Disclaimer: If you know it, it is likely from Philosopher's Stone by JKR and I don't own it.
Disclaimer: Se lo conosci, è probabilmente da "La Pietra Filosofale" di JKR e non mi appartiene.
Cap 6 Granger So-Tutto-Io
Harry sputò la successiva gelatina.
"Sai, potevi avvertirmi" brontolò Harry mentre Draco rideva di lui.
"Scusa. Era troppo bello per lasciar perdere" rise Draco mentre la porta dello scompartimento si apriva.
Hermione Granger stava sulla porta, con i suoi capelli molto folti e il naso leggermente in su. L'immagine della donna che sarebbe diventata era ancora incisa nella mente di Draco, quindi vederla goffa e con quell'aria di imperiosità attorno a lei era scioccante. La mascella gli cadde aperta mentre la studiava, vestita con la sua divisa nera di Hogwarts, completa di cravatta nera che tutti quelli del primo anno indossavano prima dello smistamento. Lei guardò tra Harry e Draco per un momento, la sua aria da so-tutto-io pesante nell'aria, prima di parlare.
"Scusate, avete visto un rospo? Neville lo ha perso" chiese lei alquanto pomposa.
Pomposa non era una parola che Draco avrebbe associato alla Granger, ma il suo tono era secco.
Troppo distratto dai suoi grandi denti davanti per risponderle, Draco la fissava e basta. Si era dimenticato quanto fossero grandi quei denti davanti prima che fosse accidentalmente colpita da una maledizione il quarto anno e li avesse corretti magicamente. Tragicamente lei non era abbastanza vanesia da farli modificare appena avessero raggiunto Hogwarts. Si chiedeva se li avrebbe mai fatti correggere ora che era molto improbabile che Draco e Harry finissero in un combattimento nella sala prima di Pozioni e che lei venisse maledetta.
Forse l'avrebbe maledetta lui tanto per fare? O poteva indurre con l'inganno Goyle o Tiger a farlo.
"Non è un po' presto per la divisa?" Draco si sentì chiedere.
Questa era la prima cosa che aveva deciso di dire? Almeno non aveva detto qualcosa sui suoi denti.
Granger si rivolse a lui corrucciata con gli occhi che scattarono verso di lui e lo osservarono per un momento.
"Perché dovrebbe esserlo" chiese lei. "Siamo su un treno diretto a scuola".
"Quando ci dovremmo cambiare?" chiese Harry guardando fuori dal finestrino.
Il sole era ancora alto nel cielo, ma il treno stava passando attraverso la campagna, dopo essere uscito dall'area urbana di Londra.
"Siamo vicini? Dov'è Hogwarts?" continuò Harry.
"No" disse Draco rispondendo alla prima domanda.
"Scozia, ma la vera posizione e sconosciuta. La posizione esatta di Hogwarts è altamente protetta" affermò Granger come se stesse ripetendo un libro.
Granger abbassò lo sguardo un momento. Neville Paciock le stava tirando la manica della divisa, la sua faccia tonda era piena di quella che sembrava paura. Aggrottando la fronte per un momento Draco si chiese se Paciock lo avesse inquadrato come Malfoy e quindi fosse già spaventato da lui. Cercando tra i suoi ricordi, anche quegli strani doppioni che erano differenti da quello che lui personalmente ricordava, si accorse che non si era mai imbattuto in Paciock prima d'ora.
"In risposta alla tua prima domanda: no, non abbiamo visto un rospo" disse educatamente Draco. "Devi trovare un Prefetto. Sono sicuro che lui o lei sarà capace di evocarlo.
Sia la faccia di Granger che di Harry si illuminarono a pensiero di vedere della magia in atto. Paciock tuttavia trasalì. Molto probabilmente realizzando che avrebbe dovuto pensarci.
"Lo farebbero davvero?" chiese Hermione.
"Certo" rispose Draco cercando di tenere lo scherno lontano dal suo viso.
La Granger iniziò a girarsi per mettersi in viaggio alla ricerca di un Prefetto, ma si voltò di nuovo allungando una mano verso Draco.
"Comunque io sono Hermione Granger".
