Importante!
Questo è il secondo capitolo pubblicato oggi! Tornate indietro al capitolo 10 se non l'avete letto!
Disclaimer: Se lo conosci, è probabilmente da "La Pietra Filosofale" di JKR e non mi appartiene.
A/N Nel capitolo c'era una nota super lunga su un'altra nota nel mio profilo. È ancora lì e siete più che benvenuti a leggerla. Potrebbe spiegare alcune cose e chiarirne altrettante, perché a questo punto potreste avere delle domande. O anche non averne.
N/T La nota è in inglese. Qualora aveste delle domande posso tradurla e aggiungerla.
Cap. 11 Lezioni
I bisbigli erano noiosi. Seguivano Harry lungo i corridoi come la peste. Draco non ricordava che Harry avesse ricevuto così tanta attenzione la prima volta. Poteva essere per colpa del fatto che non era nascosto dietro degli orribili occhiali e che era con Draco invece che il Weasel allampanato. Specialmente dopo le urla di suo padre che si potevano sentire provenire dall'ufficio del preside il primo giorno di lezione.
Draco stava per morire dalla mortificazione. Quel primo giorno si aspettava che suo padre piombasse in una delle sue classi e lo trascinasse fisicamente via da scuola, ma non era successo.
Harry tentava di farsi il più piccolo possibile e di nascondere la sua cicatrice sotto la frangia, ma semplicemente tutti sapevano dove lui fosse, quando stava arrivando e decidevano di fissare, indicare e bisbigliare. Accadeva anche quando Draco non era con lui perché Harry tendeva a perdersi.
Pensava che Harry sarebbe riuscito a stare con lui, ma ogni tanto Draco si girava e lui era sparito. Harry si sarebbe poi fatto vivo, imbronciato e di cattivo umore, seguito da un nugolo di persone che stavano in punta di piedi e si spingevano l'un l'altro per dare un'occhiata al famoso Harry Potter.
"Quando finirà?" si lamentò Harry il primo mattino, seguendo Draco e cercando di nascondersi dietro di lui mentre Draco teneva gli occhi spalancati alla ricerca della testa di suo padre.
"Quando smetteranno di pensarci" rispose Draco, mentre aspettava che le scale semoventi cambiassero.
Harry era combattuto tra il bisogno di sparire e il suo sbalordimento verso Hogwarts. Il primo giorno, per distrarre i ragazzi, Hermione aveva snocciolato velocemente un flusso continuo di aneddoti. Draco non aveva mai saputo il numero delle scalinate (ce n'erano centoquarantadue), ma fu in grado di aggiungere alcune cose che Storia di Hogwarts aveva deciso di tralasciare, come il fatto che le scale il venerdì portassero in posti diversi. Harry fece la conoscenza della scala con lo scalino che svaniva nel modo peggiore, ci cadde dentro mentre andavano a colazione la seconda mattina.
Anche a Pix piacque molto l'arrivo di Harry, cantava orride canzoni e faceva cadere oggetti sulla sua testa. Draco odiava Pix. Per quanto ne sapesse lui non aveva alcuna utilità. Non riusciva nella maniera più assoluta a capire perché Hogwarts permettesse al Poltergeist di rimanere. Un altro residente di Hogwarts che non gli era mancato molto era Argus Gazza e la sua gatta Mrs. Purrs. Harry incontrò la coppia la sua prima mattina durante uno dei suoi momenti da Disperso. Aveva deciso di provare a passare una porta al terzo piano, proprio quello su cui li aveva avvisati Silente. Gazza aveva pensato che Harry stesse cercando di scassinarlo e prendere qualunque cosa ci fosse nascosta dentro. Si rifiutò di credere che Harry si fosse perso fino a quando il professor Vitious arrivò e portò via Harry verso Incantesimi, dove doveva essere in quel momento.
"Sei senza speranza" gli aveva bisbigliato Draco uno volta finita la lezione. "Non posso lasciarti da solo. Vieni, Potter"
Hermione era sconvolta dal fatto che Corvonero quasi non avesse lezioni con Grifondoro.
"Abbiamo assieme solo Incantesimi!" pianse sconvolta come lasciarono la prima lezione di incantesimi. Roteò su se stessa e si perse nella folla.
"Riuscirò mai a orientarmi?" si lamentò Harry mentre con Draco lasciavano incantesimi per dirigersi verso Trasfigurazione.
