Jane POV

Continuo a rigirarmi tra le coperte, non riesco a prendere sonno. Mi pento con tutta me stessa di averti dato ascolto quando mi hai proposto di passare la notte prima delle nozze separate, avrei dovuto ribellarmi a questa tua assurda richiesta. La tentazione di mandare al diavolo le mie buone intenzioni è a circa un paio di metri da me, ovvero la distanza che mi separa dalle chiavi della macchina, prenderle e correre da te. Ma non lo farò, resterò qui, ferma, e porterò pazienza. Il sonno va e viene, continuo ad addormentarmi e svegliarmi dopo poco. Finché sento che non riuscirò più ad addormentarmi, troppo presa dalla sana tensione per questo grande giorno. Sto con lo sguardo rivolto al soffitto, finché dalla finestra non vedo il sole sorgere e quest'immagine mi dà finalmente sollievo.

Maura POV

Fortunatamente mia madre è mattiniera quanto me. Non son riuscita quasi a chiudere occhio questa notte...tra l'agitazione per questo grande giorno e il fatto di non essere abituata a dormire senza di te, era prevedibile che l'insonnia si sarebbe fatta avanti. Partiamo presto, così da essere sicure di arrivare all'hotel con ampio anticipo. Non troviamo traffico e appena vedo questo magnifico posto mi sorprende che sia ancora più suggestivo di come appariva in foto. Entriamo e ci rechiamo alla reception... mi chiedo se tu sia già qui. Io e Hope ci registriamo e la gentile receptionist ci consegna la chiave della camera. Ci siamo ripromesse di non vederci fino alla funzione e mi sorprende che tu mi abbia assecondata pure in questo. Sono sicura che renderà tutto ancora più emozionante. Arrivo nella camera, i colori tra il panna e l'avorio mi rilassano, per quanto possibile. Mia madre appende la gruccia con il vestito all'armadio e sento mentre fa scorrere la cerniera della custodia. Mi affaccio alla finestra, confidando nel potere calmante del moto ondoso. Ho bisogno di portare la mia mente altrove in questo momento. La sabbia è così chiara, il verde che circonda l'insenatura rende questo un vero angolo di paradiso. Da qui riesco a vedere il posto preparato per le nostre nozze: hanno posizionato un arco nuziale ornato da quella che sembra essere una vinca minor, ma non ne sono certa guardandola da così distante, e qui e lì su di essa sono state intrecciate delle rose bianche; ammiro le sedie, e la passerella che hanno posizionato in mezzo ad esse...percorrere i passi che mi porteranno a te, su quelle listelle così ordinatamente posate... quanto vorrei fosse già quel momento.

"Maura...c'è una busta per te qui" mi dice mia madre.

"Oh sarà un messaggio di benvenuto dell'hotel" le rispondo mentre me la passa. Strano, di solito c'è sempre il logo della struttura su queste buste. Leggo il mio nome scritto a mano, e riconosco subito quella scrittura. È la tua. La distinguo per il modo in cui scrivi la M, così spigoloso rispetto alle altre lettere, molto più arrotondate, armoniose.

"Non è dell'albergo... è di Jane" le dico, preoccupata di cosa puoi aver scritto sui fogli che trovo dentro alla busta quando la apro.

"Ti lascio sola..." mi risponde Hope, capendo che questo è un modo per avere un momento tutto nostro prima del matrimonio.

"No...qui dice che vuole che vada in spiaggia a leggerla... aspettami qui, non ci vorrà molto" le mormoro, mentre esco dalla stanza cercando la strada più veloce per arrivare alla spiaggia. Tolgo le scarpe e i calzini, voglio sentire la sabbia sotto i piedi e devo dire che è una sensazione stupenda. Resto estasiata dal suono del mare... ok non sarà la vista che c'era a Santa Monica, ma questo posto è davvero meraviglioso. Rigiro tra le mani questi fogli di carta, temendo di trovarci scritto qualsiasi cosa, che non te la senti, che ti sei svegliata e hai capito di non amarmi davvero... ma non posso restare col dubbio. Faccio un respiro, cerco di far entrare di me la calma di questo moto perpetuo delle onde che vanno e vengono sulla battigia.