Draco fissò la sua mano per un attimo. Oltre al fatto che le streghe non stringevano la mano ai maghi, lei era una Mezz- Nata Babbana. Dopo aver passato l'estate coi suoi genitori continuava a riferirsi ai Nati Babbani col termine dispregiativo anche stava cercando di smettere da quando il Golden Trio aveva fatto un salto a Villa Malfoy per le vacanze di Pasqua. In fin dei conti Granger era stata piuttosto impressionante e lui aveva provato rispetto per come lei non aveva ceduto sotto la bacchetta di sua zia.
Draco rabbrividì internamente al ricordo.
Draco sarebbe dovuto andare d'accordo con persone come Granger. Non solo per i suoi obbiettivi attuali, ma, dopo che Harry avrebbe risolto le cose con l'Oscuro Signore, il nuovo mondo avrebbe molto probabilmente richiesto che Draco socializzasse, lavorasse e si associasse con Nati Babbani. Se il mondo magico voleva continuare a esistere ne avrebbero avuto bisogno nel Nuovo Ordine Mondiale. O in qualsiasi modo sarebbe stato chiamato.
O cavolo, Draco non aveva bisogno di pianificarlo in quel momento. Aveva undici anni. Aveva alcuni anni per risolvere la questione. A quel punto era nei suoi migliori interessi fare amicizia con la Granger. Oltretutto, essendo la persona più intelligente del loro anno, aveva bisogno che diventasse migliore amica con Harry. Lei era la mente dietro a tutto. Draco era abbastanza grande da ammetterlo e passare oltre.
Parte Due di "Draco che Salva il Mondo Magico": fare amicizia con Hermione Granger.
Draco le afferrò la mano e la strinse.
"Draco. Draco Malfoy" si presentò. Paciock squittì. "E solitamente le streghe non stringono la mano coi maghi nella nostra società. Ho ragione a supporre che tu sia Nata Babbana?"
Mantenne la sua voce calma e educata. Hermione arrossì, le sue guance si tinsero di un color rosa scuro.
"Sì, lo sono. Cosa fanno le streghe?"
"Ecco, nella buona società fanno la riverenza" ammise Draco.
Granger fece una smorfia, come se qualcuno le avesse infilato del pus in gola.
"Ma, emm, penso che tu possa allungare la mano" fece ammenda Draco "O fare un cenno con la testa? Ho visto mia madre farlo".
Lasciò fuori il fatto che lo faceva quando veniva presentata a qualcuno che riteneva inferiore a lei.
"La società dei Purosangue è seriosa" commentò Harry. "Io sono Harry Potter. E puoi stringermi la mano".
Harry allungò la mano verso di lei.
"Davvero?" chiese Granger non vedendo la mano di Harry fino a quando Draco non si schiarì la gola rumorosamente. Lei la prese velocemente e la strinse. I suoi occhi erano ancora spalancati, pieni di entusiasmo e sbigottimento. "Non posso crederci. Ho letto tutto su di te!"
Sembrava che Harry stesse improvvisamente rimpiangendo di essersi presentato. Granger si sedette affianco a Draco, senza accorgersi che si era appena seduta sopra un mucchio di carta di caramelle vuole. Paciock continuava a esitare vicino alla porta che era riuscito a evitare in qualche modo che si chiudesse senza farsi male, tuttavia appariva come se fosse sofferente.
"Sei menzionato in molti dei libri che ho preso in più per delle letture extra quando ho comprato il necessario per la scuola! In pratica dicono tutti le stesse cose su di te. Sai, che hai sconfitto Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato da neonato. Sono sicura che saprai tutto, ma sei come uno dei pochi maghi famosi! Ci sono così poche persone famose, non come nel mondo Babbano". Disse tutto questo molto velocemente prima di corrucciarsi, studiando Harry attentamente "Non sembri una persona famosa".
Si rilassò un poco aggrottando le sopracciglia.
Draco alzò un sopracciglio. Come doveva essere una persona famosa? Draco non aveva conosciuto molti maghi famosi. Soprattutto Harry Potter e Victor Krum che, come Harry (e la vecchia versione di Potter), non era granché notevole. A meno che non stesse su una scopa (entrambi, se Draco doveva essere sincero).
"Sono cresciuto nel mondo Babbano. Non sapevo di essere famoso fino a un mese fa" ammise Harry, lanciando occhiate a Draco. Sembrava che volesse aiuto.
"Davvero?Wow! Quindi non sai niente del mondo magico?"
Harry scosse la testa.
"Quindi non sono la sola?"
