Jane POV

Resto rivolta per qualche secondo verso la porta, che hai appena chiuso dietro di te. Devo prendere fiato prima di riprendere questa conversazione. Cerco di focalizzarmi sulle ultime attenzioni che mi hai rivolto prima di andare via, e mi sento pronta.

"Mamma...davvero, non riesco a credere a quello che hai detto" le dico, con voce rassegnata.

"Non volevo lo scoprissi così, ma visto che è successo, voglio raccontarti tutto...dal principio" continuo.

"Sono innamorata di Maura da anni. Non so bene da quando, penso sia stata semplicemente una realtà di cui mi sono resa conto con il tempo" e inizio a raccontarle di quando ho capito che ti guardavo non come si guarda un'amica, che le sensazioni che provavo quando ti sfioravo per caso mi lasciavano sempre più perplessa, che ho passato notti a tormentarmi man mano che diventavo più consapevole dei miei sentimenti. Cerca diverse volte di interrompermi, come se non volesse sentire una parola di più.

"Ma'...perché piangi adesso?" Dico, convinta che ora che sai tutto non puoi non essere felice per noi e che le tue sono lacrime di gioia. Quando le tue parole mi fanno capire che è esattamente il contrario.

"Perché avrei preferito rimanere nell'illusione che tra voi fosse stata solo la storia di una notte...mi spiace Jane, ma non posso accettarlo" mi risponde e in un attimo tutto il mio mondo sembra crollarmi addosso. Ho sempre avuto un rapporto stretto con lei, soprattutto dopo il modo in cui mio padre l'aveva lasciata. Ed è per questo che mi fa così male dirlo...

"Ho lottato troppo a lungo contro i miei sentimenti, e io e Maura ne abbiamo passate tante...finché non accetterai la nostra storia, finché non accetterai...noi...non ci sarà posto per te nella mia vita" e la mia voce si fa triste, rassegnata, ma mi rendo conto che è l'unica opzione. Non è semplice dirle queste parole, ma tu vieni prima di tutto.

"Ora vai..."

"Sono tua madre...Mi cacci fuori così? Per tornare dalla tua...donna?" dice con disprezzo.

"Credo di non aver nient'altro da dirti. Ora fuori dal mio appartamento!" le rispondo, senza nemmeno cercare di trattenere la rabbia nei suoi confronti.

Se ne va e mi siedo sul divano stremata. La famiglia è sempre stata fondamentale per me, e spero solo che mia madre farà pace con tutto questo molto presto. Fino ad allora, saremo tu ed io. E mi va bene così.

Conoscendola, so che nel giro di breve anche Frankie lo saprà, ma non ci voglio pensare: per oggi ho già avuto la mia dose sufficiente di drammi famigliari.

Maura POV

Sento una macchina parcheggiare nel vialetto e tiro un sospiro di sollievo...sono ore che non ti fai sentire e iniziavo a preoccuparmi. A stento ho resistito all'idea di scriverti, volevo lasciarti i tuoi spazi, ma non sapere come stavi dopo quella che, già da come era cominciata, immagino esser stata una difficile conversazione, mi preoccupava.

Vengo ad aprirti e dalla tua faccia capisco quanto tu sia stremata.

"Mettiti comoda, io intanto preparo la cena..."

Non sono una grande chef, non ho lo spirito creativo, ma la mia precisione e meticolosità mi rendono facile eseguire con buoni risultati anche ricette complesse.

"Mhmm...così mi vizi" mi dici, abbracciandomi da dietro e lasciandomi un tenero bacio sulla guancia. Il mio viso sembra voler seguire le tue labbra, quando si allontanano da esso, e sorrido come se fossi una scolaretta alla prima cotta. Non per imbarazzo, ma perché devo ancora realizzare del tutto che finalmente siamo di nuovo insieme...siamo di nuovo noi...che tutto questo è reale. Ti stacchi da me, chiedendomi se mi va di bere un po' di vino. Come potrei dire di no!

"Prendi la seconda bottiglia sul terzo ripiano, si abbinerà perfettamente alla cena" ti consiglio, senza staccare gli occhi dalla padella. Solo il tuo silenzio attira la mia attenzione e vedo mi guardi stranita.

"Che c'è?" Ti chiedo, non riuscendo a capire a cosa sia dovuta la tua espressione.

"Vuoi dirmi che ricordi a memoria la posizione nella cantinetta di ogni singola bottiglia di vino?" rispondi, allibita.

"Oh Jane, non scherzare..." rispondo come se la tua domanda fosse assurda.

"...è solo che le bottiglie sono ordinate in verticale per tipologia e...in...orizzontale...per...persistenza...decrescente" dico a rallentatore, come se mi vergognassi, rendendomi conto che forse la tua supposizione non era poi così infondata.

