-Incontri inaspettati-

"NO! Ma che hai combinato! Togliti da lì!".

La voce del suo fratellone era stata l'ultima cosa che aveva sentito, prima di svenire. Poteva sentire un incessante bisbigliare di sottofondo, diverse paia di mani che la scuotevano freneticamente. Ma lei aveva tanto sonno, non voleva aprire gli occhi. La testa le faceva male, si sentiva come quando aveva la febbre, e quando stava male voleva solo una cosa, essere tra le braccia del suo adorato papino, così piagnucolando mormorò "Papà..."

"Hai sentito? Si sta risvegliando!" urlò una bambina dai capelli corvini.

"Certo che si sta risvegliando! Te lo avevo detto che era solo svenuta, proprio come tutti noi. So riconoscere qualcuno che è svenuto!"

"Oh sta zitto! Tu non sai tutto!"

"Nemmeno tu, saputella!"

"A chi hai detto saputella?" sibilò la bambina.

"Basta voi due! Dobbiamo trovare subito papà! Se è vero che siamo a scuola, ci deve essere anche lui qui no?!"

Il bambino più grande sospirò "Si...e non sarà tanto contento di vederci".

La bambina più piccola aprì finalmente gli occhi e piagnucolando disse "Elly, mi fa tanto male la testa...ma dove siamo?"

"A scuola" rispese dolcemente la moretta.

"Allora ha funzionato!"

"Pensiamo di sì. Dai piccola alzarti, che andiamo a cercare papà."

La piccola annuì felicemente, non vedeva l'ora di riabbracciare il suo adorato papino. Così si alzò in piedi con l'aiuto della sorella maggiore e poi in compagnia degli altri tre bambini uscì dalla stanza, lasciandosi alle spalle un evidente segno del loro passaggio.

-SSS-

Severus percorreva i corridoi deserti del castello, maledicendo interiormente il mago più potente e saggio di tutti i tempi.
Merlino mi aiuti a superare queste vacanze! Vorrei davvero capire perché oggi che è la vigilia di Natale, devo condividere tutti i pasti della giornata con il preside, gli insegnati e gli studenti! Ah sì, perché testuali parole della vecchia folaga..."Severus ragazzo mio, tutti noi abbiamo bisogno di compagnia in giorni speciali come questi..." Speciali? Cosa c'è di speciale in una festa comandata, che sono costretto a subire ogni anno! Ah se devo presentarmi anche a pranzo, ho davvero bisogno di almeno per un paio di ore di tranquillità, andrò nel mio laboratorio e preparerò un paio di pozioni per Poppy...

Ma il 24 dicembre del 1998, sarebbe stata una data che Severus Snape non avrebbe mai dimenticato.
Non appena aprì la porta rimase esterrefatto. Qualcuno con un ardente desiderio di morte, aveva avuto l'ardire di entrare nel suo laboratorio e lo aveva messo a soqquadro! C'erano calderoni rovesciati, fiale rotte ed ingredienti sparsi su tutto il pavimento, insomma il suo regno era nel caos! Un ringhio furioso uscì dalle sue labbra socchiuse. Giurò a se stesso che il responsabile l'avrebbe pagata cara! E sapeva esattamente a chi rivolgersi, Potter e i suoi dannati amichetti Grifondoro! Non aveva il minimo dubbio in merito, in fondo non era nemmeno la prima volta che i tre disgraziati si erano intrufolati nel suo laboratorio per rubare degli ingredienti, ma quello che avevano combinato oggi andava oltre qualsiasi trasgressione. Ah li avrebbe torturati e uccisi molto...molto lentamente. Ma come ho potuto credere alle parole del marmocchio! La sua sceneggiata è stata talmente convincente che ci sono cascato come un vero idiota! Tale padre, tale figlio! Ma appena metto le mani addosso a quei tre... nemmeno Albus potrà salvarli dalla mia furia! Rimpiangeranno amaramente il giorno in cui sono nati.

Senza indugiare oltre, sigillò la stanza e uscì dal laboratorio in preda alla furia cieca, per andare in cerca dei tre sfortunati Grifondoro.

-SSS-

Uno scalpitare di piccoli passi era l'unico suono che si poteva udire nel castello di Hogwarts.

