Maura POV
Mi scrivi per dirmi che sei partita da casa tua e mi sale il panico...non sono ancora neanche lontanamente vicina ad essere pronta e so quanto odi dover aspettare. Ok, la scelta del vestito si è ridotta a 2 opzioni: continuo a guardarmi allo specchio, alternando i vestiti davanti a me per capire quale mi starebbe meglio. Ad un tratto però mi blocco...ok, ho trovato l'abito.
Dopo pochi minuti suoni il clacson...dannazione, vuol dire che sono decisamente in ritardo. Mi mandi un messaggio per essere sicura che abbia capito che sei tu e capisco di dovermi muovere, non ho più scuse. Prendo la borsetta al volo ed esco di casa. Salgo nella tua auto e ti saluto con un bacio al volo, e partiamo. Noto però che hai girato lo sguardo un paio di volte verso di me, quasi ad essere certa di aver visto bene, e un sorriso ti spunta sul viso. Hai riconosciuto il mio vestito, non è vero? Faccio finta di nulla e ti chiedo cos'hai da sogghignare.
"Io e quel vestito abbiamo ancora un conto in sospeso..."
"Di cosa parli?" continuo a fingermi ignara di cosa tu stia parlando. Come potrei dimenticarlo...al solo pensiero, vorrei chiederti di accostare per poterti baciare come si deve.
"Oh, lo sai benissimo di cosa sto parlando..." cavolo, mi hai beccata.
Non riesco a capire dove tu mi stia portando, ma la zona mi fa ben sperare. In questo quartiere ci sono alcuni dei migliori ristoranti della città. Non credo ai miei occhi quando ti vedo svoltare ed entrare nel parcheggio del locale...
"No Jane, non ci posso credere...ceniamo sul serio qui stasera?" ti dico, concludendo la frase con tono controllato, trattenendo dentro di me una serie di urletti di gioia da adolescente...e anche da mi-sono-appena-regalata-le-mie-prime-Louboutin. Sì, lo ammetto, avevo esultato così all'epoca.
"Oh no, scusami ho sbagliato era alla prossima che dovevo svoltare" dici, prendendoti gioco di me. Per tutta risposta, ti tiro uno schiaffo sulla gamba. Scendiamo dalla macchina, consegni le chiavi al parcheggiatore e ti avvicini a me, offrendomi il braccio. Sai benissimo che nessuno di nostra conoscenza frequenta certi posti, così ti senti libera di corteggiarmi con la tua galanteria, senza paura di occhi indiscreti. E anch'io mi sento libera di rilassarmi. Non avevo ancora notato che per quanto il tuo look fosse il classico pantaloni e blazer, credo di non averti mai visto questi vestiti. Anche la camicia è più curata di quelle che indossi di solito. Penso di preferirti così, rispetto a vederti con un abito. Non che non apprezzi vedere le tue gambe scoperte, ma si vede che ti senti a tuo agio con questo stile. E più ti senti a tuo agio, più sei te stessa. Anche perché so che per farmi felice hai scelto un posto non propriamente nelle tue corde. Entriamo e appena comunichi il tuo nome al Maître, questi fa un cenno al cameriere, che ci accompagna al tavolo. Hanno una splendida terrazza esterna e il fatto che tu sia riuscita a trovare posto proprio sui tavoli fuori mi meraviglia. L'atmosfera è incantevole, e tu...sei meravigliosa. Ci sediamo e il cameriere ci porta il menù e la carta dei vini. Immagino che per il vino lascerai fare a me, invece anche in questo mi sorprendi. Chiami il cameriere con un cenno e gli indichi sulla carta dei vini quale portarci. Il tuo sguardo è pieno d'amore mentre mi osservi...così ti prendo la mano. Non è capitato spesso di riuscire a tenersi per mano in pubblico...anzi praticamente mai. Mi ritrovo a pensare che un po' mi inizia a pesare che nessuno sappia di noi. Considerando però com'è andata con tua madre, forse è meglio così per ora.
"Grazie Jane, mi hai fatto davvero una sorpresa meravigliosa!"
"Volevo fosse una serata perfetta...spero di aver fatto centro"
"Ma scherzi? Non sai quante volte ho provato a prenotare in questo locale, senza successo..."
"Oh lo so benissimo Maura...secondo te da dove mi è venuta l'idea?" Ah, Jane Rizzoli, sei la donna perfetta. E io che pensavo non mi ascoltassi quando ti parlo di ristoranti, mostre, centri benessere...fai sempre quelle tue buffe facce per prendermi in giro.
Il cameriere ci porta il vino e i calici, ti serve un assaggio del vino e appena gli fai cenno che va bene, ci riempie i bicchieri.
"Jane...ma questo...è un Chateau Musar, azzarderei del 1980 o giù di lì...è uno dei miei vini preferiti"
"Sapevo anche questo..." rispondi, soddisfatta per aver portato a casa un altro punto a tuo favore, sorseggiando il tuo bicchiere di vino senza staccare nemmeno per un solo secondo gli occhi da me.
