Jane POV
Stai ancora dormendo, quando mi sveglio. Mi fermo a guardarti: la visione di te al mio fianco al mattino è qualcosa di cui non mi stancherò mai. Riesco perfino a trovare il fatto che tu stia russando, fortunatamente non in modo troppo rumoroso, molto tenero. Decido di approfittarne per farmi una doccia prima di andare al lavoro: non voglio rischiare che tu occupi il bagno prima di me, considerando i tuoi tempi biblici! Ne hai due in casa, ma uno è nella camera matrimoniale, e ha la vasca. Non ho tutto questo tempo, così mi alzo e mi avvio verso quello con la doccia. Mi piace un sacco lo stile che hai scelto: le mattonelle sono scure, i piani in pietra e la doccia è di quelle grandi, a filo, con un vetro enorme. Più ci penso e più mi convinco di quanto faccia pena il mio appartamento in confronto a casa tua.
Apro l'acqua, e mentre la sento scorrere sul mio corpo, la mia mente torna alla notte appena trascorsa. Ti rubo il bagno schiuma...voglio portare su di me per tutta la giornata il tuo profumo.
Sono talmente presa dai miei pensieri, che rischio di restarci secca quando sento una mano passare sulla mia schiena. Non faccio quasi in tempo a girarmi che mi butti le braccia al collo, baciandomi con dolcezza.
"Buongiorno amore" mi sussurri teneramente.
"Buongiorno tesoro" ti rispondo, pensando che non avrei potuto desiderare risveglio migliore.
Accarezzo il tuo corpo con il dorso delle mani, quando mi spingi contro la parete della doccia, intensificando il bacio. Il tuo sguardo si fa più ammiccante quando d'un tratto interrompi quello splendido contatto, e senza proferire parola scendi, seguendo lo scorrere dell'acqua, fino ad inginocchiarti davanti a me. Non capisco più nulla quando la tua lingua si insinua nella mia intimità.
"Oh Maura..." è tutto ciò che riesco a dire, mentre le tue attenzioni portano il mio cuore a fare gli straordinari. Chiudo gli occhi per assaporare a pieno questo momento, quando mi rendo conto che forse è proprio guardandolo che posso viverlo a pieno. E poi voglio un'immagine a cui pensare per arrivare a fine giornata. Vedo il nostro riflesso sul vetro, che mi eccita da morire, poi abbasso lo sguardo per godermi la vista di te che sembri non averne mai abbastanza di me. E meno male direi. Non ci vuole molto perché arrivi vicina al culmine, così infilo una mano tra i tuoi capelli, per approfondire quel contatto. Sento le gambe cedere leggermente quando raggiungo l'orgasmo, e non stacchi la tua bocca prima di sentirti sazia del mio sapore.
Mi lasci una scia di baci, mentre risali, lasciando un segno del tuo passaggio all'altezza della clavicola.
"Così questo lo potrò vedere solo io" dici, prima di posare nuovamente le tue labbra sulle mie. Ti stringo forte tra le mie braccia e inverto le nostre posizioni. Inizio a baciarti il collo, e poi prendo spunto dal tuo gesto per lasciarti un succhiotto sulla spalla.
"Uno per te e uno per me..." ti sussurro con dolcezza.
In quel momento sento il mio telefono suonare, lo avevo portato in bagno per paura potesse suonare e svegliarti. So che a quest'ora non può essere altro che una telefonata di lavoro.
"Direi che il momento coccole è finito" dico, mestamente, prima di uscire dalla doccia.
"Rizzoli...sì...ok Korsak, mezz'ora e sono lì!"
Esco dal bagno, non senza voltarmi a guardarti mentre finisci di farti la doccia.
Un'altra giornata ha inizio.
Maura POV
Arriviamo sulla scena del crimine, che si trova all'interno di un boschetto. Dobbiamo lasciare l'auto abbastanza distanti e proseguire a piedi, così ne approfitto per darti un bacio prima di tornare ad essere semplici colleghe. Salutiamo Korsak e Frankie, che sono già sulla scena da un po'. Studio lo sguardo di tuo fratello, nel tentativo di capire dalla sua espressione se tua madre ha già spifferato: sembrerebbe di no, così mi tranquillizzo. Rivolgo la mia attenzione al corpo rinvenuto, facendo un'analisi preliminare prima di farlo portare in laboratorio. Maschio, afroamericano, all'incirca 20 anni, non molto alto ma la sua massa muscolare fa capire che si teneva in allenamento, ferita da arma da fuoco al torace. Il corpo e le macchie di sangue sotto di esso fanno capire che non è stato spostato dopo la morte. Che ci faceva in un posto così desolato? Noto poi un tatuaggio sul polso e te lo mostro. Lo riconduci subito ad un regolamento di conti tra gang. È così giovane, avrebbe avuto tutta la vita davanti, penso tra me.