"Sì. Un giorno saprai più cose del castello che la maggior parte di quelli del settimo anno" gli offrì Draco.
Harry rise.
Mentre il Professor Vitious era un individuo rilassato e di buon umore, la McGranitt era seria. Il primo giorno annunciò che la sua materia era difficile e da non prendere alla leggera. Tuffandosi dritto nel materiale, Harry impallidì e sbiancò mentre fissava i complicati appunti apparsi sulla lavagna. Prese appunti frettolosi occhieggiando Draco che non stava prendendo appunti dettagliati. Lo aveva già fatto prima. Draco sapeva che doveva stare attento a mantenere l'apparenza di un undicenne, ma la sua testa non era neanche lontanamente su quella materia. La sua mente continuava a vagare verso la strana lettera che aveva ricevuto. All'ora in cui raggiunse Trasfigurazione sapeva che suo padre non l'avrebbe ritirato da scuola quindi si stava rilassando un poco. Sperava che sua madre gli scrivesse in mattinata e gli dicesse cos'era successo. Era molto curioso di sapere cosa il preside avesse detto a suo padre.
La sua concentrazione era così assente che non riuscì a cambiare granché nel fiammifero che doveva trasformare in uno spillo. Alla fine della prima lezione di Trasfigurazione il suo fiammifero era argentato, ma non era appuntito.
Dovrebbe essere capace di trasformare un fiammifero in uno spillo.
Draco non si mise a lavorare sulla decodifica della Lettera fino al suo terzo giorno a Hogwarts. Quella mattina aveva ricevuto una lettera dalla madre. Lei gli aveva spiegato che il preside si era ostinatamente rifiutato di rismistare Draco, ricordando a suo padre che doveva essere fiero del figlio che aveva, non di quello che lui pensava dovesse essere.
Tipico di Silente.
Storia della Magia era due intere ore di nulla. Momento perfetto per decodificare La Lettera. Approfittando della classe mezza addormentata, Draco tirò fuori La Lettera dalla sua borsa. Andò dritto all'elenco numerato.
Non avendo esattamente idea di che cosa Potter stesse cercando nella Stanza delle Necessità, Draco era grato a Atlanta I per averlo trovato. Nonostante Draco sapesse che il Signore Oscuro voleva qualsiasi cosa fosse e che quello era MOLTO importante per lui, Draco aveva temuto troppo per la sua stessa vita per prestare attenzione a quello per cui Potter stava rischiando la vita. Il fuoco e il volarci attraverso lo avevano distratto.
E ora non c'era bisogno che se ne preoccupasse.
Il punto due non gli interessava granché. Avrebbe studiato gli incantesimi come sarebbero spuntati fuori a lezione, o quando gli sarebbero serviti.
Saltò il punto tre perché non sapeva di nessuno che prima doveva essere morto e che ora è vivo. Tutti quelli che Draco sapeva essere morti erano ancora morti. Tutti quelli che sapeva essere ancora vivi erano ancora in vita.
Draco odiava il punto quattro. Era un po' turbato dal dover stare attaccato alla linea temporale. Non capiva. L'intera ragione del viaggiare indietro nel tempo era per cambiare le cose. E il suo consiglio di non cercare di cambiare gli eventi fissi, eppure non dirgli come sapere che qualcosa era fisso? Inutile. Brontolando, andò avanti cercando di scoprire chi diavolo fosse Felpato.
Mentre il Professor Rüf, professore fantasma di Hogwarts, parlava con un tono stantio di qualcosa di sbiadito e antiquato, Draco fissava il vuoto con sguardo assente. Voleva che la sua ipotesi fosse giusta. Dopo quindici minuti pensando Draco scrisse:
Felpato = Sirius Black
Aveva senso. Black si trasformava in un cane nero grande, grosso e peloso. Inoltre Sirius era in galera. Felpato gli sembrava un nome da dare a un grosso cane, così si sentiva sicuro che la sua ipotesi fosse giusta. Draco era anche sicuro che Felpato fosse la parola che Potter aveva urlato a Piton il quinto anno prima di correre verso il Ministero. Aveva senso che Potter fosse determinato a salvare Black se si trovava dove quella era nascosta, qualunque cosa quella fosse per Potter.
Draco sapeva che quella era una profezia, aveva sentito il Signore Oscuro parlarne alcune volte dopo che suo Padre aveva "perso" la profezia contro Potter.
