N/T Felice anno nuovo! Spero che abbiate passato delle buone vacanze!

E visto che sono di ottimo umore ho deciso di darvi non uno, ma ben due capitoli nuovi freschi di traduzione natalizia!


Disclaimer: Se lo conosci, è probabilmente da "La Pietra Filosofale" di JKR e non mi appartiene.


Cap. 10 Il Grifondoro Astuto


Il mattino seguente, e molto più presto di quanto avesse sperato, Narcissa notò il bel gufo reale volare verso di lei.

"Aries!" lo salutò lei mentre il gufo atterrava vicino al suo tè mattutino e allungava la zampa. "Sei arrivato presto. Draco ha scritto ieri notte subito dopo il banchetto?"

Il gufo sbatté le palpebre. Spiccò il volo dopo che lei ebbe rimosso la lettera. Aprì la lettera e sentì gli occhi uscirle fuori dalle orbite.

Madre,

Grifondoro.

Il Cappello mi ha informato che sono astuto, furbo e ambizioso, ma non riuscirò a raggiungere i miei obiettivi se non sarò coraggioso e spericolato. Secondo il Cappello nel mio cuore sono piuttosto avventato e coraggioso e altrettanto leale e ambizioso. Ha continuato ulteriormente per informarmi che sono un po' come tuo cugino. Eccetto per il fatto che ho qualche tratto più Serpeverde e che non sono una testa calda. Ma ho grandi ambizioni, e per portarle a termine non posso stare a Serpeverde, in quanto mi taglierebbe fuori dal resto del mondo magico. Sappiamo entrambi che i Serpeverde restano uniti. Per essere chiari: non ho niente contro Serpeverde e sarei stato felice lì; il Cappello non la pensava così, pensava che sarei stato meglio con i Grifondoro. Sarò diverso dal comune Grifondoro in quanto penso prima di gettarmi nel pericolo, grazie alla mia Serpeverd-ità.

Ho avuto una LUNGA conversazione. Con un Cappello.

Il CAPPELLO mi ha messo a Grifondoro. Per favore fallo presente a mio Padre.

Passando ad altro: un Weasley è a Serpeverde.

Harry è a Grifondoro con me. Pare che il Cappello volesse mettere Harry a Serpeverde, ma è lui venuto a Grifondoro siccome io ero qui. Ha detto di aver chiesto al Cappello di metterlo a Grifondoro invece che Serpeverde. Non ero al corrente che il Cappello funzionasse a quel modo. Non ho ancora notato nessuna tendenza simil-Serpeverde da parte di Harry, ma forse siamo più simili di quanto abbia pensato all'inizio?

Sono emozionato per l'inizio delle lezioni domani mattina. So che dovrei essere a letto a dormire, ma non ci riesco, sono preoccupato per la tua reazione al mio smistamento a Grifondoro.

Per favore non arrabbiarti.

Con affetto il tuo devoto figlio,

Draco

Narcissa piegò la lettera e la infilò in tasca. Si ricordava la reazione della Famiglia Black quando Sirius era stato smistato a Grifondoro. C'erano state Strillettere per mesi, l'urlante strillante voce di sua zia che riempiva la Sala Grande di profanità e parole d'odio. Sirius era stato evitato e emarginato dalla sua famiglia per anni prima che finalmente scappasse di casa a sedici anni. Narcissa aveva preso parte nel rendere la vita di Sirius più dura del necessario, ma solo di fronte ad altri membri della famiglia. In privato era gelosa di lui. Lo vedeva interagire con i suoi amici, lo notava quando era da solo e sembrava felice. Era in qualche modo libero dalle limitazioni in cui lei viveva.

Nonostante non approvasse come fosse finito ad abbandonare le sue responsabilità come erede, capiva perché l'avesse fatto. Quello di cui si rammaricava era non essere mai riuscita a spiegare a Regulus perché suo fratello se ne fosse andato. Il bambino non riusciva a comprendere come suo fratello avesse potuto lasciarlo indietro come fece, lasciandogli tutta la pressione che essere l'erede portava con sé. Regulus non era fatto per il ruolo di leader dell'Antica e Molto Nobile Casata dei Black.

