Severus Snape era livido. I tre Grifondoro sembravano essersi volatilizzati! Aveva perlustrato inutilmente tutto il castello e i giardini, spingendosi fino al campo di Quidditch. A quel punto l'unica deduzione logica era che i malfattori se ne stavano rintanati da qualche parte, convinti erroneamente che questo li avrebbe salvati dalla sua ira. Beh se questo è il loro subdolo piano, sono degli sciocchi illusi!
Stanco di girovagare, decise di fare irruzione sala comune dei leoni, l'unico luogo che non aveva ancora controllato. Mentre attraversava l'ultimo tratto di cortile, sentì delle urla assordanti provenire dall'interno del castello. Merlino santo, ci sono solo 10 studenti, chi diavolo sta facendo tutto questo baccano? Ma che domande faccio, saranno di certo Potter e a sua corte! Appena gli metto la mani addosso nemmeno Salazar in persona potrà aiutarli!
Senza la minima esitazione, fece il suo ingresso come un angelo vendicatore urlando "SILENZIO!"
Tutti i presenti presi totalmente alla sprovvista, si ammutolirono di colpo.
Severus Snape si era abituato alle folli imprese dei trio d'oro nel corso degli anni, quindi entrando si era aspettato di vedere più o meno di tutto: un altro troll di montagna, una mezza partita di Quidditch dentro al castello, una battaglia di palle di neve incantata, perfino una gara con gli ippogrifi, ma di certo non quello che stava osservando. Il salvatore del mondo magico era in piedi di fronte a lui avviluppato da quattro ragazzini decisamente troppo piccoli.
Fece un passo avanti e poi con un tono molto autoritario sibilò "CHE DIAVOLO STA SUCCEDENDO QUI!"
I bambini si nascosero immediatamente dietro le gambe di Potter, piuttosto spaventati.
"Ehm, veramente non lo so signore" rispose il moro senza esitare.
"Tu-non-lo-sai? Allora di grazia potresti dirmi, chi sono quei marmocchi e perché stanno piagnucolando attaccati alle tue vesti Potter?"
Harry mise una mano sulla testa di uno di loro con fare protettivo. Li aveva sentiti stringersi ulteriormente a lui, dopo le parole del pozionista.
"E' quello che stavamo cercando di capire professore. Io e Ronald li abbiamo trovati in uno dei corridoio del piano terra. Hanno detto solo che stavano cercando Harry. Abbiamo tentato di capire come sono arrivati fino a qui... ma non ci siamo riusciti, sono troppo agitati. Così abbiamo pensato di portarli dal preside... perché vede loro hanno detto di essere ... di essere..."
Severus fulminò la riccia. "Qualcosa ti ha dato l'impressione, che stavo parlando con te Granger?", poi si massaggiò la tempia destra nell'inutile tentativo di prevenire il suo consueto mal di testa, causato in genere da una prolungata esposizione alle teste di legno. Dopo un attimo di silenzio aggiunse duramente "Sono cosa? Allora? Per l'amor di Merlino almeno finisci la frase!"
"I suoi figli, professor Snape. Dicono di essere i figli di Harry" rispose la ragazza esitante.
Il pozionista ringraziò le sue doti di occlumante e spia, perché altrimenti tutti i presenti avrebbero visto la sua mandibola cadere sul pavimento. Se i tre disgraziati pensano di essere spiritosi si sbagliavano di grosso, specialmente dopo aver combinato quel putiferio nel mio laboratorio! Ormai al limite dalla pazienza, decise che l'unico modo per capire cosa stava succedendo era prendere in mano il controllo della situazione, così ringhiò furiosamente "Tu ragazzino, esci da là dietro e vieni subito qui!"
Harry sentì il malcapitato posto alla sua sinistra irrigidirsi. "Professore li sta spaventando!"
"SILENZIO" tuonò l'uomo.
Le quattro teste dietro le sue gambe di Harry, sussultarono. Prima che riuscisse ad aggiungere altro in difesa dei piccoli, sentì una vocina femminile sussurrare "Vai James... lo sai che non gli piace aspettare"
"Facile per te dirlo, non ha chiamato te! Mi ucciderà quando capirà quello che abbiamo fatto..." rispose il maschietto ansimando.
"No, non lo farà, dai via... James! Sei un Grifondoro no?"
James? Il ragazzino più grande si chiamava James come suo padre! Harry lo guardò attentamente mentre ancora aggrappato alla sua veste si trascinava con esitazione davanti a lui. In tutto quel trambusto non aveva avuto il tempo di osservare nessuno di loro, ma adesso che ne aveva l'opportunità, si rese conto che il bambino gli assomigliava moltissimo. Allora è vero! Oh santissimo Godric!
