- Un nuovo inizio-

Il castello di Hogwarts era avvolto da una coltre di neve candida e immacolata. L'innaturale silenzio dovuto alla mancanza degli studenti, era musica per le sue orecchie. Ogni anno attendeva la pausa invernale con trepidazione, ma questa era stata quella che assolutamente aveva agognato con ogni fibra del suo essere.

Con un semplice gesto della mano, chiuse la porta del suo alloggio, pronto a godersi la sua meritata solitudine. Con quel pensiero in mente, si diresse all'armadietto dei liquori e si versò un mezzo bicchiere di Bourbon d'annata e poi prese posto nella sua vecchia e confortevole poltrona di pelle scura. Il fuoco scoppiettava vivacemente nel camino, osservò il liquido ambrato roteare nel bicchiere di cristallo e nei sotterranei deserti del castello si abbandonò ai suoi pensieri.

Era stanco. Stanco, come non lo era mai stato prima in tutta la sua vita. L'adattamento alla sua "vita ritrovata" era molto più faticoso di quanto avesse mai immaginato. E tutto questo lo doveva al marmocchio sopravvissuto, che ancora una volta era riuscito nell'impossibile. Poco più di sei mesi or sono, la testa di legno aveva sconfitto il Signore Oscuro, salvando se stesso e l'intera comunità magica, compresa la sua persona.

Peccato che questa era l'unica ipotesi che non avesse mai nemmeno preso in considerazione, lasciandolo così del tutto frastornato. Quando a suo tempo aveva giurato di proteggere il ragazzo, era certo che l'impresa gli sarebbe costata la vita e onestamente questo pensiero negli anni era divenuto perfino confortante. Niente più sofferenza, dolore o sensi di colpa. Così del tutto impreparato ad una vita post Voldemort, aveva raccolto i pezzi della sua orribile esistenza e suo malgrado aveva affrontato le conseguenze del suo operato. Risultato: era ancora l'insegnate di pozioni alla prestigiosa scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, era stato insignito del prestigioso titolo di Merlino Prima Classe come EROE di guerra. Questo nuovo status, lo aveva obbligato contro la sua volontà a restare un insegnate, perché il castello era il solo posto in cui poteva rintanarsi senza che un'orda di sconosciuti barbari ed intriganti lo assalisse per tormentarlo con un infinità di domante indiscrete o peggio ancora per chiedere degli autografi! Detestava la sua nuova vita quasi quanto quella vecchia.

Strinse il bicchiere con vigore, le cose non sarebbero dovute andare così! Lui desiderava ardentemente smettere di insegnare alle teste di legno, che non sapevano nemmeno distinguere la menta dalla melissa! Odiava dover essere cordiale con i suoi colleghi quando era di pessimo umore, odiava le imposizioni e l'ingerenza del vecchio preside che lo soffocava di continuo con le sue assurde richieste di socializzazione e infine detestava il fatto che Potter lo avesse salvato dal morso di Nagini! E come se tutto questo non fosse già abbastanza aberrante, il suddetto marmocchio sopravvissuto ben due volte, aveva apparentemente sviluppato una sorta di ossessione nei suoi confronti o almeno questa era l'idea che si era fatto, dato che Potter lo osservava di continuo o cercava di ringraziarlo o di parlare con lui quando ne aveva l'occasione. Tsk come se lo avesse fatto per pura bontà del suo cuore. Sciocco Grifondoro sentimentale!

Strinse nuovamente il bicchiere, Dumbledore e Potter erano la sua rovina e la causa della suo status di eroe, cosa che trovava alquanto odiosa e disgustosa... Dannati Grifondoro!

Quei pensieri irritanti avevano surriscaldato il suo temperamento e la stanza, così si alzò dalla poltrona, si tolse prima il lungo mantello e la veste, restando dunque in pantaloni neri e camicia bianca. Si concentrò dunque su se stesso e sui suoi sentimenti, al fine di scacciare quelle sensazioni opprimenti, dato che si era ripromesso di godersi i prossimi 20 giorni. Non appena riuscì a ritrovare il suo proverbiale autocontrollo si diresse alla libreria posta alla sua sinistra e prese un antico tomo, purtroppo proprio in quel momento qualcuno bussò alla sua porta. Sbuffò irritato, poteva essere solo il suo fastidioso mentore. Maledizione! Sono passate solo poche ore dalla partenza degli studenti e Dumbledore sente già la necessità di controllarmi! Vorrà di certo invitarmi a prendere un tè o costringermi a cenare nella Sala Grande. Beh se lo può scordare! Ho intenzione di restarmene rintanato nei miei alloggi per tutte le vacanze!

