Jane POV

Apro gli occhi lentamente, sembra così difficile riuscire a farlo, mi chiedo come mai, mentre sento la testa pesante come un masso. Mi ci vuole qualche secondo per mettere a fuoco l'immagine, e mi rendo conto di non essere a casa: questo non è il mio letto e la stanza ha pareti colorate di un verde tenue, quindi non sono nemmeno da te. Vedo i macchinari e l'arredamento della stanza, e capisco che mi trovo in ospedale, ma non ricordo come sia successo. C'è Frankie che dorme sulla sedia vicino al letto e guardando la finestra mi rendo conto che è l'alba. Mi muovo leggermente per mettermi seduta, quando sento un dolore lancinante al fianco, vicino ad una costola: non trattengo un lamento di dolore, mentre porto entrambe le mani all'origine di quella sensazione. Frankie si sveglia sentendo i miei lamenti.

"Jane, Jane ferma...non ti muovere, o strapperai i punti così" mi dice preoccupato, aiutandomi a tornare distesa.

"Frankie...che..." faccio fatica a parlare, sembra uno sforzo sovrumano pronunciare anche qualche semplice parola.

"Ben svegliata Jane...ci hai fatto prendere un bello spavento" mi dice sollevato. La mia mente cerca di recuperare i pezzi mancanti, ma non ci riesce. Sento di nuovo una fitta al fianco, come una pugnalata.

"Maura..." è tutto ciò che riesco a dire, e vedo la sua faccia farsi più tesa. Se mi è successo qualcosa, perché lei non è qui?

"Maura è nell'altra stanza..." e a sentirgli pronunciare queste parole, il mio corpo reagisce da solo. Nell'altra stanza? Che è successo? Sei stata ferita anche tu? Mio fratello mi blocca per le spalle, costringendomi a stare ferma, quando il mio unico istinto sarebbe quello di venire da te. Anche a costo di sentire dolore ad ogni minimo movimento.

"No, Jane! Devi restare a letto..." mi dice mentre cerco di liberarmi da quella presa, di venire a vedere che succede. Il dolore al fianco si fa più intenso e vedo una macchia rossa sul mio camice, all'altezza della ferita, che si allarga, mentre mio fratello urla per richiamare l'attenzione di una delle infermiere. Lo guardo e mentre con le mani sto ancora cercando di divincolarmi da lui vedo un'infermiera entrare ed avvicinarsi a me, prima di iniettare qualcosa nella flebo che mi ritrovo attaccato. Ed è di nuovo freddo, ed è di nuovo buio.

Il risveglio questa volta sembra un po' meno confuso. Anche se non sono convinta di essere del tutto lucida, quando seduta al mio capezzale vedo mia madre. Appena apro gli occhi, mi saluta, titubante.

"Ciao Jane, come ti senti?"

"Ciao mamma...insomma, ho avuto giorni migliori immagino" le rispondo sarcastica.

"Tuo fratello è andato a mangiare qualcosa...così gli ho dato il cambio" mi chiede come se volesse il mio benestare per stare al mio capezzale.

"Va bene, mamma" rispondo. In fondo sono contenta che sia qui...era tanto che non la vedevo.

Capisco che la mia mente riesce a ritornare indietro nel tempo e provo a vedere se riesco a rimettere insieme i pezzi di quello che dev'essere successo. La mia mano sembra seguire questo mio pensiero e va a posarsi sulla ferita. Rivedo come delle istantanee nella mia testa...eravamo alla mostra, poi stavamo tornando a casa in auto, tu mi fai cenno di fermarmi, quel rumore sordo e freddo, il dolore e il respiro che si fa più corto, io cerco di trascinarmi verso di te, senza riuscire a vedere come stai.

"Maura?" chiedo preoccupata, cercando di alzarmi. Mia madre mi trattiene e non oppongo resistenza. Non voglio sentire di nuovo quella sensazione, quel freddo e buio laceranti. Nessuno però mi ha ancora detto come stai

"Mi dispiace, Jane, davvero..." mi dice e in un attimo il mio mondo crolla. Sento il panico crescere rapidamente dentro di me, non ci credo, non può essere.

"Oddio Jane, scusami, non volevo dire...intendevo che mi dispiace di non aver capito. Di te, di voi...di aver reagito in quel modo" aggiunge e posso tirare un sospiro di sollievo. Riesco a calmarmi ma staccherei la testa a mia madre per avermi fatto provare una sensazione simile, anche solo per qualche secondo.

"Mamma...mi hai fatto prendere un colpo" dico normalizzando il mio respiro.

Poi continuo: "Sono felice tu sia qui, dico davvero" e per un attimo sembro dimenticare tutto il resto, perfino te. Ma si tratta di un attimo in fondo, ho bisogno di risposte. E mi servono ora.

"Che è successo? Come sta Maura? Voglio vederla..."

"Jane stai calma, hai riportato una brutta ferita. Ho temuto di averti persa..." mi dice. Non sta prendendo tempo, conosce la mia impazienza, eppure non mi ha ancora risposto.