"ALLORA RAGAZZINO STO ASPETTANDO! Voglio sapere immediatamente chi siete, da dove venite e come siete arrivati al castello! E non pensare di mentirmi, altrimenti sarai severamente punito!". Severus ghignò soddisfatto, vedendo l'espressione terrorizzata del marmocchio.
"Io- io ecco... noi... Ohh non-non ti arrabbiare. Cercavamo solo di rivedere papà... Non lo abbiamo fatto a posta... ma ora siamo qui e allora volevamo dirgli quella cosa... ma è stato un-un incidente!" rispose balbettando il moretto che ormai era sull'orlo del pianto.
Il pozionista ringhiò irritato. Il moccioso di fronte a lui era la fotocopia di Potter, fatta eccezione per gli occhiali di cui era sprovvisto. Era innegabile che era suo figlio o comunque un suo discendente, stessa faccia da schiaffi e stesso modo di fare irrispettoso, si era perfino permesso di dargli del tu! Fece un passo avanti apparendo più intimidatorio che mai "Non permetterti mai più di parlarmi in quel modo irrispettoso! Alla tua età dovresti aver acquisito una facoltà linguista tale, da saperti spiegare almeno in modo comprensibile, oppure devo dedurre che sei un testa di legno, proprio come tuo padre?"
Al suono di quelle parole dure il piccolo si ritrasse e iniziò a piangere "Non-non è colpa mia... so che sono il più grande, ma non ho fatto in tempo... da-davvero. Non ti arrabbiare con meeeee"
In risposta alla reazione del moretto, una bambinetta dai capelli rossi come il fuoco si lanciò sulle gambe dell'uomo vestito di nero urlando "No papà! Non urlare a James, non è colpa sua... Non ti arrabbiare papàààààà!".
Calò un silenzio surreale, l'unico rumore in tutto il castello era il pianto del bambino. I Grifondoro avevano le bocche spalancate mentre osservavano la più piccola dei Potter avvinghiata al ginocchio del loro temibile insegnate.
Severus era stordito almeno quanto i suoi studenti e stavolta non era riuscito a mascherare il suo stupore. Dopo alcuni attimi, in cui il suo cervello probabilmente era andato in completo blackout, rielaborando la situazione decise che la mocciosetta era pazza, o molto malata, o quantomeno profondamente confusa. Oppure le troppe Cruciatus che aveva subito nell'arco della sua vita, infine avevano manifestato i primi preoccupanti sintomi e quindi era impazzito lui. Perché non era possibile che la piccola peste lo avesse chiamato papà!
Quando finalmente si decise ad abbassare il capo, vide la bambina che lo fissava con degli splendidi occhi smeraldini troppo familiari, per giunta pieni di lacrime inespresse. Lily! Non-non può essere! E'... uguale alla mia dolce Lily! La piccola somigliava in maniera impressionante all'unica donna che avesse mai amato. Senza avere la consapevolezza di ciò che stava facendo, si accovacciò per guardarla meglio. Il suo visino era roseo e pieno di lentiggini, aveva degli splendidi capelli purpurei, e quegli occhi smeraldini erano esattamente come quelli di lei e di suo figlio. Prima che riuscisse ad emettere una solo sillaba, la bambinetta gli saltò al collo e strizzandolo come uno straccio, piagnucolò "Papà, non essere arrabbiato, per favoreeee".
Severus si irrigidì, non si era sbagliato, la miniatura di Lily lo aveva chiamato di nuovo papà! Rimase fermo come uno stoccafisso a fissare interdetto gli altri ragazzini ancora nascosti dietro le gambe di Potter, almeno fino a quando una bambina un po' più grande con i capelli neri gli si parò davanti. Oh Maledizione! Questa invece assomiglia a... non può essere! Sto sognando...
"Ciao papà... " esordì timidamente la moretta. Era ansiosa, poteva vederlo chiaramente. La sentì esalare un profondo sospiro, probabilmente per prendere il coraggio di ricominciare a parlare. " So che non ti ricordi di noi... beh ma che dico... è naturale visto che in questo tempo non siamo ancora nati. Ti prego non-non ti arrabbiare, se mi lasci spiegare... ti dico tutto-tutto.". L'uomo annuì perplesso. La ragazzina ovviamente lo aveva interpretato come un segno di incoraggiamento a proseguire. "Quello che sta piagnucolando laggiù è James, il più grande tra noi, ha 11 anni. Io mi chiamo Eileen come la nonna e quella testa che sbuca vicino alla zia Mione è Albus-Severus. Io e lui siamo gemelli abbiamo quasi 9 anni. E quella attaccata alle tue gambe è Lily, ha solo 5 anni ed è la più piccola. Siamo tutti figli tuoi e di papà Harry".