Con un gesto pigro della mano aprì la porta e senza nemmeno voltarsi ringhiò "Se sei venuto per chiedermi di venire a cena stasera Albus, puoi scordartelo. Sono molto impegnato!"

Una voce molto più giovane e piuttosto timida rispose "Ehm...veramente non sono Dumbledore professore, speravo potesse concedermi solo qualche minuto".

Sape si voltò irritato, il salvatore del mondo magico era in piedi di fronte a lui con un'espressione alquanto sorpresa in viso. Dannazione! Non avrebbe dovuto vedermi in un abbigliamento così informale! Per sopperire a questo sua mancanza, ringhiò "Potter!"

"Ehm sì sono io"squittì il moro.

Severus lo fissò con freddezza "Sono impegnato, vattene!"

Invece di fare marcia indietro, il moretto lo guardò con determinazione e disse "Perché mi evita? Voglio solo parlare con lei qualche minuto. Senta sono venuto solo per..."

L'uomo alzò una mano, intenzionato a porre fine a quell'incontro detestabile il prima possibile. "Dumbledore mi ha già ampiamente e ripetutamente informato del tuo ardente desiderio di ringraziarmi per i miei servigi. Ti assicuro che non è necessario. Comunque vista la tua presenza qui deduco che,TU invece, consideri la questione prioritaria ed inevitabile. Bene, da ora in avanti puoi ritenerti sollevato da tale incombenza. Gradirei di conseguenza che da questo momento in poi, tu evitassi di pedinarmi o di appostarti nei corridoi per discutere con me, lo trovo molto maleducato ed inappropriato. Ora visto che la faccenda è risolta puoi anche andare Potter."

Al suono di quelle parole beffarde e dure, il moro si risentì profondamente. "Perché deve essere sempre così...così acido! Quello che è successo quella notte è...è importante! Ha cambiato tutto! Non riesco a credere che lei non senta la necessità di parlarne. Beh la sa una cosa? Io invece ne ho bisogno!"

Severus incontrò quegli occhi smeraldini che aveva tanto amato. Nonostante tutto quello che era accaduto, il ragazzo era ancora un libro aperto. Poteva chiaramente leggergli in faccia a lettere cubitali come appariva ai suoi occhi, un dannatissimo eroe dall'armatura scintillante! Ma si sbagliava. Strinse i pugni era furioso, era più che consapevole che il Grifondoro era impaziente di parlare dei ricordi che gli aveva donato quella notte, ma lui non aveva nessuna intenzione di rivangare il suo doloroso passato, tanto meno con Potter. "E sentiamo, di cosa vorresti parlare? Di quanto io sia stato nobile, coraggioso o altruista in tutti questi anni?". L'ultima frase grondava cattiveria e sarcasmo."Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto unicamente per tua madre, per un debito che avevo nei suoi confronti e per non vanificare il suo sacrificio... Se le cose fossero state diverse e fosse dipeso solo da me, oggi tu non saresti stato qui, Quindi togliti dalla testa che sono un uomo diverso da quello che hai sempre conosciuto Potter, sono solo le sciocche fantasticherie di un ragazzino troppo sentimentale".

Il Grifondoro che in tutti quei mesi aveva sperato in un cambiamento nel loro disastroso rapporto, lo fissò duramente "Può dire quello che vuole, ma io ho visto e soprattutto...sentito, quindi per favore non mi venga a dire che lo ha fatto solo per mia madre. So che era preoccupato anche per me! Ricordo quanto era infuriato quando ha capito che Dumbledore sapeva cosa fossi! Io volevo solo ringraziarla come si deve. Non ce l'avrei mai fatta senza quei ricordi. E mi creda so quanto deve esserle costato darmeli. Io vorrei solo che capisse quanto l'ho apprezzato e ..."

"Basta! Non ho intenzione di ascoltare oltre i tuoi assurdi sproloqui. Vattene!"

Harry sospirò sconsolato. Si chiese perché l'uomo non capiva il suo ardente desiderio di ringraziarlo. Eppure era una cosa del tutto normale visto quanto aveva rischiato per proteggerlo. "Quindi dopo tutto quello che è successo, lei mi odia ancora. E' perché sono il figlio di mio padre? Io non sono James Potter...ormai avrebbe dovuto accettarlo perfino lei. Io vorrei solo …che noi...mia madre avrebbe voluto che...che le cose fossero diverse tra di noi, ne sono sicuro" l'ultima parte era quasi un sussurro.