"Ci sono numerosi Nati Babbani nella nostra classe" declamò in maniera monotona, lanciando un'occhiata a un preoccupato Paciock. Si stava muovendo da un piede all'altro come se volesse veramente trascinare via Granger, ma allo stesso tempo no visto che pareva che lei si stesse divertendo.
"Quindi non pensi che saremo in svantaggio?" si informò lei.
Draco scosse la testa. Se avesse chiesto al Vecchio Draco le avrebbe detto di sì, ma aveva imparato la lezione. Non c'era un purosangue che fosse veloce quanto Granger nell'imparare nuovi incantesimi. C'era un motivo per cui la gente la chiamava la strega più brillante della sua età.
"Impariamo qualcosa da bambini, ma per la maggior parte dei casi tutti a Hogwarts sono allo stesso livello nell'imparare la magia. Non puoi controllare la tua magia molto bene fino agli undici anni" disse Draco, continuando a guardare Paciock. "Vado a portare Paciock da un Prefetto. Perché voi due non chiacchierate? In verità Harry conosce parecchie cose sulle pozioni visto che ne ha provate alcune quest'estate".
Questo sembrò eccitare Granger che a dire la verità non aveva provato nessuna pozione o incantesimo, solo letto tutti i libri. Draco si alzò e fece cenno a Paciock di seguirlo. Sembrava che Paciock avrebbe preferito morire, ma fece alcuni timidi passi in avanti. Draco fece un profondo respiro, non riuscendo a credere a quello che stava per dire, ma si girò verso Paciock e disse, "So che hai sentito parlare della mia famiglia e so che deve essere stato brutto, ma io non sono come loro. Non ti farò del male o altro. Vorrei aiutare, okay?"
Paciock annuì e balbettò qualche parola. Draco sospirò di nuovo, ma si voltò e si incamminò lungo il corridoio cercando un Prefetto. Naturalmente il primo che incontrarono doveva essere il Weasley del quinto anno, quello pomposo con quegli orribili occhiali bordati di corno nero. Gonfiò il petto come notò Draco e Paciock che si avvicinavano.
"Che sta succedendo qui?" chiese con esigenza.
"Paciock ha perso il suo rospo e ci chiedevano se potessi ritrovarglielo. Non riusciamo a trovarlo" affermò Draco cercando di non lasciare che si sentisse il disprezzo nella sua voce. C'era qualcosa nei Weasley che lo urtava, non importava quanto stesse cercando di mettere da parte il suo vecchio modo di pensare.
"Per favore" pregò Paciock a voce bassa stando affianco a Draco.
Weasley guardò tra lui e Draco. La sua faccia lo mostrava completamente stupefatto di trovarli insieme e che Draco stesse aiutando Paciock. Nonostante Draco avesse pensato che sarebbe riuscito a evitare alcune opinioni prevenute su di lui, era chiaro che la reputazione della sua famiglia lo precedeva e che avrebbe dato dei problemi al Nuovo Draco.
Maledisse suo padre.
"Oh, certo".
Il Prefetto Weasley si riprese e tirò fuori la sua bacchetta. Con un gesto plateale non necessario, mormorò l'incantesimo. E si corrucciò.
"Dev'essere in un altro vagone" disse il Prefetto Weasley.
"Vi lascio fare" disse Draco. Si girò verso Paciock, "Quando avrai trovato il tuo rospo sei più che benvenuto a unirti a noi nel nostro scompartimento".
Con un cenno della testa Draco girò sui tacchi e ritornò allo scompartimento.
Granger bombardò Draco con ancora più domande sul mondo dei maghi il secondo in cui fece ritorno. Stranamente non si sentiva neanche lontanamente annoiato, in quanto sapeva che le sue domande erano abbastanza intelligenti per un'undicenne. Inoltre aiutava il fatto che l'ego di Draco venisse incoraggiato non poco da quanto Granger paresse avida della sua conoscenza e sapienza.
Paciock era riapparso e dopo un momento in cui sembrava non saper cosa fare si sedette affianco a Harry. Offrì anche lui dei pezzi di informazioni, il più disturbante fu il fatto che un suo prozio l'avesse appeso a testa in giù dalla finestra del secondo piano per stabilire se Paciock fosse o meno un Magonò. Le decisioni che i parenti di Paciock avevano preso nei confronti del povero ragazzo sembrarono un po' drastiche perfino a Draco. Per forza che era uno stupido imbranato.