Severus aggrottò la fronte, stava per dire qualcosa, ma la ragazzina si affrettò ad aggiungere "E'-è la verità papà davvero! Non ti direi mai una bugia. Tutti e quattro sappiamo bene che è meglio non provarci nemmeno. Tu ci uccideresti!".
"COSA!? E' evidente che stanno mentendo! Questi non possono essere i figli tuoi e di S-Snape?! Io credevo fossero tuoi e di Ginny! Ma- ma come?" urlò Ron rivolgendosi al suo amico.
A quel punto il bambino con gli occhi smeraldini si avvicinò al Grifondoro e sogghignando in un modo piuttosto familiare disse "Zio Ron, ma come? Non sai come nascono i bambini? Ci ha portato un Drago dentro l'uovo d'oro!"
Tutti i presenti si voltarono a guardare Albus-Severus e poi scoppiarono a ridere.
"Sono certo che questa brillante teoria sia tua Potter" sibilò Severus divertito.
"Ehm ... io ecco non saprei ..." rispose imbarazzatissimo il salvatore del mondo magico. Merlino ho quattro figli in comune con Snape. Non riesco nemmeno a guardalo in faccia... Oh per le mutande di Merlino! Ma questo vuol dire che io e lui... che-che noi due allora abbiamo fatto... Ma come sono nati da due uomini? Magia stupido! Fai una faccia disinvolta. Santo Godric vorrei sotterrarmi, perché non c'è mai un nemico mortale quando serve?
Severus ghignò vedendo che il viso di Potter era più rosso dei capelli di Weasley.
Infine anche il bambino che portava il suo nome decise di abbandonare la distanza di sicurezza e si avvicinò. "Papà sei molto arrabbiato?"
"Dovrei?" rispose il pozionista con le braccia incrociate al petto.
"Solo un pochino..." ripose timidamente. "Ma-ma non lo abbiamo fatto apposta"
L'uomo alzò un sopracciglio poi guardò Eileen, era rimasta con il fiato sospeso in attesa forse di un ulteriore rimprovero. Assomigliava moltissimo a sua
madre. Si prese il suo tempo per osservare ogni singolo bambino presente. In tutti poteva riconoscere dei tratti tipici di se stesso: la mandibola pronunciata, gli occhi scuri come i suoi, i capelli neri e setosi. Sospirò, come era potuta accadere una cosa simile? I mocciosetti avevano detto la verità, lui e Potter avevano quattro figli in comune, questo era innegabile.
Beh la domanda era retorica ovviamente, visto che fin da ragazzo aveva scoperto di aver avuto una forte attrazione per il sesso maschile.
Lily era stata l'unica eccezione, non solo perché era una donna ma anche perché era stata l'unica persona per la quale aveva provato un vero sentimento d'amore. Un amore intenso, puro e ... platonico.
Guardò in direzione del salvatore del mondo magico, lo stava ancora fissando,. il suo volto era ancora rosso come un peperone un chiaro segnale che anche lui stava pensando al loro coinvolgimento. Potter era talmente imbarazzato che non appena i loro sguardi si erano incrociati, aveva abbassato il capo. Sorrise interiormente compiaciuto. Ah questo sarà divertente.
"Molto bene, credo che un viaggio nell'ufficio del preside sia in ordine. Forza andiamo!" ordinò con tono deciso. Stava per fare un passo avanti quando sentì una protesta che proveniva dalla piccola Lily.
"Papà sono stanca, mi porti in braccio?" vedendo l'incertezza nell'uomo aggiunse "Per favoreeeee Papino"
L'uomo stava quasi per sibilare qualche frase orribile, ma la miniatura di Lily lo stava fissando con quel visino sorridente e le braccine tese verso l'alto in attesa di essere prelevata, e quindi non ci riuscì. La piccola aveva uno sguardo di pura adorazione nei suoi confronti. Nessuno lo aveva mai guardato in quel modo. Sbuffò sonoramente e poi si maledì per la sua incapacità di negare una tale assurdità a quegli occhi smeraldini. Infine prese l'adorabile peste in braccio e se la mise su un fianco "E' solo per questa volta ragazzina". E senza aggiungere altro iniziò a camminare, ordinando a tutti agli altri di seguirlo.
"A-avete visto anche voi, vero? Non sto sognando! Quella bambina ha convinto Snape, il malvagio pipistrello dei sotterranei...il terrore di tutti gli studenti...A PORTARLA IN BRACCIO! E per le mutande di Merlino, ci è riuscita! Ma come ha fatto? E Perchè?"