Lo sguardo di Severus era vuoto e distante. Oh era più che consapevole che il marmocchio non era affatto come suo padre. Caratterialmente assomigliava molto di più a Lily: la stessa testardaggine, lo stesso spirito combattivo, la stessa determinazione nel difendere ad ogni coloro che amava. Inoltre Dumbledore lo aveva tormentato per mesi, gli aveva chiesto di mettere da parte il suo astio insensato nei confronti del suo pupillo. Aveva cercato di costringerlo ad incontrarlo per parlargli, e gli aveva confidato che Potter fosse ben lungi dal' essere sereno e felice. Disse che era tormentato dagli incubi, dalle perdite subite, e dai ricordi della guerra in se. In realtà poteva comprenderlo perfettamente, perché anche lui si sentiva allo stesso modo. Così dopo un lungo silenzio rispose "No. Non ti odio Potter, voglio solo un po' di pace."

Il volto del ragazzo s'illumino per un breve istante. "La capisco sa, vorrei la stessa cosa, ma è così difficile ricominciare...è molto difficile. Io volevo solo farle sapere, che quello che ha fatto per me e mia madre...non lo dimenticherò, mai. Vorrei scusarmi per averla giudicata male e per non essermi fidato di lei in tutti questi anni, anche se lei ci ha messo un bel po' del suo". Fece un piccolo sorriso imbarazzato dopo quell'affermazione. Poi alzò lo sguardo e fissando l'uomo in quelle pozze oscure aggiunse "Mi scuso per averle causato tanti problemi e per aver reso il suo compito più difficile del previsto, ma sono stato costretto dalle circostanze...il più delle volte. Vede, io non potevo proprio restare a guardare le persone intorno a me soffrire, davvero..." poi fece un lungo sospiro "E poi mi scuso anche per …per il comportamento di mio padre e del mio padrino, e per...per aver guardato nel suo pensatoio, non avrei dovuto".

Severus era a dir poco scioccato, un Potter si stava scusando con lui?! Il mondo stava per finire e nessuno aveva avuto il buon senso di dirglielo? Alzò un sopracciglio e poi notò che il moretto era rosso come un peperone per la vergogna. Non deve essere stato facile per il marmocchio... probabilmente si aspettava di essere maledetto a metà del discorso... Ah Lily, cosa devo fare con tuo figlio? So cosa avresti desiderato, forse dopotutto è arrivato il momento di voltare pagina...

"Certo avrei gradito un discorso simile molto tempo fa. Ad ogni modo accetto le tue scuse Potter... e se fossi stato meno duro nei tuoi confronti, forse alcune cose si sarebbero potute evitare".

Di certo quelle poche parole avevano scioccato il Grifondoro, dato che se ne stava impalato di fronte a lui come un pesce lesso a fissarlo con la bocca aperta. "Chiudi la bocca Potter, sembri un completo idiota!"

"Ehm... sì...sì signore... ehm grazie credo". Harry era sconvolto. Allora è vero, i miracoli esistono!

Un silenzio imbarazzante calò nella stanza. "Ora si è fatto piuttosto tardi, se non ti dispiace ho delle cose piuttosto urgenti da fare"

Harry si voltò, ma prima di uscire aggiunse "Grazie. Grazie per avermi ascoltato professore."

Una volta uscito dall'alloggio privato del pozionista, si appoggiò alla porta di legno che aveva appena chiuso alle sue spalle. Il cuore gli batteva nel petto come un tamburo... Merlino santissimo, ce l'ho fatta! Ha detto che non mi odia più! Mi sento così leggero! Il moretto detestava l'idea che l'uomo che lo aveva protetto con tanta dedizione in tutti quegli anni, provasse ancora dell'odio nei suoi confronti. Si era accollato già troppi pesi sulle sue giovani spalle, non voleva sostenere anche la viscerale l'avversione del pozionista. C'erano già troppe cose che non avrebbe mai potuto cambiare o dimenticare come: la morte di tutte le persone che non era riuscito a salvare, la morte dei suoi genitori, di Sirius, di Cedric, di Remus e Tonks, e di Percy.