Il sole tramontò e il treno arrivò fin troppo presto alla stazione. Prima che arrivassero Harry e Draco avevano indossato le loro divise scolastiche, mentre Granger li aspettava con impazienza fuori e Paciock era andato in cerca del suo baule per la sua divisa. Quando Draco e Harry emersero dallo scompartimento per unirsi agli studenti che uscivano ordinatamente, Granger non stava nella pelle dall'eccitazione. Aveva iniziato a chiacchierare, parlando velocemente, su piccole cose che aveva scoperto su Hogsmeade.
"Be, sei proprio come un libro di testo".
Draco si voltò bruscamente perché sembrava un commento che avrebbe detto lui alla Granger. Si sorprese di trovare Ron Weasley dietro di lui, con l'aria di uno piuttosto soddisfatto di sé stesso. Granger aggrottò la fronte. Nel frattempo Weasley fissava Draco con chiara antipatia e lui gli restituì lo sguardo.
"Non è stato molto carino" disse piano Harry da dietro a Draco.
Gli occhi di Weasley sembrarono sul punto di saltargli fuori da quella testa troppo lentigginosa. La frangia di Harry era stata spostata dalla brezza, mostrando la sua cicatrice a forma di saetta al mondo.
"Tu sei Harry Potter! Stavano dicendo che Harry Potter era sul treno!" quasi urlò Weasley.
Harry sollevò velocemente la mano e si riappiattì la frangia sulla fronte, con aria inquieta. Mentre Draco era abituato al fatto che Harry odiasse la sua fama, pareva che Granger si stesse rendendo conto per la prima volta di quanto stesse mettendo a disagio Harry. Lei si morse il labbro ripensando alla sua reazione sul treno verso Harry Potter.
"Io sono Ron Weasley" disse Ron eccitato, allungando il braccio verso Harry. I suoi occhi guizzarono su Draco e aggrottò la fronte.
Harry considerò la sua mano per un momento. Draco provò un senso di déjà vu guardando la scena che si svolgeva di fronte a lui, solo che questa volta c'era Ron al posto di Draco. Harry notò lo sguardo sul volto di Weasley quando aveva guardato Draco, ma strinse la mano di Weasley brevemente prima di lasciarla andare velocemente.
L'attenzione di Weasley tornò verso Harry. "Non posso credere che sia tu! Al nostro anno! Harry Potter! Sei famoso! È meglio che tu sia Grifondoro. È la casa migliore. Tutta la mia famiglia è stata lì. Non vuoi essere Serpeverde, come quelli come lui. I maghi oscuri vengono da Serpeverde".
Draco roteò gli occhi e si mosse con la folla di quelli del primo anno seguendo Hagrid in direzione delle barche. Draco odiava le barche. Erano stupide e impiegavano un'eternità.
"Harry, c'è una barca libera" disse Granger a voce abbastanza alta e indicando. Draco soffocò una risata quando notò la sua faccia, stava guardando Weasley con disgusto.
Ora Harry stava guardando Weasley furioso. Draco, Granger, Paciock e Harry avevano passato un sacco di tempo sul treno a discutere in quale casa gli sarebbe piaciuto essere, o in quale pensavano sarebbero stati messi. Draco aveva condiviso che la sua intera famiglia era stata solo a Serpeverde. Paciock aveva ammesso che sua madre era una Tassorosso e suo padre un Grifondoro e sua nonna si aspettava che lui fosse un Grifondoro. Draco gli aveva detto che entrambe le case sarebbero andate bene, il che sembrò rallegrare Paciock e fagli finalmente guardare Draco senza paura per la prima volta.
"Non sono sicuro di cosa ti abbia detto" continuò Weasley, indicando Draco col pollice "Ma tutti sanno che i Malfoy sono dei Maghi Oscuri".
Nonostante l'affermazione fosse per lo più veritiera, turbò lo stesso Draco. Aprì la bocca per difendersi, ma Granger e Harry iniziarono a parlare nello stesso momento, anche se Granger molto più forte di Harry e lo sopraffece, così Draco non sentì cosa aveva detto Harry.
"Questa è la cosa più stupida che abbia mai sentito" scattò Granger. "Non lo conosci e non l'hai mai visto. E solo perché tu prendi per buoni i pregiudizi sulle case non significa che siano sempre giusti. Prova solo che tu hai una mente ristretta se pensi che perché un'intera famiglia è stata in una certa Casa li renda buoni o cattivi".