Cara Maura,

Prima di tutto, prima che tu ti metta a leggere quello che ho intenzione di scriverti, vorrei andassi sulla spiaggia. Perché è da qui che ti sto scrivendo, seduta su una di queste sedie già preparate per le nostre nozze, ammirando il mare.

Mi sembra quasi di riuscire a vederti, mentre te ne stai lì seduta, con lo sguardo rivolto all'acqua...quel tuo sguardo pensieroso, concentrato. Ogni volta che ti vedo così mi fermo ad osservare la tua mente che viaggia, con ben chiara la direzione da prendere.

Mi siedo sulla sabbia, con il corpo rivolto all'immagine di te che stai scrivendo.

Non sono mai stata una da grandi discorsi, e temo farò un casino con le promesse, ma ora... ora che siamo solo tu ed io, ancora una volta, voglio essere sicura di fare le cose nel modo giusto. Ricordo ancora il nostro primo caso insieme: mi era giunta voce che c'era stato un avvicendamento ai piani alti di medicina legale, alcuni colleghi mi parlavano della famigerata "Regina dei morti", affascinante come Afrodite e fredda come il suo bisturi. Non ricordavo il nostro primo incontro, alla caffetteria, e nemmeno tu... meno male considerando che ero vestita da battona, la mia copertura alla narcotici!

Ricordo quell'incontro... pensavi fossi una snob maleducata che voleva passare avanti a tutti, mentre volevo solo essere gentile con una ragazza che mi ricordava molto Vivian di Pretty Woman... in effetti avrebbe dovuto insospettirmi che una prostituta facesse colazione al bar della centrale di polizia.

È stato difficile entrare in sintonia con te, eri impenetrabile... solo dopo ho capito il perché. Le persone fino a quel momento ti avevano solamente dato delusioni. E tu negli anni ti sei sempre di più data, anima e corpo, al tuo lavoro... ma a piccoli passi, sono riuscita a far breccia su quella fortezza che ti eri costruita attorno per proteggerti. Siamo diventate amiche, grandi amiche... e poi qualcosa di più. Ci abbiamo messo tanto per capirlo, e rimpiango il tempo perso per questo ogni giorno.

Non sono sicura di riuscire ad andare avanti. È vero, se ci penso mi sento una stupida, ma rischiare di perdere la persona più importante della mia vita mi sembrava non valere la candela. Se solo avessi saputo che ricambiavi i miei sentimenti...

Però questo mi spinge a darti sempre il mio meglio. Per recuperare, se vogliamo dirla così. È questo il bello di te: mi ami per come sono, ma stando con te sono io che voglio essere migliore.

Mi sono innamorata della sbadata e maldestra detective Rizzoli... non cambierei nulla di te. Ogni cosa che fai mi sorprende, la tua forza mi sorprende, la tua grinta, la tua determinazione... e la dolcezza che riservi solo a me. E alla tua famiglia ovvio, ma con me sei diversa... ituoi occhi ti tradiscono, ogni volta che mi guardi.

Oggi è il giorno in cui la nostra vita comincia... è il giorno in cui prometto di amarti, proteggerti e onorarti per il resto della vita... è il giorno in cui mi renderai la donna più felice del mondo, scegliendo di stare al mio fianco. Perché non c'è cosa che riuscirei a fare senza di te e non c'è paura o demone che la tua presenza non riesca a scacciare. Non posso immaginare una vita migliore di questa in tutta onestà.

Oh Jane, le tue parole mi prendono il cuore e lo avvolgono in un abbraccio forte, caldo... e mi sembra quasi di percepirlo, di sentirti qui con me. Istintivamente stringo il mio ciondolo tra le mani... ormai è un riflesso incondizionato quando mi trovo in un momento di disarmante emozione, bella o brutta che sia. Mi basta stringerlo e sento le parole che hai fatto incidere su di esso ripetersi come un mantra nella mia testa.

