STATI DI ALLUCINAZIONE
In una stanza con le pareti di mattoni,c'era una vasca di metallo marrone,orizzontale e cilindrica.
Sulla parte superiore c'era un vetro circolare dietro il quale c'era un uomo con un casco di vetro e dei fili collegati al corpo.
Sulla parte superiore della vasca c'era una manopola che serviva ad aprire il coperchio.
Sul lato sinistro della vasca c'era una scaletta di metallo che conduceva ad un piano che arrivava poco sotto il coperchio.
Il pavimento era una grata da cui usciva una tenue luce.
La stanza infatti non aveva una grande illuminazione.
C'era un tubo che scendeva verso il basso.
Fuori dalla stanza c'era un uomo con capelli scuri,barba e baffi che stava bevendo ed era seduto ad una scrivania.
Affollata da carte e quaderni.
Accanto a lui sulla parte destra della stanza,c'era una grossa macchina che faceva uscire un tracciato del battito cardiaco dell'uomo.
L'uomo seduto iniziò a toccate i tasti di quella macchina.
Alle sua spalle c'erano altre due macchine,rettangolari che erano piene di pulsanti,luci e un altro tracciato usciva fuori da esse.
VOCE NARRANTE DI ARTUR
"La vasca,in se stessa era insolita,in quanto era verticale e sembrava una vecchia caldaia.
Dentro la vasca il soggetto aveva la testa protetta da una pesante campana di vetro e dava l'idea che il tutto fosse piuttosto scomodo.
Tuttavia era efficiente.
Dei 23 studenti sottoposti al test,solo due la definirono spiacevole.
Alcuni la dissero persino esilarante.
Un certo numero di soggetti ebbero delle allucinazioni.
Il Dr Jessep trovò gli elettroencefalogrammi particolarmente interessanti e un sabato pomeriggio dell'aprile del 1967 decise di tentare l'esperienza lui stesso."
Jessep continuava a galleggiare nell'acqua tranquillamente.
"Artur."disse Jessep "Artur?"
Artur si era addormentato e si svegliò,prendendo un microfono "Basta così?
Vuoi che venga a tirarti fuori?"
"Si."disse Jessep "Voglio dare un'occhiata a quei tracciati."
Artur aprì una porta,scese delle scalette,si avvicinò alla vasca,salì la scala,diede due colpi con il pugno ad un lato dell'oggetto,girò la manopola,aprì la parte superiore della vasca e tolse il casco a Jessep che era un uomo magro,biondo e alto.
Aveva i capelli corti,lisci con la riga sulla parte sinistra.
"Ecco."disse Artur "È fatto.
Come ti senti?"
"Non male."disse Jessep "Ho avuto delle allucinazioni incredibili.
Una varietà di stati onirici,stati mistici.
Molte allegorie religiose,più che altro dell'apocalisse."
"Sei stato dentro quasi cinque ore."disse Artur.
"Mi è sembrata un ora."disse Jessep.
"Vorrei provarlo anch'io una volta."disse Artur.
"Dovresti."disse Jessep.
Jessep andò nell'altra stanza con l'accappatoio addosso,si sedette e iniziò a guardare i tracciati.
"Abbiamo comunicato noi due?"disse Jessep.
"Oh certo,ho continuato ad interrogarti come mi avevi detto."disse Artur.
"E come ho risposto?"disse Jessep.
"Con molta chiarezza."disse Artur che gli diede un bicchiere "A un certo punto piangevi."
"Piangevo?!"disse Jessep "Sul serio?"
"Singhiozzavi,avevi gli occhi pieni di lacrime e...quando ti ho chiesto cosa vedevi hai detto che stavi rivivendo la morte di tuo padre."disse Artur che spense la macchina rettangolare.
"Ah,hai preso nota?"disse Jessep.
"È tutto li."disse Artur che mise un quaderno in un cassetto.
"Vorrei riprovare la prossima settimana,Artur."disse Jessep "Pensi che sia possibile?"
"Si."disse Artut che prese una borsa a tracolla e iniziò a metterci dentro una bottiglia d'acqua e dei fogli "Cosa stiamo cercando?"
"Non lo so."disse Jessep "Per ora."
Loro uscirono dall'edificio,fatto di mattoni,e iniziarono a camminare per la grande città.
Il cielo era nuvoloso e c'era molta gente.
"C'è pochissima documentazione scritta su questo genere di ricerca."disse Jessep con una lattina in mano e Artur aveva un arancia.
"C'è della gente in gamba in questo campo,Tod,Hosted,Ted,ma sono quasi tutti estremisti fanatici,teorici della droga."disse Jessep che con l'amico scese i gradini dell'edificio e iniziò a camminare in strada"È ovvio che la prima cosa da fare è di creare una metodologia intelligente,studiare queste esperienze in condizioni controllate di laboratorio.
Non interferirà con il lavoro che facciamo."
"Ma in che cosa ci imbarchiamo?"disse Artur "Di privazione sensoriale?
Disturbi sull'isolamento?
Voglio dire,dove ci porterà questa storia della vasca?"
I due iniziarono a scendere le scale della metro.
"Beh,non firmiamo mica un contratto,facciamo solo un po' di contrabbando per divertirci."disse Jessep "Finché disponiamo di questa vasca usiamola per giocarci,vediamo dove ci porta.
È roba affascinante Artur.
Penso che dovremmo farlo."
La sera seguente Artur aveva molti invitati a casa sua ed era nel bagno a prendere dei cubi di ghiaccio dal un contenitore nella vasca e li stava mettendo in una pentola "Neanche sapevo che ci fosse una di quelle vasche di isolamento al New York Ospital."
Sulla porta c'era un uomo con gli occhiali e una donna con i capelli rossi che fumava.
"Forse nel reparto di psicologia fa degli studi sulla deprivazione sensoriale."disse l'uomo con gli occhiali che ricevette al sigaretta dalla donna con i capelli rossi "E ora Jessp che ci fa?"
Suonarono al citofono.
"Non ne ho idea."disse Artur che prese la pentola con il ghiaccio e si avvicinò all'entrata del bagno"Ha preso alcuni dei suoi studenti e ha sperimentato con loro.
Lo sta facendo da 3-4 mesi."
Artur mise il ghiaccio dentro il bicchiere dei due.
Suonò il citofono ancora.
"Lo sapevi che Jessep si occupava di questa roba?"disse Artur.
"No."disse l'uomo.
"Artur!"disse la moglie che arrivò "Artur!"
"Cosa vuoi,tesoro?"disse Artur.
"Quanto ancora vuoi lasciarlo suonare?"disse la moglie "Non fa niente vado io."
"Non mi sembra il tipo da mettersi a giocherellare con roba così strana come gli stati alterati di coscienza."disse Artur.
"Beh,diciamolo pure,Jessep è abbastanza strano anche lui."disse l'uomo che si allontanò.
"Ecco."disse lui e la donna con i capelli rossi guardò Jessep entrare.
Lui andò a farsi un panino e la donna lo raggiunse.
"Artur dice che sei timido e vuole che ti dia una mano."disse la donna.
"Non sembra lo stile di Artur."disse Jessep.
"Dice anche che sei anche arrogante,presuntuoso e figlio di puttana."disse la donna "Un po' toccato,ma divertente.
E che se riuscivo a farti parlare ti avrei trovato affascinante."
"Ecco,questo è lo stile di Artur."disse Jessep.
"Dice che fai delle ricerche con lui e con Alan."disse lei.
"Si."disse Jessep che mangiò il panino.
"E che tipo di ricerche sono?"disse lei.
"Metaboliti tossici."disse Jessep "Seguiamo le teorie di Ed e Freedom,per trovare delle sostanze anomale specifiche della schizofrenia,ma forse ci stiamo mordendo la coda.
Tu che fai?"
"Antropologia e fisica."disse lei "Preparo la tesi di docenza."
Jessep chiuse il frigorifero "Dove?"
"All'università di Columbia."disse lei.
"Ah,con Hollowey e il suo gruppo."disse lui che andò a vedere il varie zone delle cucina "Sei giovane per l'insegnamento.
Quanti anni hai?"
"Ne ho ventiquattro."disse lei.
Lui iniziò a frugare nei cassetti "Beh,complimenti.
Io ho preso la docenza a venticinque anni e sono considerato un piccolo genio."disse Jessep.
"Sono un piccolo genio anch'io."disse lei che mostrò un barattolo.
"Sembra che le belle donne siano attratte dall'antropologia."disse lui.
"Così,credi che la schizofrenia non sia prodotta da un unico agente eziologico."disse lei.
"Ammesso che sia una malattia."disse Jessep.
"Per te la pazzia sarebbe solo un altro stato di coscienza?"disse lei.
"Ci sono abbondanti dati che lo confermerebbero."disse lui.
"Non vuoi discutere del tuo lavoro,vero?"disse lei.
"Di regola no."disse Jessep.
I due uscirono e camminarono presso le scale di un grande edificio,con la faccia simile ad un tempio.
Intorno vi erano degli alberi e una fontana.
Il cielo era sempre nuvoloso.
"Mi hanno sempre interessato le esperienze interiori."disse Jessep "Soprattutto l'esperienza religiosa.
L'unico motivo per cui lavoro con gli schizofrenici è che l'esperienza religiosa è basilare nella schizofrenia.
Si è limitati studiando gli animali,ho lavorato per due anni con le scimmie,ma loro non ti dicono cosa succede nella loro coscienza.
Ci vogliono gli esseri umani.
Dato che a questi non puoi asportare degli organi o ficcare degli elettrodi nel cervello,devo usare una tecnica che induca ad uno stato di trance e la vasca di isolamento sembra essere la meno rischiosa.
Senti,vorrei venire a casa tua stasera,se per te va bene."
"Dovremo accontentarci del divano del soggiorno."disse lei.
"E cosa c'è che non va in questo divano?"disse lui.
"Si può rischiare di finire per terra."disse lei.
"Ma noi ce la caveremo,no?"disse Jessep.
"Penso proprio di si."disse lei.
Lui la baciò.
"Allora quando ti va di andarci?"disse lui.
"Ora."disse lei.
La notte i due fecero l'amore sul divano,davanti ad un unica luce che proveniva da una stufetta.
Lui improvvisamente si bloccò.
"A che cosa stai pensando?"disse lei.
"A Dio."disse Jessep "Gesù.
Crocifissioni."
Lei rise "In genere ti succede spesso di pensare a Cristo e crocifissioni sotto lo stress sessuale?"
Lui si sdraiò su di lei "Quando avevo 9 anni avevo delle visioni.
Visioni di angeli,di santi e anche di Gesù Cristo.
Ora però non le ho più."
Lui si mise seduto a terra "Da quando avevo 16 anni."
"I tuoi genitori erano molto religiosi?"disse lei.
"No,niente affatto."disse Jessep "Mio padre era un ingegnere aereo-nautico e mia madre una psicologa clinica."
"E come mai?"disse lei "Voglio dire ,come mai un ragazzo che aveva visioni di Cristo è diventato un fisiologo che insegna all'università?"
"Ho smesso di credere e ho pregato affinché non avessi più visioni."disse Jessep "Da un certo punto di vista Dio mi ha accontentato.
È stato drammatico.
Mio padre morì,fu una morte lenta e dolorosa per cancro.
Io avevo 16 anni e amavo molto mio padre.
Correvo all'ospedale tutti i giorni dopo la scuola e mi sedevo accanto a lui a fare i compiti.
Lui era imbottito di sedativi.
Le ultime settimane entrò in coma.
Un giorno ho creduto di sentirgli dire qualcosa...
E allora mi sono chinato su di lui,mettendogli l'orecchio quasi alle labbra.
Hai detto qualcosa papà?
E ho udito la parola che disperatamente cercava di dire,solo un bisbiglio.
Stava dicendo:terribile.