"Maura è nella stanza di fianco, ma prima che cerchi di alzarti per andare da lei, ti dico già che non è possibile vederla". Sento il sangue gelarsi nelle vene. Non è un buon segno...non è affatto un buon segno. Capisce che mi servono più informazioni e inizia a raccontarmi che quella che abbiamo soccorso era un'informatrice della narcotici: gli uomini della gang che seguiva l'avevano beccata e volevano farla tacere per sempre. Le avevano appena sparato e stavano per scappare, quando hanno visto che ci siamo fermate. Appena ci hanno viste, hanno aperto il fuoco, per evitare che riuscissimo a salvarla e che potesse parlare. Sono scappati quando hanno sentito le sirene arrivare...non avevi ancora chiuso la telefonata al 911 quando ci hanno sparato, così hanno mandato altre ambulanze e la polizia. La ragazza è fuori pericolo, miracolosamente, e Frankie e Korsak l'hanno già interrogata per risalire a chi ha sparato. Questo mi consola, le indagini avranno più possibilità di portare ai colpevoli.

"Tu hai riportato una ferita al torace...hanno detto che qualche centimetro più in alto e avresti rischiato di rimetterci il polmone, se non peggio...Maura invece..." si interrompe, e il mio cuore accelera, implorando risposte. Si passa la mano sugli occhi, per asciugare le lacrime che iniziano a bagnarle il volto.

"Maura...ha riportato una ferita alla testa. L'hanno operata d'urgenza e sembra essere andato tutto bene"

"Mamma, cosa intendi con sembra?" le chiedo, la mia voce sempre più incerta, tremante...ho paura.

"L'operazione è andata bene, ma hanno detto di dover aspettare che si svegli per poter escludere ci siano deficit" mi risponde. Ora davvero mi sta crollando il mondo...non ti sei ancora svegliata. Hai subito un intervento. Ti hanno sparato. Non riesco ad accettare che sia successo tutto questo. Io ho accettato che fare il mio lavoro implichi la possibilità di restare coinvolti in una sparatoria, ma tu...questo non fa parte del tuo lavoro.

Devo venire da te, ho bisogno di vederti...non posso stare qui mentre...

"Jane stai ferma, il dottore ha detto che non ti puoi muovere ancora" mi riprende, con dolcezza. Deve aver preso davvero un brutto spavento.

"Mamma, Maura è ferita, da sola..." protesto e cerco di divincolarmi dalla sua presa.

"Non è da sola. È arrivata Hope e non l'ha lasciata nemmeno per un minuto, se non quando l'ho convinta a bere un caffè con me mentre Frankie le dava il cambio. Non ti devi preoccupare..." mi dice, così mi calmo. Almeno non sei sola...per quanto tua madre non rientri nella lista delle persone che preferisco, saperti con lei mi tranquillizza. Ciò non toglie il desiderio che ho di vederti, di vedere come stai, di starti vicina.

"Dì ad Hope di passare da me quando può. Ok?" Le chiedo, gentilmente ma in modo deciso. Se c'è qualcuno che possa spiegarmi come stai, come stai davvero, e che possa farlo in modo a me comprensibile, quella è Hope.

"Certo tesoro"

Chiudo gli occhi, cercando di concentrarmi, come per far arrivare il mio pensiero a te, ed esserti accanto, anche solo così...non mi basta, ma per ora dovrò accontentarmi.

"Jane...ehi Jane sveglia. C'è una persona che vuole salutarti" è la voce di mia madre. Sono ancora abbastanza intontita, quando sento una voce che non sentivo da molto.

"Ciao Jane, perdonami se ti ho svegliata. Se avessi saputo che stavi dormendo, avrei impedito a tua madre di disturbarti"...riconosco questa voce. È Hope. Maura.

"No no ha fatto benissimo...ci sono novità su Maura? Si è svegliata?" dico mentre le vedo guardarmi come per dirmi di stare calma. Mi sto agitando e non dovrei.

"Ancora no Jane, ma ti assicuro che in certi casi può succedere che il risveglio richieda un po' più del previsto..." inizia a spiegarmi delle tue condizioni, che il personale medico è riuscito ad intervenire tempestivamente e che il problema non era tanto l'estensione della ferita riportata, quanto il punto delicato su cui hanno dovuto operare, ma non ci sono motivi clinici per cui tu non debba riuscire a recuperare totalmente.

"E se non dovesse succedere? In questo caso, quali sarebbero conseguenze?" Le chiedo. Sembro determinata a farmi del male, ma voglio sapere cosa stai rischiando davvero. Stavo controllando io il perimetro, mentre tu assistevi la ragazza...non sono riuscita a vedere quei tizi...non sono riuscita a proteggerti.

"No Jane, non è il momento di pensare a questo. Tua madre mi ha detto che la ferita sta guarendo, ne sono lieta... Angela, posso chiederle di lasciarci un momento da sole? Avrei bisogno di parlare un momento con Jane" si rivolge a mia madre, che mi guarda per assicurarsi che vada tutto bene e poi fa un cenno con il capo prima di uscire dalla stanza. Non penso Hope sia così meschina da approfittare del momento per infierire su di me, ma mi chiedo il perché di questa sua richiesta.