Scoprire in cosa consiste la profezia tra P. e V.
Draco doveva trovare dei soprannomi migliori per Potter e per l'Oscuro Signore.
Cancellando le lettere che aveva scritto ci riprovò. Tutti i suoi nomignoli per Potter erano facili da indovinare e orribili. Mordicchiando la punta della sua piuma si arrese dopo un secondo e decise di scegliere un nome basandosi su qualsiasi cosa Rüf stesse blaterando.
Era tragico che Rüf stesse dilungandosi su Uric lo Strambo.
Scoprire in cosa consiste la filosofia tra Moldy e lo Strambo.
Tornato alla lettera fissò il punto cinque. Non aveva idea di chi (o cosa) fosse Tom. L'unico Tom che Draco conosceva era il barista del Paiolo Magico. Era molto poco probabile che fosse quello di cui stava parlando Atlanta I.
Se Draco avesse voluto essere onesto, non gli importava un ippogrifo volante di Tom. L'unica cosa del punto cinque che gli interessava era il fatto che chiunque fosse Lunastorta sapeva dove fosse l'appartamento di Atlanta. Solo che lui non era sicuro su chi fosse Lunastorta.
Cercare dove viveva A1 e dove si trova L'Appartamento. (N/T. A1 sta per Atlanta I come ATF sta per "Atlanta The First")
Mentre lo scriveva si rese conto di chi fosse Lunastorta. Remus Lupin era un lupo mannaro. Aggiunse un appunto di scrivere a Lupin. Per dirgli cosa, tuttavia?
Caro Lupin,
Sono un viaggiatore del tempo e conosco la versione di Atlanta Black che conoscevi a diciassette anni. Puoi per favore dirmi dov'è il suo appartamento in modo che io possa capire perché sentiva il bisogno di dirmi a proposito di questo Tom?
Quello che ancora sfortunatamente sembra un undicenne,
Draco.
Draco trattenne un una risata. Certo, avrebbe funzionato. No, doveva scoprirlo da solo e non chiedere a Lupin. Come se lui glielo avrebbe potuto dire. Draco sapeva di non piacergli, questa volta anche più di prima, visto che aveva dovuto sopportare Draco più spesso. In effetti gli aveva anche fatto da insegnante gli ultimi tre anni. E Draco si era comportato come un moccioso viziato tutto il tempo.
Non diede molta importanza ai punti sei e sette. Luna Lovegood era più giovane di lui di un anno e non era ancora a scuola. Anche senza menzionare il suo stato di viaggiatore del tempo era sicuro che, se avesse bisogno di aiuto, Hermione sarebbe stata la scelta migliore. Lovegood aveva due rotelle fuori posto. (N/T. mancavano due zellini a un falci "was two knuts short of a sickle" roba con le monete magiche, tipo: le mancavano due cent per un euro)
Draco avrebbe rispettato la sua richiesta e avrebbe lasciato che Atlanta scoprisse i suoi genitori biologici da sé. Non era sicuro di come lo avesse scoperto la prima volta. Quando l'aveva scoperto non erano amici. Draco sapeva che l'aveva scoperto solo perché era capitato che si incontrassero a Diagon Alley prima che lui iniziasse il suo quinto anno e lei aveva con noncuranza lanciato la bomba che aveva conosciuto il suo vero padre. Lui era impegnato a essere il più grande imbecille vivente e non gli era importato. Poi, quando la notizia era diventata pubblica, non gli era importato perché lei era la prole di due lupi mannari.
Punto otto. Batman.
Chi è Batman?
Non ne aveva idea. Piton un po' ricordava un pipistrello, o le persone affermavano che era come un pipistrello troppo cresciuto. Draco non lo vedeva così. Possibile che A1 si stesse riferendo a Piton?
Come era riuscita ad avvolgersi intorno a tutti? Da come ne parlava sua madre Atlanta I era sempre intorno a Regulus, un Serpeverde. Evidentemente conosceva anche Piton, ma sembrava essere in ottimi rapporti anche con Sirius Black e Lupin. Draco supponeva che né a Black né a Lupin piacesse Piton se le sue supposizioni su Piton e James Potter erano corrette.
Draco si prese la testa fra le mani. Stava presupponendo un po' troppo. Passandosi le dita fra i capelli si sgranchì il collo un momento prima di affrontare l'ultimo punto.
