Cap. 6 -Gli incontri diventano...scontri-

Il viaggio attraverso i corridoi del castello si rivelò piuttosto tranquillo. Harry parlava di Quidditch con i due maschietti Potter-Snape, mentre Eileen camminava al fianco di suo padre e Snape il temibile pipistrello dei sotterranei portava in braccio la più piccola e astuta manipolatrice che avesse mai incontrato.

Ringraziando Merlino non ci sono studenti in giro, ho impiegato anni per costruirmi la reputazione di professore più temuto di tutti i tempi... e questa irritante mocciosetta, ha rischiato di farla a pezzi in meno di mezza giornata! Ma guardala che sfacciata, ha anche il coraggio di sorridermi come se nulla fosse! Però... assomiglia molto a Lily. Non ha solo i suoi splendidi occhi verdi, ma anche lo stesso modo di sorridere, di imbronciarsi e sembra avere anche un bel caratterino.

Una volta giunti davanti l'ingresso del suo alloggio privato, il pozionista mise a terra la piccola e poi aprì la porta di legno scuro.

Dopo aver dato una rapida occhiata all'interno, Albus- esclamò "Papà ma è tutto così diverso! Guardate non c'è nemmeno la porta della nostra camera! Dov'è la nostra camera, papà?"

Vedendo l'espressione allarmata del figlio, Severus rispose "Calmati Albus. Non c'è nulla di strano nel fatto che non ci sia una camera adibita alle vostre necessità, visto che non siete ancora nati".

"Ah già è vero! Che spavento" bisbigliò James a bassa voce.

"Oh giusto" rispose Albus.

Snape si sentiva soffocare all'interno delle sue stanze. Era la prima volta da quando abitava al castello, che i suoi spazi privati erano stati invasi da così tante persone indesiderate. Non vedeva l'ora di liberarsi al più presto di tutti presenti.

Il Severus più vecchio fece un passo avanti e con un tono piuttosto autoritario disse "Molto bene ragazzi, sedetevi tutti intorno a quel tavolo. Ora, noi due andremo in laboratorio per preparare la pozione che ci riporterà tutt casa. Mentre siamo impegnati in questa importantissima attività, voglio che ognuno di voi scriva una lettera di scuse ad uno dei vostri nonni. Il tutto deve essere fatto in assoluta compostezza e tranquillità. Se vi sento litigare, urlare o vedo i vostri posteriori lontani da queste sedie... che Merlino vi aiuti. Sono stato chiaro?".

"Si papà" rispose sospirando Albus.

"Ma papà non è giusto! Lily non sa scrivere una lettera da sola, che farà mentre noi..."

Severus livellò con lo sguardo il suo figlio maggiore, che tacque immediatamente "Mentre voi scrivete le lettere, Lily preparerà un disegno da allegare ad ognuna di esse. E comunque non è affar tuo, dico bene James?".

"Si papà, scusa".

L'uomo poi lanciò e un tempus e a quel punto sibilò "Nelly!".
Un attimo dopo una piccola elfa dagli occhi color ambra apparve nella stanza. "Buongiorno padron Snape...Oh! oh! Ma ci sono due padroni Snape! Questo non possibile! NON POSSIBILE! Brutta magia... brutta magia!" urlò la creatura mentre si torceva le mani.

"Calmati Nelly! La magia oscura non ha nulla a che fare con questa incresciosa situazione. Come puoi notare tu stessa, ci sono anche altre persone in questa stanza che non dovrebbero trovarsi qui. I nostri "ospiti" vengono dal futuro ma fortunatamente al massimo entro stasera faranno ritorno a casa loro. Beh tutti tranne... il signor Potter ovviamente."

"Oh oh ... Nelly si scusa signore. Nelly è onorata allora di servire due padroni Snape!".

"Avanti se non sbaglio volevi chiedere qualcosa alla MIA elfa" sibilò infastidito il Snape più giovane all'altro.

L'uomo annuì in risposta. "E' ora di pranzo, dunque vorrei che tu portassi qualcosa da mangiare per i miei figli"

"Oh ma certo Signore! Nelly brava cuoca, cucina per tutti! Specialmente per padron Snape e i piccoli del padrone! Si, si... Vediamo... uhm Nelly porta la pasta e pollo e purè e dolci e..."