La posizione era tornata indietro a Sirius dopo la morte di Regulus e dello Zio Orion il cui testamento non era stato mai trovato, né nessuno poté trovare qualcosa per diseredare l'uomo, eppure cosa ha portato di buono alla fine? Sirius era ad Azkaban. La Famiglia Black aveva perso tutto il suo potere.

Tutto per colpa del delirio di potere dell'Oscuro Signore.

Fissando il suo ormai freddo tè, Narcissa si concesse di ricordare i due fratelli Black per come erano stati prima di Hogwarts, prima dell'ascesa dell'Oscuro Signore. Erano stati simili da bambini. Dispettosi, furbi e intelligenti. Sapevano quando diventare i piccoli principi che dovevano essere, quando tirar fuori le maniere impeccabili che ci si aspettava da loro.

Tranne in alcune occasioni in cui il brutto carattere di Sirius aveva il sopravvento e lui scattava.

Regulus non l'aveva mai fatto. Era più probabile che Regulus si zittisse e facesse come gli era stato detto.

Narcissa si corrucciò pensando al povero Regulus. Bellatrix aveva quasi tutta la colpa di aver portato Regulus verso la morte, tenendogli la mano mentre lo spingeva a unirsi ai ranghi del Signore Oscuro. Regulus si fece avanti per le idee di famiglia, il credo purosangue che solo fossero superiori a tutti. Anche se Narcissa credeva in ciò, i metodi usati dall'Oscuro Signore non erano quelli migliori da usare per ottenere i risultati voluti.

La paura al massimo non era il giusto modo di fare. La paura portava le persone a ribellarsi, opporsi e combattere.

Narcissa strinse le labbra. Di recente pensava spesso al passato. Soprattutto riguardo a Sirius sin da quando Draco aveva iniziato con tutte le sue domande. Con i suoi ragionamenti era giunta ad una conclusione: Sirius era stato incastrato dalla vera spia all'interno dell'Ordine.

Lucius sapeva chi era la spia. Lucius sapeva che il Capofamiglia dell'Antica e Nobile Casata dei Black non era colpevole e che stava per certo marcendo ad Azkaban senza una buona ragione. Lui, tuttavia, si rifiutò di dire la propria per suo cugino in modo da tenere il proprio sedere fuori di prigione. E costruì il suo regno di influenze ora che la Famiglia Black era fuori dai piedi. (N/T. Si capisce?)

Quel buffone smargiasso di Cornelius Caramell non permetterebbe mai a Sirius Black di avere un regolare processo, o anche che si indagasse più a fondo il caso. Danneggerebbe l'immagine pubblica dell'uomo e causerebbe problemi con l'opinione pubblica. Lucius lo sapeva, era il motivo per cui, le poche volte che Narcissa gli aveva chiesto di indagare il fatto di recente, Lucius le aveva riso dietro freddamente.

Voleva fare qualcosa, ma semplicemente non aveva prove per supportare le sue ipotesi riguardo Sirius Black. Nessuno l'avrebbe ascoltata senza prove e lei non aveva modo di procurarsene.

Lucius sperava che Black restasse in galera, la fortuna dei Black sarebbe andata a Draco. Narcissa si era informata su questo quando Sirius era appena andato in prigione. I goblin della Gringott l'avevano informata che Draco non era l'erede della fortuna dei Black. Loro non avevano potuto dirglielo, ma Narcissa sapeva chi Sirius avesse nominato come erede: Harry Potter.

Ora lei ne era sicura. Non c'era modo che Sirius fosse passato al lato Oscuro. Inoltre Harry Potter sarebbe diventato qualcuno da non sottovalutare quanto sarebbe diventato maggiorenne. Questo era il motivo per cui lei era più che a favore dell'amicizia di Draco con il bambino.

Poggiando la mano sulla lettera, Narcissa fece la sua scelta.

Draco non diventerà come suo padre. Draco si stava mostrando per quello che era. Il Cappello Parlante non sbagliava mai, non metteva mai nessuno nella Casa sbagliata. Il Cappello aveva sempre un motivo per mettere le persone dove stavano. La richiesta di Harry di essere un Grifondoro non sorprese Narcissa come era successo a Draco. Lei aveva fatto qualcosa di simile.