Gli dava la nausea, ma voleva veramente sapere come fosse morta. Lei aveva chiaramente pianificato tutto se aveva dato la lettera a Silente. E perché darla a Silente? Perché non lasciarla a Lupin se erano così vicini che lui sapeva dove lei vivesse? Batman non sapeva dove lei vivesse, né lo sapeva Felpato. E non aveva nominato Regulus nemmeno una volta.
Sempre che il soprannome di Regulus non fosse Tom. Regulus era morto, quindi poteva essere un fantasma. O qualsiasi cosa fosse Tom.
No. non aveva senso. Tom era il risultato di un incidente con una pozione e un blocco degli appunti.
"Cosa stavi facendo tutta la lezione?" chiese Harry mentre si dirigevano a pranzo.
"Pianificando" rispose Draco.
"Pianificando cosa? Dominio mondiale" chiese Harry con ilarità.
Draco ridacchiò. "Sì. Sto pianificando di prendere il controllo del mondo con un fantasma di nome Tom come cervello e Lunastorta, Felpato e Batman come miei lacchè".
"Batman? Il Giustiziere Mascherato?" (N/T Se conoscete il titolo giusto in italiano per Batman, per favore fatemelo sapere. Non me ne intendo.)
"Conosci Batman?"
Harry sbatté le palpebre stupito come se fosse Draco quello lento di comprendonio.
"È un eroe dei fumetti." rispose Harry. "Qual è il mio ruolo?"
"Guardiano del cancello" disse Draco senza pensare. Avrebbe chiesto più tardi cosa fosse un fumetto. Batman, il Giustiziere Mascherato non suonava come il nome di un personaggio simpatico.
"Guardiano del cancello?" chiese Harry incredulo.
"Sì. Dovrai tenere il cancello bello e splendente" rispose Draco mentre entravano nella Sala Grande.
Harry lanciò un'occhiata a Draco mentre lui scoppiava a ridere piegando la testa all'indietro. Harry approfittò di quel momento per arraffare il pezzetto di pergamena su cui Draco aveva scritto. Draco smise di ridere e cercò di riprenderlo, ma Harry guizzava via, riuscendo effettivamente a usare la sua piccola statura a proprio vantaggio per scappare via. Quando Draco lo raggiunse Harry lo aveva già letto.
"Perché dovresti inventare un soprannome per Sirius Black e Remus Lupin? Quello non è il nome dell'insegnante di Atlanta?" chiese Harry mentre Draco si accasciava nel posto affianco a lui.
"Sì. Mi piacciono i codici e cose del genere" rispose Draco fiaccamente. "Ero annoiato. Così ho inventato dei nomi".
"Oh? Quindi Moldy e Lo Strambo sarebbero riferiti a?"
Draco sentì le guance arrossarglisi un po' e si affrettò a riempirsi il piatto di cibo. Harry aspettò un momento prima di sospirare e restituire la pergamena a Draco. Non accennò di nuovo alla pergamena e iniziò a parlare di come avesse pensato che avere uno spettro come professore sarebbe stato molto più figo di come era in realtà.
Draco cercò in lungo e in largo il libro sui viaggi nel tempo che Atlanta I aveva menzionato della sua lettera, ma non riuscì a trovarlo. Decise che doveva essere nella Sezione Proibita. Nessun professore avrebbe lasciato andare un undicenne del primo anno nella Sezione Proibita. Avrebbe aspettato l'anno successivo. Gilderoy Allock avrebbe firmato qualunque cosa.
Quando arrivò venerdì, l'unico progresso che Draco aveva fatto era stato scoprire che una AD Black aveva dei possedimenti a Glasgow e in qualche posto vicino a Loch Monaghan a Pitlochry, Pert e Kinross, Scozia. Entrambe le proprietà gli facevano girare la testa e per quanto cercasse non era mai in grado di localizzarle su una mappa. Nonostante Draco sapesse di sapere dove si trovava Glasgow, ogni volta che guardava la mappa per cercare di capire dove AD Black avesse vissuto (anche se non aveva idea da dove cominciare) all'improvviso si trovava ad aver bisogno di fare qualcos'altro. O semplicemente si dimenticava che stava guardando una mappa della Scozia.
Gli era accaduto almeno diciassette volte prima che si arrendesse.
"Sembri frustrato" gli disse Harry venerdì mattina. Era la prima mattina in cui Harry riusciva ad arrivare in orario nella Sala Grande. Draco si alzava troppo presto per Harry, motivo per cui lui passava la maggior parte dei mattini affamato e perso o affamato perché arrivato troppo tardi per mangiare.
