Jane POV

"Da dove vuole iniziare?" ti sussurro mentre le mie labbra iniziano a poggiarsi avide sul tuo petto, lasciato in gran parte scoperto dall'ampio scollo della tua maglietta.

"Non so...qual'è il posto più strano della casa in cui hai immaginato di farlo?" Mi assecondi, e di fantasie ce ne sono tante...ma prendo la palla al balzo, del resto c'è una fantasia che è sempre stata sopra tutte le altre.

"Ok...direi che qui abbiamo finito" ti dico, prima di caricarti in spalla, tra le tue risate e proteste, e avviarmi verso la cucina, approfittandone per schiaffeggiarti il sedere. Non ho potuto trattenermi dal farlo. Ti appoggio solo una volta arrivata davanti al bancone, mettendoti seduta.

"Le conviene togliersi tutto ciò che non vuol correre il rischio che si sporchi o rovini, dottoressa" ti dico lasciandoti lì, mentre mi avvio verso il frigo.

Maura POV

La tua richiesta mi lascia leggermente perplessa, ma nel dubbio mi porto avanti, e in un attimo mi spoglio, rimanendo in intimo...lascio a te l'onore di completare l'opera, sono sicura apprezzerai. Resto qui seduta sul bancone, mentre ti sento trafficare, nascosta dietro la porta del frigo. La chiudi e vieni verso di me e noti che celi qualcosa dietro la schiena.

"Chiudi gli occhi Maura!" mi intimi. Obbedisco subito al tuo comando, curiosa di sapere cosa hai in serbo per noi. Dai rumori che sento, devi aver appena appoggiato una bottiglia sul tavolo. Mi sfiori una spalla con il dorso della mano e capisco di non aver percepito che ti fossi avvicinata così tanto. Le tue carezze mi rilassano, mentre cerco di resistere alla tentazione di aprire gli occhi.

"Ho una benda in mano, Maura e vorrei tanto la indossassi...posso mettertela?" Mi chiedi e basta questo a farmi deglutire a fatica, mentre acconsento con un movimento del capo. So cos'hai in mente, e mi eccita molto l'idea. Quando uno dei sensi è bloccato, il cervello amplia le sensazioni che gli altri organi percettivi riescono a dargli. Mi togli il reggiseno, con movimenti lenti, come una scia di carezze. Per qualche secondo percepisco solo e unicamente il rumore del tuo respiro, incredibile come il mio udito riesca già a percepire il modo in cui si sta facendo più profondo. Mi sembra quasi di vederti, davanti a me, che cerchi di trattenere il tuo istinto di volermi possedere all'istante. La tua mano fa forza sua mia clavicola, quel tanto che basta per farmi capire che vuoi che mi stenda. Appena la mia schiena tocca il ripiano, ti stacchi di nuovo da me, così mi affido nuovamente all'unico senso con cui posso percepirti. Ascolto, e capisco che hai appena stappato una bottiglia...di vino chiaramente, lo capisco sia dal rumore che fa quando la apri, sia da quello del liquido mentre lo versi in un bicchiere...se fosse birra non la verseresti ma la berresti direttamente dalla bottiglia. Dio, sei così sexy quando lo fai.

"Da quando non si offre da bere agli ospiti?" Ti rimprovero, sentendoti sorseggiare. In un secondo sento le tue labbra poggiarsi sulle mie: sono umide, intrise di quel nettare con cui ti stai dissetando. Lecco la tua bocca, e percepisco subito che si tratta di un vino rosso...li hai sempre preferiti ai bianchi, perché in effetti sono come te, decisi, forti...il gusto è intenso, come le sensazioni che mi provoca sfiorarti le labbra con la lingua in questo modo.

"Ancora..." ti chiedo, inebriata già al primo assaggio.

Lasci ancor di più le tue labbra bagnate, dopo aver bevuto un altro sorso ed esserti nuovamente avvicinata a me. Non resisto ad attirarti a me, per approfondire quel contatto, ed esplorare la tua bocca alla ricerca di quel sapore così simile a te.

