Maura POV

Questa mattina sei uscita prima che mi svegliassi. Mi sono presa un giorno libero...oggi vado a scegliere l'abito. Non pensavo che i preparativi per le nozze richiedessero un tale sforzo, ma mi stai dando davvero tutto l'aiuto possibile: avevo proposto di contattare un wedding planner, ma mi son trovata d'accordo con te quando hai detto che avremo potuto benissimo farne a meno, dato che volevamo restare sul semplice. E così ci siamo ritrovate in una corsa contro il tempo. Fortunatamente con le mie conoscenze non c'è voluto particolare sforzo per riuscire a ottenere il permesso per sposarci sulla spiaggia di Famouth. Volevo a tutti i costi sposarmi sul mare...del resto la prima volta che ho pensato al nostro futuro è stato vicino alla spiaggia, quel giorno a Santa Monica. Non osavo sperare che un giorno sarebbe successo veramente, che mi avresti davvero permesso di diventare tua moglie. Resto qui a rigirarmi tra le lenzuola, così leggere, mentre con la mano sfioro le pieghe che il tuo corpo ha lasciato sul tessuto. La stanza profuma di te, di me, del nostro amore, mentre me ne sto qui, con lo sguardo rivolto al soffitto, sognante, semplicemente a godermi l'attimo.

Sento delle voci al piano di sotto, dev'essere tua madre, ma mi rendo conto che non è sola. Le mie buone maniere mi impongono di rendermi presentabile, scendere e fare gli onori di casa. Mi prendo solo un attimo, per prendere il tuo cuscino tra le mie braccia e respirare il tuo profumo ancora una volta, prima che il mio senso del dovere abbia definitivamente il sopravvento.

Scendo le scale e la scena che vedo mi lascia un po' perplessa: mai avrei pensato di vedere chiacchierare amabilmente Hope e Costance. La mia madre biologica e la donna che mi ha cresciuta. Nella stessa stanza. Che hanno rapporti civili. Avevo detto loro che oggi avrei avuto la prova dell'abito, ma sapendo che sono entrambe donne molto impegnate e ben a distanza di sicurezza anti-invadenza, mai avrei pensato sarebbero seriamente venute per aiutarmi con la scelta del vestito. Non avrei mai dovuto fingermi dispiaciuta all'idea di non averle con me in questo giorno.

Ok, sento già l'ansia assalirmi: ognuna di quelle due donne è in grado di generare in me un elevato senso di perenne inadeguatezza, Constance in primis...ok, non so se riuscirò ad arrivare a sera ancora sana di mente. Mentre le saluto, fortuna vuole che tua madre mi guardi ed immediatamente colga la necessità che ho di assumere caffeina in tempi brevi per poter iniziare la giornata. O meglio per affrontarla! Le osservo, in silenzio, come uno studioso con il suo progetto antropologico, curiosa di vedere quale sarà la deriva che prenderà. In tutto questo, il fatto che sia tua madre la presenza in questa stanza che mi tranquillizza, la dice lunga.

Jane POV

Io e Korsak siamo all'archivio prove oggi, sembra una giornata tranquilla. Sento il suono di una chiamata in entrata provenire dal mio telefono e immagino si tratti di te che vorrai rimproverarmi di essermene andata senza svegliarti.

- Per anni ho praticamente vissuto senza madre, oggi ne ho addirittura 3 a mia completa disposizione.

- Buongiorno anche a te amore...ma, perché bisbigli?"

- Ti sto chiamando dal bagno...sono in cucina, che parlano di lunghezza dello strascico, tipo di corpetto e tessuti.

- Ti avevo detto che non serviva facessi sapere loro quando avevi la scelta dell'abito...non mi hai voluta ascoltare...

- E adesso che faccio, Jane?

- Ti armi di tanta pazienza e affronti la giornata. Dai, tanto sappiamo benissimo che tu sai già come vuoi che sia il tuo abito...dillo alla commessa appena arrivi e vedrai che farai in un baleno! E dille di limitare il numero di abiti da provare, così l'agonia finirà presto. Tanto sarai comunque bellissima

- Ah, lo dici solo perché sai che non posso trascinarti lì con me...ok, credo di dover andare, ci sto mettendo troppo perfino considerando i miei tempi. Ti amo, buon lavoro!