"E...non sarà necessario nulla di tutto ciò, Nelly. Basteranno dei panini farciti e del succo di zucca."

"Ma padrone, bambini amano dolci! Nelly prepara biscotti e torte e budini...ottimi budini!"

"Oh SI! Buono il budino!" urlò Lily "Puoi farlo al cioccolato Nelly?"

"NO! Non ci sarà nessun budino a questa tavola Nelly. I bambini sono in punizione. Dopo i panini se te lo chiedono puoi portargli della frutta fresca, questo e tutto." Sentenziò Severus.

"Ma papàààà... il budino al cioccolato è il mio preferitooooo!" piagnucolò la piccola dai capelli rossi.

"Se non la smetti subito di piagnucolare, ordinerò a Nelly di portarvi la minestra di verdure invece dei panini" sibilò il pozionista mentre incrociava le braccia al petto.
Allora Eileen mise una mano sulla bocca della sorella e disse "NO! No papà i panini e la frutta vanno benissimo".

"Lo immaginavo. Ora mettetevi al lavoro". Il pozionista poi prese la bacchetta e sulla tavola apparve tutto l'occorrente per scrivere e disegnare.

Harry sorrise mentre osservava le facce imbronciate dei suoi futuri figli, che borbottavano qualcosa circa l'ingiustizia di aver perso il loro dolce preferito. Anche a me piace molto il budino...poverini. E' troppo severo con loro. In fondo li ha sgridati e ora stanno scontando una specie di detenzione, poteva concedergli almeno il budino!

Snape a quel punto si fece avanti e si avvicinò al Grifondoro, che fino a quel momento era rimasto in disparte. Era piuttosto inorridito dall'idea di lasciare i miserabili mocciosi con solo quella testa di legno di Potter a controllarli. Salazar gli era testimone, il marmocchio sfacciato era il primo ad avere bisogno di essere sorvegliato! "Potter non perderli mai di vista. Sappi che qualunque cosa accada nel o al mio alloggio ti riterrò personalmente responsabile. Nemmeno Merlino in persona potrà salvarti da una fine lenta e dolorosa, se trovo una qualsiasi cosa fuori posto!"

Harry arrossì e poi una sentì una grande irritazione montargli dentro. Snape era un completo idiota! Lo aveva trattato alla stessa maniera dei bambini! Così rispose stizzito "Si signore, stia tranquillo, penso di potercela fare, sono un adulto lo sa?"

L'uomo alzò un sopracciglio e poi sibilò "Solo sulla carta. E visti i precedenti ... non sarei così ottimista al tuo posto Potter. Ora siediti con loro e dato che ci sei, potresti impiegare il tuo tempo colmando la tua abissale ignoranza nella mia materia" a quel punto sulla tavola apparve il libro di pozioni dell'ultimo anno.

"Ooohhh! Hai sentito? Papà ha messo in punizione papà! Ma lo può fare?" bisbigliò Albus a suo fratello.

"Buh...forse sì. Guarda! Papà Harry è dello stesso colore della sua cravatta! Forte!"

Dopo aver sentito i commenti e le risatine dei suoi futuri figli, la faccia di Harry assunse una sfumatura che ricordava il color aragosta.

***

"Era proprio necessario?" chiese il Severus più vecchio, mentre entrava in laboratorio al seguito del suo se stesso. Era piuttosto dispiaciuto per il Grifondoro, perché sapeva quanto fosse suscettibile sulla loro differenza d'età anche nel loro futuro.

"Ovviamente" sibilò in risposta Snape.

Una volta arrivati al bancone, i due uomini videro un pacco rettangolare appoggiato in bella vista sulla superficie di legno scuro.

"Albus deve aver recuperato la lastra dunque" disse Severus mentre controllava la dimensione dell'ametista, per verificare che fosse grande a sufficienza
da contenere tutte le rune.

"Lo vedo da me" rispose piccato il mago vestito di nero.