"Come fai a saperlo? L'hai appena conosciuto!" urlò Weasley.
"È mio cugino" disse Harry molto piano. La sua voce aveva una punta di pericolosità che causò a Weasley di allontanarsi un poco da Granger che stava per ritrovarsi il suo lungo naso nel suo spazio vitale per continuare il litigio.
"Hermione ha ragione, però. Solo perché finisci in una certa casa non garantisce niente sul tuo carattere" disse Draco. "Andiamo. Vieni Paciock".
Siccome Harry era troppo lontano da lui afferrò il braccio di Paciock e portò alla barca vuota.
"Hai dello sporco sul naso. Proprio qui" Granger informò il Weasel. Draco sentì fare un respiro arrabbiato dietro di lui.
Presto Granger e Harry riempirono gli ultimi due posti sulla barca in cui Draco aveva fatto salire Paciock. Draco guardò oltre la sua spalla per trovare un esterrefatto Weasley a bocca spalancata, circondato da due altri Grifondoro i cui nomi non riusciva a ricordare.
Granger sbuffò di frustrazione. "Spero di non finire nella sua stessa Casa".
"La maggior parte dei Weasley finiscono a Grifondoro" le disse Draco. Lei si sarebbe ritrovata ad essere combattuta sul voler essere una Grifondoro o una Corvonero. Draco immaginò che avrebbe dovuto lasciare il tutto al Cappello.
Alla sua frase Hermione si corrucciò.
"Quindi, probabilmente tu sarai Serpeverde?" chiese lei.
Draco annuì.
"Mi domando in quale casa fossero i miei genitori" ponderò Harry.
"Ci sono delle eccezioni alla norma" offrì Draco. "Sirius Black era un Grifondoro. Prima di lui tutti i Black erano in Serpeverde".
"Ummm" mormorò Hermione mentre la barca iniziava ad avanzare da sola.
"Sirius Black?" chiese Paciock spalancando gli occhi.
Senza dubbio Paciock sapeva chi fosse.
"Quello che è il mio padrino?" chiese Harry come se stesse cercando di ricordare. C'erano almeno tre Sirius Black nell'albero genealogico che Draco gli aveva spedito.
"Sì. E non è colpevole dei crimini per i quali lo hanno accusato, Paciock" annunciò Draco.
"Quali sono- Oh!"
Hermione si zittì come il castello apparve nella loro visuale. Ci fu un coro di soffocate esclamazioni eccitate proveniente da tutte le barche quando il castello si presentò ai loro occhi. Draco, che la prima volta che aveva visto il castello aveva fatto finta di non essere impressionato, si concesse di sorridere alla sua vista. Si concesse di far sparire un po' la sua maschera da purosangue mentre si riempiva gli occhi col posto che avrebbe chiamato casa per i prossimi sette anni. Benché tecnicamente casa fosse Villa Malfoy, si sentiva più a suo agio nel suo dormitorio nei sotterranei di Hogwarts. Solo fissando il castello, non poteva aspettare più tardi quando si sarebbe infilato di nuovo in un letto familiare con i tendaggi verdi e argento.
"È fantastico" esalò Harry da qualche parte dietro a Draco.
"Sì" gli diede ragione Paciock.
Pareva che il castello avesse lasciato Granger senza parole. Alzando un sopracciglio verso di lei, Granger lo notò e arrossì. Distolse lo sguardo velocemente e lo fissò davanti a sé. Draco ridacchiò tra sé e sé e le diede una leggera gomitata nel fianco.
"Sai che il soffitto della Sala Grande è incantato?"
"Certo" rispose lei velocemente. "L'ho letto in Storia di Hogwarts. Tu l'hai letto?"
Anche se non l'aveva fatto annuì. Le barche urtarono il molo e tutti quelli del primo anno iniziarono ad arrampicarsi fuori e a iniziare a salire le scale, diretti verso il castello.
N/T Perdonatemi per il ritardo! Questa settimana è stata un enorme gigantesco casino in cui ho dovuto mettere pure l'esame della patente (Ho la patente! Evviva!).
Non so se lo avete notato, ma solitamente, a parte questa settimana s'intende, aggiorno ogn giorni. Vi va bene che continui così o preferireste un preciso giorno della settimana?
Ciao, alla prossima!