Terribile.
Così la fine era terribile anche per la gente buona come mio padre,quindi lo scopo delle nostre sofferenze era altra sofferenza.
Dopo qualche ora avevo eliminato del tutto Dio e non ho mai più avuto visioni.
Non l'ho mai raccontato a nessuno i 10 anni.
L'ho voluto dire a te,perché almeno adesso sai con che tipo di matto potresti trovarti coinvolta."
"Artur aveva ragione."disse lei "Sai essere affascinante quando vuoi."
I due si baciarono.
Jessep tornò nella vasca.
Artur si era addormentato ancora.
Ebbe delle allucinazioni.
Vide il suo volto nel casco di vetro,dietro in vetro circolare della vasca.
Ci fu un flash rosso che parti dalla sia testa e andò verso i lati,in un istante,e si sentì una voce femminile che bisbigliava cose incomprensibili.
Ci fu un altro lampo e dietro lo specchio della vasca ,Jessep appariva senza casco e sotto l'acqua.
I suoi capelli erano asciutti.
Dietro di lui c'era uno sfondo opaco,come quando si è sotto il mare.
Davanti al suo viso c'erano delle bocce che andavano verso l'alto.
Lui aveva un sorriso stampato in faccia.
Malgrado i suoi capelli fossero sotto l'acqua erano mossi dal vento.
Dietro di lui apparve un cielo,con la parte più alta limpida e con la parte medio bassa piena di nuvole bianche che si muovevano molto rapidamente.
La luce del Sole ricordava quella dell'alba o del tramonto.
Il Sole non era visibile
La voce femminile continuava a bisbigliare.
Lui smise di sorridere.
Le parte frontale della vasca svanì e lui rimase sospeso tra queste nuvole.
Dietro di lui iniziarono a comparire diversi pesci di vario tipo e anche delle anguille che nuotavano nel cielo.
Lui vide una stanza d'ospedale con le pareti bianche.
Cera un letto bianco,con sopra un anziano vestito di bianco.
L'uomo spalancò le braccia.
Accanto a lui,sul lato sinistro della stanza,c'era una sedia bianca e dall'altra parte un comodino bianco.
Dietro di lui c'erano tre finestre allungate con la parte superiore a cupola.
Dietro di esse c'era un sole rosso e un celo rosso.
Le nuvole si muovevano rapidamente.
Davanti a lui c'era Jessep con una giacca nera e una cravatta rossa,
Dietro di lui c'era un cielo con il sole che stava tramontando e delle nuvole scure che lo coprivano.
Le nuvole si muovevano rapidamente.
Il vecchio sentì un forte dolore.
Apparve un gorgoglio di lava.
Jessep si agitò nella vasca.
Il vecchio si mise le mani sul petto,mentre il sole rosso tramontava.
Jessep con la giacca e la cravatta,allungo la mano sinistra e pose una Bibbia con la copertina bianca.
Il vecchio si distese sul cuscino con gli occhi chiusi.
Una voce femminile urlò.
La Bibbia cadde dalla mano di Jessep.
Sul volto del vecchio cadde un panno con un immagine del volto della Sacra Sindone.
Il vecchio se lo tolse dalla faccia con violenza.
Gettò a terra il foglio ed esso prese fuoco.
Il vecchio fu poi visto seduto con le braccia spalancate,il viso pallido e la bocca spalancata come se stesse urlando a squarcia gola.
Una croce in fiamme uscì dal suo petto e iniziò ad allontanarsi.
L'immagine si ripeté e poi apparve l'immagine di Gesù crocifisso.
Gesù aveva una testa da ariete bianco,con 7 occhi.
C'era un occhio al centro della testa,due sopra e due sotto,più altri due ai lati.
Aveva due corna dirette verso l'alto poco sopra,più una la centro.
Aveva altre due corna che erano curve verso il basso.
La croce non era a terra ma si stava allontanando verso il cielo e le nuvole dietro di essa si muovevano ad una velocità incredibile.
Sotto di esse c'era un deserto con dei pali della luce senza fili,un pezzo di cattedrale,una roccia piatta e un libro con la copertina d'oro che era in piedi da solo.
Sulla copertina c'era l'immagine di Gesù crocifisso,gli angeli intorno e sopra un Sole con dentro la testa del caprone con i 7 occhi.
Una mano umana afferrò la copertina,ma l'ombra della testa del caprone apparve dietro di essa e la mano si ritrasse.
Questa volta il caprone aveva anche il corpo da animale.
Le corna erano diverse
Le tre corna sopra gli occhi c'erano sempre,sopra c'erano due piccole corna ricurve verso il basso,ma mancavano le altre.
Aveva invece due corna che curvavano verso il basso e poi si piegavano verso l'esterno.
Il caprone salì sulla roccia.
Una mano con un coltello ricurvo si alzò verso il cielo,mentre le nuvole scorrevano velocemente.
La mano si abbassò e un grosso getto si sangue si riversò sul libro.
Il coltello e la mano insanguinata si alzarono di nuovo sotto un cielo rosso e un sole dello stesso colore.
Il caprone cadde con la gola mozzata
La mano afferrò il libro e lo aprì.
Su una pagina c'era l'immagine di Gesù e da lui partivano i cerchi dorati.
In un vuoto nero c'era una sfera rossa che esplose,provocando la nascita dell'universo.
Apparve per un istante l'immagine di una spaccatura orizzontale,con una curva sulla parte superiore
Poi apparve Jessep,nudo nella stanza dell'ospedale del padre che violentava la donna sulla roccia della pecora.
Apparve un sole da cui arrivò il teschio del caprone.
Dopo essere uscito,Jessep vide le immagini di una persona a cui venivano messi dei fili sul viso.
Entrò la ragazza con i capelli rossi.
"Ciao."disse lui.
"Ciao."disse lei "Beh è deciso.
Met ha parlato con Spencer questa mattina ed è sicuro,il lavoro è mio."
"Stupendo."disse lui che la baciò.
Jessep si sedette e lo fece anche lei.
"Visto che siamo insieme a Boston credo che dovremmo sposarci."disse lei.
"Amily,lo sai vero che io ho la fama di essere un po' matto."disse Jessep.
"Soltanto un po'?"disse Amily "Tu sei pazzo,ne più ne meno.
Non c'è bisogno che tu mi dica quanto sei strano.
Io sono la tua amante da più di due mesi e persino il sesso è un'esperienza mistica per te,Eddie.
Tu gli dai sotto come un invasato,può essere piacevole,ma a volte mi domando se è con me che stai facendo l'amore.
Mi sembra di essere la vittima della furia di un monaco nell'atto di ricevere Dio.
C'è qualcosa di Faust in te Eddie.
Venderesti l'anima per scoprire la grande verità.
Be,la vita umana non ha grandi verità,siamo nati nel dubbio e passiamo la nostra vita convincendoci che siamo vivi.
Lo facciamo anche amandoci l'un l'altro,come facciamo noi due.
Non posso nemmeno pensare di vivere senza di te.
Quindi sposiamoci e se sarà un competo disastro ci separeremo.
Vuol dire che sarà stato uno sbaglio."
"Torno subito."disse Jessep che entrò dentro la stanza.
Trovò Amily fuori in attesa ne corridoio e si sedette anche lui "C'è molta allusione religiosa tra gli schizofrenici acuti.
Alcuni dicono che gli schizofrenici sono organicamente diversi dagli altri.
È come se cercassero di cambiare la loro immagine fisica per adattarla all'immagine schizofrenica di loro stessi.
D'accordo ci sposeremo se è così importante per te.
Io non sto a mio agio con le donne e non mi capiterà facilmente di trovare qualcuna che valga la metà di te.
Credo che sarò un marito ragionevolmente accettabile."
Lei rise.
"Neanch'io voglio rinunciare a te."disse lui.
"Immagino che questa sia l'unica dichiarazione d'amore che possa ricevere da te."disse Amily.
"Sono davvero tanto strano a letto?"disse Jessep.
"A volte."disse lei sorridendo.
"Devo cercare di cambiare?"disse Jessep.
"No,non mi dispiace."disse Amily.
I due si baciarono.
Tempo dopo Amily era alla finestra di un palazzo di otto piani e guardava la strada.
Jessep era in strada con una usta della spesa e la bambina per mano.
"Papà sono stanca."disse la bambina.
"Diamo un passaggio a questa bambina."disse un uomo di nome Meson che la prese un braccio.
Aveva i capelli marroni chiari,corti,baffi corti e barba corta.
"Attento,Meson."disse Jessep.
"Tranquillo."disse lui.
Un altra bambina spingeva un carrello.
"Come stai?"disse Meson.
"Bene."disse Jessep "Ti va una birra?"
"Certo."disse lui.
Amily rientrò.
Una delle bambine corse dentro la casa.
Artur uscì dal portone e la vide "Ehi!
Se non lo vedessi non ci crederei."
"Ma tu non dovevi arrivare la prossima settimana?"disse Jessep "Stai perdendo tutti i capelli."
"Beh,capita a una certa età."disse Artur che gli strinse la mano.
"Ehi Meson,questo è il Rosemberg di cui ti ho parlato."disse Jessep.
"Molto piacere."disse Meson che gli strinse la mano.
"Piacere mio."disse Artur.
"Su dammi una mano,sfaticato."disse lui.
Artur iniziò a portare la carrozzella "Ah,come no.
Allora,che mi racconti di bello?"
"Sei invecchiato."disse Jessep e l'altro rise.
Una volta entrato trovò la moglie di Artur "Ma guarda che brav'uomo di casa.
Sai,Eddie,ti trovo molto bene."
"Silvia!"disse Eddie "Non posso crederci,di nuovo incinta.
Quando è stato?"
"Beh,è una lunga storia."disse lei.
"Stai splendidamente."disse Jessep "Avete già trovato casa?"
"Si,uno splendido appartamento qui vicino."disse Artur che era in cucina.
"Mio Dio,sono passati sei anni."disse lei.
"Artur insegnerà all'università di Boston."disse Amily.
"Si,me lo ha detto."disse Jessep.
"Già,tutti riuniti e per sempre."disse Artur.
"Ho saputo che hai ottenuto la cattedra."disse Artur che portava la roba dalle buste al frigo.
"Si,è fantastico."disse lei.
"Due geni in una sola famiglia."disse Artur.
"Ah,senti,conosci un certo Martin dell'università del Messico?"disse Jessep che mise a posto dei cibi.
"Ah,certo,un ragazzo molto in gamba."disse Artur.
"Beh,è a Boston al museo botanico."disse Jessep "Riuniamoci una volta.
Io vado giù in Messico con lui a Giugno."
"E che c'è nel Messico?"disse Artur.
"Be,Martin ha trovato uno stregone laggiù,tra gli indios Inci."disse Jessep "È una tribù isolata del Messico centrale che ancora pratica gli antichi riti.
La sacra cerimonia del fungo e così via.
A quanto pare usano una specie di droga allucinogena che dovrebbe evocare un'esperienza comune in tutti quelli che la usano."
"Beh,mi sembra improbabile."disse Artur che si fece un panino.
"Margaret si è addormentata sul divano."disse Amily che si affacciò alla cucina.
"Si,certo."disse Jessep.
Lei si allontanò.
"Sei mai entrato in una vasca di isolamento dopo New Yotk?"disse Jessep.
"No e tu?"disse Artur.
"No,ma qui a medicina ho scoperto che ne hanno una,lo sapevi?"disse Jessep.
"Credevo che quel genere di studi non li facesse più nessuno."disse Artur.
"Abbiamo fatto cose molto interessanti con quella vasca a New York,nei due mesi che ci abbiamo giocato."disse Jessep "Quando tornò dal Messico potremmo ricominciare gli studi."
"Si,perché no."disse Artur "Magari ci va bene e inventiamo una nuova professione."