Dopo tutta la sofferenza, il dolore, il sacrificio che aveva dovuto affrontare nella sua breve vita, sentiva l'impellente bisogno di vedere un segno tangibile che le cose erano cambiate in meglio, per poi poter ricominciare a sperare in un futuro migliore. Per assurdo, Severus Snape nel suo immaginario delle cose, rappresentava proprio quella speranza. Ai suoi occhi il pozionista era l'ultimo collegamento ancora esistente con la sua famiglia e il suo passato e non voleva lasciarlo andare. Inoltre era fermamente convinto di avere un grosso debito nei suoi confronti, che voleva ripagare. La vita di Snape era stata orribile fin da quando era solo un bambino, anche grazie all'apporto di suo padre e del suo padrino e lui in qualche maniera voleva porvi rimedio. Era consapevole che sarebbe stata un'impresa difficile, perché l'uomo aveva un carattere pessimo e Merlino solo sapeva quanto fosse testardo! Ma lui non era uno disposto ad arrendersi, specialmente dopo aver visto i preziosi ricordi che gli erano stati donati. Lui era stato l'unico testimone di quanto feroci e intensi potevano essere i sentimenti, la devozione e i propositi dell'uomo. Dopo quella fortuita esperienza, Harry aveva sviluppato una profonda ammirazione nei confronti di Severus Snape, ed era deciso a conoscere quel lato nascosto dell'uomo che nessuno ad eccezione di sua madre aveva avuto il privilegio di condividere!Sorrise a se stesso... sì quando gli asini voleranno, avrei un rapporto civile con Snape...ma oggi è stato un inizio!

Dall'altro lato della porta, Severus aveva ripreso il posto accanto al camino, ancora turbato dalla visita del giovane. Che diavolo mi è saltato in mente? Mi sono quasi scusato con lui... Ah tutta colpa dei suoi occhi...

-SSS-

Nei giorni successivi, Harry era riuscito ad interagire brevemente con l'uomo in diverse occasioni, principalmente durante l'orario di cena, dato che Dumbledore aveva imposto a tutti gli studenti e gli insegnati presenti nel castello di condividere il pasto. Ed era piuttosto soddisfatto del risultato, nessun rimprovero, nessun insulto, insomma praticamente un effettivo miracolo di Natale!

La sala Grande era magnifica, addobbata come di consueto con una moltitudine di decorazioni scintillanti. I tavoli delle quattro case e quello dei docenti erano stati sostituiti da un unico tavolone rotondo con 15 coperti apparecchiati. 4 per gli insegnati, 1 per il preside e 10 per gli studenti: di cui 3 appartenenti alla casa di Grifondoro nello specifico Harry, Ron ed Hermione, tre studenti Tassorosso del 5 anno, due primini Serpeverde e due corvonero del Terzo anno.

L'atmosfera conviviale fu bruscamente interrotta.

"Harry, passarmi le patate" chiese il rosso mentre si riempiva il piatto con troppe cosce di pollo arrosto. Il moro però era troppo assorto nei suoi pensieri per ascoltare la richiesta del suo amico, almeno fino a quando non sentì una forte presa sul gomito. "Ah, ma che diavolo c'è!" urlò infastidito.

Tutto il tavolo si zittì di colpo, suo malgrado era di nuovo al centro dell'attenzione. Notò che Snape lo osservava con quel suo sguardo penetrante. Oddio...perché mi fissa in quel modo? Non è stata colpa mia... penserà che sono un maleducato...

"Harry allora? Sono almeno quattro volte che ti chiedo le patate! Amico ma che diavolo stai fissando? Merlino santo, in questi giorni hai sempre la testa tra le nuvole!"

Il moro arrossì violentemente, poi afferrò la zuppiera piena di patate e la depositò con forza davanti al suo amico "Ecco le tue patate Ron!". Dannazione a te Ron! Spero che Snape non si sia reso conto che stavo guardando nella sua direzione... ero solo curioso di sapere di cosa parlava con Dumbledore.

Una parte del contenuto si rovesciò sul maglione del Rosso "Miseriaccia Harry! Puoi stare più attento?!"

"Potter, Weasley! Un minimo di contegno almeno a tavola!" sibilò Snape infastidito dalle orribili maniere dei due ragazzi.

"Ci scusi Professore" rispose Harry mentre arrossiva. Ecco lo sapevo, penserà che siamo due idioti... ci scommetto. Ma aspetta un attimo da... da quando mi interessa quello che pensa Snape? Uffa certo che mi interessa... A chi voglio darla a bere! Se voglio diventare...suo amico, devo dimostrargli che non sono una testa di legno! Voglio conoscere il Severus Snape che ho visto nei ricordi con mia madre.

Continua

Angolino dello scribacchino:

Buona sera a tutti, questa è una breve storia di 7 capitoli, già scritta per intero.

Devo fare una premessa, Dumbledore non è morto, non ho previsto di approfondire l'argomento perché non è rilevante anche perché si parlerà poco del passato, tutta la trama gira intorno ad un avvenimento Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pansate.

Buona lettura

La vostra Lady V.