Per le due ore successive i due uomini lavorarono gomito a gomito, quasi in assoluto silenzio. Le uniche parole che furono pronunciate erano strettamente legate alla preparazione in corso. L'aria che si respirava era piuttosto pesante, e non era causata dal vapore scintillante che sbolliva nei calderoni, ne dall'odore acre di alcuni degli ingredienti utilizzati, ma bensì dalle elucubrazioni dei loro pensieri.

"Passami il sangue di unicorno, è quello nella boccetta argentata laggiù"

"Cos'è, hai per caso sbattuto la testa quando sei piombato qui? Per tua informazione non sono uno studentello alle prime armi, sono perfettamente in grado di distinguere il sangue di unicorno, dato che sono un MAESTRO POZIONISTA. E comunque non sono il tuo servo, prenditelo da solo!" ringhiò Snape mentre la vena sulla sua tempia destra pulsava convulsamente.

"Si può sapere qual è il tuo problema?" sibilò Severus mentre appoggiava l'agitatore sul piano di lavoro.

"Tu e quei quattro marmocchi seduti di là in soggiorno siete ovviamente il mio problema! Ti sei talmente tanto rincitrullito da non riuscire a formulare nemmeno un pensiero così elementare?"

"Sei un'insopportabile testa di legno! Tra poche ora ce ne andremo, quindi dimmi realmente cosa ti affligge così tanto Severus?" sibilò l'uomo mentre alzava le braccia esasperato.

"Hai il coraggio di chiedermi cosa mi affligge? Praticamente tutto! Tu e quei ragazzini avete distrutto le mie vacanze!"

"Non fare il furbo con me, mio caro... Io ti conosco meglio di chiunque altro, sono te, ricordi? Quindi abbi almeno la decenza di non mentire a me!"

A quel punto la preparazione venne del tutto dimenticata. Il Severus più giovane lanciò un incantesimo di stasi sui calderoni e poi volandosi verso l'altro pozionista sibilò velenosamente "Come hai potuto anche solo PENSARE, di avviare un rapporto sentimentale con ...Potter! Di tutti le persone: insulse, fastidiose e arroganti dovevi scegliere proprio lui? Ma la cosa più assurda è, che non ti sei limitato solo a questo, no hai fatto perfino di peggio, TU lo hai sposato! E come se questo non fosse già abbastanza aberrante, avete anche avuto dei figli! Io ho sempre detestato i bambini, mi chiedo come tu possa aver ritenuto accettabile l'idea di averne addirittura quattro? QUATTRO MARMOCCHI! Ma dico sei impazzito o cosa? Dimmi la verità, stavi morendo e lui ti ha donato un organo vitale? Hai subito un grave danno cerebrale e lui ti ha circuito con l'inganno? Hai stretto un altro voto infrangibile con qualcuno che poi ti ha costretto a sposare quell'idiota seduto di là? Perché non puoi esserti abbassato a tanto volontariamente! E' il figlio di James Potter... Merlino Santo, HAI CHIAMATO TUO FIGLIO, COME QUEL BASTARDO!" alla fine della sua diatriba l'aria era intrisa di un energia schiacciate e turbolenta.

Severus scosse la testa e poi ringhiando sbottò "Dannazione, abbassa la voce! Non voglio che mio figlio James ti senta!"

"Questo è tutto quello che hai recepito del mio discorso? Sei davvero patetico! Come puoi pronunciare quel nome senza aver voglia di vomitare! COME!?"