Voi continuate i rilievi sulla scena mentre io torno con il coroner in centrale, per procedere all'autopsia.
Arrivi in laboratorio dopo circa un'ora e mi chiedi a che punto sono.
"Ho consegnato il proiettile alla balistica per le analisi, ma si tratta di un calibro 38"
"Molto anzi troppo comune...speriamo l'analisi del proiettile ci dica di più! Hai altro di utile?" mi chiedi.
"Purtroppo al momento no, Jane. Sto aspettando gli esiti del tossicologico. Appena arriva ti chiamo"
"Perfetto...grazie" dici svagatamente uscendo dalla stanza.
Jane POV
Adoro il mio lavoro...il più delle volte, almeno. Mi permette di far finire in galera gente terribile, ma quando ci sono di mezzo ragazzi così giovani arrivo al punto di odiarlo.
Abbiamo scoperto l'identità della vittima...era un bravo ragazzo, era un ottimo studente, ma ha dovuto lasciare gli studi per problemi economici e che frequentando la strada è entrato in un brutto giro. Non eccelleva nello sport, quindi niente borsa di studio.
Io e Korsak siamo andati dalla madre...povera donna, era distrutta. Non oso immaginare che dolore stia provando. Ci dà qualche informazioni sui contatti del figlio: amici, chi frequentava, dove andava quando usciva. Le chiediamo di controllare la camera del giovane, dove riusciamo a trovare un telefono...un prepagato, che ho come la sensazione possa esserci più utile del telefono che aveva con sé sul quale non abbiamo trovato nulla. Stiamo uscendo dalla casa quando notiamo un auto scura, parcheggiata dal lato opposto della strada. Non riesco a leggere la targa, perché appena ci vedono partono in tutta fretta. Non è un buon segno, ma anni alla narcotici mi hanno insegnato che quando ci sono le gang di mezzo, le indagini si fanno più complicate.
Rientriamo in centrale, così ne approfitto per fare un salto nel "Regno dei morti". Sei nel tuo ufficio, ma sei seduta sul divanetto con il portatile sulle gambe...dici che staccarti dalla scrivania e cambiare prospettiva ti aiuta a mantenere la mente attiva.
"Ehi Maura, tutto bene?" dico salutandoti. Sembri ridestarti di colpo e mi saluti. Mi racconti brevemente della tua giornata e mi dici che stavi giusto per prepararti per andare a casa. Lasci il computer sulla scrivania, e mi avvicino a te, mettendoti le mani sulle spalle...ho bisogno del contatto con la tua pelle e questo è il gesto meno equivoco che sono riuscita a pensare.
"Perfetto, stavo giusto per proporti di andarcene, io e Korsak continueremo domani mattina le indagini..." dico, avvicinandomi al tuo orecchio per non rischiare di far sentire a qualcuno quello che sto per dirti.
"...ma stasera la voglio portare fuori a cena dottoressa."
A queste mie parole senza voltarti, sorridi leggermente imbarazzata. Mi allontano da te e quando sono sulla porta, mi giro.
"Ti aspetto al parcheggio Maura e per favore, evita di metterci una vita!" scherzo, come al nostro solito.
Dopo qualche minuto mi raggiungi alla macchina e ci avviamo verso casa tua. Fortunatamente non sei stata propriamente una scheggia, così ho avuto il tempo di chiamare per confermare la prenotazione al ristorante. Sono sicura rimarrai piacevolmente sorpresa.
Arrivate a casa tua, accosto per farti scendere.
"Non vieni con me?" mi chiedi, leggermente perplessa.
"No, passo per casa a darmi una sistemata...passo a prenderti per le...8?"
"Jane Clementine Rizzoli" e quando mi chiami usando anche il secondo nome di solito son guai.
"Tu che vuoi passare per casa per sistemarti prima di uscire a cena?!? Mhhhh...dove mi porti?" mi chiedi subito, incuriosita.
"No no no, è una sorpresa..."
"Si, ma così non è giusto...e sei poi scelgo un abito non adatto all'ambiente? Troppo formale...troppo elegante, o peggio...troppo poco elegante" farfugli, e scoppio a ridere, cercando di camuffare la risata mettendo la mano davanti alla bocca.
"Non ti preoccupare, sarai comunque bellissima! E poi l'unica persona che ha l'autorità per guardarti sono io" dico, lasciandoti un bacio sulla guancia. Scendi e ti avvii verso casa, e mi fermo a guardare la tua camminata, così sexy.
"Del resto sono una detective, e il suo dottoressa è un corpo da reato" dico, pensando ad alta voce.