Artur andò in una stanza dove c'erano molti vestiti che erano accatastati sul letto "Fantastica donna di casa.
Davvero."
Entrò nella stanza la moglie di Artur "C'è aria di divorzio,lo sai?"
"Di chi parli?"disse Artur.
"Non so se hanno chiesto il divorzio,ma si separano."disse Margaret.
"Ma di chi diavolo parli?"disse Artur.
"Lei e le figlie vanno in un appartamento ammobiliato a Cambridje,ecco perché qui c'è questo casino."disse Margaret "Mettono tutto in un magazzino domani."
Jessep arrivò con una delle figlie in braccio,poi andò via.
"Poi lei starà un anno in Africa con le bambine e lui va in Messico."disse Margaret e i due fecero spazio sul letto per sedersi "E quando lei torna andrà a vivere a Cambridge e lui resta qui.
E lui che vuole il divorzio,non lei.
Secondo me sono stati anche troppo insieme."
"Quand'è successo esattamente."disse Artur.
"Me l'ha detto lei 5 minuti fa."disse Margaret.
"Ma allora tutte quelle lettere che scriveva su come erano felici?"disse Artur.
"Non chiederlo a me."disse Margaret "Lei è sempre pazza di lui e lui è sempre pazzo."
Artur raggiunse Jessep "Senti,Silvia,mi ha appena detto che chiedete il divorzio."
"Beh,si,ci stiamo separando."disse Jessep "Comunque penso che non arriveremo al divorzio prima di un anno."
"Senti,lo so che non sono affari miei,ma perché?"disse Artur."Sei sposato con una donna eccezionale che ti adora…
Mio Dio,ci sono pochi fortunato come te.
Sei un uomo ammirato,rispettato,uno stimato professore con tanto di cattedra di medicina."
"Santo cielo,Artur."disse Jessep "È così che mi immagini?
Un uomo ammirato e rispettato?
Un ottimo padre,un marito premuroso?
Ho anche pubblicato quasi due lavori negli ultimi sei anni e non c'è n'è uno solo fondamentale fra tutti.
Qui frequento salotti di altri membri sposati della facoltà dove si parla di masturbazione infantile,di chi sta leccando il culo al preside della facoltà,di chi sarà esonerato dalla facoltà.
Amily sarebbe felice di continuare questa vita.
Insiste che è attaccata a me e lo è forse.
Quello che penso e che preferisce il dolore irragionevole che ci infliggiamo a vicenda a quello che altrimenti ci infliggeremo se fossimo separati.
Ma io non ho paura di quel dolore,capisci?
Anzi se non mi libero da questo tram tram e questi ridicoli rituali finirò per diventare completamente pazzo.
Questo risponde alla tua domanda,Artur?"
"Qual'era la domanda?"disse Artur.
"Hai chiesto il motivo del divorzio."disse Jessep.
"Ah,be sono affari tuoi."disse Jessep "Scusa se te l'ho chiesto."
"Senti ora telefono a Martin e andiamo tutti insieme a cena."disse Jessep.
"Ok."disse Artur.
Di sera erano tutti a cena,con Martin in un locale.
C'era anche Meson,Amily e Artur.
"Quello che fanno in india mi ha deluso molto."disse Jessep a Martin "Vedila come vuoi,ma lo yoga è ancora una tecnologia che opera al servizio di un sistema di credenza..."
"Noi scienziati abbiamo un obbligo morale verso il pubblico,oltre che verso noi stessi ."disse Artur.
Amily parlava con Margaret "Vedi i babbuini non hanno mai pensato che potevano ridurre quel tempo a cinque minuti,utilizzando un bastone.
All'origine gli uomini erano solo degli altri primati come i babbuini,ne più,ne meno."
Jessep si alzò e prese una bottiglia "Ciò che da dignità alle pratiche yoga è che il sistema di fede in se stesso non è realmente religioso.
Non esiste alcun dio buddista in quanto tale,è il sé ,la mente individuale, che contiene l'immortalità e la verità assoluta."
"Che diavolo c'è di non religioso in questo?"disse Amily "Hai solo sostituito Dio con il sé originario."
"Si,ma è individuato."disse lui "Almeno io so dov'è il sé.
Nelle nostre menti.
È un forma di energia umana.
I nostri atomi hanno sei miliardi di anni.
Hanno sei miliardi..."
"Gli atomi di idrogeno sono ancora più vecchi."disse Artur.
"La memoria è energia,non scompare."disse lui "C'è un legame fisiologico con le nostre precedenti coscienze.
Ci deve essere un legame e io ti dico che è nel nostro sistema..."
"Tu sei matto."disse Meson.
"Che cosa c'è di matto in questo,Meson?"disse Artur "Sono un uomo alla ricerca del suo vero se.
Tu sei archetipicamente americano al 100%."
Meson rise.
"Cerchiamo tutti il nostro se."disse Jessep "Tutti cerchiamo di realizzare noi stessi,di capire noi stessi,di contattare noi stessi,affrontare la realtà di noi stessi,espandere noi stessi.
Da quando abbiamo eliminato Dio,non abbiamo altro che noi stessi per spiegare quest'orrore privo di senso che è la vita."
Jessep si sedette "Be,io penso che il vero sé,il sé originario,il primo sé, sia qualcosa di reale,misurabile,quantificabile,tangibile,di carne ed ossa.
E lo troverò quel maledetto."
Nel Messico,c'era una catena di montagne,con dei cespugli e degli alberi su di esse.
Jessep e Martin si arrampicavano sulla cima a di esse che era essenzialmente rocciosa,con degli alberi e dei cespugli.
"E quali sono le loro proprietà?"disse Jessep "Sono innocui?"
"Sono quasi certamente pacifici."disse Martin "Uno si crede molto potente."
I due si fermarono su una roccia.
"La sostanza è un po' pericolosa."disse Martin "Contiene alcaloidi,atropina e altre sostanze del genere.
È venerata da parecchie tribù indios."
Jessep bevve da una bottiglia di metallo.
"La si trova anche a nord."disse Martin "Gli indios dicono che rievoca vecchie memorie.
Perfino antiche.
E gli inci la chiamano primo fiore."
"Primo nel senso di primordiale?"disse Jessep.
"Si,nel senso del più antico."disse Martin.
"Vorrei provarla."disse Jessep "Credi che mi ammetteranno al loro rito?"
"Beh,credo che siano molto disponibili."disse Martin.
C'era una zona in discesa e anche piatta,sulla cima del monte,che formava un vero e proprio altipiano roccioso,con alberi ed erba occasionale.
Il cielo era nuvoloso.
C'erano diverse rocce sottili e allungate verso l'alto e con un blocco rotondo in cima,poi c'erano tre rocce allungate unite in una e altre due unite,ma separate sulla cima ricurva.
C'era uno degli indios che aveva una fascia rossa sulla testa e parlò.
Martin tradusse "Hai sentito?
Ti fa partecipare alla cerimonia."
"Bene."disse Jessep e i due iniziarono a seguire l'indios "Chiedigli quale esperienza posso aspettarmi."
Nella zona c'erano molti indios che raccoglievano i funghi.
"Stanno raccogliendo questi funghi per il rito?"disse Jessep.
"No,li raccolgono per l'anno prossimo."disse Martin che chiese all'indios che genere di esperienza poteva aspettarsi Jessep e poi tradusse la risposta "La tua anima rotornerà la tua prima anima."
"Chiedigli che aspetto avrà quest'anima."disse Artur.
L'altro lo fece e tradusse la risposta "È la materia increata."
I due si guardarono,poi seguirono il vecchio che parlò.
Martin tradusse "E poi tu ti lancerai ne vuoto.
E vedrai una macchia.
La macchia diventerà una spaccatura.
E questa è la spaccatura in mezzo al nulla.
E fuori da questo nulla uscirà la tua anima increata."
I tre entrarono in una grotta con una stana entrata.
La parte bassa era quasi dritta,mentre la parte superiore aveva una curva irregolare nella parte centrale e poi si restringeva sui lati.
Dentro c'erano delle trombe che suonavano e altri battevano i tamburi.
Gli indios avevano indossato gli abiti tribali e videro che c'erano dei disegni sulle pareti.
C'erano dei teschi e in cerchio con una parte nera e una bianca.
Gli indios erano introno a fuoco.
I loro sacerdoti invece erano intorno ad un altro fuoco,con sopra una pentola nera dentro cui c'era un liquido marrone dentro cui gettarono i funghi,più altre sostanze.
Quello con la fascia in testa aveva un coltello e cantava.
Jessep era seduto vicino a lui e Martin era dietro.
L'indios parlò e Martin tradusse "Porgi la mano,con il palmo in alto.
L'uomo aprì la zona tra il medio e l'indice,poi prese un coltello e fece un taglio,poi la mano fu messa sopra la zuppa e il sangue fu fatto scendere.
Il gruppo iniziò a cantare in una lingua diversa dalla precedente,poi quello con la fascia prese un cucchiaio di legno e bevve,poi lo passò agli altri.
Jessep fu medicato dall'altro.
"Non sapevo di questo."disse Martin "Non avevano mai spiegato i particolari."
"Beh,almeno non hanno sacrificato nessuno."disse Jessep.
"Eh già."disse Martin.
Sulla parete della grotta dietro di loro c'erano altri teschi,mentre sulla parte opposta c'erano dei volti,sopra l'acqua e anche delle piante.
Voltandosi i due videro che intorno alla pentola non c'era più nessuno e videro che tutti erano intorno all'altro fuoco.
Quello con la fascia fece di si con la testa.
Jessep si avvicinò e bevve.
Alzandosi sentì dei suoni di un tuono e vide un cielo nero con una miriade di scintille e fumo.
Le scintille illuminarono le pareti della grotta dove c'era uno strano disegno che raffigurava un uomo e una donna che erano davanti ad un fungo più alti di loro e da cui crescevano altri funghi.
Sul fungo c'era un varano che porgeva un fungo alla donna.
Jessep vide se stesso e Amilì seduti di spalle su un pavimento verdastro.
Jessep indossava vestiti bianchi e Amily un vestito bianco con una gonna.
Erano seduti su delle sedie e avevano un braccio su un tavolo e sopra di loro c'era un ombrello.
Guardavano una collinetta molto tonda con dei fiori gialli.
Jessep sentì un forte dolore alla testa ed uscì fuori dalla grotta dove fu colpito dalle scintille.
Nella visione del prato Amily vide un varano che era sulla parte alta ed interna dell'ombrellone.
Continuò a camminare con le mani sul capo.
Nella visione i due erano ancora seduti.
Lui guardava sempre avanti.
Jessep cadde a terra e vide una tribù che danzava a cerchio.
Dentro c'erano altri due cerchi e al centro un masso simile ad un fungo,con dei teschi dipinti sulla parte bassa della circonferenza del fungo.
La tribù era mascherata e da sotto il fungo partiva una luce rossastra.
Nella visione il varano era diventato un serpente.
Amy prese un gelato,che aveva la cima a forma di fungo e il contenitore era il fusto del fungo.
Lei prese il cucchiaio e lo assaggiò,poi lo fece mangiare ad Jessep.
Ci furono diversi flash dove si vedeva la sfera rossa che esplodeva.
Parti del fungo roccia esplosero ed emanarono fumo,mentre gli altri continuavano a ballare.
Jessep si vide stritolato dal serpente che gli si era avvinghiato al collo e poi vide se stesso baciare Amily.
Il fungo esplose.
Jessep vide l'universo con il fungo al centro che era nero ed illuminato da una luce intorno e un uomo ed una donna di energia blu che muovendosi sparavano scintille muovendo le braccia.
I vestiti dei,due nella visione,erano diventati rossi e il terreno era desertico.
Essi alzarono e se ne andarono via.
Jessep si tolse la fascia e ridendo vide che dalla ferita uscivano delle sfere luminose.