"Elly, ma quanto dobbiamo camminare ancora?"

La bambina dai capelli corvini si accucciò e guardando la sua sorellina negli occhi disse "Shh, dobbiamo arrivare alla torre dove dorme J, te lo ricordi?"

"Si. Ma io sono stancaaaaa. Voglio vedere papino!"

"Anche io, ma dobbiamo fare silenzio. Se ci scoprono saremo nei guai, grossi guai."

"Togli il se ci scoprono, e di pure quando ci scoprono. Oh papà ci ucciderà, garantito!"

La bambina più piccola sporse il labbro "Non voglio far arrabbiare papà"

"Stai tranquilla piccola, vedrai che andrà tutto bene. Troveremo papà, gli spiegheremo cosa è successo e poi andremo tutti a casa."

"Si ah ah bella storiella Elly. Se succede davvero mi mangio un piatto intero di broccoli. Nessuno di noi sopravvivrà alla furia di papà!"

"Zitto J! Non vedi che la stai spaventando!"

"Non darmi ordini, sono io il maggiore!"

"Oh adesso sei il maggiore? Io ho solo due anni meno di te... e papà si fida più di me, che di te!"

"Solo perché sei una spiona!" la accusò il bambino dai occhi scuri.

"Uffa ma la smettete voi due!? Vi siete dimenticati che dobbiamo andare alla torre! Potete litigare quando arriviamo lì" si intromise il terzo bambino.

I due ragazzi incrociarono le braccia indispettiti e poi guardarono il loro fratello in cagnesco "Bene!"

I quattro bambini erano talmente impegnati a discutere tra di loro, da non accorgersi che qualcuno si stava avvicinando, almeno fino a quando due degli studenti più grandi presenti nella scuola li trovò fermi nel bel mezzo del corridoio.

"Oh santissimo Merlino! Ma voi chi siete? Dove sono i vostri genitori? Come siete arrivati al castello?"

I bambini urlarono per lo spavento. Una volta calmati una vocina squittì "Zia Mione, Zio Ron!"

"Scusa c-cosa hai detto?!" rispose il ragazzo dai capelli rossi.

"Ecco lo sapevo, ci hanno scoperto! Ve lo avevo detto io, che non saremmo arrivati nemmeno alla torre!"

"Allora potevi proporre un'idea diversa, invece di fare l'uccello del malaugurio, Al!" sibilò la bambina dai capelli corvini

"Anche io lo avevo detto che era un piano stupido" disse il ragazzino più grande.

Hermione si avvicinò ai quattro bambini "Shh non urlate. Per favore, volete spiegarci chi siete?"

"Ma zia stai male? Siamo i tuoi nipotini! Stiamo cercando il nostro papà, siamo venuti perché dobbiamo dirgli una cosa molto importante e segretissima".
Hermione osservò la bambina che le si era avvicinata e le aveva tirato la veste per attirare la sua attenzione. Era la più piccola, aveva i capelli rossi come il fuoco, un visino dolcissimo, era assolutamente adorabile, una vera bambolina. Le sorrise dolcemente "Se mi dici chi è il tuo papà piccola, vi aiuteremo a cercarlo" anche se aveva un'idea ben precisa sull'identità del padre.

"Ma è papà Harry!" rispose con decisione la piccola, come se fosse la cosa più ovvia del mondo.

"COSAAAAAAAAA! PAPÀ HARRY? Vuoi dire che voi quattro... siete-siete tutti figli di Harry? Harry Potter, il mio migliore amico?"

I bambini annuirono vigorosamente con le loro testoline sorridenti. Poi la bambina più grande con i capelli ricci disse "Si Zio Ron, siamo tutti figli di Harry".

"Ma- ma come è possibile? E se è vero, come siete arrivati qui?"

I bambini si guardarono a vicenda prima di abbassare lo sguardo, avevano un atteggiamento piuttosto colpevole. "Adesso non c'è tempo... dobbiamo trovare subito papà" al suono di quelle parole tutti e quattro i ragazzini iniziarono ad urlare contemporaneamente... SI SI SUBITO...SUBITO!

"SH va bene, va bene...Ma non fate tutto questo casino!" disse ridendo Ron "Non si possono fare le cose in segreto, se urlate come una banda di ippogrifi!"

