Jane POV

Cerco di riprendermi dal momentaneo shock causato dal sentire la sua voce, dopo tutto questo tempo.

"Scusami...è che non mi aspettavo una tua telefonata. Come stai?"

Sono felice di sentirlo, lo penso davvero. E il fatto che sia stato lui a chiamarmi mi fa piacere...nonostante il modo in cui è finita tra di noi, resta sempre una persona che ha segnato una parte importante nella mia vita.

"Sai com'è...mi trovavo in città e volevo sentirti. E magari chiederti se ti andava di vederci per una birra se non sei troppo occupata, avrei bisogno di parlarti" mi chiede.

"Certo che mi andrebbe, Casey!" gli rispondo di getto, senza che l'idea passi per il mio cervello almeno un secondo prima di uscire dalla mia bocca. È normale che voglia vederlo...cioè almeno credo. Non ci vedo niente di male...no? Siamo stati insieme, ma mi sembra sia passata una vita da quei tempi.

"Va tutto bene?" Gli chiedo. Ha detto di volermi parlare, ed è inevitabile che mi preoccupi che ci sia qualcosa che va storto.

"Si tranquilla, Jane...che ne dici, per le 18 al Dirty Robber?" Propone, e direi che non poteva fare scelta migliore.

"Va benissimo"

Mi decido a mandarti un messaggio per dirti che arriverò dopo cena. Ogni lettera che digito mi blocco, incerta su quello che sto facendo, o meglio su quanto questo rischi solo di essere un enorme cazzata. Non riesco a dirti che mi devo vedere con Casey, così preferisco non specificare il motivo del mio ritardo. So che tra voi non scorre buon sangue, quindi temo potresti prenderla non benissimo.

- Ti lascio qualcosa da mangiare? Va tutto bene? - mi rispondi, premurosa come sempre. E mi sento in colpa, come è giusto che sia.

- Si si tranquilla, tutto ok. Penso mi fermerò a prendere un take away tornando verso casa. Un bacio - ti rispondo, felice che tu non mi abbia chiesto nulla.

Infilo il giubbotto e mi concedo una rapida occhiata davanti allo specchio, che serve solo a farmi notare quanto i miei capelli siano incasinati come sempre. Cerco di sistemarli con le mani alla meglio, prendo le chiavi e mi volto a dare un ultima occhiata a quella che per 7 anni è stata la mia casa. È la fine di un capitolo, un capitolo stupendo...ma quello che sta per cominciare sono sicura sarà altrettanto interessante da vivere.

Arrivo al Dirty Robber e quando entro lui è già seduto al tavolo, così mi avvio per raggiungerlo. Appena mi vede mi saluta, alzandosi per abbracciarmi: non mi aspettavo un saluto così caloroso sinceramente. Non è mai stato un uomo da gesti affettuosi, per quanto riuscisse ad essere dolce...lo dimostrava con le sue premure per me. È decisamente in forma perfetta, anche se sulle spalle e sulle braccia il giubbotto in pelle sembra stargli quasi stretto per via della muscolatura...sembra Hulk!

Ordiniamo due birre, e seduta al tavolo con noi sembra esserci anche una buona dose di imbarazzo. Così decido di rompere il ghiaccio, chiedendogli come procede la vita nell'esercito. Mi racconta di essere appena tornato da un'altra missione in Afghanistan e di essere vicino ad ottenere un avanzamento di grado, e sono fiera di lui, se lo merita. Gli faccio le mie congratulazioni e senza rendermene conto, mentre gli dico quanto sia felice per lui, la mia mano si posa sul suo braccio. Restiamo entrambi bloccati a quel gesto, quasi un riflesso incondizionato che sembra imbarazzarci entrambi ma, appena me ne rendo conto, metto subito fine a quel momento.