I due si presero per mano,nella visione,e andarono dritti verso un'esplosione atomica.
Dalla ferita uscirono una miriade di luci.
Jessep vide una piccola lucertola sulla mano che poi svanì.
Un varano apparse davanti a lui e poi divenne Emily che era nuda a terra.
Jessep si sdraiò e un vento sabbioso iniziò a soffiare.
La luce iniziò a svanire e tutto divenne buio.
La sappia inizio a ricoprire la zona.
Emily divenne una statua,con la testa appuntita che fu sommersa,Jessep divenne una serie di dune.
Nel cielo nero e ventoso c'era una luce bianca dietro un gigantesco fungo.
Ci furono dei flash che mostrarono la spaccatura bianca,simile all'entrata delle grotta.
La mattina dopo c'era un varano aperto in due.
Martin lo guardava e Jessep camminava accanto delle rocce a forma di fungo.
L'indios era fermo con un coltello in mano.
Dietro di lui c'erano gli altri a gambe incrociate accanto ad altre rocce a fungo.
Il cielo era nuvoloso ed era l'alba.
I due andarono via.
Una volta scesi a valle,iniziarono a camminare e videro dei pastori.
"C'è solo la loro parola che dice che l'ho uccisa io."disse Jessep.
"Non direi."disse Martin.
"Ma tu non l'hai visto e io non lo ricordo."disse Jessep "Questa faccenda è solo uno scherzo che mi hanno fatto gli indios per far passare per fesso il gringo!"
"Senti,hai chiesto cosa è successo e io te l'ho detto."disse Martin "Hai bevuto l'infuso e sei andato fuori.
Dopo un po' si è sentito un urlo e dei cani che abbaiavano.
Ho gridato il tuo nome,l'urlo si è fermato e il sacerdote,mi ha ordinato di star fermo e di lasciar perdere."
"Balle."disse Jessep.
"Allora perché hai chiesto a loro di darti l'infuso per portarlo a Boston."disse Martin.
"Voglio dire ad Artur di analizzarlo e poi sintetizzarlo."disse Jessep.
Jessep tornò in città e fu messo dentro una stanzetta con un vetro dietro la testa.
Artur e Meso erano dietro di lui e lo guardavano seduti.
Le allucinazioni proseguivano.
Ci furono dei flash della frattura,un cielo molto nuvoloso di colore rosso con un fulmine rosso.
Poi il cielo divenne nero,con sfumature rosse e apparve il volto di Jessep.
"Il frastuono e stupefacente!"disse Jessep.
Vide delle cascate di lava in una valle infuocata e sterile,poi vide una delle maschere degli Inci della precedente allucinazione.
Ci furono altri flash dove vide il viso del sacerdote e poi Amily che era a terra e urlava.
Lui distolse lo sguardo e vide il varano.
Vide delle onde di lava scontrarsi.
Degli uomini e delle donne nudi erano su dei pezzi di roccia appuntiti e informi.
L'atmosfera intorno a loro era rossa e c'erano delle fiamme che uscivano dal terreno.
C'era una parete di roccia a gradoni che era infuocata ed immersa nell'atmosfera rossa,poi nella parte più bassa c'era una spaccatura da cui usciva luce rossa.
Oltre la spaccatura c'era un'altura appuntita che usciva dall'abisso rosso.
C'erano getti di fiamme che uscivano da sotto.
Su questa parete a gradoni c'erano alcuni uomini nudi seduti sul bordo dell'abisso che venivano tormentati da del vapore,mentre altri nudi erano appoggiati in fila indiana su una delle pareti dei gradoni di roccia,con le mani verso l'alto.
Davanti a quelli ,seduti c'era un'altra fila di roccia dove erano seduti altri e in mezzo, c'era una luce gialla con del fumo.
Oltre quest'altura c'erano delle alture con altri uomini.
Una gigantesca onda di lava si increspò e apparvero dei cavalli di fiamme sovrapposti all'onda.
Il sole rosso divenne nero.
"Il sole divenne nero!"disse Jessep "Nero come il carbone."
La luna divenne rossa ed inizio ad allargarsi e restringersi.
"La Luna diventa rossa."disse Jessep.
In un cielo che diventava nero e rosso in continuazione apparve una figura.
Aveva i contorni rossi e l'interno nero,la testa era calva,aveva una tunica e una croce in mano.
La figura camminò verso terra.
C'era un luogo con un cielo nero che era pieno di uomini crocifissi con dietro un groviglio di lava.
La Luna continuò a pulsare.
"La Luna diventa di sangue."disse Jessep.
Una pioggia di fiamme colpiva degli uomini nudi in una valle infuocata e con atmosfera rossa.
Degli uomini fuggivano tra le rocce,tra fumo giallo,vapore e cielo rossastro,mentre altri erano adulti su un dosso di roccia.
"Disperdiamoli."disse Jessep.
Da un alto dosso si gettò un uomo,mentre ce n'erano altri ammassati sul dosso.
Davanti a loro c'era una valle rosso scuro,come il cielo,piena di fiamme.
Oltre le montagne c'erano immensi fuochi.
"Si è gettato ne vuoto."disse Jessep.
Ci fu un'esplosione di cenere sotto una cascata di lava.
C'era un gigantesco uragano rosso,che si muoveva con estrema rapidità sopra un mare dello stesso colore.
Nel cielo rosso apparve un viso viola,con lineamenti scheletrici,testa calva,occhi cavati,viso secco e bocca molto allungata ed aperta,con dentro un universo.
La testa si avvicinò ruotando su se stessa.
"Poi l'arcano arriva."disse Jessep.
Jessep vide il suo viso che si dissolveva il polvere,mentre urlava.
Vide il volto del varano che era davanti ad una gigantesca onda rossa.
"Sorge dall'abisso bianco senza fondo."disse Jessep "Il suo nome è Abandon."
La creatura aprì la bocca e ruggì.
"Sta dando i numeri."disse Meson.
I due erano seduti in una stanza che aveva due sedie al centro,una macchina per i tracciati sulla destra,accanto alla porta,al centro della stanza cera una stanza rettangolare con l'interno nero,dove si trovava Jessep,che aveva dei fili in testa,e dietro c'era una libreria.
Artur prese un microfono e parlò "Ti senti bene?"
"È assordante!"disse Jessep "Il rumore è assordante!
Mi sentite in mezzo a questo frastuono?
Oh mio Dio!
La cosa più incredibile che ho mai visto.
Sto assistendo all'agonia del parto di una montagna!"
"Ah...mio Dio."disse Artur "Ti senti bene?"
"Sto bene."disse Jessep.
"Vuoi che ti porti giù?"disse Artur,ma non ci fu risposta.
"Beh,che succede?"disse Meson.
"È andato."disse Artur "Queste assenze fanno un po' paura.
A volte durano fino a quattro ore.
Quando ne viene fuori è fresco come una rosa,ma non ricorda nulla."
"Quanto è pericolosa questa roba che usa?"disse Meson.
"No,non è pericolosa,è strana."disse Artur "Resta a lungo in circolo.
Ciò che è veramente inspiegabile è che va dritta al cervello."
"Beh,non ci poso credere."disse Meson "Vi iniettate una droga sconosciuta che si accumula nel cervello e agisce sul nucleo delle cellule e dici che non è pericolosa."
"Per la cronaca,noi non la iniettiamo."disse Jessep "Eddie,ne beve dieci milligrammi..."
"Beh,smettiamo subito."disse Meson "Voi dovreste essere scienziati,non due ragazzini incoscienti..."
"Ehi,ma perché te la prendi con me?"disse Artur "Senti è da mesi che provo a farlo smettere.
Altrimenti,perché ti avrei chiamato,voglio vedere se lo fermi tu."
Più tardi Jessep uscì dalla stanza e Meson guardò una boccetta di vetro con dentro la droga liquida"Questo non è L.S.D.,Jessep.
Quello che bevi non è un antagonista della seretonina."
Meson lanciò la bottiglietta a Jessep che era seduto sulla macchina per i tracciati.
"Quanti grammi di quella roba pensi di avere già in corpo?!"disse Meson ad alta voce "2?!
3?!"
Jessep mise le sue cose nella borsa a tracolla,mentre Artur si metteva il cappotto e si preparava ad uscire.
"Potresti aver scatenato una bel processo canceroso!..."disse Meson "Con un vagone di anti-metaboliti dentro di te."
"Gli Inci bevono quella roba da secoli senza una particolare incidenza di cancro"disse Jessep.
"MA VADANO A FANCULO GLI INCI!"disse Mesone i tre uscirono,camminando per i corridoi bianchi dell'istituto "TU NON SAI UN ACCIDENTE SU QUEI FUNGHI!
ARTUR MI HA DETTO CHE HANNO UNA FANTASTICA DURATA!"
"Ho fatto esperimenti con almeno 30 topi,alcuni ne hanno i corpo dosi massicce e nessuno ha avuto effetti rilevanti."disse Jessep e i tre scesero la scale.
Uscirono dall'edificio,passando per la scala laterale.
Il cielo era nuvoloso.
"Dove stiamo andando?"disse Meson "Credevo che si andasse a mangiare qualcosa."
"Eddie vuole farmi vedere una vasca di isolamento."disse Artur.
"Vasca di isolamento..."disse Meson.
"Voi due diventate più matti ogni volta che vi vedo."disse Meson "Credevo che quella storia fosse finita negli anni 60 insieme e Timoty Lery e insieme a tutti quegli altri guru."
"Meson,vuoi stare zitto un secondo e lasciar parlare anche gli altri?"disse Jessep.
Scesero in un sotterraneo che aveva molti tubi sul soffitto.
Aveva le pareti bianche,fino a metà e poi nere nella parte inferiore.
La porta di accesso era larga per due persone e c'erano delle scale,che conducevano ad un lungo corridoio che girava anche da entrambe le parti alla fine e c'erano molte porte.
"Quello che accade durante i periodi di assenza è che hai la sensazione di un'accelerazione fenomenale,come se venissi lanciato attraverso milioni,miliardi di anni."disse Jessep "Il tempo è semplicemente annullato.
Senti che l'allucinazione continua,ma non hai alcuna immagine.
Beh,io voglio passare attraverso quella barriera,voglio sapere cosa sono quelle immagini che non posso vedere,ma che so che sono li.
E non possiamo aumentare il dosaggio della droga perché siamo vicini al livello tossico."
Jessep prese le chiavi ed aprì la porta verde.
"Quindi l'unico modo di intensificare l'esperienza e di prenderne 200 milligrammi,prima dell'immersione nella vasca."
Entrarono in una stanza vuota e buia.
C'era un vetro su una parete e accanto delle scale che conducevano ad una porta verde.
"Vorrei fare alcuni esami di quella droga,prima che la riprendi,anche una…."disse Meson.
"Ma ci vorrà un anno."disse Jessep.
"Vorrei sapere come va in circolo e trovare delle sostanze analoghe."disse Artur.
Accesero le luci nella stanza oltre il vetro.
Era una stanza con le pareti bianche e il soffitto pieno di tubi e a diversi strati.
C'erano anche dei tubi sulle pareti.
La metà inferiore del muro era nera.
"Senti,io so solo che questa sostanza messicana è straordinaria."disse Jessep,mentre gli altri entrarono "E il mio istinto mi dice che ho trovato qualcosa che scotta.
E altri duecento milligrammi non uccideranno nessuno.
Eccola li."
La vasca era orizzontale,nera,con una parte fatta a rettangolo e la parte del portello per entrare fatta a triangolo.
Era piena di polvere e intorno c'erano delle sedie e altri oggetti.
"Ah,è orizzontale."disse Artur "Più piccola di quella di New York.
Beh,se qui ci fanno studi sul sonno deve essere..."