"Dottoressa, così rischia di farmi ribaltare il vino" dici ad una me già in balia di ogni tuo gesto.

Non sono assolutamente preparata quando sento che versi del vino sul mio addome, procurandomi fremiti che non posso trattenere. Sento una goccia che scorre lentamente su, passando in mezzo tra i miei seni, per poi arrestare lentamente la sua corsa una volta giunta alla base del collo. La tua lingua si posa su di me, bisognosa di raccogliere ciò che ha seminato. Mi sento come una tela, sulla quale ti diverti a lasciare le tue pennellate, e ad ogni passaggio della tua bocca sul mio corpo, sento i respiri farsi più corti, difficoltosi. Mentre sali con la lingua, le tue mani scorrono lungo i miei fianchi, cercando di intrufolarsi tra il bancone e la mia schiena. Di riflesso, passo le mie dita sulle tue braccia, come a chiederti di più. Ho bisogno di sentire il tuo corpo, di avere un maggiore contatto. Finalmente le tue braccia mi avvolgono e mi portano a sollevare la schiena, ritrovandomi seduta. Appoggi il bicchiere, dopo aver interrotto le tue attenzioni il tempo sufficiente per prendere un altro sorso. Dal rumore capisco che il bicchiere si trova alla mia destra, così come se fosse la cosa più naturale del mondo muovo la mano, lenta ma sicura, finché lo trovo e lo afferro, decisa a voler placare la mia sete. Bevo un sorso, il giusto per poterlo assaporare degnamente, assicurandomi di lasciare opportunamente madida la mia bocca, come invito per te. Non ti fai pregare, perché mi togli il calice di mano e, dopo averlo rapidamente messo al sicuro, le tue labbra si riversano piene di passione sulle mie. Con la mano destra mi attiri a te, accarezzandomi la schiena e noto che nel frattempo hai trovato il tempo per toglierti la maglietta e il reggiseno. Il tuo corpo caldo appena entra in contatto con il mio risveglia tutta la mia passione. Con le gambe ti cingo la vita, spingendoti ancor più vicina a me, e ti accarezzo la pancia. Dio, anche senza poterli vedere, ma solo toccarli, i tuoi addominali sono così eccitanti. Sento una goccia di vino rimasta sul mio labbro e devi averla notata anche tu, perché la tua lingua ci si fionda come un aquila sulla preda. La fai scorrere così lentamente, che temo mi scoppierà il cuore in petto per come mi stai provocando. Le mie mani seguono i miei istinti, iniziando a sbottonarti i pantaloni, e infilandosi una subito dentro ai tuoi slip. Sei così eccitata...per me. In preda al desiderio, passo la mano libera dietro alla tua testa, per spingerti verso il mio viso, per un bacio approfondito. E continuo a baciarti, sentendoti gemere nella mia bocca, e affondo con spinte profonde e decise, ma ben scandite, lasciandoti calmare tra l'una e l'altra quel tanto che basta a farti fremere per chiedermi ancora. Ti stacchi da me, sussurrandomi prima qualcosa all'orecchio.

"Maura...vorrei tanto provare una cosa. Ti fidi di me?" Non mi preoccupa la tua domanda, anche se nel rivolgermela il tuo tono è tra l'imbarazzato e l'assoluto desiderio di avermi. Sento che ti allontani e vai verso la camera e mi chiedo cosa tu abbia in mente. Ritorni dopo qualche minuto che mi sembra interminabile.