- Grazie, fammi sapere come va. Ti amo anch'io Maura!

Chiudo la telefonata e per la prima volta nella mia testa vedo l'immagine di te, in abito bianco, sulla spiaggia, pronta a dirmi si. Ci mette un secondo Korsak a risvegliarmi da quel sogno ad occhi aperti.

"Se fossi in te inizierei a temere che convinca quelle 3 a presentarsi anche alla tua prova dell'abito" mi dice, ridendosela di gusto.

"Ah, ma il problema non si pone...ho già preso l'abito!" Mi pavoneggio, sapendo di aver evitato quella che avrebbe potuto essere una giornata molto, molto spiacevole. Te invece...beh tu te la sei cercata.

"Tua madre non ha detto niente..." mi risponde sorpreso.

"Perché sono andata da sola. Problema risolto!" Resta sbalordito a sentirmi dire così. Oh, si, ho opportunamente evitato il problema. Mi ci son voluti esattamente 45 minuti, rubati ad una pausa pranzo, per scegliere l'abito perfetto per sposare la donna perfetta. Anche perché tanto si sa, guarderanno tutti lei comunque. E come dargli torto.

"Una cosa però non ho ancora risolto, tra quelle che dovevo fare per la mia parte dei preparativi" dico bofonchiando, volutamente in modo un po' confuso, leggermente imbarazzata, mentre metto da parte per un attimo le prove. Alza lo sguardo verso di me e il modo in cui i suoi occhiali poggiano proprio sulla punta del naso mi fa quasi ridere.

"Dovrei chiederti una cosa...vorrei mfcsdtstmn" dico accelerando le ultime parole.

"Non ho capito niente di quello che hai detto"

"Ho detto, vrrmfcsdtstmn" ancora peggio di prima. Infatti il suo viso si fa ancora più perplesso.

"Scandisci meglio Jane, non sto capendo nulla!"

"HO DETTO...vorrei mi facessi da testimone"

Il suo sguardo sembra quello di un padre orgoglioso. Si alza, e dritto, come se fosse sull'attenti, in modo deciso, nonostante la commozione che i suoi occhi fanno percepire, mi risponde: "Sarebbe un onore Jane"

Stringo le spalle, quasi per fargli intendere che vorrei un abbraccio, e lui capisce al volo. Da quando mio padre se n'è andato in Florida, tagliando totalmente i ponti con la sua famiglia, ho trovato in Korsak quella figura paterna di cui di tanto in tanto avevo bisogno. C'è sempre stato, come partner in servizio, come amico...non poteva che essere lui la persona che volevo al mio fianco.

Maura POV

Cerco di seguire il tuo consiglio, infatti appena arriviamo al negozio blocco in disparte la commessa, spiegandole che in realtà del mio abito avevo già un idea ben chiara, ma che non avevo intenzione di far durare quell'agonia troppo, promettendole una lauta mancia se fosse riuscita in breve a farmi trovare quello che cercavo.

Mi prepara una carrellata di cinque abiti, tutti molto belli, ma non mi convincono...i tessuti, le scollature, niente mi sembra adatto: deve semplicemente essere perfetto. Sopporterò più a lungo le mie 2 madri più una, se serve a trovare l'abito giusto. La commessa mi sta preparando alcuni altri abiti, mentre sto cercando di liberarmi dall'ultimo, che sembra essersi incollato alla mia pelle. Sento la voce di Costance, che mi chiede di entrare nel camerino. Le dico di entrare, nella speranza possa aiutarmi con il vestito.

"Oh Maura...aspetta che ti aiuto." Strano, non è da lei essere premurosa. E aver lasciato Angela e Hope per venire ad aiutarmi.

"Il terzo non mi dispiaceva, tu che dici?"

"No, mamma...il tessuto, non andava bene"

"Maura, devo chiedertelo...sei sicura di quello che fai?"

Non mi ha davvero fatto questa domanda, per favore.

"Cosa vorresti dire?" Le chiedo e non riesco a non trasmettere una certa acidità nelle mie parole.

