l'inconfondibile voce di Angela, quando mi sveglio, ancora un po' confusa. Mi volto verso quella voce e ad un tratto realizzo quello che sta succedendo.
Tua madre mi ha appena vista nuda nel tuo letto. Attiro d'istinto le coperte più su, per coprirci.
"Ehm Angela, possiamo spiegarti" le dico mentre tu sei ancora più nel mondo dei sogni che qua. Ti tiro una gomitata per svegliarti e tu ti ridesti di soprassalto. Vedi tua madre ma non sembra la cosa ti sconvolga più di tanto...anzi sembra quasi sia per te assolutamente normale.
"Ma'...che ci fai qui?" Ti stai ancora stropicciando gli occhi: lo troverei tenerissimo, se non fosse che l'imbarazzo per questa situazione ormai ha preso il controllo di me.
"Wooo..." borbotti, rendendoti conto di quello che sta succedendo. Ben svegliata, Jane!
"Io davvero...Jane, è davvero questo che ti abbiamo insegnato?" dice tua madre, e capisci che non l'ha proprio presa benissimo. Io vorrei sparire da questa stanza, andarmene in auto premendo a tavoletta sull'acceleratore e lasciare dietro di me solo una scia di fumo. Il tuo sguardo è incredulo per la disapprovazione per nulla velata che traspare dal tono delle sue parole.
"Mamma, aspettami di là in soggiorno...arrivo subito" le dici perentoria. Non vuoi che dica altro. Esce dalla stanza e tu inizi a vestirti. Vedi la mia espressione mortificata e prima di raggiungerla ti volti verso di me.
"Maura, non ti preoccupare. Ci penso io...tu resta qui" mi sussurri dolcemente, prima di lasciarmi un bacio sulla fronte e andare in soggiorno da tua madre. Chiudi la porta, non so se per lasciare privacy a me o per non rischiare che senta ciò che temi possa dire tua madre.
Jane POV
Odio mia madre e le sue improvvisate. Non è così che volevo dirle di noi. Chiudo la porta della camera dietro di me e respiro profondamente. Devo ancora svegliarmi e odio dover essere vigile quando il mio cervello non si è ancora messo in moto. Temo dovrà farlo presto, perché questa conversazione sarà tutt'altro che piacevole.
"Mi vuoi spiegare cosa diavolo era quello che ho visto di là?" parte subito all'attacco.
"Mamma, non ti dirò che non è come credi, perché quello che hai visto era assolutamente inequivocabile." Non provo nemmeno a giustificarmi, perché non c'è nulla da giustificare. La mia voce è calma. Certo, può sorprenderti una cosa del genere. Cioè...io e Maura: capisco lo shock. Ma non c'è solo sorpresa nella tua voce, c'è...delusione e...disapprovazione. Ma mi chiedo, è possibile?! Sono nel mio fottutissimo appartamento, è entrata senza permesso, e quella tra le mie lenzuola non è certo la conquista di una notte e via. Capisco la situazione spiacevole ma mi sembra che il tono che ha sia abbastanza fuori luogo.
"Jane...tra tutte le cose che hai fatto nella tua vita, questa è sicuramente quella più...stupida!" Inizi ad urlare. E mi sento offesa. Offesa perché c'eri tu su quel letto, una persona che lei dice di amare come una figlia, e offesa perché mai avrei pensato mia madre potesse essere così, così...così bigotta. Voglio però concederle il beneficio del dubbio...vi prego, ditemi che la sto fraintendendo!
"Perché sarebbe stupida, spiegamelo..." le chiedo, con una domanda tesa a fugare i miei dubbi.
"Perché c'è una donna nel tuo letto, Jane!" Il volume della sua voce è sempre più alto e temo non sia possibile che tu non stia sentendo tutto questo. -Scusami Mau, scusami davvero tanto per lei- penso tra me e me.
"Mamma, è Maura!" Rispondo. "Non è UNA donna" continuo, come a voler urlare che dannazione, quella in camera mia è una persona speciale.
"Non hai battuto ciglio quando ha conosciuto la madre di Frost e la sua compagna, mi spieghi cosa diavolo ti prende?" Cerco di capire cosa sia scattato nella tua testa.
"Jane, tu sei mia figlia!" Mi dice, quasi ruggendo.