Il tuo sguardo si fa tenero. Conosci la mia maniacale organizzazione di qualsiasi cosa e anche se mi prendi spesso in giro per questo, la trovi adorabile. Sinceramente non so come fai. Soprattutto considerando che su questo siamo davvero agli antipodi!

Inforno la carne e il contorno per un ultima rosolatura, ci vorranno pochi minuti. Intanto ci godiamo il nostro calice di vino, ma penso solo che vorrei chiederti com'è andata con tua madre. Il fatto però che tu non abbia ancora tirato fuori l'argomento mi fa desistere da questo mio proposito.

"Maura, so che stai morendo dalla voglia di chiedermi com'è andata, è inutile che cerchi di nasconderlo."

A quanto pare Detective Rizzoli mi conosci davvero bene. Non serve che aggiunga altro e inizi a raccontarmi tutto.

"Jane, non posso chiedere che tu abbia detto questo a tua madre. Non è giusto, è la tua famiglia" ti dico, dopo averti lasciata finire. Mentre ti aspettavo ho riflettuto e sono arrivata alla conclusione che in fondo tua madre un po' la capisco. Del resto in passato non le avevi dato modo di immaginare di potersi trovare davanti ad una scena del genere, a prescindere da chi fosse la donna nel letto con te...se pensi che meno di un anno fa ricevevi una proposta di matrimonio da Casey! Deve averla scossa vederti a letto con una donna. E penso che in quel quadretto il fatto che fossi io lì con te, sia stato "solo" un problema in più.

"Maura, no! Ho preso la mia decisione e lei è libera di prendersi tutto il tempo che vuole per accettare la nostra storia...fino a quel momento, può benissimo fare a meno di vedere sua figlia" ribadisci perentoria.

Decido di non controbattere, è una cosa che devi gestire tu, come meglio credi.

Ceniamo e poi ci accoccoliamo sul divano per vedere un film. Stasera toccherebbe a me la scelta, ma cerco di trovare un buon compromesso tra i miei gusti e i tuoi...una storia d'amore (per me) e scene di volo avvincenti (per te)...Top Gun!

Stiamo lì abbracciate, io con la testa appoggiata sull'incavo del tuo collo, tu che mi circondi con le tue braccia, accarezzandomi la pelle lasciata scoperta dalla t-shirt che indosso. Respiro il tuo profumo, che mi rilassa tantissimo. Ad un certo punto, le tue carezze si interrompono, penso che sia perché siamo ad una delle tue scene preferite, invece sei altrove con la testa.

"Maura, posso farti una domanda?" mi chiedi titubante.

"Certo Jane, dimmi..." ti rispondo, teneramente.

"Hai mai pensato di farti una famiglia?"

La tua faccia è diventata tesa, preoccupata di cosa potrei dirti. Mi sistemo meglio, seduta di fianco a te, in modo da affrontare l'argomento potendomi fare forza sulla bellezza del tuo sguardo che si posa su di me.

"Sinceramente? Sì, mi è capitato di pensarci. La mia storia familiare non aiuta, il rapporto freddo con mia mamma prima e le difficoltà con Hope poi, mi hanno sempre portato a non essere sicura di riuscire ad essere una buona madre. Nonostante ciò è una cosa che non escludo a priori. È che non ho mai trovato la persona giusta. A dirla tutta non ho nemmeno mai pensato al matrimonio...semplicemente non avevo trovato un amore in grado...finora"

"Me lo chiedi per quello che ti ha detto tua madre, vero?" continuo.

Jane POV

La cena è stata fantastica come sempre, sei una cuoca eccezionale. Ci mettiamo comode a vedere un film...adoro la scelta che hai fatto, anche in queste piccole cose dimostri quanto mi ami. Vorrei davvero concentrarmi sulle manovre da paura di Maverick e Goose, ma la mia testa è altrove.

Ad un certo punto non ce la faccio più e te lo chiedo...

"Hai mai pensato di farti una famiglia?" Questa domanda esce dalla mia bocca e nell'istante stesso in cui lo fa, vorrei solo ricacciarla nell'angolo remoto da cui mi è venuta. Ti stacchi da me, e ti metti seduta in modo da riuscire a guardarmi negli occhi. Nel rispondermi dici che il rapporto con Costance e Hope ti fa dubitare che saresti un buon genitore. Non potrei essere più in disaccordo: proprio per la tua storia sono sicura saresti una buona madre. Mi chiedi se la mia domanda ha qualcosa a che fare con quello che mi ha detto la mia di madre...come potrebbe non essere così?

"Maura, la nostra vita non sarà semplice..."