"Smettila pezzo di idiota! Harry non è James Potter! Non lo è mai stato e tu lo sai... Lo sai fin troppo bene. Non ti azzardare quindi a fingere con me. Tutta la tua Occlumanzia, non ti salverà dalla verità! Io conosco ogni singolo pensiero che ti è passato per quella tua testaccia testarda! Hai fatto incursione nella mente di Harry abbastanza a lungo, da poter accettare i fatti come sono in realtà." A quel punto Severus sospirò e fece una breve pausa per riorganizzare le idee. Attaccare il pozionista di fronte a lui, non sarebbe stato di alcuna utilità e avrebbe peggiorato le cose.
Prese dunque un paio di ulteriori profondi respiri per calmarsi e poi l'ossidiana dei suoi occhi incontrò l'oscurità riflessa nel volto del suo se più giovane. "Ascolta so che ora, ti sembra tutto assurdo, ma dopo la guerra entrambi ci sentivamo persi, fuori posto e privi di un reale scopo per andare avanti. Una notte senza alcun preavviso è venuto nei miei alloggi, per ringraziarmi per quello che avevo fatto per lui e la causa. In quell'occasione si è anche scusato per molte delle cose spiacevoli che sono accadute tra di noi nel corso degli anni, in particolar modo per non essersi fidato di me. Ti rendi conto di cosa significa? Dopo tutte le ingiustizie a cui l'ho sottoposto negli anni, LUI si è scusato con me, quando invece avrei dovuto essere io farlo. Ma ero troppo orgoglioso e testardo, lo sono sempre stato e lo sono tutt'ora, quindi invece di ricambiare, mi sono limitato ad ascoltare ciò che aveva da dire. Ho accettato quasi controvoglia le sue scuse e per la prima volta in vita mia non l'ho trattato con crudeltà e quindi non l'ho cacciato via in malo modo. Quel ridicolo e sentimentale Grifondoro, ha interpretato il mio semplice atto di gentilezza come un segno di apertura nei suoi confronti. E così da quel momento in poi, si è messo in testa di entrare a forza nella mia vita. Quando l'ho capito, ho fatto di tutto per allontanarlo, ma quel cocciuto testa di legno alla fine ha trovato un modo per arrivare a me. E tutto è cambiato. Tutto quel doloroso sentimento provato per Lily, infine ha avuto un senso... Harry era il senso. Lily è sempre stata un abbaglio... "

"Un abbaglio? COME OSI..."ringhiò Snape furibondo.

"IO OSO, perché so. L'ho vissuto. Lei non ti avrebbe mai amato come desideravi e... nemmeno tu. Era una donna Severus... UNA DONNA per Salazar! Per quanto ti ostini a credere, che se non avesse scelto James Potter ... " e le parole gli morirono in bocca, l'espressione del suo se più giovane si era fatta di pietra. Chiuse gli occhi e poi con un tono molto più delicato aggiunse "Mi dispiace dirtelo ma sei un illuso se ti ostini a credere che Lily avrebbe scelto te e anche se fosse... non avrebbe mai funzionato. MAI. Ma con Harry, lui è tutto quello che ho sempre desiderato. E credimi... non è stato affatto facile accettarlo e non lo sarà neanche per te. Ma credimi quando ti dico che lui è una persona speciale, ha preso molto da sua madre".

Snape osservò l'uomo che aveva di fronte, nessun accenno di tentennamento, di menzogna o di manipolazione. Le sue parole erano un'espressione di pura e semplice verità. Era spiazzato e turbato. Nemmeno se fosse stato da solo, rintanato nelle profondità del castello, all'interno del suo spazio privato, sarebbe riuscito ad ammettere a se stesso ciò che il pozionista aveva pronunciato ad alta voce. Aveva amato Lily con ogni fibra del suo essere, ma il suo se futuro aveva detto la verità, lei era una donna... e per quanto odiasse ammetterlo, l'ipotesi che le cose tra loro non avrebbero funzionato comunque, era più di una semplice supposizione. Un'eventualità troppo orribile e brutale anche da prendere solo in considerazione.
No! Il suo futuro se stesso si sbagliava, perché nonostante i dubbi di una vita e ciò che era accaduto, i fatti gli avevano dimostrato che l'amore per Lily era stato l'unico motivo che lo aveva costretto a sopravvivere. Quell'amore non consumato, gli aveva dato una flebile ragione per tirare avanti, anche nei momenti più bui e orribili della sua vita. Ma ora quest'uomo di fronte a lui, professava di aver trovato non solo un ancora di salvezza ,ma addirittura qualcosa per cui valeva la pena di vivere. Un concetto che gli era del tutto estraneo. Eppure nel momento in cui lo aveva visto stringersi al Grifondoro, aveva scorto nei suoi occhi d'ossidiana un intensità, una passione, un desiderio profondo totale e unico.

