Maura POV
Saluto tua madre, che sembra non volersene andare, dato che si è offerta in tutti i modi di darci una mano a sistemare. Chiudo la porta dietro di lei e mi sento decisamente sollevata...finalmente siamo da sole.
Stai già iniziando a sistemare, del resto mi conosci e sai quanto mi dia fastidio che in casa non regni l'ordine più assoluto, ma ora non è così importante. Siamo qui, di nuovo, finalmente, tu ed io. Mi avvicino a te, mentre sciacqui i bicchieri, e ti abbraccio. Il tuo profumo mi inebria, ne riempio i polmoni, cerco di respirarti in modo che l'essenza di te possa entrarmi dentro come una boccata di ossigeno. Mentre ti avvolgo con le mie braccia, fai una leggera smorfia di dolore quando la mia mano passo vicino al punto della tua ferita. Non mi hai permesso di preoccuparmi per te...da quando mi sono svegliata hai passato più tempo possibile ad accudirmi, ma hai sempre sminuito il fatto che pure tu ti sei presa un proiettile in tutto questo. Ti alzo leggermente la maglietta, per controllare la ferita. Interrompi il tuo lavoro per permettermi di vedere meglio, tenendoti su la t-shirt, scoprendo il punto dove ti hanno sparato, e la tua faccia diventa subito colpevole.
"Jane, mi avevi detto che il proiettile ti aveva presa di striscio, non che ti aveva trapassata da parte a parte" ti rimprovero, con poca convinzione ma una buona dose di rammarico. Sapevi che appena avrei visto la cicatrice lo avrei scoperto, cercavi solo di non farmi preoccupare troppo. E sai che ora che la ferita è guarita, non ho motivo di temere per la tua salute. Odio quando mi nascondi le cose, ma non posso non perdonarti quando lo fai solo per amore.
La mia mano smette di analizzarti il fianco, ma il tocco non si interrompe, anzi si fa più delicato. In un attimo passo dallo sguardo da medico, asettico e scientifico, ad uno sguardo da amante, pieno d'amore e di nostalgia per la tua pelle. Mi sembra di sentire una sensazione nuova, come se le mie sinapsi trasmettessero un segnale sconosciuto, come se non avessi mai visto e toccato il tuo corpo così prima d'ora.
"In tutto questo non ho avuto modo di elaborare quello che è successo a te...mi sono svegliata e tu eri lì, come se fossi stata sul punto di cadere e mi avessi afferrata al volo...ma anche tu sei stata ferita, anche tu hai rischiato grosso...e io non avrei potuto fare niente per aiutarti..." mi sfogo, buttando fuori tutta la tensione che sento crescermi dentro. È come se vivessi ora lo shock di quella sera. Tu mi abbracci e io scoppio in pianto, interrotto solo da qualche singhiozzo.
"Credo sia il momento di ridarti questa...l'infermiera l'ha data a tua madre insieme ai tuoi effetti personali, dopo il ricovero. E lei ha immaginato che volessi essere io a ridartela...aspettavo di essere di nuovo solo noi per farlo e darti così il mio ben tornata a casa" mi dici, prendendo dalla tasca la collana con il ciondolo che mi avevi regalato per il mio compleanno.
"Non pensavo tu e mia madre foste diventate pappa e ciccia" dico scherzando, mentre mi asciugo le lacrime dal viso. Ti faccio cenno di aiutarmi ad indossarla, mentre tiro su i capelli con le mani per lasciarti maggior campo libero. Appena agganci la collana, mi lasci un tenero bacio all'altezza dell'atlante. E anche qui mi sembra di riscoprire una sensazione leggermente sbiadita nella mia mente.
"Beh diciamo che abbiamo un rapporto civile in virtù del fatto che amiamo entrambe una certa persona..."
E mentre lo dici sei così sorridente. Il tuo sorriso...lo adoro, perché è impossibile non esserne contagiati! Sei già pronta a rimetterti a lavare i bicchieri, ma decido di impedirtelo: ti prendo per il polso e ti attiro a me, buttandoti le braccia al collo.
"Jane...sul serio l'unica cosa a cui riesci a pensare ora è finire di svuotare il lavello?" E appena finisco la frase, unisco le nostre labbra in quella che sembra un'alchimia perfetta. Le tue mani sulla mia schiena sono così delicate, quasi avessi paura che possa andare in frantumi al tuo tocco. Non potrebbe mai essere così, tu mi proteggi, sempre. Approfondisco il bacio, e la stessa dolcezza la ritrovo nel modo in cui le nostre lingue si sfiorano, si inseguono. Sembra quasi che tu sia reticente a lasciarti andare, così decido di passare all'artiglieria pesante: infilo una mano sotto la tua maglietta lungo la schiena, mentre con l'altra ti stringo a me, facendola scivolare sul tuo sedere, così tonico e perfetto.