"Non dev'essere più stata usata da anni,ma ieri l'ho controllata e funziona."disse Jessep che aprì la manopola di un tubo collegato alla vasta e aprì il portellone "Non ci vorrà molto..."
"Potevi rimetterci il culo se si viene a sapere che hai usato una droga sconosciuta su soggetti umani."disse Meson.
"Ah,non preoccuparti,Meson."disse Jessep "Non mi succederà niente.
Andiamo a mangiare un boccone.
Ho detto ad una ragazza della mia classe che..."
"E VA BENE!"urlò Meson "Fate quello che volete,siete due maledetti irresponsabili.
Quindi non dirmi più,Artur,che sei preoccupato per lui che butta giù tutta quella merda.
Se vuoi un consiglio,digli di piantarla fino a che non ne sai molto di più su quella roba.
Ti ho dato il mio laboratorio,Jessep,e tutti i topi che ti va di squartare.
Non mi coinvolgete più di così nei vostri stupidi esperimenti,fate quello che cavolo volete.
Io ho un appuntamento e sono già in ritardo di un ora."
Meson andò in un laboratorio e si mise a prendete degli appunti "Io ho già fatto i primi tre,fai tu il resto."
Meson andò nel corridoio sotto terra.
Jessep era dentro la vasca,disteso e Artur lo stava collegando a dei fili.
La stanza era stata svuotata e la vasca pulita.
"Guarda guarda."disse Meson che arrivò.
"Non potevi resistere,eh?"disse Artur.
"Beh,qualcuno deve pur tenervi d'occhio,maledetti stregoni."disse Meson "Che c'è li dentro,una qualche soluzione salina?"
"Si,il 10% del solfato di magnesio."disse Artur "Per il galleggiamento."
"Più testardo di un mulo."disse Meson.
"Scusa."disse Artur che doveva chiudere il portellone e Meson si scansò.
Nella stanza accanto era stato messo un tavolo verde,con dei registratori,un microfono,e delle macchine per i tracciati.
"1,2,3 e 4."disse Artur e sentì Jessep che ripeteva le stesse parole "Ok,va bene.
Mercoledì 7 Gennaio...ore 16 e 28 minuti."
Artur si alzò e si mise con Meson a Guardare il vetro.
"Ehi,è stupendo."disse Jessep che parlava alla radio.
"È entrato in onda tet come uno sparo."disse Artur che guardava i tracciati di una macchina più piccola vicino al vetro "Nessun fuso,niente."
"Una pianura,praterie,savane..."disse Jessep "Sento che sono effettivamente vivo...e dentro questo paesaggio.
Folte boscaglie a circa un miglio di distanza,al di là delle montagne da cui sembra uscire fumo.
Montagne appena nate,cenozoiche,tardo tenrziario."
Artur toccò una delle grosse macchine per i tracciati.
"Sono in una zona limite."disse Jessep"Tranquillità assoluta,ma viva."
Meson sorrise,mentre Artur lo guardava.
Meson entrò dentro la stanza e iniziò a camminare intorno alla vasca.
"Vita negli alberi."disse Jessep "Vita nei cespugli palustri.
Oh,mio Dio!
La nascita dell'uomo,dev'essere quella!
Mio Dio,eccolo li.
È un proto umano,la prima e originaria forma umana.
È minuscolo.
Forse un metro e dieci di altezza,completamente ricoperto di pelo,tipo scimpanzé,ma eretto.
Non cammina sulle nocche."
Artur,che stava scrivendo,si fermò e guardo la cassa dalla quale usciva la voce.
"Braccia più corte."disse Artur "Si muove con molta grazia,ce ne sono due ,tre di loro.
Bipedi,minuti, piccoli umanoidi pelosi.
Hanno un pezzo di lava nelle mani,stanno inseguendo o cacciando qualcosa."
Meson tornò nell'altra stanza "Per amor del cielo."
"Ti senti bene?"disse Artur.
"Sto diventando uno di loro."disse Jessep "Non sono più un osservatore,sono uno di loro.
Sto uccidendo.
Uccidendo qualcosa…
Una capra!
Sto uccidendo…
Sto mangiando la carne di una capra.
Bevo il sangue."
Meson andò subito ad aprire il portellone della vasca "Ti senti bene?"
"Bellissimo,bellissimo..."disse Jessep.
"Vuoi che ti tiriamo fuori?"disse Artur.
"No!"disse Jessep.
"Vuoi che ti lasciamo solo?"disse Artur.
"Si."disse Jessep e Meson richiuse il portello e tornò indietro.
"Stava facendo un brutto viaggio secondo me."disse Meson.
"Questi viaggi nella vasca stanno diventando pericolosi."disse Artur.
I due sentirono strani versi provenire dalle casse.
"Che diavolo era quello?"disse Meson.
"Tutto bene?"disse Artur al microfono.
"Magnifico."disse Jessep.
Ore dopo Meson uscì da una porta e tornò indietro "Mi avevi detto che queste cose non duravano più di quattro ore.
Sono le 9 meno un quarto."
"Sta venendo fuori."disse Artur,mentre il braccio di Jessep in parte aprì il portellone.
"Non piace non essere in contatto per periodi così..."disse Artur che aprì il portellone.
Jessep aveva la bocca piena di sangue.
I due lo fecero alzare e Meson gli guardò dentro al bocca.
"Credo sia sotto shock."disse Artur.
"Avrà avuto una commozione,forse ha battuto la testa."disse Meson.
Lo stesero a terra e lo coprirono con un cappotto,dopo aver preso l'asciugamano.
Jessep provò a parlare,ma non ci riuscì,afferrò Artur e gli fece cenno per indicare che voleva scrivere.
Meson gli pulì il viso con un fazzoletto,fu fatto sedere con la schiena al muro e Artur gli diede carta e penna.
Meson prese un oggetto metallico dal camice con una luce sopra e gli guardò nella bocca.
Jessep scrisse.
"Perché vuoi un esame del sangue?"disse Artur.
"Cosa dice?"disse Meson.
"Un prelievo orale per un cariotipo."disse Artur "Lastre per il laboratorio Goodman.
Lastre del mio collo.
Ora prima che...che mi reintegri."
"Prima di cosa?!"disse Meson e Jessep rise.
"Prima che si reintegri."disse Artur.
"Beh,prendigli il maledetto sangue,poi forse si lascerà esaminare."disse Meson "Ti spiace se ti guardo il collo?"
"Qualche nodulo?"disse Artur.
"No."disse Meson.
Jessep scrisse.
"AH,SMETTI DI DIRE CAZZATE!"urlo Meson "VUOI DIRE CHE LA TUA STUPIDA ALLUCINAZIONE SI È MATERIALIZZATA!?"
Jessep rise e fece di si con la testa.
"Che ha scritto?"disse Artur.
"Un'insolita afasia..."disse Meson "Disorientamento temporo-spaziale da allucinazione…
TU SEI PAZZO FURIOSO,JESSEP!
Quindi vestiti subito che voglio sottoporti ad un controllo completo.
Tu sei molto malato,brutto figlio di puttana rimbecillito e voglio guardarti giù in gola e farti delle radiografie del cranio,con tac e magari un arteriogramma e voglio che un occhio imparziale guardi quell'encefalogramma.
Jessp scrisse e diede il foglio a Meson.
"Cosa dice?"disse Artur.
"Radiografie."disse Meson "D'accordo!
Finisci con lui Artur e poi portiamo a farsi le lastre.
Torno subito."
Meson prese il fazzoletto con cui aveva asciugato il sangue,andò,in un immensa e scura sala caldaia,con tubature intrecciate sul soffitto e sulle pareti.
Aprì la caldaia e gettò il pezzo di stoffa all'interno.
Andarono dentro una stanza piena di lastre.
"È possibile che sia solo un effetto meccanico?"disse Artur.
"Se non è neurologico dev'essere meccanico."disse Meson che parlò ad un dottore "Vorrei delle radiografie del collo di questo signore.
Purpoasiale,laterale e..."
"Cristo dottore,sono pieno fino al collo..."disse l'altro.
"MI FACCIA QUESTE MALEDETTE LASTRE,È UN EMERGENZA!"disse Meson.
"Va bene."disse l'altro che Jessep in un altra stanza e chiuse la porta.
"Può essere ischemia momentanea."disse Meson.
"Credo sia meglio non dire a Eddie che aveva sangue su tutta la faccia,quando è uscito dalla vasca,dato che…dato che diceva di aver bevuto il sangue di una capra durante l'allucinazione."disse Artur.
"Ma che diavolo dici?"disse Meson "Lo sai, stai diventando strano come lui."
"Beh,allora cosa pensi?"disse Artur.
"Beh,lui non è il tipo da conversione isteriche,quindi penso ad un attacco."disse Meson "È uscito dalla vasca in uno stato confusionale,aveva sangue su tutta la faccia.
Deve aver avuto un attacco dentro la vasca,si è morso un labbro durante le convulsioni ed è effetto da afasia post traumatica,potrebbe aver avuto un ictus vascolare,un embolo vagante…,ma neurologicamente è sano,quindi ora penso ad un attacco."
Le lastre mostrarono un tratto scimmiesco e qualcosa davanti alla laringe.
"Ora non ti agitare."disse Meson "Stai tranquillo.
Nessuno di noi è così bravo a leggere le lastre."
"Che cosa cercate voi?"disse il medico.
"Le metta in una busta."disse Meson.
Jessep portò Meson fuori dalla stanza.
"Voglio far vedere quelle lastre a qualcuno che le capisca..."disse Meson.
"Non vorrei che tutti sapessero di questa storia."disse Jessep "Già non mi convince quel tecnico ficcanaso."
"Ti senti bene?"disse Meson.
"Sto bene,Meson."disse Jessep "Ho cercato di dirti che era uno stato passeggero."
"Una crisi ischemica momentanea ecco cos'è stato."disse Meson
Arrivò Artur.
"Gli è tornata la voce."disse Artur.
Jessep si accostò ad un muro "Non è stata un crisi ischemica.
Non erano convulsioni,hai visto le lastre ,Meson?
C'era qualcosa davanti alla laringe che sembrava una sacca laringea e un tratto scimmiesco.
È ovvio che sono regredito...a una creatura quasi scimmiesca."
Meson prese le lastre da Artur strappandogliele di mano,poi si avvicinò.
"Voglio farle vedere a qualcuno che le sappia leggere perché tu non le capisci ,perché nessuno mi verrà a dire che tu hai fatto regredire la tua maledetta struttura genetica,per quattro maledettissime ore e poi ti sei ridifferenziato."disse Meson,mentre Jessep rise e si sedette per terra "Sono professore di edocrinologia ad Harvard,facoltà di medicina e primario dell'ospedale Peter Benck di
Breeegan,collaboratore e redattore della rivista medica di endocrinologia e SONO ANCHE MEMBRO E VICE PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI ENDOCRINOLOGI E PRESIDENTE DEL GIORNAL CLUB!"
Jessep rise seduto e Meson iniziò a salire le scale"E NON VOGLIO PIÙ SENTIRE LE TUE FOTTUTE DIVAGAZIONI CABALISTICHE,GRATUITE,DEFICIENTI E PRIVE DI SENSO!
Vado a farle vedere ad un radiologo."
Artur rise e lo guardò.
Meson andò dal radiologo e gli fece vedere le lastre.
"Che cosa abbiamo qui?"disse l'uomo.
"Abbiamo un bianco di 35 anni, attacco acuto di afasia ,nessun precedente traumatico."disse Meson.
"Che cos'è che vuoi sapere?"disse l'uomo.
"Beh,mi sembra che la struttura sia alquanto anormale."disse Meson.
"Alquanto?"disse il dottore "Questo tizio qui e un fottuto gorilla."
La notte seguente Jessep dormiva con una ragazza.
Improvvisamente si svegliò in preda a forti dolori e sollevò il braccio sinistro,vedendo che si stava formando un grosso bozzo sull'avambraccio e subito dopo un altro uguale.
