Maura POV

Il ricevimento finisce tardi, ma sono ancora euforica per questa giornata meravigliosa, e finalmente possiamo ritirarci nella nostra stanza.

Entriamo nella suite che abbiamo prenotato per la nostra prima notte di nozze. Non l'avevo ancora vista: è semplicemente magnifica. L'ampio ingresso è un tutt'uno con la camera da letto, le grandi finestre danno sul parco dell'hotel, oltre il quale si vede la piccola baia e, oltre essa, il mare. Mi libero delle scarpe, lasciandole sul pavimento poco dopo l'ingresso. Scoppi a ridere, sorpresa da questo mio gesto.

"Quanto hai bevuto Maura?" Mi dici tra le risate.

"Esattamente lo stesso numero di bicchieri che hai bevuto tu... tutti i brindisi che hanno fatto. Ah domani la mia testa li sentirà tutti!" ti rispondo, già arresa all'emicrania che avrò al mio risveglio.

"Non necessariamente" mi dici, attirandomi a te, appena mi raggiungi davanti alla finestra. Mi baci, mentre posi la tua mano dietro alla mia nuca.

"Non credo di averti ancora detto quanto tu sia bella oggi, con quest'abito" ti sussurro. Ed è vero, mi hai lasciata senza fiato non appena ti ho vista.

"Oh, lo hai fatto e pure tante volte... amnesia, dottoressa Isles? Non è decisamente un buon segno"

Le tue parole sono leggere, come una carezza. Sento la tua bocca posarsi sul mio collo e capisco che è giunto il momento di toglierci questi abiti stupendi. Mi chiedi di aiutarti con la lampo, e posi il tuo abito sul divanetto. Ti chiedo di fare lo stesso con me, mi giro e prima di liberarmi da questo vestito, attiri il mio corpo verso il tuo e le tue mani iniziano ad accarezzarmi, passando con dolcezza sul tessuto finemente ricamato. Ricominci a dare attenzioni al mio collo, scendendo sulle spalle... e finalmente decidi di far scorrere la cerniera giù, lungo la mia schiena. Lo fai in un modo che rende anche una cosa così semplice la più seducente del mondo. Mi aiuti a sfilare il vestito definitivamente e lo poso al sicuro.

Giuro, avrò staccato gli occhi da te un secondo, per essere sicura di evitare che si formino pieghe, e appena mi volto ti vedo già infilata sotto le coperte che mi guardi in modo provocante, mentre con un braccio tieni le coperte in modo da coprirti fino al seno e con l'altro, sulla punta di un dito, fai penzolare il tuo perizoma.

"Beh, ti sto aspettando... non vieni Maura?"

Dio, sei come un torero che sventola un drappo rosso davanti ai miei occhi... e in questo momento mi sento decisamente pronta a partire alla carica. Vorrei mantenere un minimo di controllo in questo momento, ma non posso... attraverso la stanza, scosto le coperte e prima che tu te ne renda conto ti bacio con una passione irrefrenabile, stendendomi completamente sopra di te. Le mie labbra sono avide, ti desiderano. Voglio che questa notte sia indimenticabile, voglio farti mia in ogni angolo di questa stanza, voglio sentirti urlare di piacere il mio nome.

Per un attimo perdo il controllo dei miei istinti, del mio corpo, e quando lo riprendo la mia bocca ha già lasciato più di qualche segno sul tuo collo. Non credo ti importi, visto che domani partiremo per la luna di miele...due settimane in cui saremo solo tu ed io.

Ti stringo forte a me, voglio sentire la tua pelle fremere sotto le mie dita.