Jane POV
Finiamo di cenare e vedo il tuo viso sempre più felice. Ne abbiamo passate talmente tante, che volevo che per una sera avessimo un momento per noi, finalmente sereno.
Tra una portata e l'altra le nostre mani sono sempre state unite: avevo bisogno di godermi una serata da coppia come tutte le altre, non vivendo il nostro rapporto solo dentro le mura di casa tua o mia per paura che qualcuno possa scoprire di noi.
Non posso non pensare alla lite con mia madre. Non l'ho ancora sentita, e temo che non la sentirò per un po'. Per quanto di solito mi finga scocciata per le sue eccessive attenzioni, mi ha fatta sentire sempre amata, e le voglio un gran bene. Ma non voglio incupirmi, è una serata magica e non voglio rovinarla pensando a lei.
"Jane, toglimi una curiosità...a cosa devo questa splendida serata?" dici, tenendomi le mani tra le tue, al centro del tavolo.
"Ok..." allora, da dove comincio senza correre il rischio di sembrare patetica?
"Diciamo che era da un po' che avevo in mente questa serata..." dico tirando fuori dalla tasca della giacca una piccola scatola rettangolare, di forma allungata.
"Se non sbaglio qualcuno non aveva ancora ricevuto il suo regalo di compleanno..." sussurro, spingendo il misterioso pacchetto verso di te.
C'eravamo lasciate da qualche giorno ed eri da tua madre quando hai compiuto gli anni.
"Il regalo lo avevo già preso prima che noi...beh, prima che succedesse quello che è successo...ma questa serata l'ho iniziata a pensare la sera che mi hai detto che saresti rimasta a Boston...e che mi avresti dato un'altra possibilità di far parte se non altro della tua vita" ti dico e vedo il tuo sguardo farsi serio, ma non triste.
Scarti il regalo, non riuscendo a resistere alla curiosità, anche se non abbassi lo sguardo da me finché non apri la confezione.
"Jane...io...sono senza parole..."
"La logorroica dottoressa Isles resta senza parole? Non ci posso credere!" dico prendendoti in giro. Sorridi, e il tuo sorriso illumina questo posto...e il mio cuore.
"Ti piace?"
"È meravigliosa Jane" mi rispondi, cercando di metterti subito la splendida collana che ti ho regalato, ma vedo che hai qualche problema a chiuderla, così mi alzo per venire ad aiutarti. Per farlo mi chino dietro di te e passo le mie mani sul tuo collo...e spero davvero tu non abbia sentito che tremano leggermente per l'emozione, mista ad imbarazzo, del momento. Ci tenevo così tanto a darti questo regalo, e ogni volta che vedevo quella scatola nel cassetto del mobile mi faceva star male. Ho temuto che non te lo avrei visto indossare mai.
"Dietro c'è una piccola incisione, e per questa ho dovuto chiedere aiuto a Susie, quindi se è scritta male dimmelo che la strozzo..." preciso, prima di rimettermi seduta di fronte a te. Giri il ciondolo, per scoprire di cosa si tratta, non ci avevi ancora fatto caso. Leggi quelle parole tra te e te, mentre i tuoi occhi si fanno lucidi.
"Jane...io non...non so cosa dire" dici iniziando a singhiozzare.
"Ok, forse la scelta del greco non è stata delle migliori..."
Scoppi a ridere e mi riprendi: "È latino, Jane!"
"Lo so, scherzavo" ti dico, poi prendo fiato prima di continuare. Vedertelo al collo mi fa andare il cuore a mille.
"Pensa che Susie credeva mi servisse per cercare di accedere al tuo pc personale di nascosto. Le ho chiesto quale fosse la frase latina d'amore più bella in assoluto, facendoti passare per un inguaribile romantica. E se l'è bevuta...stare in mezzo ai morti non vi fa benissimo direi."
E sorridi...adoro quando lo fai.
"Omnia vincit amor" leggi quelle parole che ho scelto, guardandomi. I tuoi occhi sono pieni di amore per me, e il tuo sguardo assume un'intensità che mi lascia senza fiato. Accarezzi con la mano il mio viso, prima di attirarmi a te per baciarmi. Un bacio lento, casto ma in cui vogliamo far stare tutto l'amore che proviamo l'una per l'altra.
Maura POV
Leggo queste parole che hai scelto per me, per noi, per il nostro amore. Me le ripeto in testa come un mantra, perché ce ne saranno di difficoltà nel nostro percorso.
Usciamo dal ristorante e non posso non pensare che questa sera mi hai davvero trattata come una regina.
Saliamo in macchina e nel tragitto metti la mano sulla mia gamba, e intreccio le tue dita alle mie. Quando lo faccio, ti volti per sorridermi, prima di tornare con lo sguardo attento sulla strada.
"Jane, portami a casa tua" ti sussurro all'orecchio con voce bassa, quasi roca. Ho bisogno di togliermi dalla mente il ricordo di come è finita l'ultima volta che son stata da te, e mi sa che farà bene a entrambe. Ti sento premere più decisa l'acceleratore mentre, senza allontanarmi dal tuo orecchio, faccio lentamente salire la tua mano insieme alla mia lungo la mia coscia.