Poi i bozzi all'inizio dell'avambraccio sparirono e se ne formarono altri verso il gomito.
Jessep guardò la pancia e vide che interi pezzi del torace e della pancia si gonfiavano.
Jessep si alzò e andò nel bagno.
"Sta bene,dottor Jessep?"disse la donna.
"Si."disse lui che chiuse la porta e accese la lucina vicino allo specchio.
Si guardò la pancia,poi senti un forte dolore e si mise le mani sulle tempie,mentre le sopracciglia gli andarono in avanti divenendo simili a quelle di una scimmia.
Prese un po' d'acqua dalla vasca e se la mise in fronte,mentre masticava della carne cruda in bocca e aveva il sangue che usciva.
Andò a farsi la doccia e vide che i suoi piedi erano diventati come quelli di una scimmia e avevano sei dita,cioè,oltre all'alluce normale,c'era anche quello delle scimmie.
Lui rise e i suoi piedi diventarono normali.
Lui si asciugò e spense la luce.
Aprì la porta,ma fu colto dalle allucinazioni.
La camera oltre il bagno sparì e ci furono i flash della spaccatura,poi si formò davanti a lui un paesaggio orrendo.
C'erano montagne appuntite piene di lava che gorgogliava e lui vide di essere sopra un fiume di lava che scorreva da quella direzione,così si aggrappò alla porta del bagno.
La ragazza accese le luci "Tutto bene?"
"Certo."disse lui "Torna pure a dormire."
Lei si riaddormentò e lui andò nello studio.
Stava per scrivere,ma i bozzi riapparvero.
All'aereoporto arrivò Amily con le bambine.
"Amili."disse Jessep "Ciao,sei bellissima."
Lei lo salutò "Come stai?"
"Io bene e tu?"disse Jessep.
"Bene."disse lei.
Poco dopo Amily era in una casa piena di scatoloni.
Era una villa a due piani.
"Comunque non è affatto vero che i babbuini sono carnivori occasionalmente."disse Amily "Ho osservato casi in cui il loro comportamento era inequivocabilmente quello di predatori.
Due babbuini hanno ucciso una gazzella e l'hanno mangiata.
E c'era anche un sistema rudimentale di comunicazione elementare tra i due babbuini.
Sono rimasta affascinata sul lavoro che stanno facendo sulla comunicazione dei primati."
"Hai registrato i suoni emessi dai babbuini?"disse Jessep.
"Certo che l'ho fatto,perché?"disse Amily.
"Mi piacerebbe sentirli."disse Jessep.
"Ah,quando vuoi."disse lei.
"La signora Talia,ha detto che verrà domani alle dieci per aiutarti a mettere in ordine."disse Jessep"Voleva sapere se tu la volevi a tempo pieno ora.
Gli ho detto di si."
"Ho avuto una lettera di Meson,qualche settimana fa."disse Amily "Dice che hai lavorato ad una droga molto potente che hai riportato dal Messico.
Non è stata ancora studiata a fondo ed è maledettamente pericolosa."
"Cos'altro ti ha detto Meson?"disse Jessep.
"Dice che da un anno a questa parte hai preso circa due grammi di quella droga... e che hai subito un fenomeno molto strano di regressione genetica,più o meno tre mesi fa."disse Amily "Che potresti avere la leucemia o altro."
Jessep rise e bevve da una tazza.
"Ha provato a farti entrare in un ospedale per una visita completa,ma tu hai rifiutato."disse Amily"È molto preoccupato che tu stia impazzendo.
Dice che ti comporti in un modo strano."
"Meson è patologicamente incapace di tenere la bocca chiusa su qualunque..."disse Jessep.
"È preoccupato per te."disse Amily.
"È ANCHE UNO STUPIDO RETROGRADA..."disse Jessep.
"MA È UN MEDICO DI FAMA..."disse Amily.
"NON SI È TRATTATO DI LEUCEMIA!"disse Jessep che iniziò a camminare "Ne un altro tipo di cancro.
MI SONO LASCIATO FARE UNA COLONSCOPIA FEGATO MILZA E UNA TAC.
Sono stato sondato,radiografato,palpato,Meson mi ha infilato specchietti in gola e nel culo per tre mesi di fila e non c'è nessuna traccia,nessun sintomo di alcun tipo di cancro!
Cos'altro a scritto Meson?
E su quale nastro sono incisi i suoni dei babbuini?"
"Perché?"disse Amily.
"Meson ti ha scritto che durante quel periodo di regressione sono stato effetto a afasia per circa quattro ore?"disse Jessep "Gli unici suoni che riuscivo ad emettere erano versi e grugniti.
Ho idea che fossero molto simili ai versi dei babbuini..."
"Meson ti ha detto che l'esame del tuo sangue ha messo in evidenza i caratteri di un gruppo sanguigno di scimmia?"disse Amily.
"Si."disse Jessep "Hanno anche trovato antigeni specifici dell'uomo."
"Vorrei vedere quei dati."disse Amily.
"Insomma,santo Dio,l'unica cosa che devo fare è tornare in quella vasca di isolamento e vedere se la cosa si ripete."disse Jessep "Vedi nessuno di noi crede che sia successo.
E dopo tre mesi comincio a dubitarne anch'io,ma no,no,nella vasca non si torna!
Meson ha preso in mano la situazione!
Lui tiene Artur tutto il giorno in laboratorio a fare a fette i suoi topi.
Che cosa dovrei fare io mentre loro affettano cervelli di topi?!"
"Mamma?"disse la figlia.
"Pensano tutti che tuo padre sia matto."disse Jessep.
"Quando si mangia?"disse lei.
"Tra poco." disse la madre "Vai a giocare."
"Sono convinto che la regressione è stata provocata da un'azione cosciente."disse Jessep.
Amily andò in cucina.
"Quando ero nella vasca ho assunto un altra coscienza."disse Jessep "Il mio se è cambiato in un se più primitivo e quella droga in qualche modo ha aiutato questo se più primitivo ad evidenziarsi.
Guarda almeno i miei dati."
"Certo,lo farò domani pomeriggio..."disse Amily.
"NON PRENDERMI ALLA LEGGERA FORSE IO NON SONO MATTO!"disse Jessep "TI CHIEDO SOLO DI FARE UN PICCOLO SFORZO DI IMMAGINAZIONE,DI ACCETTARE UN CONCETTO INCONSUETO!
CHE GLI ALTRI STATI DI COSCIENZA SIANO REALI QUANTO LO STATO DI VEGLIA E CHE QUELLA REALTÀ PUÒ MATERIALIZZARSI!"
"Stai urlando,Eddie…"disse lei.
"LO SO,MA SOPPORTO DA DUE MESI QUESTO PATERNALISMO DI MERDA DA ARTUR E MESON E MI SONO STUFATO!urlo Jessep e lei uscì dalla stanza e andò fuori dalla casa con lei"Abbiamo milioni di anni immagazzinati dentro quella banca di dati che chiamiamo la mente.
Abbiamo miliardi di geni assopiti in noi!
Tutto il nostro passato evolutivo,forse sono incappato proprio in questo.
Santo cielo,sto dicendo solo che voglio tornare in quella vasca e ripetere l'esperimento!
È un comportamento normale per un ricercatore,ripetere l'esperimento,confermarlo!
Vorrei avere con me altri scienziati responsabili quando lo faccio,vorrei avere una convalida da parte di qualche altro scienziato con me.
Dio santo,potremmo provare l'esistenza di una nuova forza della natura!
Non pensi che meriti un approfondimento.
Ho tutti gli appunti e i nastri a casa mai.
A che ora potresti venire domani?"
"2,2.30."disse Amily che andò via .
La sera seguente Jessep aveva preso la droga ed era dentro la vasca.
Amily tornò con le bambine e il telefono squillò "Pronto?
Ah,Meson,pensavo a te.
Hai già parlato con Artur.
No,no, sono appena tornata da cena.
Beh,credo che tu abbia ragione è sull'orlo di un collasso nervoso.
È stato qui tutto il pomeriggio,si agitava come un pazzo e poi è scomparso.
Confesso ce sono preoccupata,lo sono davvero molto."
Una mano umana,ma coperta di peli, aprì il portellone e anche il braccio era coperto di peli.
Emetteva versi bestiali.
Un guardiano notturno dormiva su una sedia,accanto ad una scrivania piena di carte,tazze e un piatto,più una radio.
Aveva i capelli marroni corti,barba e baffi.
Aveva una giacca verde scuro e dei jeans.
Sentendo un tonfo si svegliò.
Uscì dalla stanza e vide il corridoio deserto.
Si avviò verso la stanza della vasca e vide le apparecchiature funzionanti.
Andò vicino al vetro e non vide nulla,ma quando aprì la porta il piccolo ominide urlò.
Aveva il corpo coperto di peli,capelli lunghi neri,ma aveva il viso umano.
L'essere spiccò un salto e fuggì,mentre il guardiano cadde a terra,poi si alzò e raccolse i fili caduti dall'essere.
Uscendo sentì il verso dell'essere e fuggì verso le scale inseguito.
Salì le scale,mentre l'ominide lo inseguiva urlando,chiuse la porta e l'essere ci batté contro urlando.
Corse da una guardia che era seduta e stava mangiando un panino "C'è un animale in giro,al seminterrato."
"Che genere di animale?"disse la guardia.
"Una scimmia,credo."disse il guardiano.
Entrambi sentirono dei boati e scesero le scale per poi aprire la porta e trovare la scimmia in fondo alla seconda rampa di scale.
L'essere urlò e fuggì nel corridoio sulla sinistra,mentre i due scesero e un guardiano andò a prendere una mazza nell'ufficio.
La guardia parlò alla radio "Charlie?
Charlie Thomas?"
"Si,dimmi."disse la voce alla radio.
"Dove sei?"disse la guardia
"In ufficio."disse la voce.
"Allora senti,c'è un animale in libertà nel seminterrato del fabbricato B,io passo per il corridoio che porta alle caldaie,quindi venite giù dall'altra parte."disse la guardia "State attenti è uno scimmione piuttosto grosso.
Tutti gli animali sono rinchiusi di sopra,che diavolo ci fa questo quaggiù?"
L'ominide era tra i tubi dell'immensa sala caldaia.
Diede un colpo ad una catena,poi si arrampicò su dei tubi sul soffitto.
I due entrarono nella sala caldaia.
"Dev'essere qui da qualche parte."disse la guardie e i due si divisero andando una parte e uno dall'altra.
Il guardiano si voltò sentendo un suono e si volto,poi si sentì un verso.
La guardia batté il manganello su un tubo dopo aver visto una catena che si muoveva.
La guardia guardò i tubi in alto e fu afferrato alla gambe.
La scimmia prese il manganello e iniziò a colpirlo alla testa.
I guardiano si spaventò vedendo la scena.
L'ominide gli urlò contro e gli corse addosso.
Il guardiano fuggì via arrivando ad una porta dietro la quale due guardiane stavano scendendo.
L'ominide colpi il guardiano e poi ruggì verso gli altri e fuggì via.
Una delle guardie soccorse il guardiano l'altro inseguì la scimmia,che salì delle scale e scavalcò un alta porta con un'apertura sopra.
Uscì da un vicolo,pieno di oggetti e macchine abbandonate,oltrepassò un rete e andò a sbattere contro una macchina abbandonata,poi corse verso la strada,ma vedendo una macchina corse nella direzione opposta e si fermò sull'estremità del vicolo e vide che c'erano dei cani che mangiavano da delle scatole e dai bidoni e si nascose.
Un uomo cacciò via i cani e l'ominide fuggi.
Entrò in un vicolo e poi corse in strada,verso dei bidoni della spazzatura.
Frugò nei bidoni,ma sentì dei cani abbaiare e li vide uscire da un furgone.