***

Il libro era una vera noia. Harry sbuffò atterrito. Spero che Snape non decida si farmi delle domande, sarei l'unico studente a finire in detenzione anche durante le vacanze...Uffa odio davvero pozioni!

"Papà? Perché non ti piacciono le pozioni?" chiese Eileen.

Il Grifondoro non sapeva cosa rispondere. Di certo non poteva dire alla bambina, che la causa era proprio suo padre. Decise di sviare l'argomento. "Ehm preferisco altre materie più dinamiche. Lo sapete che adoro volare?".

"Anche io papà! Sai il prossimo anno farò il provino per diventare cercatore, proprio come te!" disse entusiasta James.

"Papà ha detto che se non migliori i tuoi voti, non te lo lascerà fare J." sentenziò la moretta.

"Sta zitta! Non sono così male a scuola...è solo che, storia della magia è davvero noiosa! Ed erbologia non mi piace. Odio toccare tutte quelle piantacce puzzolenti!"

"Resta il fatto, che non te lo lascerà fare, se non hai tutte E" rispose in maniera altezzosa la moretta.

"Vedremo cosa combinerai tu, quando toccherà a te andare a scuola!"

"Io non avrò problemi. A me piace leggere ed imparare cose nuove J" Sentenziò la ragazzina.

"Solo perché sei una saputella!"

"Non è vero! E poi se io sono una saputella allora tu... tu sei un Troll!"

"Cosa? Sei solo una stupida smorfiosa!"

"Smettila J! Sei cattivo!" urlò Lily mentre lanciava una manciata di colori in direzione del fratello maggiore, con il preciso intento di proteggere la sua sorellina maggiore.
Uno dei pastelli colpì la bottiglia di inchiostro che si rovesciò sulla pergamena di Albus. "LILY! Guarda che hai fatto!".

"Ops scusa Al..." disse la bambina mettendosi la mano sulla bocca.

"Scusa un corno! Non fare quella faccia, so che lo hai fatto a posta!"

"Ma io volevo prendere il naso di J, non la tua pergamena!" piagnucolò la rossa.

"SI ma invece hai preso la MIA LETTERA, sei una peste!"

L'aria si stava surriscaldando velocemente. I piccoli Potter-Snape erano tutti sul piede di guerra. Sembravano pronti ad accapigliarsi da un momento all'altro. Oh Merlino, se non li fermo combineranno qualche casino e ...Snape mi ucciderà. Così poi sarò pure responsabile della loro mancata nascita! "Ehm ragazzi basta. Non è questo il modo di comportarsi".

Ma i 4 fratelli continuarono ad insultarsi a vicenda ignorando del tutto il moro. A quel punto Harry decise che era necessaria una distrazione. "Ragazzi... smettetela per favore. Che ne dite se chiediamo a Nelly uno spuntino?"

I bambini si zittirono e lo fissarono.

"Possiamo mangiare i biscotti al cioccolato papà?" chiese Albus con la faccia da angioletto.

"Beh, veramente vostro padre ha detto di no. Ma la frutta è altrettanto buona con il tè o con il succo di zucca". Si non ci credo nemmeno io... figuriamoci loro.

"Io non voglio la frutta! Voglio i biscotti al cioccolatooooo" piagnucolò James.

"Anche io papino... Biscotti al cioccolatooo!" urlò Albus.

E poi tutti i bambini urlarono contemporaneamente ... BISCOTTI AL CIOCCOLATO... BISCOTTI AL CIOCCOLATO YEAH!

"Shhh fate silenzio! Non urlate o ci sentiranno". In verità stava morendo dalla voglia di accontentarli, ma l'idea che Snape lo rimproverasse di nuovo davanti ai bambini non gli piaceva affatto!

"Papà ha detto solo che non potevamo mangiare il budino a tavola... " rispose Eileen con la faccia di chi la sapeva lunga.

"E' vero, l'ho sentito anche io. Dai papà! Dì di sì...papà" lo spronò James.