Maura POV

Devo dire che oggi mi sento decisamente in forma. In questi giorni mi stai viziando come non mai, mi sento davvero trattata da principessa. Sei uscita nel pomeriggio per andare a prendere le tue ultime cose in appartamento e lasciare le chiavi al padrone di casa. Da stasera vivremo ufficialmente sotto lo stesso tetto e non potrei essere più gasata dall'inizio di questa nuova fase della nostra storia. Avrei voluto venire con te, ma era giusto che questo momento fosse solo tuo. Hai così tanti ricordi dentro quelle mura...il passaggio dalla narcotici alla omicidi, la convivenza con tua madre quando aveva appena divorziato, le domeniche a pranzo a guardare con tuo fratello le partite di baseball...e poi ci sono i ricordi che abbiamo insieme in quell'appartamento. Abbiamo litigato, abbiamo urlato...abbiamo avuto paura insieme quando Hoyt ti minacciava...abbiamo fatto l'amore...ci siamo dette tante volte 'ti amo'...tutto questo, e molto di più, insieme.

Mi aggiro per la cucina, con ben poca voglia di cucinare: il lungo bagno che mi sono concessa mi ha talmente rilassata che non vorrei mettermi ai fornelli.

- Ehi tesoro, torno dopo cena. Ok? -

Dev'essere dura lasciare definitivamente un appartamento, scenario di così tanti episodi importanti, così ti chiedo se è tutto ok. Mi rispondi che va tutto bene e che per cena non serve che ti prepari nulla. Mhhh...quale migliore occasione per provare l'asporto del nuovo ristorante vegano che hanno aperto vicino alla centrale, visto che sarò da sola?

Prendo le chiavi della macchina ed esco di casa. Anche in tuta andrà più che bene...non voglio dovermi preparare per poi arrivare a casa e far raffreddare tutto per mettermi di nuovo in tenuta da casa. Per una volta comodità batte perfezione in ogni circostanza.

Cerco parcheggio lì vicino al ristorante, ma sembra tutto pieno, così imbocco una strada laterale e riesco a trovare un posto libero per lasciare la macchina: fare due passi non mi farà male. L'aria della sera è frizzante, piacevole...fortunatamente qui a Boston non ci sono tassi elevati di inquinamento, e mi voglio ripromettere, una volta finito il riposo forzato, di fare più spesso camminate all'aperto. Entro dentro al ristorante, dove mi accoglie una ragazza molto gentile, che mi consegna il menù e mi informa che per l'asporto non ci vorrà molto. Il locale è carino, ben arredato, e il servizio è decisamente ben organizzato, tanto che pochi minuti dopo aver ordinato mi consegnano la cena. Speriamo la qualità del cibo sia pari a quella del loro servizio, così da riuscire magari a convincerti qualche volta a venire qui con me in pausa pranzo. Esco dal ristorante e l'aria piacevole della serata, mi fa perdere nei miei pensieri. Mi accorgo di aver dimenticato di svoltare nella stradina che mi avrebbe ricondotto alla macchina, così decido di prendere quella dopo...non vorrò mica rinunciare subito al mio buon proposito di camminare di più?

Rimango leggermente spiazzata nel vedere qui la tua auto. Siamo distanti dal tuo appartamento, ma è sicuramente la tua, ho riconosciuto la targa...deformazione professionale forse? In effetti siamo vicino al Dirty Robber, potresti essere passata a berti una birra, ma decido di lasciarti tranquilla e tornare indietro. O lo avrei fatto, se solo non avessi sentito quella voce, la sua voce e un attimo dopo...la tua voce. La mia mente mi dice di andarmene, sicuramente avrai una spiegazione per il fatto di essere con lui, ma il mio cuore vuole delle risposte subito. Non riesco a sentire cosa vi state dicendo, chiacchierare amabilmente e mi chiedo se non vi siate semplicemente incontrati per caso...ma la scena che mi trovo davanti, appena mi sposto per guardarvi, lascia ben poco spazio all'immaginazione. Lui...lui ti sta...lui ti sta baciando. Il suo è un bacio passionale e tu...resti lì, lasciando che le tue labbra siano sue. Dio, non riesco a guardare nemmeno per un solo altro secondo di quello che sta accadendo. Non...non ci posso credere. Vedo tutto sfocato e mi rendo conto che è perché sto piangendo.

Mi affretto ad andarmene via...ho solo bisogno di tornare a casa, aspettarti e vedere cosa mi dirai. La mia testa mi dice di restare, ma il mio cuore dice no! E anche in questo caso, decido di ascoltare il cuore.