L'ominide urlò e si arrampicò sul un muro,tramite dei tubi e ruggì ai cani,poi raggiunse una scala di sicurezza e gettò un pezzo di metallo sui cani,poi saltò giù e afferrò un palo di legno da un bidone e salì su un auto.
Un cane lo attaccò e morse il palo,l'ominide lo colpì alla testa,il cane morse ancora il palo e fu gettato dalla macchina.
L'ominide corse in strada e arrivò ad un recito dello zoo,inseguito dal cane e scavalcò un recinto trovandosi davanti ad un rinoceronte.
Prese una pietra e scavalcò un altro recinto.
Andò a bere ad una pozza,ma gli elefanti si avvicinarono.
Uscì dal recinto e sentì l'odore di carne,così corse verso un recinto e mise la mano dentro,ma una tigre gli diede una zampata.
Lui tirò il sasso contro la recinzione e fuggì.
Si trovò davanti ad un negozio chiuso dove c'erano dei pupazzi di animali e li guardò,poi sentendo versi di animali andò via e vide una recinzione con dentro delle capre.
Mise le mani sulla recinzione e prese la scossa.
Urlò e si allontanò,poi si avvicinò e ruggì,vide un albero,si arrampicò e saltò nel recinto.
Apparve sopra delle rocce e scagliò una pietra colpendo alla testa una capra,mentre le altre fuggirono.
Lui la afferrò e iniziò a divorarla cruda,poi ruggì verso le altre che si allontanarono di più e poi proseguì.
Arrivò un guardiano su una jeep che con la torcia illuminò la capra completamente aperta e mangiata,poi trovò Jessep disteso a terra,accanto ad un fiume.
Jessep fu accompagnato fuori dal carcere e Amily venne a prenderlo a notte fonda.
Lo abbracciò e lo portò in macchina.
Fuori pioveva.
Si sedettero dietro entrambi.
"Che cosa facevi nella stanza della vasca?"disse Amily.
"Rammento soltanto alcuni frammenti di ciò che mi è successo."disse Jessep "Dovrai avere pazienza con me."
"Lo sai che Meson ha girato Boston tutta la notte per trovarti?"disse lei.
"Capisco,sto bene."disse Jessep.
Alla guida dell'auto c'era Meson.
Amily era nel salotto della casa di Jessep e lui indossava un accappatoio portando da bere"Immagino che ricevere una chiamata dalla polizia alle 2 del mattino e sapere che tuo marito è stato trovato a dormire nudo nello zoo cittadino,deve averti preoccupata un po'."
"Si,a voler dir poco..."disse Amily.
"E con Meson che ti scriveva che ultimamente avevo un esaurimento nervoso avrai pensato che ero partito del tutto."disse Jessep "Mi dispiace,Amily.
So di averti fatto passare una giornata tremenda,penso che sarai stata seduta qui tutto questo tempo cercando un modo per portarmi da uno psichiatra."
Lui le diede da bere.
"È così,hai proprio indovinato."disse Amily.
"Non so come hai fatto a sopportarmi tutti questi anni."disse Jessep.
"Ti amavo."disse Amily.
"Mio Dio,Amily,io non so come dirtelo, davvero io non lo so."disse Jessep "Le implicazioni sono sconcertanti.
A quanto pare sono entrato in uno stato di coscienza molto primitivo e io non ricordo,almeno non chiaramente,come sono uscito da quella stanza.
La prima cosa che ricordo sono i cani.
Sono stato inseguito da dei cani randagi fino allo zoo...e nello zoo...ho inseguito,cacciato e divorato una piccola capra.
Ero del tutto animalesco e consistevo solamente nella volontà di sopravvivere,di superare la notte, di mangiare...di bere...di dormire.
È stato il momento più sublime e stupefacente della mia vita."
Suonò il citofono e lei si alzò.
"Potrei aver ucciso un uomo stanotte."disse Jessep e lei si fermò,poi andò a da aprire la porta.
"Io ricordo...di avere colpito."disse Jessep.
Meson entrò dentro la casa "Non hai idea della fatica che ho avuto a trovare i vestiti,sono dovuto andare da quelli della vigilanza."
Jessep si mise nel corridoio al buio.
"Vogliono che chiami subito il loro ufficio."disse Meson "C'era una specie di scimmia in libertà nella stanza della vasca.
Tu ne sai qualcosa?
Questa ha quasi ucciso una delle guardie."
Amily si mise la mano davanti alla bocca.
"Non avrai mica portato li una scimmia stanotte,vero?"disse Meson.
Lui rimase in silenzio.
"Io tuo orologio e il resto sono nelle tasche."disse Meson "Sta bene?"
"Di a Meson quello che dicevi a me."disse Amily "Voglio il suo parere su tutto questo."
"Credo che il parere di Meson sia prevedibile."disse Jessep.
Nella sua casa,a notte fonda,Amily guardava le lastre fatte a Jessep e ascoltava le registrazioni "Mio Dio,eccolo li.
È un proto-umano.
La prima e originaria forma umana.
È minuscolo.
Forse un metro e dieci di altezza,completamente ricoperto di peli,tipo scimpanzé,ma eretto.
Non cammina sulle nocche.
Braccia più corte.
Si muove con molta grazia.
Ce ne sono 2,3 di loro.
Bipedi,minuti,piccoli.
Umanoidi pelosi."
Lei mandò avanti il nastro e sentì la voce "Sto uccidendo.
Uccidendo qualcosa.
Una capra,sto uccidendo…
Sto mangiando la carne di una capra.
Bevo il sangue."
"Stava facendo un brutto viaggio secondo me."disse Meson.
"Questi viaggi nella vasca stanno diventando pericolosi."disse Artur.
Si sentirono i versi animaleschi.
"Che diavolo è quello?"disse Meson alla registrazione.
Amily si mise a dormire e sognò l'ominide che correva nella strada buia inseguito dai cani,poi si svegliò,chiuse la finestra,controllò le bambine e chiamò Jessep "Ti ho svegliato?
Devo vederti."
Lui arrivò e i due andarono in salotto accanto al fuoco.
"Io non so neanche come descrivertelo,ma comincio a pensare che quello che ti è successo venerdì notte,non era solo un'esperienza allucinatoria..."disse Amily "Ho la sensazione che qualcosa di...fenomenologico sia realmente accaduto,che c'è stata una qualche sorta di trasformazione genetica.
Non so perché lo penso,ma sfidando tutto ciò che è razionale,lo penso.
A questo punto son terrorizzata,pietrificata!"
"Anch'io."disse Jessep.
"Non voglio che tu ripeta l'esperimento la prossima settimana."
"Devo vedere se è successo davvero."disse Jessep.
"Ti chiedo solo di rimandare l'esperimento fino a che non ne sappiamo di più..."disse Amily.
"Non c'è nessun modo di saperlo,prima che si verifichi l'evento."disse Jessep.
"Ma potresti causare a te stesso un danno genetico irreversibile!"disse Amily.
"Non credi si tratti di genetica!"disse Jessep "Andiamo oltre la massa e la materia,risaliamo al pensiero primevo."
"Sto cercando di dirti che ti amo."disse Amily.
"Lo so questo."disse lui "Ma io sto cercando di dirti che questa faccenda è una cosa dell'altro mondo."
Lui si sedette vicino a lei sul divano "Potremmo essere sul punto di aprire una scatola nera che può rivoluzionare i nostro concetto di spazio tempo.
Potremmo anche scoprire un legame con un altro universo.
Santo cielo,Amily,tu sei una scienziata.
Dovresti capire cosa provo."
"Oh,si lo so che cosa provi."disse lei "Non potresti restare qui stanotte?"
"Va bene."disse Jessep.
Amily andò nel corridoio e bussò alla porta verde.
Artur aprì la porta.
Sul tavolo era stato messo un televisore che teneva d'occhio l'interno della vasca.
Meson misurava la pressione a Jessep nella stanza della vasca.
"Se vengo fuori trasformato in andropoide,non vi sarà possibile comunicare con me."disse Jessep"Quindi iniettatemi dei sedativi quando sono ancora nella vasca.
Altrimenti non vi sarà facile rendermi inoffensivo."
Jessep salutò Amily.
"D'accordo."disse Meson "Ti dico una cosa però,se esci da quella vasca come scimmia,io vado dritto dritto al manicomio a farmi internare."
"Se succede gli daremo una forte dose di partitolo per calmarlo."disse Artur.
"Ma come sarebbe a dire se succede?!"disse Amily "Se succede.
Continuate a dire se succede!
Allora pensi che succederà qualcosa,perché se lo pensi non..."
Amily si mise una mano davanti alla bocca "Scusami,sono tanto nervosa."
"Lo sono anch'io."disse Artur.
Jessep era nella vasca e Amily lo guardò,mentre chiudevano il portello.
Lui sorrise.
Passarono le ore.
Artur scese le scale ed entrò nella stanza,mentre gli altri due erano seduti e fissi sul video.
Artur chiuse la porta e aveva un sacco in mano.
"Qualche cambiamento?"disse Artur.
"Per ora no."disse Meson "Hai preso pollo o tacchino?"
"Non lo so,ho detto di darmi quello che avevano."disse lui.
"Sentite,sono quasi le undici,sono passate più di due ore,non è meglio interromperlo?"disse Amily"Io...velo dico francamente,sono terrorizzata.
Forse stiamo sconvolgendo la sua struttura genetica,e come possiamo impedirlo!"
"Vuoi riportarlo giù,Artur."disse Meson.
"Ah...si incazzerà da morire."disse Artur.
"Non dovevamo lasciarlo fare."disse Amily "Non so come ci siamo fatti convincere per prima cosa.
Lo abbiamo assecondato,eppure sappiamo che non è pazzo e sappiamo tutti dentro di noi che forse ha scoperto qualcosa che va al di là della nostra comprensione e siccome lo pensò VOGLIO CHE QUESTA COSA SI FERMI QUI!"
Le immagini le video mostrarono dei flash dello strappo bianco e Jessep iniziò ad urlare.
"Oh Crist..."disse Amily.
Il suo volto si gonfiò in diversi punti,poi ci fu una luce biancha che fece sembrare i lineamenti di Jessep rossi,mentre lui urlava con voce disumana.
Le immagini erano sottoposte a molte interferenze.
Jessep urlò e Meson prese i medicinali andando verso la vasca con la siringa.
Provò a sollevare il coperchio,ma riuscì a sollevarlo per poco e videro una luce azzurra con del vapore che usciva.
Tento una seconda volta e alla terza riuscì.
Jessep,con la testa gonfia,era inondato da energia azzurra e urlo,mandando Meson contro il muro e danneggiando un tubo da cui uscì vapore.
Lo sportello si richiuse e Meson ci cadde sopra.
Artur vedeva uno schermo da cui usciva solo luce.
"ADDIE!"urlo Amily che cercò di aprire la vasca,ma Meson la fermò e la portò via,mentre Artur svenne.
Meson portò la donna fuori dalla stanza e le fece sbattere contro il muro tanto da farla svenire,poi tornò dentro,ma non uscì più.
La luce scomparve da sotto la porta.
Amily tornò dentro e vide il televisore distrutto e i due svenuti.
Sentì dei suoni e guardò la vasca e vide che c'erano momenti in cui la parete nera diventava trasparente a causa delle pulsazioni di una massa,che emetteva luce bianca.
L'acqua cominciò a piovere dai tubi e la luce ad intensificarsi.
Ora c'erano dei flash gialli e c'era una forma che si muoveva.
La forma aveva la pelle bianca,il volto umano,la testa abnorme,il corpo deformato e non aveva il braccio sinistro.
Jessep urlo a squarcia gola.
I tubi sul soffitto si mossero violentemente.
Ora Jessep era pieno di energia bianca.
I tubi sul soffitto si muovevano e quelli sulle pareti erano schiacciati.