"Si insomma...mi chiedevo se fossi sicura di voler sposare Jane..."

"Mamma, ti prego. Non dirai sul serio?"

"Maura non mi sembra di dire un'assurdità...e non lo dico perché è una donna, sia chiaro, ma..."

Ci mancherebbe, praticamente metà del suo staff è omosessuale e l'altra metà semplicemente deve ancora ammetterlo. Ma se non è questo, allora non mi è chiaro dove voglia andare a parare.

"Che vita può offrirti, Maura? È una poliziotta, è venuta a vivere a casa tua, sappiamo tutti che le entrate di chi fa il suo lavoro sono limitate...tu invece hai sempre amato il lusso, i vizi..."

Rimango senza parole a sentire quello che dice.

"Sei preoccupata che Jane voglia sposarmi per i soldi? Non lo penserai sul serio, mi auguro"

"Mi chiedo solo che vita possa offrirti...Maura, tu hai sempre sognato di sposarti a Santorini, giusto per farti un esempio"

"Avevo 12 anni e se è per questo sognavo anche di sposare Edmond Locard...poi si cresce e ci si rende conto che non importa dove e come ma con chi ci si sposa"

Sembra non capire, mi rendo conto che forse non può o non vuole farlo. Semplicemente non le interessa...come non l'è mai importato davvero di me in fondo.

"Non ti costringerò a restare qui, e se credi che questo non sia giusto, beh farò a meno di te...perché non ci sei mai stata quando ho avuto davvero bisogno. Mi hanno sparato e non hai trovato nemmeno il tempo per venirmi a trovare. Non so nemmeno perché ci tenessi ad essere qui oggi, in tutta onestà"

"Sarei comunque passata in città per venire a fare un sopralluogo per un'installazione" mi risponde, come se fosse una ragione a sua discolpa. Non aveva trovato tempo per me...semplicemente è capitato.

"Beh, allora direi che non è il caso che ti trattenga oltre. E puoi pure liberare la tua agenda per il weekend della prossima settimana...non ti voglio alle nozze"

"Ti ho solo messa in guardia...ma se è quello che vuoi, fai pure! È la tua vita...non venire a piangere da me poi" mi dice andandosene. Lo capisco perché la sento salutare sia Hope che Angela.

"A piangere da te? Non ci sei mai stata quando ne ho avuto bisogno" dico tra me e me, come se pensarlo non mi bastasse.

"Maura, tutto bene?" È Hope che mi chiama, dall'esterno dell'ampio camerino. Mi conosce per cui non entra, resta lì sulla soglia, sapendo che l'ultima cosa che mi serve per calmarmi è vederla.

"Si sì tutto bene...ora passa"

Incredibile come nonostante tutto sia più mia madre lei della donna che mi ha cresciuta.

"Ok...ti lascio tranquilla. La commessa ti sta portando un abito che secondo me ti piacerà"

"Ok, grazie...mamma" le dico prima di tornare ai miei pensieri.

Indosso quell'abito e appena me lo sento addosso, capisco essere quello giusto. Il tessuto è leggero, come il tuo tocco, la trama come me l'ero immaginata, per non parlare della scollatura...non so se approverai perché dovrai fare la brava per un po' ed evitare di lasciarmi segni da sesso bollente, che potrebbero poi essere imbarazzanti e difficili da coprire. Esco dal camerino e sento di portare quest'abito come se fosse già mio, come se fosse destino che scegliessi questo. Guardo Hope e tua madre in cerca di approvazione...Angela in un attimo corre ad abbracciarmi, ma si ferma appena prima di farlo: giustamente non vuole rischiare di rovinare l'abito ma il suo parere mi sembra chiaro.

Senza nulla togliere a tua madre è un altro il parere che per me conta ora...Hope mi guarda, con gli occhi lucidi.

"Sei meravigliosa" riesce a dirmi, rimanendo lì seduta con una compostezza, che ai miei occhi attenti lascia trasparire l'emozione che prova nel vedermi con questo abito.

Mi volto verso la commessa.

"Decisamente aggiudicato per questo!"

Un'altra voce della lista spuntata. E queste nozze sono sempre più vicine.