"Maura...stuzzicarmi non è prudente" dici, deglutendo a fatica.
"E perché mai?" Ti rispondo, con finta ingenuità.
"Qualcuno dovrebbe riposarsi...non penso che del sesso sfrenato rientri nell'idea che aveva il dottore di 'riposo' e io ho sentito molto la tua mancanza, quindi non garantisco molta capacità di autocontrollo" mi rispondi, imbarazzata, quasi...in difficoltà. Ti ho mangiato la regina e il tuo Re ora è scoperto.
"Primo: penso che tu sappia bene cosa possiamo fare evitando che io mi stanchi troppo; secondo: le endorfine e l'ossitocina che l'organismo rilascia dopo il sesso hanno effetti benefici che fossi in te non trascurerei; e terzo: non vuoi scoprire se stamattina ho indossato o no l'intimo?" Come si suol dire, scacco matto. Quando mi sfiora il pensiero di aver calcato forse un po' troppo la mano, mi guardi con un sorrisetto sornione, prima di prendermi in braccio e portarmi in camera.
"Donna, stai giocando con il fuoco!" Mi dici mentre saliamo le scale.
Mi distendi sul letto e ti posizioni sopra di me, e in tutto ciò che fai metti un'estrema dolcezza. Mi inizi a baciare il collo e le mie mani cercano di afferrare la tua maglietta per togliertela, al che ti metti in ginocchio sul letto, interrompendo quel contatto.
"Dottoressa, credevo di essere stata chiara, lei deve riposare. Quindi non le è concesso fare nulla se non lasciare che io la ami...se ha qualche richiesta basta che chieda e io provvederò ad esaudirla, d'accordo? Ah, oltre a questo ovviamente le è concesso urlare il mio nome, qualora lo ritenesse opportuno...e sono sicura che lo riterrà opportuno". Mentre lo dici mi blocchi le mani sopra la testa, come se dovessi ammanettarmi, facendomi capire di doverti prendere alla lettera. La disinvoltura che hai, questa sottile dominanza mi fa capire che non potevo essere più in errore...non ero io ad averti fatto scacco, sei tu ad averlo fatto a me. Ti togli la maglietta e mi perdo a guardare la meraviglia che sei: i tuo capelli, scuri, mossi, ribelli, ti scendono morbidi lungo le spalle; indossi un top di quelli sportivi, ma la sottile stoffa tradisce la tua già evidente eccitazione, i tuoi capezzoli sono decisamente sull'attenti; gli addominali sempre così ben delineati, per non parlare degli obliqui che sembrano tracciare una linea diretta alla tua intimità, e mi basta questo pensiero per avvampare. Studi i miei sguardi, ti senti desiderata e questo sembra darti ancora più sicurezza...lo capisco dal modo in cui scendi di nuovo fino alla mia bocca per darmi un bacio, che è tutto fuorché casto. Le tue mani si fanno avide, di me, della mia pelle, e le infili sotto la maglietta quasi andassero a fuoco e io fossi acqua. La alzi fino a scoprirmi il reggiseno.
"Ah dottoressa, sapevo io che l'intimo c'era...non saresti mai uscita dall'ospedale senza, ti conosco!"
"Lo scopo era esattamente questo...spingerti a voler controllare" rispondo ridendo.
Non perdi tempo e mentre sto ancora parlando, scosti leggermente le coppe per appoggiare le tue labbra prima su uno e poi sull'altro capezzolo. Dedichi così le tue attenzioni in modo alternato, prendendoti cura di uno con la bocca, ma non trascurando l'altro, che continui a stuzzicare con le dita. Temo che già questo mi stia facendo perdere il controllo, così allungo le mie mani verso il tuo seno, ma le blocchi e le riporti sui cuscini all'altezza della testa.
"Credevo di essere stata chiara, dottoressa. Riposo..." dici, con voce premurosa.
"Però hai detto che posso chiedere, giusto?"
"Certamente" Questo gioco ti sta divertendo, ti piace sentir di avere il controllo della situazione, ma non sai di avermi appena dato le chiavi per condurre la partita.