"Lo so benissimo, Jane...ma non c'è difficoltà, pregiudizio o imprevisto che non sarei disposta ad affrontare con te...per te" e mentre lo dici mi sciolgo. L'amore vince su tutto...curioso. Mi chiedo come fai...a trovare sempre le parole giuste. Mi sento come se ti facessi domande di cui sai già le risposte.

Mentre ti guardo, inizio a pensare che forse abbiamo davvero una possibilità di essere felici...insieme. Con la mano ti accarezzo dolcemente la guancia, e tu di risposta la afferri con le tue e con le labbra accarezzi il palmo, lasciando una scia di piccoli baci. Lentamente le tue labbra si muovono, risalgono lungo il mio braccio mentre tu ti avvicini a me. Sei arrivata all'altezza della mia spalla quando non posso più resistere e con la mano libera, spingo il tuo viso a saltare qualche tappa ed arrivare direttamente alla mia bocca. Il nostro bacio ci mette poco a farsi più intenso...

"Maura, non smettere mai di amarmi così" ti dico, interrompendo per un'attimo il nostro contatto. Guardo i tuoi occhi, sono loro che rispondono alla mia affermazione. Il tuo respiro si fa più forte e in un attimo le tue labbra sono di nuovo sulle mie. La tua lingua bussa alla mia bocca, chiedendo un permesso che sa benissimo di avere, e in un attimo le nostre lingue danzano insieme. Ti spingi verso di me e mi ritrovo sdraiata sul divano con il tuo stupendo corpo sopra il mio. Le mie mani iniziano ad accarezzarti dolcemente...voglio godermi ogni centimetro della tua pelle. Le tue, invece, sono guidate da un tocco più forte, sensuale, carico di passione...inizio a pensare che devi aver preso le mie parole alla lettera.

"Che ne dici se continuiamo di sopra questa conversazione? Sai, ho come l'impressione che il mio letto sia più comodo..." mi sussurri all'orecchio.

"Avrei una proposta migliore...perché non la stanza degli ospiti?" ti rispondo, ovviamente annebbiata dall'entusiasmo del momento. Ci sono state diverse notti in cui mi hai ospitata e ho dormito in quella stanza da sola e, sì lo ammetto, non ho propriamente contato le pecorelle per riuscire ad addormentarmi. Inizio a pensare che tu sia una veggente quando, perplessa ma con una buona dose di provocazione, mi chiedi se avessi mai fantasticato su di noi in quella stanza.

"Beh, sai com'è...non riuscivo a prendere sonno..." dico, fingendomi pentita di aver fatto certi pensieri. La cosa sembra eccitarti parecchio, visto che torni a baciarmi con foga e infili una mano dentro ai miei slip, senza tanti "giri di parole".

Inizi a muovere le tue dita sul mio clitoride, mentre le tue labbra si posano sul mio collo. La situazione sta diventando parecchio bollente.

"Maura...di questo passo non arriveremo nemmeno alle scale" ti dico ridendo.

Mi prendi per mano e mi fai alzare con te da questo divano e il tuo sguardo penso sia la cosa più afrodisiaca che abbia mai visto. La tua espressione trasmette passione e desiderio e impazienza...non riesco a credere di farti un tale effetto, o almeno non fino a questi livelli. E brava Jane, penso tra me e me. Fai strada tenendomi per mano, e appena arriviamo in camera mi fai sedere sul letto con una leggera spinta. Stai per toglierti la maglietta, quando blocco le tue mani che stavano afferrandone il bordo.

"Lascia che sia io a farlo" ti dico, prima di spingerti sul letto di fianco a me. Mi sistemo tra le tue gambe e inizio a baciarti sull'addome, poco sotto l'ombelico. Afferro i bordi della tua maglietta e lentamente la inizio a sollevare, leccandoti nei punti che man mano scopro. Quando arrivo poco sotto all'altezza del tuo seno, la mia lingua interrompe per un secondo la sua tortura, per permettermi di sfilarti la maglia completamente. Riprendo a darti il piacere di sentire la mia lingua passare sul tuo corpo, afferrandoti con le mani i seni in modo da farti sentire maggiormente il contatto. Sento il tuo respiro farsi più affannoso, e non posso che eccitarmi sentendoti sospirare a bassa voce il mio nome. Tra poco lo urlerai, so che lo farai, e non ho assolutamente fretta. Ti faccio cadere sul letto e mi posiziono subito sopra di te, lasciandoti scappare un sospiro più forte quando la mia lingua passa prima su un capezzolo e poi sull'altro, alternando il suo passaggio da una parte e poi dall'altra. Le mie mani lasciano i tuoi seni e scendono lungo i fianchi, fino ad arrivare all'elastico dei tuoi pantaloni. Il tuo corpo asseconda le mie intenzioni, così prendo l'occasione al volo per toglierti subito anche gli slip. Mi allontano e interrompo la dolce tortura il tempo necessario per sfilarteli completamente, per poi tornare con il mio corpo su di te. La mia lingua cerca la tua ora, e dalla passione con cui mi baci, sembra ne sentissi la mancanza. Approfitti del momento e ribalti le posizioni, mettendoti a cavalcioni su di me, ma non sopporto non sentire il tuo corpo totalmente a contatto con il mio, così alzo la schiena dal letto e mi metto seduta, stringendo le mie braccia dietro alla tua schiena per avvicinare ancora di più i nostri corpi. Bacio di nuovo, ripetutamente il tuo seno, prima di sfilarmi la maglia e attirarti verso di me mentre torno distesa. Allento la presa e sembra che tu non aspettassi altro per poterti così alzare e sfilarmi i pantaloni. Di riflesso riappoggio i piedi sul materasso con le gambe piegate, quando me le fai stendere completamente.

