Qualche anno dopo...

Maura POV

Come da tradizione per il nostro anniversario ci siamo regalate un weekend di vacanza a Santa Monica. Le ultime volte che abbiamo prenotato abbiamo deciso di usare il tuo nome: non sopportavo ogni volta dover litigare con Mr. Morto-non-morto per pagare quanto gli avremmo dovuto se io non gli avessi salvato la vita, ma fossimo state semplici clienti. Quando ci avviciniamo a questa ricorrenza ripenso sempre a quella nostra prima fuga romantica.

Appena arriviamo vado subito in terrazza: il profumo di salsedine mi invade le narici, è come se sentissi di nuovo le onde bagnarmi la schiena, mentre siamo sul bagnasciuga e mi stai baciando. È forse uno dei ricordi più indelebili di quei giorni. D'istinto percorro il brevissimo sentiero che porta alla spiaggia, e sai che questo ormai è il mio rito ad ogni nostro arrivo qui.

Appena arrivo sulla sabbia tolgo le scarpe...la visione del mare e la sensazione del calore sotto i piedi, mi rilassano. Penso potrei stare ad ammirarlo per ore. Mi risvegli di soprassalto dai miei pensieri, quando arrivi dietro di me e mi abbracci.

"Oh mio Dio, Jane...mi hai fatta spaventare"

"Mi diverte troppo farti prendere un colpo quando te ne stai assorta nei tuoi pensieri" sussurri per poi baciarmi delicatamente sulla guancia, ridendo.

"Jane ma...hai lasciato i bambini da soli?" Dico preoccupata, realizzando che se tu sei qui con me, non c'è nessuno con loro.

I nostri splendidi figli. È stato in luna di miele che ne abbiamo parlato seriamente per la prima volta. Mi ero offerta io di portare avanti la gravidanza: era un'esperienza che volevo fare, e avevo capito di volerlo e di poterlo fare perché sapevo di avere te al mio fianco. Ho sempre saputo che saresti stata un'ottima madre. Ricordo ancora la gioia quando scoprimmo che ero incinta: eri lì con me quando feci il test. Fu un attimo di pura felicità...sì, fu solo un attimo. Non lo avevamo detto ancora a nessuno quando successe. Mancava meno di una settimana al termine che ci eravamo date per dare la notizia: al terzo mese di gravidanza avremmo detto a tutti che aspettavo un bambino. Ricordo che svenni in laboratorio e di essermi risvegliata in ambulanza...ricordo quando mi raggiungesti in ospedale. Nessuno voleva darmi notizie di come stavo, di come stava il bambino. Fosti tu a darmi la notizia che avevo avuto un aborto spontaneo. Mi ricordo il tuo sguardo, distrutto ma che al tempo stesso voleva essere forte. Per me. Mi misi in aspettativa per qualche settimana, per cercare di riprendermi. Ero devastata. Tu avresti voluto poterlo essere, ma eri troppo occupata a cercare di tenere insieme i pezzi di me. Non mi hai mai abbandonata, mai incolpata, sei sempre stata lì, al mio fianco. Poi le cose iniziarono a tornare alla normalità, per quanto possibile, a piccoli passi. Finché una sera, quasi un anno dopo, ti parlai del mio desiderio di riprovarci. Ricordo la tua felicità e mi dicesti che avresti voluto portare tu in grembo nostro figlio. E così fu...Ian, o meglio Ian Vincent! Oh dio, ricordo ancora quando era piccolo e piangeva...ah, quante notti insonni ci ha fatto passare. Più cresce e più ti assomiglia: è una piccola peste, impossibile da tenere fermo.

Un paio di anni dopo è arrivata Eileen...la principessa di casa. Deve averle fatto bene la musica che ascoltavo quando ero incinta di lei, perché a differenza di suo fratello è molto più tranquilla e posata. È incredibile come a volte sembrino due versioni in miniatura di noi!

"Oh Maura...non ti preoccupare, non succederà nulla! Solo due minuti...io e te" dici stringendomi, con lo stesso tono di voce che usa Ian, quando vorrebbe restare a letto, invece di alzarsi e prepararsi per la scuola.

Ci godiamo questo momento per noi, poi mi baci e torni verso la casa, dicendo di prendermi tutto il tempo che volevo. Faccio una lunga passeggiata, tornando con la mente ai ricordi dei nostri anniversari precedenti...come sono cambiate le cose in pochi anni. Mentre mi riavvicino alla casa, capisco che hai già dato il via alla tradizione della famiglia Rizzoli-Isles: il barbecue del venerdì sera in terrazza.

"Tesoro ti ho versato un bicchiere di vino, è sul tavolo" mi dici sentendomi arrivare. Mi avvicino per prenderlo, e la bottiglia attira la mia attenzione. Guardo l'etichetta: Chateau Musar del 1986...il mio preferito. Dopo anni di matrimonio mi dedichi ancora queste piccole ma adorabili attenzioni, e non posso che sentirmi fortunata.

Sorseggio il mio calice di vino, quando sento che sto avendo un deja-vu: tu che cucini una grigliata, i bambini che giocano...la fede al mio dito. Torniamo ogni anno in questo posto, ma realizzo solo ora che qui per la prima volta ho sognato di sposarti, di avere una famiglia nostra, di passare il resto delle nostre vite insieme.

Ti vedo sollevare in spalla Ian, mentre Eileen fa il tifo per la sua super mamma. Poi si volta e mi chiama...

"Dai mamma! Vieni!" Mi chiama con la sua dolce vocina. Vi raggiungo senza staccare per un attimo gli occhi dai tuoi, che mi osservano, mentre sorridi.

Appena i bambini tornano a giocare tra loro, mi stringi forte a te.

"Ti amo Maura" sussurri con dolcezza, prima di baciarmi.

"Ti amo Jane...buon anniversario" rispondo, ricambiando il bacio.

Hai mantenuto fede alla promessa che mi avevi fatto su quei fogli, Jane Rizzoli...

Percorri quei passi, arriva al mio fianco... sposami Maura Dorothea Isles. Se farai questo per me, se mi permetterai di diventare tua moglie giuro di starti sempre vicina, nei momenti buoni e in quelli brutti, pronta a proteggerti, ad aiutarti... ad amarti. Sempre. Ogni giorno come se fosse il primo.

Omnia vincit amor, Maura...

Con amore, Jane

The End

Nota dell'autrice: si, dopo 40 giorni, 40 capitoli ecco la fine di questa storia. Penso ci siano tanti modi in cui la storia sarebbe potuta continuare, ma questo è il finale che mi sembrava più degno per questa storia d'amore (diciamo che il lieto fine se lo sono sudate le nostre protagoniste!). La scelta dei nomi dei bambini non è stata fatta a caso, è strettamente legata al loro significato, che vi consiglio di andare a cercare. Spero che la storia vi sia piaciuta e se avete osservazioni, commenti, impressioni non attendo altro che leggerli! Vorrei ringraziare SUPERSONICA per aver sostenuto in particolare modo il mio percorso di scrittura (spero soprattutto che a te possa piacere questo finale)...ora vedremo se arriverà qualche nuova ispirazione!