Narcissa rilesse la lettera ancora una volta. Leggendo tra le righe iniziò a sorridere. Draco era fiero di essere diverso da quello che ci si aspettava da lui.

Proprio come Sirius.

"Lucius?" chiamò Narcissa, alzandosi in piedi con grazia. "Ho notizie da Draco".

Lucius apparve sulla porta con un'espressione come se non fosse interessato. "Quindi?"

"Quindi? Non vuoi sapere in che Casa è?"

"Qualunque figlio mio sarebbe a Serpeverde" rispose Lucius freddamente.

"Ah. Allora non è tuo figlio" disse Narcissa sollevando un sopracciglio. "Dovrà essere il Weasley, lui è a Serpeverde".

Non c'era modo che Draco non fosse suo figlio. Sembrava una miniatura di Lucius. Era quasi tragico come i solitamente forti tratti dei Black non erano riusciti ad apparire nel bambino. L'unica cosa che aveva preso dai Black erano i suoi tempestosi occhi grigi.

Lucius aggrottò la fronte. "Che cosa ha fatto?"

"Niente. Il Cappello Parlante lo ha messo a Grifondoro".

"COSA?"

Lucius uscì infuriato dalla stanza. Sentì un ruggito del fuoco e seppe che Lucius se ne era andato. Tirando fuori un pezzo di pergamena scrisse velocemente una lettera al preside scusandosi per il comportamento di suo marito. Poi, chiese a proposito del far andare a Hogwarts studenti che non erano nella lista dalla nascita. Era sicura che non ci sarebbero stati problemi, ma chiedere era sempre la cosa giusta da fare invece che dare per scontato.

Dopo che ebbe mandato la lettera al preside, iniziò a scrivere una lettera al padre di Atlanta, Altair Black. L'uomo, se fosse andato a Hogwarts, sarebbe stato un Serpeverde modello. L'uomo aveva grandi ambizioni. Avrebbe fatto di tutto per raggiungere queste ambizioni. Con un lieve sorriso preparò la sua lettera. Lasciò dei cenni qui e là che se sua figlia avesse frequentato Hogwarts lui avrebbe favorito i suoi affari in Gran Bretagna. Quale miglior modo di dimostrare che lui era serio nel voler conoscere la società se non mandare la sua bambina a scuola lì?

La lettera successiva era per l'insegnante di Atlanta. Remus Lupin aveva frequentato Hogwarts e questo era il perché Atlanta ne sapesse così tanto della scuola. Sin da quando si era iniziata a interessare della bambina, Narcissa aveva scritto a Lupin una volta al mese informandosi sull'istruzione di Atlanta. Non le piaceva Lupin e non lo approvava come tutor di una strega purosangue della Casa dei Black. Ma col tempo aveva con riluttanza ammesso che l'uomo era intelligente e un buon insegnante. Ma era così Grifondoro.

Narcissa sapeva che Lupin aveva un debole per la bambina. Quello che Atlanta voleva avrebbe avuto, entro certi limiti. Lupin non viziava la bambina, ma gliela lasciava passar liscia con un bel po' di cose. Narcissa aveva inoltre notato che avrebbe fatto di tutto per la bambina, come fosse figlia sua.

Se Lupin avesse saputo che Atlanta voleva andare alla sua vecchia scuola, avrebbe lavorato con Circe Hilderbatch per farlo succedere. La madre di Atlanta non era molto coinvolta nella crescita di sua figlia, ma era una strega potente e influente. Dalla osservazioni di Narcissa riguardo il capofamiglia della Casa dei Black (N/T- quella americana), l'unica persona capace di fargli cambiare idea era sua moglie. Hilderbatch era il piano d'emergenza nel caso Altair non agisse da sé e mandasse Atlanta a Hogwarts. Se Lupin avesse suggerito qualcosa riguardo Atlanta alla donna,, Hilderbatch si sarebbe assicurata che Altair cedesse.

A Narcissa poteva non piacere Circe Hilderbatch, ma in questo caso il comportamento prevedibile tornava comodo.