La vasca si illumino di luce azzurra e ci furono dei flash.
Lei si spostò e un esplosione fece saltare il vetro.
Una forte luce azzurra e bianca usciva dal vetro della porta.
Lei cercò di aprirla,ma senza successo,poi provò a passare per il buco nel muro,ma c'era troppa luce.
La luce svanì e si formo un gigantesco gorgoglio di acqua da cui usciva una fioca luce bianca.
Lei si avvicinò e,tenendosi ad un tubo,mise le mani nell'acqua "ADDIE!
ADDIE!"
Jessep urlò e dalla sua bocca apparve l'immagine di un embrione e intorno tutto divenne nero con dei puntini bianchi.
Questo esplose e creò un'onda d'urto celeste,poi un cerchio giallo e del fuoco rosso.
Jessep si inoltrava sempre si più nelle cellule più piccole e attraversando a grande velocità,ciò che sembrava un corridoio di energia rosso scuro.
Apparve un cerchio rosso,attaccato ad una circonferenza rossa,in uno spazio nero,con puntini bianchi.
Essa si dissolse.
Vide una frattura nera con dentro l'universo e un oltre di energia bianca e azzurra.
Vide questo cerchio che stava entrando dentro l'universo.
Questo cerchio esplose e divenne polvere gialla e rossa,poi puntini bianchi e inizio ad espandersi.
Apparve un occhio bianco,con dentro un cerchio rosso e uno nero.
Esso esplose,molte volte in forme e colori diversi.
Un altro cerchio finì nella mani di Amily e si ritrasformo in Jessep.
L'essere sorrise.
La creatura femminile di metallo stava per entrare nello spacco bianco,ma Jessep fu tirato via ed apparve dall'acqua nelle braccia di Amily.
Artur e Meson si svegliarono.
Jessep fu portato a casa a notte fonda e messo sul letto.
Meson lo visitò.
Amily andò in cucina e Meson la raggiunse.
"Le sue condizioni sono buone."disse Meson "Probabilmente dormirà per un giorno o due.
Si sveglierà un po' intontito.
È imbottito di droghe.
È normale che un esperienza psichedelica come questa ti metta a tappeto per un paio di giorni."
"Non la definirei soltanto un'esperienza psichedelica."disse Amily.
"Il cuore va bene."disse Meson "La pressione anche.
Sono più preoccupato per te."
"Io sto bene."disse Amily che andò il salotto "Di tutti gli uomini di questo mondo,devo essere innamorata di questo.
Non riesco a non esserlo.
Sai quante volte ho cercato di innamorarmi.
Con chiunque vado a letto,devo fare finta che è lui,altrimenti non succede niente.
Con chiunque parli,con chiunque stia,soffro perché non è lui.
Sono posseduta da lui,è pazzesco!"
Amily pianse e si sedette su una poltrona "È pazzesco."
"No,Amily."disse Meson "È giusto così."
"Tu sei l'unica cosa a cui tiene,oltre il suo lavoro."disse Meson.
"NO,MESON!"disse lei "Non sono mai esistita per lui,nessun contatto umano è mai esistito per lui,lui cerca solo la verità e la verità per Eddie è solo quella che non cambia mai,è sempre costante.
Ciò che gli è successo stasera era la sua idea dell'amore.
È l'appagamento!
Finalmente!
Ha posseduto Dio!
Finalmente ha abbracciato l'assoluto!
È stato finalmente violentato dalla verità e questo lo ha quasi distrutto!"
Lei si alzò "Non mi ha mai amato.
Sono solo frammenti di materia viva."
Lei si mise seduta accanto alla finestra.
"Amily,sei ancora sotto shock."disse Meson "Ti porto qualcosa."
Jessep aveva gli occhi aperti a letto.
"Qualcuno ha messo l'occhio al microscopio e ha scoperto che la materia solida non era solida."disse Artur "Stasera abbiamo raggiunto un punto in cui le leggi fisiche non contano più.
È tutto un nuovo orizzonte.
Un evento storico.
Ora cosa ci facciamo?"
Artur prese del caffè dalla cucina.
"Io non farò niente."disse Meson che era seduto "Quello che è successo mi ha spaventato da morire."
"Quella vasca è scoppiata,qualsiasi cosa sia successa la dentro ha liberato un'enorme quantità di energia."disse Artur.
"Per l'amor del cielo,lasciamo perdere questa faccenda."disse Meson che beveva da una lattina"Non voglio neanche parlarne."
"Non posso farne a meno!"disse Artur "Tu forse potrai addormentarti ora,ma da come mi sento,io non credo che potrò dormire per un anno.
Ho come il fuoco al culo!
Sono rimasto ad asciugare quella maledetta stanza e vorrei sapere perché.
Tu credi negli agenti soprannaturali,Meson?"
"No,Artur,non ci credo."disse Meson,
"Allora quello che abbiamo visto stasera è stato un fenomeno fisico,ma allora ,se è stato un fenomeno fisico,dev'essere spiegabile e va spiegato!"disse Artur,mentre Meson si alzò.
Artur gli andò dietro "Lasciami parlare,per la miseria,sono stato li AD ASCIUGARE QUELLA MALEDETTA STANZA PER 3 ORE DI FILA!"
Meson entrò nel bagno "IO NE HO AVUTO ABBASTANZA STASERA!
ORA LASCIAMI IN PACE!"
"Vorrei dirti ciò che vorrei fare!"disse Artur che entrò nel bagno"Dobbiamo ripetere la cosa con altri soggetti umani.
Soggetti di vario tipo.
Metteremo un annuncio al sindacato studenti per dei volontari,qualcosa del genere!..."
"Cristo..."disse Meson "È proprio Artur Rosemberg che parla o sbaglio..."
"Prendiamo cinque o sei persone,ripartiamo da zero e poi..."disse Artur.
"VUOI DARE A QUALCUN'ALTRO LA DROGA?!"urlò Meson "SEI L'ANIMA DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA MODERATA,VERO!?"
"LASCIAMI FINIRE!"urlo Artur "Vediamo i risultati e li confrontiamo con quelli di Eddie…"
"L'UOMO CHE FACEVA LE PETIZIONI CONTRO L'INGEGNERIA GENETICA E LE ARMI!"urlò Meson.
"POTREMMO ANCHE OTTENERE UN FINANZIAMENTO!"urlò Artur "GLI RACCONTIAMO QUALCHE BALLA!"
"LA SCIENZA PER IL POPOLO!"urlò Meson.
"VEDIAMO SE L'EVENTO SI RIPETE!"urlò Artur "POTREBBE ANCHE ESSERE CONTROLLABILE!"
"VUOI PROVARE UNA DROGA SCONOSCIUTA SU DEGLI INNOCENTI…"urlò Meson.
"LASCIAMI PARLARE!"urlò Artur.
"VOLETE SMETTERLA DI URLARE!"disse Amily che aprì una porta e andò nella camera da letto di Jessep.
Lui era sdraiato senza vestiti e lei si sedette sul letto.
"Come ti senti."disse lei "Ti vuoi rimettere a dormire?"
"Si."disse Jessep.
"Ti dispiace se Meson ti da un'occhiata prima?"disse lei.
"Buon idea."disse Jessep.
Meson lo visitò,mentre Artur era sulla porta.
A notte fonda Amily dormiva senza vestiti e con solo una coperta,su una poltrona.
Squillò il telefono,la mattina seguente.
Jessep entrò nella stanza con una vestaglia addosso.
"Spero che non sia per le bambine."disse Amily che rispose "Ah,va tutto bene Artur.
Sta bene.
È Artur,chiede se stai bene?"
"Si."disse lui.
"Artur,ti richiamo quando sarò più sveglia."disse lei che riattaccò "Chissà che ore sono.
Dovrei chiamarli,non credi?"
"Non so dirti quanto sei importante per me."disse Jessep,lasciandola sorpresa "Quanto ho bisogno di te e delle bambine.
Voglio che tu lo sappia.
Tu mi hai salvato,mi hai preso dal fondo dell'abisso.
È così Amily,
Ormai ero arrivato a quell'ultimo momento del terrore che è l'inizio della vita.
Ed è il nulla.
Un semplice e orrendo nulla.
La verità assoluta di tutte le cose è che non esiste verità assoluta.
La verità è ciò che è transitorio,è la vita umana la realtà.
Io non voglio spaventarti Amily,ma quello che cerco di dirti è che quel momento di terrore è un orrore vivente e reale che ora vive e cresce dentro di me.
E l'unica cosa che gli impedisce di divorarmi sei tu."
"Perché non resti con me allora?"disse lei.
"È troppo tardi."disse lui "Non credo che potrò più liberarmene.
Ma non posso sopportarlo, il dolore è troppo grande."
Jessep andò nel corridoio e lei lo seguì.
I bozzi sul bracci apparvero di nuovo e Jessep si lamentò.
Ci furono diversi flash che mostravano la spaccatura e i cerchi che esplodevano.
"Combattili,Eddie!"disse Amily "Come hai reso reale tutto questo,puoi renderlo irreale."
"Quando il potere arriva,non te ne liberi più!"disse Jessep "Puoi solo rimandare le crisi!"
Lei gli corse incontro "Se mi ami Eddie...se mi ami...COMBATTILO!"
Lui le diede la mano e ci fu un flash di luce.
Jessep divenne la creatura bianca,mentre la pelle di Amily divenne nera,piena di linee di energia rossa,simili a lava e da lei partiva una luce rossa.
Il corpo di Jessep si illuminò di luce rossa e cacciò un potentissimo urlo disumano.
Amily urlò e camminò indietro cadendo in fondo al corridoio.
Il corpo di Jessep,compreso il vestito divenne blu,poi rosso all'esterno e blu all'interno,in più si copri di minuscoli punti in movimento.
Lui urlò,con una voce disumana e cadde a terra.
Jessep si mise in ginocchio e vide che il corpo era pieno di punti grigi che si muovevano.
Jessep batté il braccio sinistro a terra e strisciò.
Amily urlava a terra.
Jessep alzò il braccio verso l'alto urlando e la sua pelle divenne di nuovo rossa,poi colpì il suolo.
Poi avanzò,dando un altro colpo e divenne pieno di punti bianchi in movimento,colpì ancora e divenne rosso.
Mentre era a terra,la parte inferiore del corpo divenne bianca e la parte della schiena e la parte sinistra della testa divennero rossi.
Si alzò e la parte interna divenne di punti rossi e la parte esterna del corpo divenne di punti bianchi.
Sbatté una volta il braccio contro un muro e i punti divennero azzurri,una seconda volta e i punti divennero viola,una terza volta e divennero bianchi,colpì il muro accanto con lo stesso pugno e punti divennero rossi e bianchi,poi colpì il primo muro,sempre usando lo stesso arto e la pelle tornò rossa,poi colpì l'altro muro e i punti tornarono azzurri,poi colpì ancora l'altro muro e i punti divennero bianchi,colpì il muro accanto e la pelle tornò umana,ma la tuta e le linee sul volto restarono,poi colpì l'altro muro e i punti divennero bianchi,colpì il muro accanto e per un momento tornò umano e senza vestiti,poi la tuta riapparve e divenne rossa,poi colpì l'altro muro tornando umano,ma poi la tuta riapparve ancora.
Inizio a colpire entrambe le pareti a grande velocità,alternando le trasformazioni,per quattro volte,poi colpì il muro iniziale per cinque volte a grande velocità e tornò umano e senza vestiti.
Lui si avvinò ad Amily e la abbracciò.
Ci fu una forte luce gialla e poi azzurra,seguita da diverse sfere di energia azzurre e rosse e Amily tornò umana e senza vestiti.
I due restarono abbracciati.
"Ti amo,Amily."disse Jessep.
Lei sorrise e lo strinse,restando seduta a terra.