Merlino santo, non sarebbe mai riuscito a dire di no. I piccoli lo stavano guardando con quelle faccine speranzose, chiamandolo papino, erano troppo carini e poi al diavolo erano solo dei biscotti! Consapevole di essere pienamente nel torto infine convocò Nelly. "Ehm potresti portare del tè e dei biscotti, per favore".

"Nelly non può signore. Maestro Snape ha detto, no dolci per i poveri cuccioli. Nelly molto arrabbiata con padrone!"

"Ehm...teoricamente il professor Snape ha detto, niente budino sulla tavola Nelly... quindi se mangiamo i biscotti sul tappeto... ecco non stiamo andando contro i suoi voleri" rispose esitante il Grifondoro.

"Harry Potter ha ragione signore! Nelly porta subito i biscotti e il tè!" e con un sonoro POP sparì dalla stanza, per riapparire poco dopo con un enorme vassoio pieno di biscotti al cioccolato e 5 tazze di tè fumante.

A quel punto sia Harry che i suoi futuri figli si accomodarono sul tappeto e iniziarono a fare merenda.

"Uhmmm che buoni! Nelly fa i migliori biscotti del mondo. Lo sapevi papà?" disse James con la bocca piena. Harry sorrise, gli ricordava un po' Ron in quel momento.

"No. Non avevo mai visto Nelly prima d'oggi. Sapete, ad Hogwarts ci sono moltissimi elfi, è impossibile conoscerli tutti."

"Lei è l'elfa di papà. Apparteneva al nostro bis nonno, ma quando è diventata sua, lui l'ha liberata. Nelly però vuole stare con lui, dice che è suo dovere prendersi cura di tutti noi. A papà non piaceva però questa cosa, lui dice che non è giusto perché nessuno deve essere schiavo, nemmeno gli elfi. Ma Nelly gli ha detto che non voleva andarsene e che resterà con noi per sempre. Lei ci vuole un sacco di bene. Lo sai che quando papà ci punisce, lei gli mette lo zucchero nel tè?" disse Eileen ridendo.

Harry era incuriosito da quest'ultima affermazione. "Lo zucchero? E che c'è di strano?"

"Papà odia il tè zuccherato, dice che solo gli stoli lo bevono così" ghignò Albus.

"Stolti Al! Non stoli...che cavolo vuol dire stoli?" sbuffò la riccia "Che ignorante!"

"OH! Hai detto un brutta parola Ally! Se lo sa papà..." disse ridendo Lily.

"PAPÀ lo ha sentito e non solo quello". Sibilò una voce baritonale alle loro spalle. Il silenzio calò nella stanza. "Non vi avevo detto niente dolci! E perché
non siete seduti al tavolo a svolgere il compito che vi ho assegnato?"

I bambini senza aspettare alcun comando, si alzarono e corsero subito alle loro precedenti postazioni, abbandonando i residui della loro merenda. Nessuno dei quattro aveva il coraggio di alzare la testa o di dire qualsiasi cosa, per paura di essere ulteriormente sgridati.

Il pozionista fissò i bambini con severità "Preparatevi stiamo per tornare a casa. Discuteremo di questa e di molte altre cose, una volta al Manor!"

"Si papà" risposero i piccoli avviliti, sapendo che non l'avrebbero passata liscia.

Harry si avvicinò all'uomo con la coda e disse. "Signore, non se la prenda con i bambini, è stata una mia idea. Ho detto io all'elfa di portare loro la merenda".

"Non c'è bisogno che mi chiami Signore, puoi chiamarmi Severus. E sono perfettamente consapevole che i bambini ti hanno manipolato".

Il Grifondoro sgranò gli occhi. "Co-come ha detto?"

Il Mago vestito di nero si avvicinò ulteriormente al ragazzo e gli prese gentilmente il mento, costringendolo così a guardarlo direttamente negli occhi "Ho detto che puoi chiamarmi Severus. Lo preferisco."

Il tocco del pozionista era forte, delicato, ed avvolgente allo stesso tempo. Harry era certo che la mano dell'uomo fosse stata creata appositamente per contenere il suo viso. "Oh ma- ma... Io...o-ok, Se- Severus" balbetto imbarazzato il moretto.