"Ok, allora vorrei tanto che ti alzassi dal letto e finissi di spogliarti...e che poi spogliassi anche me" e a queste mie parole tu scatti e fai ciò che ti chiedo. Con un movimento deciso sfili il top, lanciandolo a terra, lasciandomi in balia della visione del tuo corpo così ben definito. Ti abbassi lentamente i jeans e ti fermi un attimo a guardarmi prima di toglierti gli slip. Il tuo sguardo...è così deciso, sicuro di sé, audace, provocante. Sei l'oggetto del mio desiderio che cresce, e te ne compiaci...se solo sapessi quanto questa immagine di te mi abbia aiutato ad addormentarmi, appagata pur senza poterti avere, durante le notti da sola in ospedale. Giochi con l'elastico qualche secondo prima di abbassarli e in questo momento sento il mio corpo andare a fuoco. Il mio respiro si è fermato per un secondo e lo fa di nuovo quando torni su di me, con più desiderio, e mi togli i pantaloni della tuta e noti che non ti avevo del tutto detto una bugia, dato che sotto non c'erano altri capi ad attenderti.
"Devo ricredermi Maura, questo non me l'aspettavo!" E in un attimo le tue labbra sono di nuovo su di me, ancora più affamate, ancora più vogliose. Le mani sembrano lottare contro il tempo: vogliono accarezzare ogni centimetro della mia pelle, farmi sentire tua ad ogni tocco, ma non c'è fretta e te lo dico portando le mie mani sul tuo viso. Rientri nella parte e sorridendo riporti le mie mani sopra la mia testa: sai che ci vorrebbe poco prima che inizino a toccarti tutta. Ed è davvero quello che vorrei fare.
"E allora toccati Jane, toccati per me" ...non mi rendo nemmeno conto di dirtelo, finché non mi guardi con un'espressione a metà tra l'eccitazione e la sorpresa per quello che mi è appena uscito di bocca. Ma non te lo fai ripetere due volte, hai deciso di farmi morire questa sera, altroché! La tua bocca leggermente aperta, mentre la lingua accarezza le tue labbra, gli occhi socchiusi...basta questo per iniziare a sentire il battito del mio cuore farsi già più intenso. Ti metti sulle ginocchia e le tue mani iniziano quella che sembra decisamente una danza. Delinei le tue forme perfette, i tuoi fianchi stretti, scopri il tuo collo con un colpo di testa e penso davvero di non averti mai visto così sexy e sicura di te, del tuo corpo. Allarghi leggermente le ginocchia e le tue mani passano sull'interno delle tue cosce, mentre il tuo bacino contribuisce a rendere quei movimenti ancora più sinuosi e ipnotici. Con una mano tracci una linea che scende dritta, giù dall'ombelico e ti fermi appena prima di toccare il tuo centro. Non riesco più a trattenere l'eccitazione che provo, le mie gambe si muovono in preda ai brividi di piacere che il solo guardarti mi provoca. Ti avvicini un po' e con l'indice e il medio della mano destra disegni il profilo del mio viso, partendo dalla fronte e scendendo dritta, lungo il naso, fino a raggiungere le mie labbra, dove si fermano. Ne approfitto per sfogare su quelle dita tutte la tensione erotica che sto accumulando. La mia lingua le accarezza, le incontra; la mia bocca le invita a restare, succhiandole dolcemente. Capisco che questo fa un certo effetto anche su di te, perché sento il tuo respiro sforzarsi sempre più per sembrare controllato e il tuo sguardo perdersi a guardare la dolce tortura a cui sottopongo le tue dita. Ne sei talmente catturata che avvicini il viso al mio, come guidata da una forza magnetica, gli occhi totalmente rapiti dalle mie attenzioni. Guardi questa scena da vicino, finché non resisti più...lo capisco dal modo in cui socchiudi gli occhi. Non rinunci però alle sensazioni che ti sto facendo provare, e appoggi le tue labbra al mio collo, lasciando una serie di baci, lenti, intensi. Ti sento lasciarmi dei segni e non mi importa, voglio solo sentirti in tutti i modi che ritieni opportuni. La tua mano libera scende sul mio seno, torturandolo, e gemo sulle tue dita. La tua lingua traccia una linea, risalendo il mio collo, arrivando fino al mio orecchio. Sento il tuo respiro su di esso mentre l'altra mano scende dalla mia bocca, lungo il mio addome, sempre più giù. Emetto un gemito quando raggiungi la mia intimità, sfiorandola per tutta la lunghezza con la punta delle dita. Iniziano a girarci intorno, le carezze si interrompono sempre nel momento in cui penso che mi darai sollievo, lasciandomi ancor di più preda in mano tua. Un brivido mi percorre lungo la schiena, che inarco quando per l'ennesima volta mi lasci bruciare invece di spegnere questo fuoco che sento. Riapro gli occhi e l'espressione che vedo sul tuo viso mi fa avvampare. Stai bruciando con me. Non riesco più a resistere, così allungo la mia mano verso la tua, spingendola ad approfondire il contatto. Non la lascio, mentre non riesco a trattenermi dall'invocare il tuo nome, gemendo. Le tue dita entrano dentro di me e i miei gemiti diventano urla di piacere.