"E lei è l'amore della mia vita!" Dico, tirando fuori anch'io la leonessa che c'è in me.
"Pensi che durerà? Quando capirete che il mondo là fuori non vi accetterà mai, quando vi renderete conto di non potervi costruire una famiglia, che non potrete essere madri di figli vostri..."
Esito per un attimo...non ci credo, è veramente come pensavo. Mia madre non accetta noi. Non è shock per il modo in cui ne è venuta a conoscenza, o per paura che possiamo aver rovinato la nostra splendida amicizia, ma è il fatto in sé che la disturba tanto. In quell'istante vedo che lei si volta e il mio sguardo segue il suo.
"Scusate, non volevo interrompervi. Credo sia il caso che me ne vada. Con permesso" dici avviandoti verso la porta.
"Maura non te ne andare" ti dico venendo verso di te per fermarti. Non voglio che tu te ne vada, non dopo quello che hai sentito. Riesco a fermarti sull'uscio, quando mi passi la mano dietro il collo e avvicini le nostre fronti.
"Va tutto bene, Jane...ci sentiamo dopo, vado a dare da mangiare a Bass" mi dici a bassa voce, come a voler ritagliare un piccolo secondo solo nostro, prima di baciarmi la fronte e andartene. Lo sguardo che però rivolgi a mia madre prima di uscire mi rende fiera di te. La geli in un secondo prima di dirle, con la tua impagabile classe: "Signora Rizzoli, buona giornata". L'hai sempre considerata come una seconda madre, ma il modo in cui ha parlato di te, di noi, ti ha reso una tigre, pronta a saltarle alla giugulare. Non ti facevo così protettiva, e mi sento quasi lusingata.
Chiudi la porta e resto lì a guardarla, sapendo che mi aspetta il secondo round.
Maura POV
Non riesco a seguire bene tutto quello che vi dite: non perché parliate a voce bassa, ma per la foga con cui lo fate, che mi fa perdere qualche parola. Avrei avuto più possibilità se vi avessi viste parlare senza riuscire a sentirvi: sono molto brava nella labiolettura.
Due frasi però riesco a sentire distintamente...
"C'è una donna nel tuo letto, Jane!" e mi ferisce. Ho sempre considerato Angela come la madre che la mia non è stata capace di essere. L'ho accolta in casa quando ha avuto bisogno, e ora che mi vede con sua figlia divento una sciacquetta da quattro soldi? Con un gesto di stizza, sbatto il pugno contro la porta, ma per fortuna non mi sentite, siete troppo impegnate a urlarvi contro.
"È l'amore della mia vita!"...sento la tua voce. E nel dire queste parole posso percepire il tuo desiderio di urlarlo al mondo. E questo mi riempie di gioia. Capisco che non hai bisogno di me per tenere testa a tua madre, così decido di rivestirmi e togliermi dai piedi.
Apro leggermente la porta, quando sento tua madre che ti chiede se pensi che durerà, che resisteremo alle difficoltà che incontreremo e se sopporteremo di non poter avere una famiglia nostra. Ed è come se questa domanda la stesse facendo anche a me, spettatrice nascosta. Ti sento esitare...e non posso che comprendere il perché. È ancora troppo presto per parlare di certe cose, ma lo faremo...abbiamo tutto il tempo del mondo per farlo.
Non sopporto in questo momento la vista di tua madre, che mi squadra come se fossi la conquista di una notte che mestamente torna a casa, indossando il vestito sgualcito della sera prima e con i capelli in disordine. So di non essere questo per te, quindi provo solo tanta pena per la sua incapacità di capire, di accettare.
Ti avvicino, passandoti una mano dietro la nuca, avvicinando le nostre fronti. Un contatto che vuole trasmetterti tanti pensieri, per darti forza. Sono con te, Jane, ma è giusto che parliate senza me che ascolto nell'altra stanza. Io ci sarò, ad aspettarti, a rimettere insieme i pezzi se necessario. Hai detto che sono l'amore della tua vita, beh tu sei il mio...solo che non è il momento giusto per dirtelo. Lascio un tenero bacio sulla tua testolina e me ne vado. Non prima di aver fulminato Angela con uno sguardo da temibile Regina dei Morti quale sono.