"Beh è un inizio, ma puoi fare certamente di meglio" rispose sogghignando.

Alle loro spalle si sentirono delle vocine bisbigliare..."Adesso si baciano di nuovo?

Puah che schifo!

Tu non guardare Lily, sei troppo piccola!

Togli la mano Al! Voglio vedere anche io papà e papyyy! Toglila daiii!

Harry si irrigidì sentendo i commenti dei suoi figli e il suo viso assunse una colorazione vicina al porpora.

Severus allora lo prese per una spalla e lo attirò a se, consapevole che anche il suo se più giovane li stava osservando. Con un tono piuttosto suadente bisbigliò a bassa voce "Harry...rilassati. Non ho intenzione di baciarti, non oggi, non qui. Sei ancora troppo giovane e soprattutto, non sei ancora pronto. Voglio solo che tu mi prometta, che non ti arrenderai con lui. E' un uomo molto testardo, ma noi due sappiamo che la testardaggine tipica dei Grifondoro non ha eguali... usala saggiamente. Per questo particolare soggetto, hai il mio esplicito consenso".

Le parole dell'uomo avevano avuto l'effetto di un incantesimo. Il suo nome pronunciato in quel modo era pura magia. Harry chiuse gli occhi per un secondo, per ascoltare quella strana e intensa sensazione di felice smarrimento, che stava provando. "Io-io, non so... se noi due...se ci sarà, un noi due"

"Ci sarà, è destino. Io lo so. Addio... Harry".

Severus si allontanò e poi guardando in direzione del suo se disse "Grazie per l'aiuto. Ora togliamo il disturbo. Pensa a quello che ho detto, perché non è altro che la verità. Non ti resta che accettarlo e quando lo farai, posso assicurarti che non te ne pentirai, mai."

Snape non rispose.

"Bene ragazzi salutate, che stiamo per partire".

I piccoli Potter-Snape corsero in direzione dei due maghi, accerchiandoli e abbracciandoli, costringendoli così ad avvicinarsi mentre urlavano Ciao papini... ci mancherete! Vi vogliamo tanto bene!

Il mago vestito di nero fece una faccia disgustata. Troppe mani lo stavano toccando, per i suoi gusti. In realtà era piuttosto sollevato all'idea di liberarsi di tutti loro. Rabbrividì alla sola ipotesi di avere un altro confronto, con il suo futuro se stesso. Non avrebbe retto un'altra propaganda pro ragazzo d'oro, non oggi.

Invece Harry provò un forte senso di tristezza. I bambini erano davvero simpatici, gli sarebbe piaciuto passare un po' più di tempo in loro compagnia, e se doveva essere onesto anche con...il loro padre.

Una volta terminati i saluti, il pozionista estrasse dalla veste la lastra di ametista, la appoggiò sul tavolo del piccolo soggiorno e poi ci versò un liquido dorato e infine pronunciò alcune frasi in latino.
"Mettete le mani sul bordo ragazzi e non lasciatelo andare per nessun motivo..." ed infine pronunciò l'incanto "PORTUS TEMPUS!"

Quelle furono le ultime parole che riecheggiarono nella stanza. Dopo un sonoro POP Severus Snape e i suoi 4 figli svanirono nel nulla, lasciando un vuoto non solo nella stanza ma anche nel cuore del giovane Grifondoro.
Harry osservò di sottecchi Severus Snape, il professore più odiato di tutto il castello, l'uomo più testardo ed intransigente che avesse mai conosciuto e inevitabilmente si chiese se ciò che aveva visto si sarebbe mai realizzato.

Angolino dello scribacchino:

Bene questo è il penultimo capitolo e credo che dovrò rassegnarmi all'idea di scoprire se questa storia vi sia piaciuta o no. Qua non si vede l'ombra di una recensione o un commento. Beh almeno non avete lasciato degli insulti, quindi voglio essere positiva ed interpretarlo come un segnale positivo.

Vi auguro buona serata, perché qui in Italia sono le 20 e vi auguro buona lettura.

A presto la vostra.

LadyV