Con entrambe le mani ti afferro il seno, i pollici impegnati a dare attenzioni ai tuoi capezzoli, attenzioni che apprezzi parecchio aggiungerei. Le tue mani afferrano il mio intimo in pizzo, tentando di togliermelo. Mi stacco per un secondo da te, il tempo sufficiente a far lentamente scorrere giù il mio tanga, per poi passarlo sotto le ginocchia e liberarmi definitivamente di quell'ultimo ostacolo tra di noi, acconsentendo così alla tua tacita richiesta. Torno sopra di te e la mia mano scende piano sui tuoi fianchi, la tua pelle sensibile al mio tocco, fremi come se fosse la prima volta. Era esattamente l'effetto che volevo, sentirti sussultare così: non solo mi hai accontentata quando ti ho chiesto di passare l'ultima notte separate, ma (e questo mi avevi fatto giurare non lo avrebbe saputo nessuno) hai pure accettato la mia idea di una settimana di astinenza pre-matrimonio. Come sia riuscita a convincerti a farlo è ancora un mistero per me. Però ti avevo promesso che la nostra prima notte da sposate sarebbe stata fenomenale. Direi che siamo sulla strada giusta, a giudicare da come gemi mentre ti accarezzo il pube. Devo ancora arrivare al tuo centro e i tuoi sospiri si sono già fatti più profondi, intensi. Ti bacio il petto mentre continuo a farti sentire ad un passo dall'avere ciò che vuoi. Con la lingua ti sfioro i capezzoli, anche in questo caso girandoci attorno. Inarchi la schiena, stringendo le coperte tra le dita, e capisco che ti piace...mi rendo conto però che questa dolce tortura mi sta eccitando parecchio e sento che mi sto bagnando. Sospiro sulla tua pelle, cogli subito questo mio segnale, e posi le tue mani nuovamente su di me. Le passi tra i miei capelli, ma è mentre scendono, accarezzandomi dietro la nuca, che mi rendo conto di essere sensibile al tuo tocco in un punto inatteso, tanto che gemo quando sfiori il mio atlante. Te ne rendi conto e pensi che sia impossibile che sia così sensibile proprio lì. Nel dubbio ripassi con la punta delle dita su quella prima vertebra e ti rendi conto che decisamente non si tratta di uno scherzo. Per quanto la cosa ti diverta, decidi di passare oltre, le tue mani esperte scendono lungo la mia schiena e ti sento fare forza sugli addominali quando raggiungono i miei fianchi: ti metti seduta , attirando il mio bacino contro il tuo. Finalmente la mia intimità è di nuovo in contatto con la tua... mi era mancata questa sensazione. Alzandoti i tuoi capelli si sono spostati davanti al tuo viso, così li sposto con una mano e poso l'altro braccio dietro al tuo collo. Ci guardiamo intensamente prima di baciarci, le nostre lingue iniziano a cercarsi, a danzare assieme. Con il braccio mi stringo ancora di più a te, mentre le tue mani mi afferrano i seni massaggiandoli. Sento di non poter resistere ancora molto, il mio bacino segue l'onda della passione che mi sta travolgendo e inizia a muoversi contro il tuo, e il contatto tra i nostri centri aumenta il nostro piacere sempre di più. Passi una mano sulla mia schiena e con la mano libera entri dentro di me e urlo il tuo nome. Ti bacio, finché il fiato me lo permette, prima di tornare a sospirare per i brividi che mi stai dando in questo momento.

"Si Jane, non ti fermare...così..."

I tuoi occhi mi scrutano, prima che la tua bocca si posi su uno dei miei capezzoli, facendomi perdere ogni controllo. Passo la mano tra i tuoi capelli corvini, spingendoti a prenderlo ancora più avidamente con la tua bocca.

Ho bisogno che tu sia con me ora, così recupero quel tanto di lucidità che basta a capire che è ora che anch'io mi dia da fare con te. Accarezzo la tua intimità e sentirti così fremente mi eccita ancora di più se possibile. Inizio a fare piccoli cerchi sul tuo clitoride, con un tocco dapprima leggero, ma che in breve tempo si fa più intenso. Non resisto molto prima di penetrarti. E finalmente ti sento urlare il mio nome, come liberata da un peso.

Con la mano libera attiri il tuo viso contro il mio prendendomi per la nuca, e la passione del tuo bacio mi porta a fare altrettanto, mentre le nostre spinte si fanno più decise. Fronte contro fronte, stringendoci l'un l'altra, stacchiamo le labbra quel tanto che basta per prendere fiato...siamo vicine al culmine, respiriamo e gemiamo in quella minuscola distanza tra le nostre bocche, finché i nostri gemiti non diventano urla di piacere, finché in poco non raggiungiamo l'orgasmo entrambe.

Ci sdraiamo sul letto, senza smettere di stringerci, di abbracciarci, mentre cerchiamo di recuperare fiato.

Mi sorprende come ogni volta che facciamo l'amore abbia questa sensazione, come se fosse la prima volta, come se non ci fossimo mai amate tanto. È incredibile. Tu sei incredibile.

Ti bacio di nuovo sulla bocca e mentre lo faccio, non so bene perché le mie labbra si allungano...un sorriso è nato spontaneo sulla mia bocca. Te ne accorgi subito, conosci bene i miei baci.

"Che c'è che ti rende così felice Mau?" Mi poni questa semplice domanda e ti guardo prima di darti la mia risposta.

"Io...te...ancora non riesco a realizzare che ci siamo sposate davvero"

"Oh beh, ti conviene abituartici dottoressa Isles...perché ho intenzione di recuperare con gli interessi la settimana di astinenza che ti ho concesso prima delle nozze..." dici provocante, con voce profonda, il respiro ancora leggermente affannato.

"Ti avevo detto che ne sarebbe valsa la pena..." ribatto.

"Beh questo è vero...prima però voglio stringere tra le mie braccia mia moglie" dici, abbracciandomi mentre porto la testa al tuo petto. Inizio a giocare con una ciocca dei tuoi capelli che morbida cade sulla tua pelle leggermente ambrata.

Tua moglie...ancora non riesco a crederci.