"Dio, Maura, continua a urlare il mio nome" mi implori con voce bassa e profonda.
"E tu non ti fermare" ti ordino, mentre lascio la tua mano per dedicarmi a te. Le nostre bocche sono così vicine che quando infilo le mie dita nella tua intimità posso percepire ogni singolo grammo di respiro che ti faccio perdere. I nostri sospiri diventano sempre più profondi, veloci...ma è quando i tuoi si fanno interrotti che capisco che sei vicina al culmine. I miei affondi si fanno più decisi, e così le tue spinte.
"Ti amo Maura" mi sussurri a fior di labbra, prima di lasciarti andare e godere per me. Sento il tuo piacere sulle mie dita, e sentendo il tuo corpo lasciarsi andare sul mio, bastano ancora poche spinte perché anch'io raggiunga l'orgasmo.
Ti stendi di fianco a me, e appena il tuo respiro si normalizza, stendo le coperte sopra di noi e mi accoccolo con la testa sul tuo petto. Non sentiamo il bisogno di rivestirci e ne sono felice: il contatto con la tua pelle ha un effetto terapeutico su di me. Mi baci poco sopra la fronte e la tua mano mi accarezza la spalla, mentre gioco con una ciocca dei tuoi capelli.
"Jane...non sarebbe bello addormentarsi così ogni sera?" La mia voce è serena, anche se mi sento sempre impacciata a condividere con te quello che provo. Non perché tu mi non mi faccia sentire libera di essere me stessa, ma perché sono una donna di scienza e la forza dei sentimenti che mi legano a te mi lascia sempre inerme.
"Non vado da nessuna parte Maura, non temere...e sì, sarebbe stupendo" mi rispondi, baciandomi di nuovo sulla fronte e stringendomi in un abbraccio pieno d'amore.
"Vieni a vivere con me, Jane" non so come, queste parole mi escono di bocca con una tale naturalezza.
"Cosa?!" Trasalisci alla mia richiesta. La tua reazione mi spiazza perché non so bene come interpretarla.
"Si, Jane...ti sto chiedendo di vivere insieme. Ci ho pensato: passiamo praticamente ogni momento assieme, ti sei presa dei giorni di permesso per assistermi, e tu non stai mai a casa dal lavoro; casa mia è grande e il tuo appartamento è...beh, con tutto rispetto in metà del tuo armadio non ci starebbero neanche le mie scarpe..." inizio a parlare sempre più veloce, presa dalla frenesia di dirti tutta la lista di aspetti positivi che la nostra convivenza avrebbe. La tua faccia è perplessa, e inizio a temere di averti fatto una domanda per la quale non fossi ancora pronta.
"Oddio, Jane, scusami...ho esagerato, starai pensando che è ancora troppo presto, che ti sto chiedendo di rinunciare ad avere i tuoi spazi, e poi tu sei affezionata al tuo appartamento..."
Non riesco a finire la mia frase perché le tue labbra si posano sulle mie.
"Maura, lasci parlare anche me?" Mi chiedi, donandomi uno di quei sorrisi che mi sciolgono. Ti faccio cenno con il capo e tu riprendi.
"A me piace il mio appartamento, sono libera di lasciare casino in giro..." le tue parole mi mettono tristezza, speravo la tua reazione fosse un'altra. Dio, che sciocca sono stata! Probabilmente la mia espressione tradisce i miei pensieri, perché mi alzi in mento, in modo da incrociare i nostri sguardi. Stai ridendo mentre mi guardi.
"Sto scherzando, Maura...certo che voglio vivere con te!" Mi baci subito dopo aver pronunciato quelle che mi sembrano le parole più belle del mondo.
Abbiamo fatto l'amore per ore, credo di non averti mai sentita desiderarmi tanto...ti sei addormentata, stremata, vicina a me...il tuo profumo mi inebria, mi fa sentire completa. Mi faccio cullare dal tuo abbraccio finché anch'io mi lascio andare al sonno che mi avvolge. Domani mattina sarai ancora qui al mio fianco, e così sarà per molti giorni a venire. È da tempo che mi sveglio e mi addormento pensando a te...ma averti vicina sarà decisamente meglio.