"Ok, se non ti va basta che me lo dici, capito?" dici tornando verso di me.Rimango un attimo perplessa, chiedendomi se forse ti fossi dimenticata che sono bendata, quindi ora come ora non posso sapere di cosa tu stia parlando. Adoro quando sei così titubante, mi intenerisci. Mi sfiori e mi sfili lentamente gli slip, attirandomi più vicina al bordo del tavolo. In un attimo, sento la tua testa tra le mie gambe, totalmente dedita a darmi inebrianti sensazioni. Devo ammettere che non poter vedere sta seriamente ampliando le altre capacità percettive, oppure ora stai dando davvero il meglio di te, perché ti basta poco per farmi arrivare quasi al limite. Ed è proprio prima che mi lasci completamente andare al piacere che ti stacchi da me, per bere un altro sorso di vino. Un sorso abbondante dal modo in cui ti sento deglutire...sembri nervosa. Ti avvicini a me per baciarmi, decisa a togliermi la benda. Finalmente ti posso rivedere, e posso ammirare i tuoi occhi pieni di desiderio e quel sorriso un po' teso, come quello che avevi la sera in cui siamo andate a cena in quel locale, quando mi hai regalato questo ciondolo. Sembri leggere i miei pensieri, perché lo guardi prima di posare nuovamente la tua bocca sulla mia, ed è quando ti avvicini per farlo che sento. Interrompo quel bacio troppo presto per te, ma la curiosità di dare una risposta alla domanda che ho in testa è troppa. Se la mia coscia ha sentito bene...

"Oh Jane, sul serio?" Ti dico, sorpresa, eccitata, praticamente cotta a puntino appena vedo che indossi uno strap on.

"Ecco, lo sapevo...non ti piace...ok, vado a..." non ti permetto di finire la frase perché ricongiungo le nostre labbra. Quando farnetichi ho capito che questo è il modo più efficace di interromperti.

"Non ci pensare nemmeno...pensa che volevo regalartelo, ma non volevo fraintendessi" ti dico sogghignando.

"Quindi...va bene...cioè ti va di...?" Mi chiedi, insicura ma anche impaziente.

Penso tu capisca la risposta quando inizio a muoverlo lentamente su e giù lungo la mia apertura. La tua faccia mi conferma che il messaggio è arrivato forte e chiaro, ma nel dubbio ti attiro con le mani sui tuoi fianchi verso il mio corpo, invitandoti ad entrare dentro di me. Gemo con la bocca vicina alla tua, appena lo fai. I tuoi movimenti sono lenti, ma sanciscono una passione crescente, che non ha fretta. Mentre mi penetri, le mie mani ti afferrano i seni, dandogli tutte le attenzioni che meritano, e la mia bocca si dedica al tuo collo, leccandolo, baciandolo, marchiandolo. Il battito del tuo cuore si fa decisamente più forte, lo sento spingere i suoi impulsi fino alla mia mano e capisco che l'eccitazione sta prendendo il sopravvento. Ti stacchi da me e mi fai alzare in piedi di fronte a te. Prendi il mio viso tra le mani lasciandomi un dolce bacio...sai che quello che vuoi farmi è tutto fuorché tenero, ma non per questo privo di amore, anzi. Le tue mani si staccano dal mio volto per posarsi sui miei fianchi, invitandomi con il loro movimento a girarmi. Mi attiri a te, prendendomi le spalle, e afferri i miei seni, mentre la tua lingua si appropria del mio collo. Lasci scivolare una mano fino alla mia intimità. Il modo in cui mi stai amando è totale...ti stai perdendo in me, il tuo è un amarmi devoto, come se fossi guidata dal trasporto totale che hai per me. E ti amo per questo, perché mi fai sentire completa, ogni singola volta, ogni giorno, ogni momento che passiamo assieme. Prendi le mie mani e le appoggi guidandole con le tue sul bordo del bancone della cucina. Mi lasci un bacio sulla spalla, che mi fa capire quanto tu voglia possedermi così e sia grata che lo voglia anche io. Inarco leggermente la schiena, per esporre meglio il mio bacino verso di te, quando mi prendi e mi fai tua. Prima lentamente, con il tuo corpo che cerca il più possibile di stare a contatto con il mio...non avrei mai immaginato mi facessi sentire così...poi con spinte più decise, mentre le tue dita sembrano voler affondare nella mia carne...non pensavo di poter percepire così tutto il tuo desiderio...e infine prendendomi con le mani per il bacino, spingendomi a invocare il tuo nome tra i gemiti che mi conducono fino all'orgasmo...non smetterò mai di stupirmi come tu ogni volta riesca a farmi sentire pienamente, completamente, totalmente amata.