"Non so quali fossero le sue fantasie detective, ma qualcosa mi dice che sarò all'altezza" ti avvicini per sussurrarmi all'orecchio e davvero inizio a non capire più nulla.

Torni sulle mie gambe e mi afferri i piedi per portarteli dietro al collo, appoggiando le mie gambe sulle tue spalle, sostenendole con le mani, e mi chiedo cosa tu abbia in mente. Inizi a lasciarmi una scia di baci e sospiri sulla parte interna delle cosce e delle piccole contrazioni di piacere iniziano a percorrere i miei muscoli a quei tocchi. Un sorriso soddisfatto ti spunta in faccia e capisco che era esattamente questo che volevi sentire...volevi sentire il mio corpo implorare di dargli di più. La tua bocca si avvicina sempre di più alla mia intimità e di riflesso le mie gambe spingono leggermente verso l'interno. Non vorrei farti male, così faccio per toglierle dalle tue spalle ma le blocchi. Non vuoi perderti nulla di tutto questo. E nemmeno io, così mi appoggio sui gomiti per avere una migliore visuale.

Quando arrivi al mio centro, ti fermi per incatenare i miei occhi ai tuoi prima di leccare con un unico eccitante passaggio la mia intimità per tutta la sua lunghezza. Ti fermi poi per dare maggiori attenzioni al mio clitoride, fremente passo una mano tra i tuoi capelli, come per dirti di non fermarti, quando invece è esattamente quello che fai. Vuoi logorarmi...fino alla fine. Ti risiedi a cavalcioni su di me e passi il tuo indice sulle labbra, per poi schiudere la bocca e fargli incontrare la tua lingua, prima di posarlo sulle mie labbra. Non ti posso resistere, Maura Isles, ma appena allungo le mie mani verso i tuoi fianchi le blocchi e me le porti sopra la testa, incrociando i polsi, come se dovessi legarmi.

"No no Detective, guardare ma non toccare!" mi dici, con una voce particolarmente profonda ed intrigante, che tradisce tutta la tua eccitazione. Adoro quando mi chiami Detective. Mi sistemo meglio, pronta a godermi lo spettacolo che sei, quando incrocio il tuo sguardo. Ho bisogno di sentire la tua pelle sotto le mie dita e i tuoi occhi mi concedono se non altro di mettere le mani su di te, a patto che stiano poco sopra le tue ginocchia. Passi nuovamente il tuo indice sinistro sulle tue labbra per bagnarlo, prima di passarlo sul tuo petto, e poi sui capezzoli. La tua mano destra scende fino ad accarezzare il tuo centro con l'indice e il medio. Non pensavo che guardarti procurarti piacere potesse essere così tremendamente eccitante. Allontani la mano dalla tua intimità e la porti sulle mie labbra, lasciando su di esse il tuo sapore. Ti blocco la mano per poter continuare a leccare avidamente quelle dita e ti sento sospirare. Approfitto della tua distrazione per spostare la mano libera sul tuo sedere, così perfetto, e faccio incontrare le nostre intimità. Guido il movimento dei tuoi fianchi, e sento che sei vicina al limite. Ti appoggi sulle braccia e i nostri occhi si incrociano, si accompagnano mentre i nostri movimenti si fanno più frenetici, quando pieghi la testa verso l'alto e ti sento urlare ripetutamente il mio nome, mentre raggiungiamo l'apice. Si, ti prego...il mio nome non ha mai avuto un suono più celestiale. Passo le mie mani dietro la tua schiena per avvicinare il mio viso al tuo corpo e ti bacio il petto, lasciando andare il mio piacere. Con il respiro ancora affannato ti sdrai di fianco a me, guardi il soffitto, e...ridi...di felicità, pura e autentica. La tua risata mi contagia. Saperti così felice mi fa sentire completa.