I gemelli al fianco di Ron risero. "Lily ci riesce sempre. Papà non può resistere... a nessuna delle sue due piccole principesse" disse con tono malizioso Eileen.
"E' vero, loro due se la cavano sempre" sibilò Albus.
"Non è vero Al, papà non fa preferenze tra di noi!"
"Si che le fa! A noi ci sgrida molto di più che a voi, vero James?"
"Vero Al. Lui dice che siamo più simili a degli ippogrifi, proprio come papà Harry. Zio Ron sai che a volte sgridava anche lui!". Sghignazzò James guardando Harry.
I tre bambini e il trio continuarono a parlottare alle spalle del pozionista.
Severus era certo di non essersi mai sentito così imbarazzato in vita sua. Quei tre marmocchi pestiferi stavano raccontando un mucchio di aneddoti scomodi e compromettenti sulla sua presunta vita familiare con ... Potter. Si chiese se fosse normale sperare che da un momento all'altro sbucasse qualcuno per dirgli che da li a breve sarebbe iniziata l'apocalisse, almeno così si sarebbe risparmiato di vivere l'incubo in cui era stato catapultato contro la sua volontà dai suoi presunti figli avuti con Potter.
Mentre rifletteva sull'assurdità dell'intera faccenda, sentì una presenza al suo fianco. Si voltò, era il mini Potter. Lo stava fissando mentre si mordicchiava il labbro inferiore.
"Smettila, ti rimarrà il segno" disse fermamente.
Il bambino gli prese la veste e poi sussurrò "Papà sei arrabbiato con...me?"
"No". Ed era vero, era piuttosto sconvolto, incredulo, confuso e pieno di interrogativi irrisolti ma non era arrabbiato con i mocciosi. James gli sorrise e poi continuò a camminare al suo fianco.
"Papà? Stiamo andando da nonno Albus?" chiese Eileen ad Harry.
"No-Nonno Albus hai detto? Ehm ...beh si, in effetti stiamo andando dal preside...Voi lo chiamate nonno Albus?"
"Si papà! Nonno Albus ci fa divertire e poi ci dà sempre le caramelle al limone, sono buonissime lo sai!"
Salazar ti prego aiutami tu! Questi marmocchi chiamano il mago più potente del mondo nonno! Non posso credere che il mio futuro è così... così... inverosimile! Ah non oso immaginare la faccia di Albus quando sentirà tutta la storia. Sarò costretto ad ingerire un intero lotto delle mie pozioni calmanti più potenti, per evitare di maledire qualcuno.
Una volta raggiunto il Gargoyle di pietra, Severus si voltò verso i suoi studenti e sibilò "Granger, Weasley ora potete tornare alla torre".
"Cosa? No ma...perché?" urlò la riccia indignata.
"Perché questi non sono affari che vi riguardano. Inoltre sono certo che in seguito Potter vi aggiornerà con un dettagliato reso conto di tutta la faccenda, anche contro il mio volere... quindi ora sparite".
"Ma non è giusto!" sbottò Ron
"La vita raramente è giusta. Ora se non volete che vi tolga un centinaio di punti a testa, vi consiglio di avviarvi alla torre". Sibilò il pozionista.
"Ragazzi per favore, fate come ha detto... ehm ci vediamo dopo ok?".
I due Grifondoro annuirono e sbuffando obbedirono seppur controvoglia.
Harry li vide allontanarsi, poi si voltò a guardare di sottecchi il maestro di pozioni, l'uomo teneva ancora in braccio la loro figlia più piccola, era una visione del tutto paradossale, così decise che questa sicuramente sarebbe stata la giornata più assurda che avrebbe vissuto in tutta la sua vita.
Angolino dello scribacchino:
Bene miei cari lettori-lettrici, questo è la terza parte di questa mia piccola follia.
Non so voi, ma io mi sono divertita un mondo a scrivere questo capitolo, a volte ho dovuto fermarmi perché le immagini evocate erano troppo assurde. Povero in nostro Sev, si è ritrovato di punto in bianco a dover affrontare ben 4 quattro piccoli Potters... ed Harry. Beh se lo avessi davanti vorrei augurargli Buona fortuna...
Mi farebbe tanto piacere sentire qualche vocina, per capire se la storia sta piacendo. Purtroppo ho notato che le storie scritte nella mia lingue l'italiano, sono davvero pochissime su questo sito, quindi non riesco a capire se la storia non interessa o se è a causa della lingua, perché alla prima motivazione posso porre rimedio, ma all'altra no purtroppo, perché non sono in grado di scrivere una storia in inglese corretto.
Vi auguro comunque buona lettura.
La Vostra
LadyV.