"Lo sono. Ricordi la strana pergamena?" Harry annuì lentamente prima che Draco continuasse, "Ecco, ho fatto dei progressi con alcune cose. Ma ho bisogno di sapere dove questo- questo appartamento sia. Non ci riesco perché ogni volta che ci provo mi dimentico cosa stavo facendo o mi ricordo di qualcos'altro di importante. Penso che sia incantato per essere dimenticabile".
Il viso di Harry si illuminò. "La magia lo può fare?"
Draco lanciò a Harry uno sguardo incredulo. "Continuo a dimenticarmi che sei nuovo qui. Certo che puoi. È magia. Hermione ti spiegherà felicemente l'incantesimo se riesco a scoprire di cosa si tratta. Sembra che funzioni come l'incantesimo Respingi Babbani funziona su di loro. Non ne conosco uno che funziona in quel modo sui maghi".
"Se scopro cosa? Di che incantesimo state parlando?" chiese Hermione che, sedendosi nel posto vuoto di fronte ai ragazzi, era arrivata per il suo momento di socialità mattutina con loro. Dalla sua espressione mentre lanciava un'occhiata a Harry si capiva che era contenta che fosse per davvero arrivato in orario per la prima volta.
"Un incantesimo per tenere le cose nascoste. Come le case" offrì Harry. "Draco sta cercando di trovare un appartamento misterioso".
"Oh! Ho sentito di quelli!" esclamò Hermione, gli occhi marroni le si illuminarono. "Di recente ho letto un libro dove era inserito un incantesimo come quello. Non riesco a ricordare- oh! L'Incanto Fidelius! Hai bisogno di un Custode Segreto per quello. Un Custode Segreto è una persona che ha il segreto nascosto dentro di sé. Sono molto complicato. Ma nasconderanno qualsiasi cosa tu voglia celare. Nessuno lo potrà trovare".
"Questo è diverso. Ho una mezza idea, perché so per certo di averlo letto, ma quando guardo in una mappa mi dimentico di colpo cosa stavo facendo o all'improvviso sto facendo qualcos'altro. È strano e non, ecco, normale. Non ho mai sentito di un incantesimo che come questo se non l'Incanto Respingi Babbani. E quello non funziona sui maghi".
Hermione, con gli occhi ancora molto illuminati, saltò su e senza dire un'altra parola corse fuori dalla Sala Grande.
Harry perplesso si voltò verso Draco perché gli spiegasse il comportamento bizzarro della loro amica. Draco alzò gli occhi al cielo tirando fuori la sua pergamena.
"Se ne va abitualmente senza salutare" disse Draco, "È molto probabile che andrà a cercare usi dell'incantesimo respingi Babbani prima della sua prima lezione. Per vedere se possono essere usati sui maghi".
Harry fece una smorfia. Draco nel frattempo scrisse:
Lunastorta Custode Segreto?
Aveva senso. Lei aveva detto che Lunastorta sapeva dove si trovava il suo appartamento. Cosa non aveva ancora senso era la sua reazione quando aveva guardato Glasgow su una cartina.
Draco infilò la pergamena in un libro e iniziò a mangiare. Mentre era impegnato a ficcarsi porridge in bocca arrivò la posta mattutina. Il primo giorno che era successo Harry era saltato in aria così male che si era rovesciato la colazione addosso. Draco immaginava che la vista di centinaia di gufi potesse essere una cosa impressionante. Quella mattina per la prima volta Draco individuò Edvige, la civetta bianca di Harry. La civetta atterrò di fronte a Harry, allungò la zampa e pareva in qualche modo soddisfatta della sua prima consegna scolastica. Harry prese la lettera e la aprì. Mentre leggeva un leggero sorriso gli illuminò il viso.
"Hagrid vuole che lo vada a trovare. Vuoi venire con me?" chiese Harry intanto che tirava fuori una piuma dalla sua borsa. Buttò giù una risposta.
Draco non voleva proprio andare, ma accettò. Sapeva che avrebbe dovuto sopportare il mezzo gigante poiché non sembrava che Harry volesse rinunciare all'uomo che gli aveva detto di essere un mago.
N/T Spero che questo doppio aggiornamento vi sia piaciuto!
Ancora Buon Anno e ci vediamo la settimana prossima!