Percorri quei passi, arriva al mio fianco... sposami Maura Dorothea Isles. Se farai questo per me, se mi permetterai di diventare tua moglie giuro di starti sempre vicina, nei momenti buoni e in quelli brutti, pronta a proteggerti, ad aiutarti... ad amarti. Sempre. Ogni giorno come se fosse il primo.
Omnia vincit amor, Maura...

Con amore, Jane

Mi asciugo le lacrime che scendono copiose. Fortuna che non mi sono ancora truccata, se no sarebbe stato un vero macello! Guardo il mare e prendo un ultima boccata d'aria... è giunta l'ora che vada a prepararmi.

Ma grazie...grazie di questo regalo. Spero tu possa sentire questo mio pensiero arrivare fino a te.

Jane POV

Hai seguito esattamente le mie parole... sei lì seduta sulla spiaggia. Ti vedo dalla finestra della camera e per quanto tu sia distante, ti sento così vicina. Ok, non era premeditato, il fatto di mettermi qui come una stalker in osservazione... ma appena ti ho vista scendere la breve scalinata che dall'hotel porta alla piccola baia, non ho resistito.

"Jane vuoi deciderti o no? È ora che inizi a prepararti... muoviti! Non vorrai mica fare tardi il giorno in cui devi sposarti!"

Figurarsi se mia madre con la sua solita calma poteva non interrompere quello che è stato il regalo che ho voluto farci di un momento in qualche modo solo nostro.

Mi piace però il modo in cui si prende cura di me: mi aiuta con il trucco, leggero, più che altro per coprire i segni della notte in bianco che ho passato; mi sistema i capelli, raccogliendoli e lasciandomi scoperto il collo.

"Allora Jane, possiamo finalmente svelare cosa si nasconde dentro il porta abiti?" chiede Frankie, troppo curioso di sapere come sia il vestito che ho scelto. Ho mantenuto l'assoluto riserbo con tutti. Sono andata a ritirarlo ieri sera al negozio, in modo da non lasciarlo troppo tempo a casa di mio fratello, riducendo così a zero le possibilità per mia madre di rovinarmi l'effetto sorpresa.

"Non ti azzardare...ok mamma, se hai finito con i capelli, uscite così mi cambio. Aspettate qui fuori, appena lo avrò indossato vi chiamo"

E questo è il regalo per me...un momento solo mio, questo momento. Apro la custodia e passo la mano su quest'abito stupendo...non lo ammetto praticamente mai, ma da piccola sognavo, come tutte le bambine della mia età, il giorno del mio matrimonio, e sognavo di indossare esattamente un vestito come questo. Così quando l'ho visto nella vetrina di quel negozio, non ci ho pensato due volte. Sono entrata, l'ho provato, la commessa ha preso le misure per fare un paio di modifiche e l'ho preso. Senza badare a spese, non per questo giorno, non per l'abito che avevo sempre sognato.

Lo accarezzo, mentre è ancora attaccato alla gruccia: la scollatura a barca, discreta, che copre in parte le spalle; il corpetto con la trama in pizzo, come le maniche, con disegni semplici, che fanno sussultare le mie dita passandoci sopra; e poi il tessuto che scende morbido, dritto, senza tanti fronzoli.

Lo indosso e quando mi resta solo da chiudere del tutto la lampo, faccio rientrare mia madre e mio fratello. Appena entrano, mia madre inizia a singhiozzare, e mio fratello ha la faccia di chi sembra aver realizzato solo ora che sua sorella si sta per sposare.

"Jane...wow, sei bellissima" mi dice sorridendo. Ha gli occhi lucidi pure lui. Forse perché non pensava questo giorno sarebbe arrivato prima o poi.

"Ok ok ok non piangete per favore perché se no poi inizio pure io e non posso perché se no sbaverei il trucco e farei tardi...quindi ricomponiamoci per favore!"

Richiamati all'ordine guardiamo l'ora. È quasi giunto il momento di andare.

"Ehi Frankie...visto che non c'è papà e se Dio lo vorrà mamma avrà modo di farlo con te...vorrei mi accompagnassi tu all'altare, se così si può dire"

Mi abbraccia, ma mia madre gli urla subito per fargli capire che così rischia di rovinarmi abito, trucco e parrucco tutto in una volta.

"Sarebbe un onore Jane"