I bambini si coprirono le bocche e smisero di urlare. "Grande Ron!" gli sussurrò Hermione all'orecchio.

"Avere tanti fratelli aiuta. Pensi sia vero, che sono i figli di Harry?"

"Perché hai dubbi? Basta guardarli".

Ron si soffermò sull'aspetto dei piccoli. Il bambino più grande assomigliava moltissimo ad Harry fatta eccezione per gli occhi che erano scuri. La bambina più grande aveva un lunga chioma corvina leggermente ondulata e gli occhi scurissimi. L'altro ragazzino aveva i capelli scuri e gli occhi smeraldini di Harry, e la più piccola i capelli rosso fuoco e gli occhi di smeraldo. Erano indubbiamente i figli del suo migliore amico.

"Beh allora che stiamo aspettando? Andiamo a cercare Harry" li esortò il rosso.

La strana combriccola riprese a camminare in direzione della torre Grifondoro. Erano appena arrivati davanti la scala principale, quando videro dall'alto la chioma disordinata del salvatore, che gli stava venendo incontro. A quel punto della grida concitate iniziarono a riempire il castello... ECCOLO, ECCOLO!
Harry era rimasto alla torre per finire uno dei suoi saggi e per lasciare un po' di privacy ai suoi due migliori amici. Dubitava fortemente che erano andati in biblioteca solo per studiare, visto l'entusiasmo dimostrato da Ron. Ma dopo circa tre ore di solitudine, aveva deciso di recuperarli, per poi andare tutti insieme a pranzo.

Mentre scendeva le scale si arrestò di colpo, Ron ed Hermione erano davanti la scala principale attorniati da quattro bambini piuttosto piccoli ed esagitati, che stavano facendo un baccano infernale. Guardando le piccole teste saltellare intorno ai suoi amici, sorrise involontariamente, sembravano così carini e divertenti tanto è vero che era proprio curioso si sapere chi fossero.
Era quasi giunto in fondo alla scala, quando fu assalito dai quattro bambini urlanti, che farfugliavano cose incomprensibili. Guardò i suoi amici, ma entrambi scossero la testa, lasciandogli intendere che non avevano idea di cosa stava succedendo.
"MA CHE SUCCEDE? CHI SONO?" Urlò il salvatore cercando coprire le urla dei bambini.

Hermione si avvicinò e urlando rispose "HARRY... DICONO DI ESSERE I TUOI... FIGLI!"

Harry spalancò la bocca incredulo. Poi guardò in basso, i bambini erano tutti aggrappati alle sue gambe, stavano piangendo, mentre borbottavano freneticamente la parola papà! Santissimo Merlino! Ma che diavolo... ma come?Deve esserci un errore! Io- io non posso essere il loro... padre.
Toccando la testa del bambino più alto disse dolcemente "Ehm qualcuno di voi può spiegarci che succede?"

Il moretto si asciugò gli occhi e con lo sguardo acquoso sussurrò "Siamo venuti per dirti una cosa... non devi più andare a cercare gli uomini con le maschere papà!"

Probabilmente era stata la cosa sbagliata da dire, perché tutti gli altri bambini dopo aver sentito le parole del loro fratellino, piansero più forte e lo supplicarono di non lasciarli più. Harry era confuso, non era riuscito a capire nulla di concreto. I suoi presunti figli erano troppo agitati per potergli dare una spiegazione comprensibile. Cercò di rassicurarli, ma sembrava essere inutile.

"Oh per le mutande di Merlino! Ma qualcuno ci capisce qualcosa?" chiese Ron grattandosi la testa.

"HARRY! HARRYYY! CREDO CHE DOVREMMO ANDARE DA DUMBLEDORE!" urlò la riccia cercando di sovrastare le urla dei piccoli Potter.

Il moro annuì esasperato. Non aveva la minima idea di cosa fare per calmarli.

Angolino dello scribacchino...

Ed ecco il secondo capitolo! Come avrete intuito leggendo 3 dei presunti figli di Harry sono canon, uno invece no. Sappiate che scrivendo questa storia mi sono molto affezionata a quelle 4 piccole pesti.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, mi farebbe tanto piacere leggere qualche commento in merito.

Ora vi saluto, a presto.

La Vostra LadyV.